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venerdì 13 febbraio 2009

IL PERSONAGGIO DEL VENERDI': SALVATORE GALIOTO, MEDICO E POLITICO (RUBRICA di PATRIZIA PUGLIESE)

(In foto gli 8 candidati sindaco di Udine alle ultime elezioni del 13-14 aprile 2008. Salvatore Galioto è il primo in alto a sinistra. Seguono da sinistra a destra e dall'alto in basso Rodolfo Console Battilana, Stefano Salmè, Giovanni Ortis, Diego Volpe Pasini, Furio Honsell, Massimo Di Giorgio, Enzo Cainero. Foto tratta da http://www.udine20.it/)



“Non dire di me se di me non sai. Pensa di te e poi di me dirai.”

Classe 1955. Padre, uomo, politico e medico di Catania dal 1980 risiede a Udine.
Intervistare Salvatore non è facile, è un vulcano, un concentrato di idee. Dotato di un gran senso dell’umorismo, è sinceramente il tipo di persona che mi piace, alla mano, senza tanti giri di parole, con il quale è gradevolissimo intrattenersi. Nonostante gli anni passati a Udine, Salvatore conserva uno spiccato accento siciliano e un sorriso grande, enorme.
Perché Udine?
"Perché negli anni ’80 c’era carenza di personale nel settore medico e poi ci sono rimasto…Ho fatto famiglia, una moglie da cui ho divorziato dieci anni fa e due figli maschi di ventitré e diciasette anni che vivono con me."
Ci racconti la storia del suo successo, quanta gavetta?
"Tanta, ma senza pazienza non si fa nulla…Sono specializzato in odontoiatria, endoscopia digestiva e chirurgia generale. Appena sono arrivato a Udine ho lavorato presso l’ambulatorio di via San Valentino, poi ho fatto l’ufficiale medico presso l’ospedale militare di Udine come caporeparto di chirurgia generale e in seguito è iniziata la mia avventura presso vari sindacati militari, Cobar, Coir, Cocer. La passione per la politica, invece, mi è venuta in Sicilia, nel lontano 1995, tra le file del movimento sociale di Catania. Sono un uomo di destra, lo sono sempre stato e sempre lo sarò."
Dispiaciuto per non essere riuscito a diventare sindaco? A tutti è noto che l’attuale primo cittadino di Udine è Honsell, ex rettore dell’Università…
"No, no per carità… E’ stata un’esperienza, sono grato ai miei pazienti… che mi hanno votato."
A proposito di pazienti, quella più nota in questi giorni è Eluana Englaro che ha diviso l’Italia in due, catalizzando su di sé l’attenzione pubblica e aprendo un ampio dibattito che ancora, anche dopo la sua morte, non cessa di finire. Salvatore, cosa ne pensi? Trattasi di omicidio, suicidio o liberazione?
"Trattasi di PIETAS, intesa come misericordia, sentimento d’amore, rispetto della famiglia, cioè trattasi di amore di un padre verso la figlia e niente più…poi è stato tutto uno specularci sopra sia a livello nazionale, ma anche soprattutto locale."
Il caso Englaro come la Divina Commedia di Dante? Regge il confronto secondo te?
"Certo!" Nel frattempo Salvatore cerca una caramella ma non la trova …E continua "La Divina Commedia atto 2 con le cantiche scritte al contrario… Nel caso Englaro siamo passati dal Paradiso, al Purgatorio fino ad arrivare all’Inferno, che non dura da una settimana ma bensì da diciassette anni."
Come medico e come padre ti saresti comportato così, come il papà di Eluana?
"Sì, a Beppino va tutta la mia stima, sua figlia era morta diciasette anni fa, fonti non del tutto autorevoli ma in parte attendibili, sostengono che Eluana giunta ad Udine era gonfia e piena di piaghe da decubito…Veniva girata in continuazione dal personale medico volontario…Purtroppo, viste le condizioni e le piaghe, numerose e sparse per il corpo, Eluana emanava cattivi odori. La stanza affittata dal padre aveva un’aria irrespirabile."
Da chi hai appreso questa notizia?
"Da qualcuno che in questi giorni era lì, che lavorava alla Quiete. Ovviamente non so se è attendibile o meno questa notizia ma io te la comunico."
E’ per questo che si intendeva in un primo momento cremarla? Per il cattivo odore che emanava?
"Probabilmente sì. Potrei sposare questa teoria…ma bisogna sempre accertarsi che questa corrisponda a verità e questo non lo sapremo mai."
Come mai gli organi non sono stati donati? Eluana non dipendeva da macchine ma solo dal sondino attraverso cui si alimentava…
"La risposta è proprio contenuta nella domanda, anzi è consequenziale. Chissà come era ridotta, la poveretta!…Credo davvero male…Visto che gli organi non sono stati donati."
Sicuramente, pensi che sia stato fatto tutto il possibile da un punto di vista medico ed etico?
"Si, credo tutto il possibile. Eluana non era più una persona normale era una parvenza,
un’immagine tramontata di se stessa: la gente rifiuta questa idea, perché la malattia con le sue conseguenze fa paura."
Tu e i malati. Una convivenza che dura una vita… Racconta…
"Ne ho visti tanti e per molti essere malati corrisponde ad essere morti. Chi è medico deve imparare a convivere da subito, con quello che rappresenta il declino di una persona affetta da qualche patologia, o come, nel caso della povera Eluana in seguito ad un incidente stradale."
Se ti avessero proposto di occuparti di Eluana?
"Avrei accettato. Stimo molto l’operato del collega De Monte. Il protocollo è stato rispettato."
Caso politico, etico-morale, sociale, medico… L’universo Eluana racchiude tutto questo?
"Sì e anche molto di più. Abbiamo assistito ad un enorme spettacolo mediatico, una trincea piena di soldati armati e dall’altra parte un padre che ha semplicemente rispettato il volere della figlia."
Quanta politica c’è nel caso Eluana?
"Tanta e troppa. Abbiamo varcato la soglia della rispettabilità delle coscienze."
Come ha commentato la notizia su Barillari e le sue dimissioni?
"Rispetto in pieno la sua scelta sia come uomo che come medico… L’ho chiamato ieri sera e gli ho espresso la mia solidarietà."
Udine ha scelto Eluana o Eluana ha scelto Udine?
"Ha scelto il padre, friulano e saggio. Con il caso di sua figlia ha voluto rivendicare la non vita di circa 3000 pazienti come lei… Non è un caso che non abbia portato sua figlia in Svizzera, dove esiste la morte dolce, la cosiddetta “puntura della morte”, è risaputo che lì questo tipo di fine è legalizzata. Credo che Eluana fosse in situazione molto precaria e visto che doveva comunque morire, il padre ha deciso di dare una visione sofferta sulla sua fine per svegliare, appunto le coscienze."
Da medico, perché la gestione degli ultimi giorni è stata affidata ad una clinica privata, la Quiete e tolta alla casa di cura Città di Udine?
"Perché la casa di cura città di Udine è stata ricattata dal ministro Sacconi. A tutti è noto che la casa di cura è convenzionata con il Sistema Nazionale Sanitario…"
Come dire, se voi accettate Eluana vi togliamo la convenzione…
"Esattamente. Questo tipo di gioco non si poteva applicare alla Quiete che è notoriamente una clinica privata non convenzionata."
La Quiete … il cui maggiore azionista è il comune di Udine… Come la mettiamo?
"Si, il maggiore azionista è il Comune di Udine che ha a capo un sindaco di sinistra, Honsell, che è stato appoggiato dalla chiesa e dalla quale ha preso i voti. Quella stessa chiesa che si schiera contro la morte di Eluana, sostiene un sindaco che la pensa in tutt’altra maniera… Se non siamo stupidi…Si è creato un circolo vizioso… Di cui è difficile venirne a capo…"
Di Berlusconi che a spada tratta difende il diritto alla vita di Eluana…anche lui dedito al cattolicesimo?
"Diciamo che ha voluto dare un contentino al cattolicesimo… E noi poveri cristiani che ci illudiamo di essere nel giusto, sulla retta via, tanto per purificare le nostre coscienze. Ci vorrebbe un ritorno ai cari e vecchi valori dei nostri trisavoli."
Il caso Englaro non come caso italiano… proiettiamolo nell’America di Obama…
"Questo caso in America non sarebbe stato un caso di cui parlare e sparlare. L’errore che commettiamo noi italiani è quello di renderci americani quando non lo siamo, non siamo pronti ad aperture di questo tipo. L’italiano medio ha una visione più che altro provinciale della vita."
Come ricorderà il caso Eluana e come lo racconterà, un giorno ai suoi nipoti?
"Mi piacerebbe sintetizzare questa triste storia con un titolo apparso su qualche giornale il giorno della sua morte: 'Lo stato si sveglia Eluana muore'."

