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martedì 14 aprile 2009

AL VISIONARIO LA PRIMA ITALIANA DEL DOCUMENTARIO SU MAGIC, IL TELESCOPIO PIU' GRANDE DEL MONDO (ARTICOLO di ARIANNA PACE)


Magic (Major Atmospheric Gamma Imaging Cerenkov) con i suoi 17 metri di diametro è il telescopio più grande riflettore del mondo ed anche il più potente. Infatti, come suggerisce l’acronimo del nome, capta i raggi gamma, radiazioni ad onde cortissime e quindi altissima energia, da molto lontano… Addirittura molto più di quanto non si pensasse!
Proprio l’anno scorso è stato avvistato un enorme buco nero (un miliardo di volte la massa del nostro Sole) in continuo accrescimento che sta inglobando la sua galassia 3C279 a 6 miliardi di anni luce- la metà del raggio dell’intero universo- da noi. Questa osservazione (italiana!) ha così dimostrato che l’universo è più buio di quanto non si pensasse ed ha messo in discussione l’ultimo secolo di studi di fisica poichè sfida le attuali teorie sulla "densità" della luce, come in un comunicato stampa del 26 giugno scorso spiega il prof. De Angelis, responsabile nazionale del progetto e professore all’Università di Udine. Infatti si inserisce anche l’università udinese (per l’Italia al lavoro con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’Istituto Nazionale di Astrofisica e le università di Padova e Siena) nel quadro internazionale che lavora con Magic.
E sarà proprio a Udine che verrà proiettato in prima visione italiana il documentario “Magic, occhi per l’universo estremo”, di Peter Rixner, lunedì 20 aprile alle 17.00, con ingresso libero e gratuito. L’evento è organizzato dal CEC –Centro Espressioni Cinematografiche, dall’AIF – Associazione per l’Insegnamento della Fisica e dall’Università degli Studi di Udine. Il documentario è stato realizzato in occasione della prossima inaugurazione del clone di Magic: il telescopio Magic2 che, posizionato accanto al gemello sull’isola di La Palma (Canarie), consentirà di esplorare zone dello spazio ancora più remote. La proiezione sarà introdotta dall'astrofisica Margherita Hack, professoressa (dal ’64 al ’97) emerita (dal ’98) di astronomia all’Università di Trieste e grande divulgatrice scientifica.
Il 25 aprile verrà inaugurato all’isola di La Palma (Canarie) il gemello del telescopio Magic, che con i suoi 17 metri di diametro è il più grande riflettore al mondo. Il telescopio osserva l’universo attraverso i raggi gamma, particelle di luce di altissima energia; lo strumento nasce da una collaborazione mondiale di cui Germania, Italia, Spagna e Svizzera sono i principali artefici. Per l’Italia partecipano l'INFN, l'INAF e le università di Padova, Siena e Udine. L’Italia è responsabile dell’ottica, che è la più grande al mondo, e di parte dell’elettronica e del software.
Per l’inizio del funzionamento del telescopio Magic2, che consentirà di esplorare regioni dell’universo mai viste prima, è stato realizzato il documentario “Magic, occhi per l’universo estremo”, di Peter Rixner. La “prima visione” italiana verrà proiettata al Cinema Teatro Nuovo Visionario di Udine, via Asquini 33, il 20 Aprile alle 17. La presentazione è aperta al pubblico, e l’ingresso è libero e gratuito. L’evento è organizzato dall’Università degli Studi di Udine, dal CEC – Centro Espressioni Cinematografiche, e dall’AIF – Associazione per l’Insegnamento della Fisica.
Il documentario verrà presentato dall’astrofisica Margherita Hack.
Per informazioni:Alessandro De Angelis, responsabile nazionale Magic, 0432 558233Massimo Persic, coordinatore scientifico, 0432 558209
ARIANNA PACE

AL VISIONARIO LA PRIMA ITALIANA DEL DOCUMENTARIO SU MAGIC, IL TELESCOPIO PIU' GRANDE DEL MONDO (ARTICOLO di ARIANNA PACE)