IL PERSONAGGIO DEL VENERDI': SALVATORE GALIOTO, MEDICO E POLITICO (RUBRICA di PATRIZIA PUGLIESE)

(In foto gli 8 candidati sindaco di Udine alle ultime elezioni del 13-14 aprile 2008. Salvatore Galioto è il primo in alto a sinistra. Seguono da sinistra a destra e dall'alto in basso Rodolfo Console Battilana, Stefano Salmè, Giovanni Ortis, Diego Volpe Pasini, Furio Honsell, Massimo Di Giorgio, Enzo Cainero. Foto tratta da http://www.udine20.it/)



“Non dire di me se di me non sai. Pensa di te e poi di me dirai.”

Classe 1955. Padre, uomo, politico e medico di Catania dal 1980 risiede a Udine.
Intervistare Salvatore non è facile, è un vulcano, un concentrato di idee. Dotato di un gran senso dell’umorismo, è sinceramente il tipo di persona che mi piace, alla mano, senza tanti giri di parole, con il quale è gradevolissimo intrattenersi. Nonostante gli anni passati a Udine, Salvatore conserva uno spiccato accento siciliano e un sorriso grande, enorme.
Perché Udine?
"Perché negli anni ’80 c’era carenza di personale nel settore medico e poi ci sono rimasto…Ho fatto famiglia, una moglie da cui ho divorziato dieci anni fa e due figli maschi di ventitré e diciasette anni che vivono con me."
Ci racconti la storia del suo successo, quanta gavetta?
"Tanta, ma senza pazienza non si fa nulla…Sono specializzato in odontoiatria, endoscopia digestiva e chirurgia generale. Appena sono arrivato a Udine ho lavorato presso l’ambulatorio di via San Valentino, poi ho fatto l’ufficiale medico presso l’ospedale militare di Udine come caporeparto di chirurgia generale e in seguito è iniziata la mia avventura presso vari sindacati militari, Cobar, Coir, Cocer. La passione per la politica, invece, mi è venuta in Sicilia, nel lontano 1995, tra le file del movimento sociale di Catania. Sono un uomo di destra, lo sono sempre stato e sempre lo sarò."
Dispiaciuto per non essere riuscito a diventare sindaco? A tutti è noto che l’attuale primo cittadino di Udine è Honsell, ex rettore dell’Università…
"No, no per carità… E’ stata un’esperienza, sono grato ai miei pazienti… che mi hanno votato."
A proposito di pazienti, quella più nota in questi giorni è Eluana Englaro che ha diviso l’Italia in due, catalizzando su di sé l’attenzione pubblica e aprendo un ampio dibattito che ancora, anche dopo la sua morte, non cessa di finire. Salvatore, cosa ne pensi? Trattasi di omicidio, suicidio o liberazione?
"Trattasi di PIETAS, intesa come misericordia, sentimento d’amore, rispetto della famiglia, cioè trattasi di amore di un padre verso la figlia e niente più…poi è stato tutto uno specularci sopra sia a livello nazionale, ma anche soprattutto locale."
Il caso Englaro come la Divina Commedia di Dante? Regge il confronto secondo te?
"Certo!" Nel frattempo Salvatore cerca una caramella ma non la trova …E continua "La Divina Commedia atto 2 con le cantiche scritte al contrario… Nel caso Englaro siamo passati dal Paradiso, al Purgatorio fino ad arrivare all’Inferno, che non dura da una settimana ma bensì da diciassette anni."
Come medico e come padre ti saresti comportato così, come il papà di Eluana?
"Sì, a Beppino va tutta la mia stima, sua figlia era morta diciasette anni fa, fonti non del tutto autorevoli ma in parte attendibili, sostengono che Eluana giunta ad Udine era gonfia e piena di piaghe da decubito…Veniva girata in continuazione dal personale medico volontario…Purtroppo, viste le condizioni e le piaghe, numerose e sparse per il corpo, Eluana emanava cattivi odori. La stanza affittata dal padre aveva un’aria irrespirabile."
Da chi hai appreso questa notizia?
"Da qualcuno che in questi giorni era lì, che lavorava alla Quiete. Ovviamente non so se è attendibile o meno questa notizia ma io te la comunico."
E’ per questo che si intendeva in un primo momento cremarla? Per il cattivo odore che emanava?
"Probabilmente sì. Potrei sposare questa teoria…ma bisogna sempre accertarsi che questa corrisponda a verità e questo non lo sapremo mai."
Come mai gli organi non sono stati donati? Eluana non dipendeva da macchine ma solo dal sondino attraverso cui si alimentava…
"La risposta è proprio contenuta nella domanda, anzi è consequenziale. Chissà come era ridotta, la poveretta!…Credo davvero male…Visto che gli organi non sono stati donati."
Sicuramente, pensi che sia stato fatto tutto il possibile da un punto di vista medico ed etico?
"Si, credo tutto il possibile. Eluana non era più una persona normale era una parvenza,
un’immagine tramontata di se stessa: la gente rifiuta questa idea, perché la malattia con le sue conseguenze fa paura."
Tu e i malati. Una convivenza che dura una vita… Racconta…
"Ne ho visti tanti e per molti essere malati corrisponde ad essere morti. Chi è medico deve imparare a convivere da subito, con quello che rappresenta il declino di una persona affetta da qualche patologia, o come, nel caso della povera Eluana in seguito ad un incidente stradale."
Se ti avessero proposto di occuparti di Eluana?
"Avrei accettato. Stimo molto l’operato del collega De Monte. Il protocollo è stato rispettato."
Caso politico, etico-morale, sociale, medico… L’universo Eluana racchiude tutto questo?
"Sì e anche molto di più. Abbiamo assistito ad un enorme spettacolo mediatico, una trincea piena di soldati armati e dall’altra parte un padre che ha semplicemente rispettato il volere della figlia."
Quanta politica c’è nel caso Eluana?
"Tanta e troppa. Abbiamo varcato la soglia della rispettabilità delle coscienze."
Come ha commentato la notizia su Barillari e le sue dimissioni?
"Rispetto in pieno la sua scelta sia come uomo che come medico… L’ho chiamato ieri sera e gli ho espresso la mia solidarietà."
Udine ha scelto Eluana o Eluana ha scelto Udine?
"Ha scelto il padre, friulano e saggio. Con il caso di sua figlia ha voluto rivendicare la non vita di circa 3000 pazienti come lei… Non è un caso che non abbia portato sua figlia in Svizzera, dove esiste la morte dolce, la cosiddetta “puntura della morte”, è risaputo che lì questo tipo di fine è legalizzata. Credo che Eluana fosse in situazione molto precaria e visto che doveva comunque morire, il padre ha deciso di dare una visione sofferta sulla sua fine per svegliare, appunto le coscienze."
Da medico, perché la gestione degli ultimi giorni è stata affidata ad una clinica privata, la Quiete e tolta alla casa di cura Città di Udine?
"Perché la casa di cura città di Udine è stata ricattata dal ministro Sacconi. A tutti è noto che la casa di cura è convenzionata con il Sistema Nazionale Sanitario…"
Come dire, se voi accettate Eluana vi togliamo la convenzione…
"Esattamente. Questo tipo di gioco non si poteva applicare alla Quiete che è notoriamente una clinica privata non convenzionata."
La Quiete … il cui maggiore azionista è il comune di Udine… Come la mettiamo?
"Si, il maggiore azionista è il Comune di Udine che ha a capo un sindaco di sinistra, Honsell, che è stato appoggiato dalla chiesa e dalla quale ha preso i voti. Quella stessa chiesa che si schiera contro la morte di Eluana, sostiene un sindaco che la pensa in tutt’altra maniera… Se non siamo stupidi…Si è creato un circolo vizioso… Di cui è difficile venirne a capo…"
Di Berlusconi che a spada tratta difende il diritto alla vita di Eluana…anche lui dedito al cattolicesimo?
"Diciamo che ha voluto dare un contentino al cattolicesimo… E noi poveri cristiani che ci illudiamo di essere nel giusto, sulla retta via, tanto per purificare le nostre coscienze. Ci vorrebbe un ritorno ai cari e vecchi valori dei nostri trisavoli."
Il caso Englaro non come caso italiano… proiettiamolo nell’America di Obama…
"Questo caso in America non sarebbe stato un caso di cui parlare e sparlare. L’errore che commettiamo noi italiani è quello di renderci americani quando non lo siamo, non siamo pronti ad aperture di questo tipo. L’italiano medio ha una visione più che altro provinciale della vita."
Come ricorderà il caso Eluana e come lo racconterà, un giorno ai suoi nipoti?
"Mi piacerebbe sintetizzare questa triste storia con un titolo apparso su qualche giornale il giorno della sua morte: 'Lo stato si sveglia Eluana muore'."

IL PERSONAGGIO DEL VENERDI': SALVATORE GALIOTO, MEDICO E POLITICO (RUBRICA di PATRIZIA PUGLIESE)

(In foto gli 8 candidati sindaco di Udine alle ultime elezioni del 13-14 aprile 2008. Salvatore Galioto è il primo in alto a sinistra. Seguono da sinistra a destra e dall'alto in basso Rodolfo Console Battilana, Stefano Salmè, Giovanni Ortis, Diego Volpe Pasini, Furio Honsell, Massimo Di Giorgio, Enzo Cainero. Foto tratta da http://www.udine20.it/)



“Non dire di me se di me non sai. Pensa di te e poi di me dirai.”