Magic (Major Atmospheric Gamma Imaging Cerenkov) con i suoi 17 metri di diametro è il telescopio più grande riflettore del mondo ed anche il più potente. Infatti, come suggerisce l’acronimo del nome, capta i raggi gamma, radiazioni ad onde cortissime e quindi altissima energia, da molto lontano… Addirittura molto più di quanto non si pensasse!
Proprio l’anno scorso è stato avvistato un enorme buco nero (un miliardo di volte la massa del nostro Sole) in continuo accrescimento che sta inglobando la sua galassia 3C279 a 6 miliardi di anni luce- la metà del raggio dell’intero universo- da noi. Questa osservazione (italiana!) ha così dimostrato che l’universo è più buio di quanto non si pensasse ed ha messo in discussione l’ultimo secolo di studi di fisica poichè sfida le attuali teorie sulla "densità" della luce, come in un comunicato stampa del 26 giugno scorso spiega il prof. De Angelis, responsabile nazionale del progetto e professore all’Università di Udine. Infatti si inserisce anche l’università udinese (per l’Italia al lavoro con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’Istituto Nazionale di Astrofisica e le università di Padova e Siena) nel quadro internazionale che lavora con Magic.
E sarà proprio a Udine che verrà proiettato in prima visione italiana il documentario “Magic, occhi per l’universo estremo”, di Peter Rixner, lunedì 20 aprile alle 17.00, con ingresso libero e gratuito. L’evento è organizzato dal CEC –Centro Espressioni Cinematografiche, dall’AIF – Associazione per l’Insegnamento della Fisica e dall’Università degli Studi di Udine. Il documentario è stato realizzato in occasione della prossima inaugurazione del clone di Magic: il telescopio Magic2 che, posizionato accanto al gemello sull’isola di La Palma (Canarie), consentirà di esplorare zone dello spazio ancora più remote. La proiezione sarà introdotta dall'astrofisica Margherita Hack, professoressa (dal ’64 al ’97) emerita (dal ’98) di astronomia all’Università di Trieste e grande divulgatrice scientifica.
Il 25 aprile verrà inaugurato all’isola di La Palma (Canarie) il gemello del telescopio Magic, che con i suoi 17 metri di diametro è il più grande riflettore al mondo. Il telescopio osserva l’universo attraverso i raggi gamma, particelle di luce di altissima energia; lo strumento nasce da una collaborazione mondiale di cui Germania, Italia, Spagna e Svizzera sono i principali artefici. Per l’Italia partecipano l'INFN, l'INAF e le università di Padova, Siena e Udine. L’Italia è responsabile dell’ottica, che è la più grande al mondo, e di parte dell’elettronica e del software.
Per l’inizio del funzionamento del telescopio Magic2, che consentirà di esplorare regioni dell’universo mai viste prima, è stato realizzato il documentario “Magic, occhi per l’universo estremo”, di Peter Rixner. La “prima visione” italiana verrà proiettata al Cinema Teatro Nuovo Visionario di Udine, via Asquini 33, il 20 Aprile alle 17. La presentazione è aperta al pubblico, e l’ingresso è libero e gratuito. L’evento è organizzato dall’Università degli Studi di Udine, dal CEC – Centro Espressioni Cinematografiche, e dall’AIF – Associazione per l’Insegnamento della Fisica.
Il documentario verrà presentato dall’astrofisica Margherita Hack.
Per informazioni:Alessandro De Angelis, responsabile nazionale Magic, 0432 558233Massimo Persic, coordinatore scientifico, 0432 558209
ARIANNA PACE

AL VISIONARIO LA PRIMA ITALIANA DEL DOCUMENTARIO SU MAGIC, IL TELESCOPIO PIU' GRANDE DEL MONDO (ARTICOLO di ARIANNA PACE)