Classe 1955. Padre, uomo, politico e medico di Catania dal 1980 risiede a Udine.
Intervistare Salvatore non è facile, è un vulcano, un concentrato di idee. Dotato di un gran senso dell’umorismo, è sinceramente il tipo di persona che mi piace, alla mano, senza tanti giri di parole, con il quale è gradevolissimo intrattenersi. Nonostante gli anni passati a Udine, Salvatore conserva uno spiccato accento siciliano e un sorriso grande, enorme.
Perché Udine?
"Perché negli anni ’80 c’era carenza di personale nel settore medico e poi ci sono rimasto…Ho fatto famiglia, una moglie da cui ho divorziato dieci anni fa e due figli maschi di ventitré e diciasette anni che vivono con me."
Ci racconti la storia del suo successo, quanta gavetta?
"Tanta, ma senza pazienza non si fa nulla…Sono specializzato in odontoiatria, endoscopia digestiva e chirurgia generale. Appena sono arrivato a Udine ho lavorato presso l’ambulatorio di via San Valentino, poi ho fatto l’ufficiale medico presso l’ospedale militare di Udine come caporeparto di chirurgia generale e in seguito è iniziata la mia avventura presso vari sindacati militari, Cobar, Coir, Cocer. La passione per la politica, invece, mi è venuta in Sicilia, nel lontano 1995, tra le file del movimento sociale di Catania. Sono un uomo di destra, lo sono sempre stato e sempre lo sarò."
Dispiaciuto per non essere riuscito a diventare sindaco? A tutti è noto che l’attuale primo cittadino di Udine è Honsell, ex rettore dell’Università…
"No, no per carità… E’ stata un’esperienza, sono grato ai miei pazienti… che mi hanno votato."
A proposito di pazienti, quella più nota in questi giorni è Eluana Englaro che ha diviso l’Italia in due, catalizzando su di sé l’attenzione pubblica e aprendo un ampio dibattito che ancora, anche dopo la sua morte, non cessa di finire. Salvatore, cosa ne pensi? Trattasi di omicidio, suicidio o liberazione?
"Trattasi di PIETAS, intesa come misericordia, sentimento d’amore, rispetto della famiglia, cioè trattasi di amore di un padre verso la figlia e niente più…poi è stato tutto uno specularci sopra sia a livello nazionale, ma anche soprattutto locale."
Il caso Englaro come la Divina Commedia di Dante? Regge il confronto secondo te?
"Certo!" Nel frattempo Salvatore cerca una caramella ma non la trova …E continua "La Divina Commedia atto 2 con le cantiche scritte al contrario… Nel caso Englaro siamo passati dal Paradiso, al Purgatorio fino ad arrivare all’Inferno, che non dura da una settimana ma bensì da diciassette anni."
Come medico e come padre ti saresti comportato così, come il papà di Eluana?
"Sì, a Beppino va tutta la mia stima, sua figlia era morta diciasette anni fa, fonti non del tutto autorevoli ma in parte attendibili, sostengono che Eluana giunta ad Udine era gonfia e piena di piaghe da decubito…Veniva girata in continuazione dal personale medico volontario…Purtroppo, viste le condizioni e le piaghe, numerose e sparse per il corpo, Eluana emanava cattivi odori. La stanza affittata dal padre aveva un’aria irrespirabile."
Da chi hai appreso questa notizia?
"Da qualcuno che in questi giorni era lì, che lavorava alla Quiete. Ovviamente non so se è attendibile o meno questa notizia ma io te la comunico."
E’ per questo che si intendeva in un primo momento cremarla? Per il cattivo odore che emanava?
"Probabilmente sì. Potrei sposare questa teoria…ma bisogna sempre accertarsi che questa corrisponda a verità e questo non lo sapremo mai."
Come mai gli organi non sono stati donati? Eluana non dipendeva da macchine ma solo dal sondino attraverso cui si alimentava…
"La risposta è proprio contenuta nella domanda, anzi è consequenziale. Chissà come era ridotta, la poveretta!…Credo davvero male…Visto che gli organi non sono stati donati."
Sicuramente, pensi che sia stato fatto tutto il possibile da un punto di vista medico ed etico?
"Si, credo tutto il possibile. Eluana non era più una persona normale era una parvenza,
un’immagine tramontata di se stessa: la gente rifiuta questa idea, perché la malattia con le sue conseguenze fa paura."
Tu e i malati. Una convivenza che dura una vita… Racconta…
"Ne ho visti tanti e per molti essere malati corrisponde ad essere morti. Chi è medico deve imparare a convivere da subito, con quello che rappresenta il declino di una persona affetta da qualche patologia, o come, nel caso della povera Eluana in seguito ad un incidente stradale."
Se ti avessero proposto di occuparti di Eluana?
"Avrei accettato. Stimo molto l’operato del collega De Monte. Il protocollo è stato rispettato."
Caso politico, etico-morale, sociale, medico… L’universo Eluana racchiude tutto questo?
"Sì e anche molto di più. Abbiamo assistito ad un enorme spettacolo mediatico, una trincea piena di soldati armati e dall’altra parte un padre che ha semplicemente rispettato il volere della figlia."
Quanta politica c’è nel caso Eluana?
"Tanta e troppa. Abbiamo varcato la soglia della rispettabilità delle coscienze."
Come ha commentato la notizia su Barillari e le sue dimissioni?
"Rispetto in pieno la sua scelta sia come uomo che come medico… L’ho chiamato ieri sera e gli ho espresso la mia solidarietà."
Udine ha scelto Eluana o Eluana ha scelto Udine?
"Ha scelto il padre, friulano e saggio. Con il caso di sua figlia ha voluto rivendicare la non vita di circa 3000 pazienti come lei… Non è un caso che non abbia portato sua figlia in Svizzera, dove esiste la morte dolce, la cosiddetta “puntura della morte”, è risaputo che lì questo tipo di fine è legalizzata. Credo che Eluana fosse in situazione molto precaria e visto che doveva comunque morire, il padre ha deciso di dare una visione sofferta sulla sua fine per svegliare, appunto le coscienze."
Da medico, perché la gestione degli ultimi giorni è stata affidata ad una clinica privata, la Quiete e tolta alla casa di cura Città di Udine?
"Perché la casa di cura città di Udine è stata ricattata dal ministro Sacconi. A tutti è noto che la casa di cura è convenzionata con il Sistema Nazionale Sanitario…"
Come dire, se voi accettate Eluana vi togliamo la convenzione…
"Esattamente. Questo tipo di gioco non si poteva applicare alla Quiete che è notoriamente una clinica privata non convenzionata."
La Quiete … il cui maggiore azionista è il comune di Udine… Come la mettiamo?
"Si, il maggiore azionista è il Comune di Udine che ha a capo un sindaco di sinistra, Honsell, che è stato appoggiato dalla chiesa e dalla quale ha preso i voti. Quella stessa chiesa che si schiera contro la morte di Eluana, sostiene un sindaco che la pensa in tutt’altra maniera… Se non siamo stupidi…Si è creato un circolo vizioso… Di cui è difficile venirne a capo…"
Di Berlusconi che a spada tratta difende il diritto alla vita di Eluana…anche lui dedito al cattolicesimo?
"Diciamo che ha voluto dare un contentino al cattolicesimo… E noi poveri cristiani che ci illudiamo di essere nel giusto, sulla retta via, tanto per purificare le nostre coscienze. Ci vorrebbe un ritorno ai cari e vecchi valori dei nostri trisavoli."
Il caso Englaro non come caso italiano… proiettiamolo nell’America di Obama…
"Questo caso in America non sarebbe stato un caso di cui parlare e sparlare. L’errore che commettiamo noi italiani è quello di renderci americani quando non lo siamo, non siamo pronti ad aperture di questo tipo. L’italiano medio ha una visione più che altro provinciale della vita."
Come ricorderà il caso Eluana e come lo racconterà, un giorno ai suoi nipoti?
"Mi piacerebbe sintetizzare questa triste storia con un titolo apparso su qualche giornale il giorno della sua morte: 'Lo stato si sveglia Eluana muore'."

martedì 10 febbraio 2009

LE ULTIME ORE DI ELUANA ENGLARO - SECONDA PARTE (ARTICOLO di PATRIZIA PUGLIESE)


Udine 09/02/09 ore 18.15 circa
Il silenzio degli innocenti?
Ed è così che se ne vanno le anime pie e i frastuoni lontani, quasi ovattate le voci che adesso, non parlano più. Tutti, abbiamo avuto il nostro momento glorioso o inglorioso seppur sonnambulo e a tratti codardo. Addio Eluana.
L’ultimo atto del corteo pro Beppino si conclude di fronte alla Quiete sorvegliata a vista da carabinieri e vigili urbani. Il comitato per Eluana sceglie la via del silenzio, attraversa a piedi via Mercatovecchio, tra striscioni e cartelloni che esaltano l’attività umanitaria di Beppino, qualcuno tra le fila esorta ad una sua ipotetica nomina a senatore a vita in quanto conoscitore della Costituzione italiana. La loro Bibbia è la Costituzione. Attraversiamo Piazza Primo Maggio e la basilica delle Grazie ci appare in tutta la sua magnificenza. Qualcuno tra le fila commenta: “ I cattolici hanno pure i soldi per montare un maxi schermo con il viso di Eluana!” L’attrito tra i due schieramenti è palese, è tutto un commentarsi contro. Numerosi, infatti durante il pomeriggio, gli scontri anche se solo verbali tra i sostenitori di Beppino e i cattolici che esaltano il diritto alla vita e si rendono portavoce di una sofferenza che va vissuta fino in fondo. I sostenitori di Beppino volevano evitare di presenziare di fronte alla Quiete, non ritenendo decoroso e rispettosa la loro presenza in un sito dove entrano ed escono malati e familiari. Le due fazioni si tengono fisicamente separate, grazie anche alla presenza dei carabinieri e del consigliere comunale, attualmente sospeso dalle sue funzioni per i noti problemi giudiziari, Diego Volpe Pasini. Ad ogni provocazione dei cattolici, loro rispondono con il “sssshhh”. Tutto un gioco di sarcasmi che rende ancora più cupa e vergognosa la situazione. Chiedo a Volpe Pasini un suo parere su questa situazione: “E’ normale che succeda, questo è un evento troppo grande e diverse opinioni si scontrano. Qui c’è una volontà, quella del signor Beppino che viene messa in pratica.”
Come mai, secondo lei, Berlusconi non accetta l’invito del papà di Eluana, di recarsi a Udine per vedere, sotto forma privata, in che condizioni versa la figlia?
“Perché se la vedesse, cambierebbe idea…”
Lei l’ha vista?
“Questo non posso dirglielo.”
Il silenzio degli innocenti dilaga, attenti al virus.
PATRIZIA PUGLIESE

LE ULTIME ORE DI ELUANA ENGLARO - SECONDA PARTE (ARTICOLO di PATRIZIA PUGLIESE)


Udine 09/02/09 ore 18.15 circa
Il silenzio degli innocenti?
Ed è così che se ne vanno le anime pie e i frastuoni lontani, quasi ovattate le voci che adesso, non parlano più. Tutti, abbiamo avuto il nostro momento glorioso o inglorioso seppur sonnambulo e a tratti codardo. Addio Eluana.
L’ultimo atto del corteo pro Beppino si conclude di fronte alla Quiete sorvegliata a vista da carabinieri e vigili urbani. Il comitato per Eluana sceglie la via del silenzio, attraversa a piedi via Mercatovecchio, tra striscioni e cartelloni che esaltano l’attività umanitaria di Beppino, qualcuno tra le fila esorta ad una sua ipotetica nomina a senatore a vita in quanto conoscitore della Costituzione italiana. La loro Bibbia è la Costituzione. Attraversiamo Piazza Primo Maggio e la basilica delle Grazie ci appare in tutta la sua magnificenza. Qualcuno tra le fila commenta: “ I cattolici hanno pure i soldi per montare un maxi schermo con il viso di Eluana!” L’attrito tra i due schieramenti è palese, è tutto un commentarsi contro. Numerosi, infatti durante il pomeriggio, gli scontri anche se solo verbali tra i sostenitori di Beppino e i cattolici che esaltano il diritto alla vita e si rendono portavoce di una sofferenza che va vissuta fino in fondo. I sostenitori di Beppino volevano evitare di presenziare di fronte alla Quiete, non ritenendo decoroso e rispettosa la loro presenza in un sito dove entrano ed escono malati e familiari. Le due fazioni si tengono fisicamente separate, grazie anche alla presenza dei carabinieri e del consigliere comunale, attualmente sospeso dalle sue funzioni per i noti problemi giudiziari, Diego Volpe Pasini. Ad ogni provocazione dei cattolici, loro rispondono con il “sssshhh”. Tutto un gioco di sarcasmi che rende ancora più cupa e vergognosa la situazione. Chiedo a Volpe Pasini un suo parere su questa situazione: “E’ normale che succeda, questo è un evento troppo grande e diverse opinioni si scontrano. Qui c’è una volontà, quella del signor Beppino che viene messa in pratica.”
Come mai, secondo lei, Berlusconi non accetta l’invito del papà di Eluana, di recarsi a Udine per vedere, sotto forma privata, in che condizioni versa la figlia?
“Perché se la vedesse, cambierebbe idea…”
Lei l’ha vista?
“Questo non posso dirglielo.”
Il silenzio degli innocenti dilaga, attenti al virus.
PATRIZIA PUGLIESE

LE ULTIME ORE DI ELUANA ENGLARO - SECONDA PARTE (ARTICOLO di PATRIZIA PUGLIESE)