Magic (Major Atmospheric Gamma Imaging Cerenkov) con i suoi 17 metri di diametro è il telescopio più grande riflettore del mondo ed anche il più potente. Infatti, come suggerisce l’acronimo del nome, capta i raggi gamma, radiazioni ad onde cortissime e quindi altissima energia, da molto lontano… Addirittura molto più di quanto non si pensasse!
Proprio l’anno scorso è stato avvistato un enorme buco nero (un miliardo di volte la massa del nostro Sole) in continuo accrescimento che sta inglobando la sua galassia 3C279 a 6 miliardi di anni luce- la metà del raggio dell’intero universo- da noi. Questa osservazione (italiana!) ha così dimostrato che l’universo è più buio di quanto non si pensasse ed ha messo in discussione l’ultimo secolo di studi di fisica poichè sfida le attuali teorie sulla "densità" della luce, come in un comunicato stampa del 26 giugno scorso spiega il prof. De Angelis, responsabile nazionale del progetto e professore all’Università di Udine. Infatti si inserisce anche l’università udinese (per l’Italia al lavoro con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’Istituto Nazionale di Astrofisica e le università di Padova e Siena) nel quadro internazionale che lavora con Magic.
E sarà proprio a Udine che verrà proiettato in prima visione italiana il documentario “Magic, occhi per l’universo estremo”, di Peter Rixner, lunedì 20 aprile alle 17.00, con ingresso libero e gratuito. L’evento è organizzato dal CEC –Centro Espressioni Cinematografiche, dall’AIF – Associazione per l’Insegnamento della Fisica e dall’Università degli Studi di Udine. Il documentario è stato realizzato in occasione della prossima inaugurazione del clone di Magic: il telescopio Magic2 che, posizionato accanto al gemello sull’isola di La Palma (Canarie), consentirà di esplorare zone dello spazio ancora più remote. La proiezione sarà introdotta dall'astrofisica Margherita Hack, professoressa (dal ’64 al ’97) emerita (dal ’98) di astronomia all’Università di Trieste e grande divulgatrice scientifica.
Il 25 aprile verrà inaugurato all’isola di La Palma (Canarie) il gemello del telescopio Magic, che con i suoi 17 metri di diametro è il più grande riflettore al mondo. Il telescopio osserva l’universo attraverso i raggi gamma, particelle di luce di altissima energia; lo strumento nasce da una collaborazione mondiale di cui Germania, Italia, Spagna e Svizzera sono i principali artefici. Per l’Italia partecipano l'INFN, l'INAF e le università di Padova, Siena e Udine. L’Italia è responsabile dell’ottica, che è la più grande al mondo, e di parte dell’elettronica e del software.
Per l’inizio del funzionamento del telescopio Magic2, che consentirà di esplorare regioni dell’universo mai viste prima, è stato realizzato il documentario “Magic, occhi per l’universo estremo”, di Peter Rixner. La “prima visione” italiana verrà proiettata al Cinema Teatro Nuovo Visionario di Udine, via Asquini 33, il 20 Aprile alle 17. La presentazione è aperta al pubblico, e l’ingresso è libero e gratuito. L’evento è organizzato dall’Università degli Studi di Udine, dal CEC – Centro Espressioni Cinematografiche, e dall’AIF – Associazione per l’Insegnamento della Fisica.
Il documentario verrà presentato dall’astrofisica Margherita Hack.
Per informazioni:Alessandro De Angelis, responsabile nazionale Magic, 0432 558233Massimo Persic, coordinatore scientifico, 0432 558209
ARIANNA PACE

mercoledì 8 aprile 2009

PRESENTATO IL LIBRO "GRETA VIDAL" DI ANTONELLA SBUELZ CARIGNANI AI RAGAZZI DEL LICEO JACOPO STELLINI (ARTICOLO di ARIANNA PACE)

Debutta con questo articolo la giovanissima Arianna Pace (18 anni), studentessa dell'ultimo anno dello Stellini di Udine.