Udine 09/02/09 ore 18.15 circa
Il silenzio degli innocenti?
Ed è così che se ne vanno le anime pie e i frastuoni lontani, quasi ovattate le voci che adesso, non parlano più. Tutti, abbiamo avuto il nostro momento glorioso o inglorioso seppur sonnambulo e a tratti codardo. Addio Eluana.
L’ultimo atto del corteo pro Beppino si conclude di fronte alla Quiete sorvegliata a vista da carabinieri e vigili urbani. Il comitato per Eluana sceglie la via del silenzio, attraversa a piedi via Mercatovecchio, tra striscioni e cartelloni che esaltano l’attività umanitaria di Beppino, qualcuno tra le fila esorta ad una sua ipotetica nomina a senatore a vita in quanto conoscitore della Costituzione italiana. La loro Bibbia è la Costituzione. Attraversiamo Piazza Primo Maggio e la basilica delle Grazie ci appare in tutta la sua magnificenza. Qualcuno tra le fila commenta: “ I cattolici hanno pure i soldi per montare un maxi schermo con il viso di Eluana!” L’attrito tra i due schieramenti è palese, è tutto un commentarsi contro. Numerosi, infatti durante il pomeriggio, gli scontri anche se solo verbali tra i sostenitori di Beppino e i cattolici che esaltano il diritto alla vita e si rendono portavoce di una sofferenza che va vissuta fino in fondo. I sostenitori di Beppino volevano evitare di presenziare di fronte alla Quiete, non ritenendo decoroso e rispettosa la loro presenza in un sito dove entrano ed escono malati e familiari. Le due fazioni si tengono fisicamente separate, grazie anche alla presenza dei carabinieri e del consigliere comunale, attualmente sospeso dalle sue funzioni per i noti problemi giudiziari, Diego Volpe Pasini. Ad ogni provocazione dei cattolici, loro rispondono con il “sssshhh”. Tutto un gioco di sarcasmi che rende ancora più cupa e vergognosa la situazione. Chiedo a Volpe Pasini un suo parere su questa situazione: “E’ normale che succeda, questo è un evento troppo grande e diverse opinioni si scontrano. Qui c’è una volontà, quella del signor Beppino che viene messa in pratica.”
Come mai, secondo lei, Berlusconi non accetta l’invito del papà di Eluana, di recarsi a Udine per vedere, sotto forma privata, in che condizioni versa la figlia?
“Perché se la vedesse, cambierebbe idea…”
Lei l’ha vista?
“Questo non posso dirglielo.”
Il silenzio degli innocenti dilaga, attenti al virus.
PATRIZIA PUGLIESE

LE ULTIME ORE DI ELUANA ENGLARO - PRIMA PARTE (ARTICOLO di PATRIZIA PUGLIESE)


Udine 09/02/09 ore 17.00
“Beppino non mollare, libertà di scelta!”
Quando le bandiere rosse arrivarono alla Loggia del Lionello di Udine e si sperperarono tra la quiete di una città ambulante.
“Alcuni dei nostri non portano le bandiere ma portano la loro voce per rendersi portavoce di una libertà di scelta, quella stessa libertà espressa da una sentenza della corte di cassazione che Berlusconi sta cercando di scardinare”. Così si pronuncia sul caso Englaro, il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Carmelo Seracusa, durante il sit-in che si è svolto ieri pomeriggio presso la loggia del Lionello in piazza Libertà, nel cuore del centro storico della città ed ha raggiunto intorno alle diciotto, la Quiete. Il corteo era guidato dalla figlia adolescente del dottor De Monte. All’incontro erano presenti un centinaio di manifestanti, tutti uniti a favore di Beppino Englaro e del suo diritto di scelta.
Cosa è cambiato, dopo il caso Englaro a Udine?
“C’è - sostiene Seracusa- una presa di posizione da parte di una città che è, nell’immaginario collettivo, chiusa, di frontiera, quasi senza parola. Udine si è stretta intorno alla figura di Beppino Englaro e alla sua vicenda umana.”
Cosa pensate della sospensione del cibo che porta ad una morte lenta ma sicura?
“ Poniamo fine ad una sofferenza prolungata sia per Eluana e sia per la sua famiglia.”
Si, ma perché non farle una puntura come si fa col gatto vecchio e malaticcio?
“Non so, perché mi fa questa domanda?Non so”
Il padre di Eluana ci sorprende, la figlia ha pochi giorni di vita e lui non è presente a Udine, non le tiene la mano, lei sa perché?
“Ma, perché mi fa queste domande? Non so… Anzi, forse si… Sua moglie ha il cancro, lo scriva lo scriva pure…”
Perché siete qui stasera, insieme al Comitato per Eluana, cosa chiedete? Cosa volete dirci?
“Siamo qui per sostenere Beppino e la sua libertà di scelta. Il partito dei Comunisti italiani crede che a un governo che approfitta del supplizio del corpo di Eluana, che specula sul dolore dei suoi familiari per portare avanti un vero e proprio colpo di stato costituzionale, non si può che rispondere con una mobilitazione generale per dimostrare che l’Italia laica , democratica, antifascista non intende essere una provincia del Vaticano. Non resteremo a guardare passivamente il governo delle destre sovvertire il nostro sistema democratico.”
Perché la famiglia non ha concesso l’espianto degli organi? Eppure funzionano…
“Non so, non so rispondere a questa domanda, provi a chiederlo al padre!”
Insomma, sapete tutto di “Affaire Politic” e non della povera Eluana! Voi siete qui per Eluana si o no?
“Si, anche…”
Presente alla manifestazione pro-Beppino, anche, il consigliere regionale, Stefano Pustetto, chirurgo-urologo in pensione.
Perché è qui oggi?
“Sostegno a Napolitano, legalità e difesa della Costituzione.” Continua “Stamattina ho contattato Umberto Veronesi, gli ho inviato un email e lui si è schierato dalla nostra parte e come lui molti altri ancora.”
Durante la manifestazione è stata letta la lettera che nel 2004 Beppino mandò al Presidente del Consiglio Berlusconi, sotto la presidenza di Carlo Azeglio Ciampi.
PATRIZIA PUGLIESE

LE ULTIME ORE DI ELUANA ENGLARO - PRIMA PARTE (ARTICOLO di PATRIZIA PUGLIESE)


Udine 09/02/09 ore 17.00
“Beppino non mollare, libertà di scelta!”
Quando le bandiere rosse arrivarono alla Loggia del Lionello di Udine e si sperperarono tra la quiete di una città ambulante.
“Alcuni dei nostri non portano le bandiere ma portano la loro voce per rendersi portavoce di una libertà di scelta, quella stessa libertà espressa da una sentenza della corte di cassazione che Berlusconi sta cercando di scardinare”. Così si pronuncia sul caso Englaro, il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Carmelo Seracusa, durante il sit-in che si è svolto ieri pomeriggio presso la loggia del Lionello in piazza Libertà, nel cuore del centro storico della città ed ha raggiunto intorno alle diciotto, la Quiete. Il corteo era guidato dalla figlia adolescente del dottor De Monte. All’incontro erano presenti un centinaio di manifestanti, tutti uniti a favore di Beppino Englaro e del suo diritto di scelta.
Cosa è cambiato, dopo il caso Englaro a Udine?
“C’è - sostiene Seracusa- una presa di posizione da parte di una città che è, nell’immaginario collettivo, chiusa, di frontiera, quasi senza parola. Udine si è stretta intorno alla figura di Beppino Englaro e alla sua vicenda umana.”
Cosa pensate della sospensione del cibo che porta ad una morte lenta ma sicura?
“ Poniamo fine ad una sofferenza prolungata sia per Eluana e sia per la sua famiglia.”
Si, ma perché non farle una puntura come si fa col gatto vecchio e malaticcio?
“Non so, perché mi fa questa domanda?Non so”
Il padre di Eluana ci sorprende, la figlia ha pochi giorni di vita e lui non è presente a Udine, non le tiene la mano, lei sa perché?
“Ma, perché mi fa queste domande? Non so… Anzi, forse si… Sua moglie ha il cancro, lo scriva lo scriva pure…”
Perché siete qui stasera, insieme al Comitato per Eluana, cosa chiedete? Cosa volete dirci?
“Siamo qui per sostenere Beppino e la sua libertà di scelta. Il partito dei Comunisti italiani crede che a un governo che approfitta del supplizio del corpo di Eluana, che specula sul dolore dei suoi familiari per portare avanti un vero e proprio colpo di stato costituzionale, non si può che rispondere con una mobilitazione generale per dimostrare che l’Italia laica , democratica, antifascista non intende essere una provincia del Vaticano. Non resteremo a guardare passivamente il governo delle destre sovvertire il nostro sistema democratico.”
Perché la famiglia non ha concesso l’espianto degli organi? Eppure funzionano…
“Non so, non so rispondere a questa domanda, provi a chiederlo al padre!”
Insomma, sapete tutto di “Affaire Politic” e non della povera Eluana! Voi siete qui per Eluana si o no?
“Si, anche…”
Presente alla manifestazione pro-Beppino, anche, il consigliere regionale, Stefano Pustetto, chirurgo-urologo in pensione.
Perché è qui oggi?
“Sostegno a Napolitano, legalità e difesa della Costituzione.” Continua “Stamattina ho contattato Umberto Veronesi, gli ho inviato un email e lui si è schierato dalla nostra parte e come lui molti altri ancora.”
Durante la manifestazione è stata letta la lettera che nel 2004 Beppino mandò al Presidente del Consiglio Berlusconi, sotto la presidenza di Carlo Azeglio Ciampi.
PATRIZIA PUGLIESE

LE ULTIME ORE DI ELUANA ENGLARO - PRIMA PARTE (ARTICOLO di PATRIZIA PUGLIESE)


Udine 09/02/09 ore 17.00
“Beppino non mollare, libertà di scelta!”
Quando le bandiere rosse arrivarono alla Loggia del Lionello di Udine e si sperperarono tra la quiete di una città ambulante.
“Alcuni dei nostri non portano le bandiere ma portano la loro voce per rendersi portavoce di una libertà di scelta, quella stessa libertà espressa da una sentenza della corte di cassazione che Berlusconi sta cercando di scardinare”. Così si pronuncia sul caso Englaro, il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Carmelo Seracusa, durante il sit-in che si è svolto ieri pomeriggio presso la loggia del Lionello in piazza Libertà, nel cuore del centro storico della città ed ha raggiunto intorno alle diciotto, la Quiete. Il corteo era guidato dalla figlia adolescente del dottor De Monte. All’incontro erano presenti un centinaio di manifestanti, tutti uniti a favore di Beppino Englaro e del suo diritto di scelta.
Cosa è cambiato, dopo il caso Englaro a Udine?
“C’è - sostiene Seracusa- una presa di posizione da parte di una città che è, nell’immaginario collettivo, chiusa, di frontiera, quasi senza parola. Udine si è stretta intorno alla figura di Beppino Englaro e alla sua vicenda umana.”
Cosa pensate della sospensione del cibo che porta ad una morte lenta ma sicura?
“ Poniamo fine ad una sofferenza prolungata sia per Eluana e sia per la sua famiglia.”
Si, ma perché non farle una puntura come si fa col gatto vecchio e malaticcio?
“Non so, perché mi fa questa domanda?Non so”
Il padre di Eluana ci sorprende, la figlia ha pochi giorni di vita e lui non è presente a Udine, non le tiene la mano, lei sa perché?
“Ma, perché mi fa queste domande? Non so… Anzi, forse si… Sua moglie ha il cancro, lo scriva lo scriva pure…”
Perché siete qui stasera, insieme al Comitato per Eluana, cosa chiedete? Cosa volete dirci?
“Siamo qui per sostenere Beppino e la sua libertà di scelta. Il partito dei Comunisti italiani crede che a un governo che approfitta del supplizio del corpo di Eluana, che specula sul dolore dei suoi familiari per portare avanti un vero e proprio colpo di stato costituzionale, non si può che rispondere con una mobilitazione generale per dimostrare che l’Italia laica , democratica, antifascista non intende essere una provincia del Vaticano. Non resteremo a guardare passivamente il governo delle destre sovvertire il nostro sistema democratico.”
Perché la famiglia non ha concesso l’espianto degli organi? Eppure funzionano…
“Non so, non so rispondere a questa domanda, provi a chiederlo al padre!”
Insomma, sapete tutto di “Affaire Politic” e non della povera Eluana! Voi siete qui per Eluana si o no?
“Si, anche…”
Presente alla manifestazione pro-Beppino, anche, il consigliere regionale, Stefano Pustetto, chirurgo-urologo in pensione.
Perché è qui oggi?
“Sostegno a Napolitano, legalità e difesa della Costituzione.” Continua “Stamattina ho contattato Umberto Veronesi, gli ho inviato un email e lui si è schierato dalla nostra parte e come lui molti altri ancora.”
Durante la manifestazione è stata letta la lettera che nel 2004 Beppino mandò al Presidente del Consiglio Berlusconi, sotto la presidenza di Carlo Azeglio Ciampi.
PATRIZIA PUGLIESE

lunedì 9 febbraio 2009

ELUANA: AVEVAMO MANDATO UNA NOSTRA CRONISTA A SEGUIRE QUESTA GIORNATA. NON IMMAGINAVAMO FOSSE L'ULTIMA. (SERVIZIO di PATRIZIA PUGLIESE)