Nel primo pomeriggio di lunedì 6 aprile il liceo classico “J. Stellini” ha accolto la scrittrice Antonella Sbuelz che ha presentato il suo nuovo libro (da febbraio nelle librerie, pp. 352 € 19,50 Frassinelli editore).
L'autrice ha esordito descrivendo l'ambientazione che fa da cornice alla vicenda: la Fiume di D'Annunzio, tra il settembre 1919 e il Natale del 1920. Al giorno d'oggi i libri di storia presentano il capitolo di Fiume in poche righe, semplificando e assimilando in schematismi, che ovviamente non permettono di comprendere la vera complessità dell'evento, e superficialmente assimilandola al fascismo che stava per prendere il potere in Italia.
Ma non è della storia dei libri di scuola che si occupa Antonella Sbuelz. Iniziata la sua ricerca storica e culturale per motivi personali (racconta di aver passato dei momenti felicissimi nella sua infanzia ad Abbazia, città vicina a Fiume), è stata poi trascinata a proseguire dal fascino intellettuale che ha esercitato su di lei questo momento storico.
“In quegli anni l'Europa stava rinascendo dalle sue ceneri dopo il suicidio della prima guerra mondiale e come nel cubo di Rubik ogni mossa apre una varietà inaspettata di possibilità, così anche la vicenda di Fiume avrebbe potuto fino all'ultimo concludersi in qualsiasi altro modo e influenzare tutta la storia successiva” (parafrasando parole della scrittrice).
I suoi protagonisti risentono di questa totipotenzialità che l'esperienza fiumana forniva alla storia che stava per essere scritta: le scelte che sono obbligati a compiere sono strettamente collegate a ciò che sta avvenendo attorno a loro.
Greta è una ragazza di 18 anni che, affascinata dagli avvenimenti, per il desiderio di capirli e comprenderli – nel libro capire è il verbo più frequentemente associato a Greta - scappa da una finestra del collegio fiumano dove studia. Uscita dal suo istituto, incontra e si innamora di Tullio, giovane di 26 anni, ex aviatore, che sta cercando di superare i “quattro anni di vita disumana” vissuti in prima persona nella Grande Guerra - l'autrice stessa è a tal punto toccata da questa tremenda pagina della storia mondiale da “sentirsi in imbarazzo a parlarne” - credendo in qualcosa di nuovo, in una palingenesi sociale.
E Fiume è stato proprio qualcosa di nuovo, un “laboratorio di controsocietà”, un simbolo e un mito. Ma la conclusione drammatica della vicenda fiumana nel Natale di Sangue influirà tragicamente anche sul destino di Greta e Tullio, di tutti quelli che come loro avevano creduto in questa avventura, in questa città dove c'era “un artista al potere”.
I ragazzi presenti hanno ascoltato con interesse e partecipazione, intervenendo con domande e proponendo letture scelte di brani del libro. Non tutti i giorni si può avere la fortuna di incontrare una scrittrice preparatissima ed interessata a far apprezzare la particolarità di quel momento storico e i suoi protagonisti più che esclusivamente il suo romanzo.
ARIANNA PACE

PRESENTATO IL LIBRO "GRETA VIDAL" DI ANTONELLA SBUELZ CARIGNANI AI RAGAZZI DEL LICEO JACOPO STELLINI (ARTICOLO di ARIANNA PACE)

Debutta con questo articolo la giovanissima Arianna Pace (18 anni), studentessa dell'ultimo anno dello Stellini di Udine.

Nel primo pomeriggio di lunedì 6 aprile il liceo classico “J. Stellini” ha accolto la scrittrice Antonella Sbuelz che ha presentato il suo nuovo libro (da febbraio nelle librerie, pp. 352 € 19,50 Frassinelli editore).
L'autrice ha esordito descrivendo l'ambientazione che fa da cornice alla vicenda: la Fiume di D'Annunzio, tra il settembre 1919 e il Natale del 1920. Al giorno d'oggi i libri di storia presentano il capitolo di Fiume in poche righe, semplificando e assimilando in schematismi, che ovviamente non permettono di comprendere la vera complessità dell'evento, e superficialmente assimilandola al fascismo che stava per prendere il potere in Italia.
Ma non è della storia dei libri di scuola che si occupa Antonella Sbuelz. Iniziata la sua ricerca storica e culturale per motivi personali (racconta di aver passato dei momenti felicissimi nella sua infanzia ad Abbazia, città vicina a Fiume), è stata poi trascinata a proseguire dal fascino intellettuale che ha esercitato su di lei questo momento storico.
“In quegli anni l'Europa stava rinascendo dalle sue ceneri dopo il suicidio della prima guerra mondiale e come nel cubo di Rubik ogni mossa apre una varietà inaspettata di possibilità, così anche la vicenda di Fiume avrebbe potuto fino all'ultimo concludersi in qualsiasi altro modo e influenzare tutta la storia successiva” (parafrasando parole della scrittrice).
I suoi protagonisti risentono di questa totipotenzialità che l'esperienza fiumana forniva alla storia che stava per essere scritta: le scelte che sono obbligati a compiere sono strettamente collegate a ciò che sta avvenendo attorno a loro.
Greta è una ragazza di 18 anni che, affascinata dagli avvenimenti, per il desiderio di capirli e comprenderli – nel libro capire è il verbo più frequentemente associato a Greta - scappa da una finestra del collegio fiumano dove studia. Uscita dal suo istituto, incontra e si innamora di Tullio, giovane di 26 anni, ex aviatore, che sta cercando di superare i “quattro anni di vita disumana” vissuti in prima persona nella Grande Guerra - l'autrice stessa è a tal punto toccata da questa tremenda pagina della storia mondiale da “sentirsi in imbarazzo a parlarne” - credendo in qualcosa di nuovo, in una palingenesi sociale.
E Fiume è stato proprio qualcosa di nuovo, un “laboratorio di controsocietà”, un simbolo e un mito. Ma la conclusione drammatica della vicenda fiumana nel Natale di Sangue influirà tragicamente anche sul destino di Greta e Tullio, di tutti quelli che come loro avevano creduto in questa avventura, in questa città dove c'era “un artista al potere”.
I ragazzi presenti hanno ascoltato con interesse e partecipazione, intervenendo con domande e proponendo letture scelte di brani del libro. Non tutti i giorni si può avere la fortuna di incontrare una scrittrice preparatissima ed interessata a far apprezzare la particolarità di quel momento storico e i suoi protagonisti più che esclusivamente il suo romanzo.
ARIANNA PACE

PRESENTATO IL LIBRO "GRETA VIDAL" DI ANTONELLA SBUELZ CARIGNANI AI RAGAZZI DEL LICEO JACOPO STELLINI (ARTICOLO di ARIANNA PACE)

Debutta con questo articolo la giovanissima Arianna Pace (18 anni), studentessa dell'ultimo anno dello Stellini di Udine.

Nel primo pomeriggio di lunedì 6 aprile il liceo classico “J. Stellini” ha accolto la scrittrice Antonella Sbuelz che ha presentato il suo nuovo libro (da febbraio nelle librerie, pp. 352 € 19,50 Frassinelli editore).
L'autrice ha esordito descrivendo l'ambientazione che fa da cornice alla vicenda: la Fiume di D'Annunzio, tra il settembre 1919 e il Natale del 1920. Al giorno d'oggi i libri di storia presentano il capitolo di Fiume in poche righe, semplificando e assimilando in schematismi, che ovviamente non permettono di comprendere la vera complessità dell'evento, e superficialmente assimilandola al fascismo che stava per prendere il potere in Italia.
Ma non è della storia dei libri di scuola che si occupa Antonella Sbuelz. Iniziata la sua ricerca storica e culturale per motivi personali (racconta di aver passato dei momenti felicissimi nella sua infanzia ad Abbazia, città vicina a Fiume), è stata poi trascinata a proseguire dal fascino intellettuale che ha esercitato su di lei questo momento storico.
“In quegli anni l'Europa stava rinascendo dalle sue ceneri dopo il suicidio della prima guerra mondiale e come nel cubo di Rubik ogni mossa apre una varietà inaspettata di possibilità, così anche la vicenda di Fiume avrebbe potuto fino all'ultimo concludersi in qualsiasi altro modo e influenzare tutta la storia successiva” (parafrasando parole della scrittrice).
I suoi protagonisti risentono di questa totipotenzialità che l'esperienza fiumana forniva alla storia che stava per essere scritta: le scelte che sono obbligati a compiere sono strettamente collegate a ciò che sta avvenendo attorno a loro.
Greta è una ragazza di 18 anni che, affascinata dagli avvenimenti, per il desiderio di capirli e comprenderli – nel libro capire è il verbo più frequentemente associato a Greta - scappa da una finestra del collegio fiumano dove studia. Uscita dal suo istituto, incontra e si innamora di Tullio, giovane di 26 anni, ex aviatore, che sta cercando di superare i “quattro anni di vita disumana” vissuti in prima persona nella Grande Guerra - l'autrice stessa è a tal punto toccata da questa tremenda pagina della storia mondiale da “sentirsi in imbarazzo a parlarne” - credendo in qualcosa di nuovo, in una palingenesi sociale.
E Fiume è stato proprio qualcosa di nuovo, un “laboratorio di controsocietà”, un simbolo e un mito. Ma la conclusione drammatica della vicenda fiumana nel Natale di Sangue influirà tragicamente anche sul destino di Greta e Tullio, di tutti quelli che come loro avevano creduto in questa avventura, in questa città dove c'era “un artista al potere”.
I ragazzi presenti hanno ascoltato con interesse e partecipazione, intervenendo con domande e proponendo letture scelte di brani del libro. Non tutti i giorni si può avere la fortuna di incontrare una scrittrice preparatissima ed interessata a far apprezzare la particolarità di quel momento storico e i suoi protagonisti più che esclusivamente il suo romanzo.
ARIANNA PACE