Udine, 09/02/09 ore 20:10

Ho appreso la notizia della morte di Eluana.
Adesso provate voi a scrivere il pezzo che devo consegnare ad Alberto.
Sono appena rientrata dalla Quiete, ho lasciato sull'asfalto da una parte i sostenitori del sì e dall'altro quelli per il no. Serviranno a cosa adesso tutti quei lumini? Quell'acqua accorsa in bottigliette trasportate da gente comune? A cosa serviranno adesso in nostri pensieri, i nostri rimorsi, il nostro scrivere, il nostro urlare davanti alla clinica? Cosa ci si aspetta adesso? Altre polemiche? Altri block notes intrisi di vergogne, di insulti, di pensieri non condivisi e di atteggiamenti combattuti? Adesso devo scrivere di questa mia giornata trascorsa per Eluana, ma come si fa? Dalla Loggia, in piazza Libertà verso la Quiete, un coro silenzioso avanza, sono i sostenitori per il sì. Le Grazie, a pochi metri dalla clinica, vestita di un mega schermo con il viso di Eluana. C'è gente che prega in chiesa. Da giorni. Pochi, Molti? Tutto diventa relativo adesso. I volti incontrati, i timbri ascoltati, c'è qualcosa di surreale che avvolge il cammino di una vita, anche la mia. Ho condiviso un pezzo di storia italiana e sto provando a raccontarla con l'oggettività che mi contraddistingue in questa mia passione dello scrivere. Ho visto il dolore sui volti delle persone ed ho udito parlare troppo di politica e quasi mai di Eluana persona. Le mie domande ai vari personaggi del panorama politico e sanitario udinese non trovano esaustive risposte adesso. Riavvolgo il nastro dei ricordi e il volto di Eluana non lo vedo stampato nei cuori della gente, e lasciatemi scrivere per favore, sono un'italiana, più che mai adesso.
Stasera metto da parte la giornalista, permettetemi di dirvi quello che ho percepito attraverso tutto questo.
La mia conquilina sta uscendo: "Vado a vedere che cosa succede in giro, se vedo qualcosa te lo dico...". Quanti di voi stasera saranno mossi dalla sua stessa curiosità? Ditemi quanti. Ecco cosa rimane adesso, un pretesto per uscire, per vedere se è arrivata la televisione o qualche giornalista famoso. Come può scorrere la notizia della sua morte senza lasciare porte e finestre aperte? Siamo sicuri di essere nel giusto? Di aver valutato il caso razionalizzando la morte? Abbiamo cercato un fondamento costituendo un commentario popolare; l'abbiamo esorcizzata noi la fine di questa storia. Eccoci giunti, in tempi ancor più prematuri del previsto: Eluana è morta anche se la luce della sua stanza è ancora accesa. Chissà che pensieri prima della fine e chissà suo padre lontano... Che pensieri ha lui. La sofferenza non conosce i confini che antepone la ragione.
La morte esiste, esiste prima di noi, prima del caso Englaro, prima della nostra nascita, prima ancora che iniziamo a pascolare i pensieri e le volontà.
Una cosa è certa, esistono tante Eluane e tanti Beppini nel mondo e in ognuno di noi.Spero che il mio Beppino o la mia Eluana non sorgano mai dalle ceneri, altrimenti non saprei come continuare la mia e altrui vita. Sono trascorsi diciasette anni e gli uomini cambiano in tutto questo tempo e anche le loro intenzioni, le loro volontà. Scadono le verità e le menzogne, ma ricordiamoci di Eluana, vi prego, ricordatela dentro di voi non come una cometa senza scia ma come una stella senza tempo.
PATRIZIA PUGLIESE
===
Gioiosamente capita che padri (personalmente abbiamo provato questa felice esperienza anche se il parto, gemellare, non si prospettava molto agevole) assistano alla nascita dei propri figli.
Dicono sia difficilissimo, pesantissimo, sopravvivere alla scomparsa di un figlio. Data la sacralità del momento, ritenevamo che il signor Beppino Englaro, 'per sentenza' autorizzato a dar morte alla figlia, almeno la assistesse e le fosse fisicamente vicino nel momento del trapasso.
Si è dedicato, invece, ieri, a rilasciare interviste a El Pais.
Esprimiamo le nostre sentite condoglianze al padre di Eluana, in quanto genitore. Non esprimiamo condoglianze al signor Beppino Englaro.
E se non si fosse capito lo chiariamo meglio: esprimiamo viva solidarietà per il papà di Eluana, proviamo fastidio per il signor Beppino Englaro come uomo.
Alberto di Caporiacco

ELUANA: AVEVAMO MANDATO UNA NOSTRA CRONISTA A SEGUIRE QUESTA GIORNATA. NON IMMAGINAVAMO FOSSE L'ULTIMA. (SERVIZIO di PATRIZIA PUGLIESE)




Udine, 09/02/09 ore 20:10

Ho appreso la notizia della morte di Eluana.
Adesso provate voi a scrivere il pezzo che devo consegnare ad Alberto.
Sono appena rientrata dalla Quiete, ho lasciato sull'asfalto da una parte i sostenitori del sì e dall'altro quelli per il no. Serviranno a cosa adesso tutti quei lumini? Quell'acqua accorsa in bottigliette trasportate da gente comune? A cosa serviranno adesso in nostri pensieri, i nostri rimorsi, il nostro scrivere, il nostro urlare davanti alla clinica? Cosa ci si aspetta adesso? Altre polemiche? Altri block notes intrisi di vergogne, di insulti, di pensieri non condivisi e di atteggiamenti combattuti? Adesso devo scrivere di questa mia giornata trascorsa per Eluana, ma come si fa? Dalla Loggia, in piazza Libertà verso la Quiete, un coro silenzioso avanza, sono i sostenitori per il sì. Le Grazie, a pochi metri dalla clinica, vestita di un mega schermo con il viso di Eluana. C'è gente che prega in chiesa. Da giorni. Pochi, Molti? Tutto diventa relativo adesso. I volti incontrati, i timbri ascoltati, c'è qualcosa di surreale che avvolge il cammino di una vita, anche la mia. Ho condiviso un pezzo di storia italiana e sto provando a raccontarla con l'oggettività che mi contraddistingue in questa mia passione dello scrivere. Ho visto il dolore sui volti delle persone ed ho udito parlare troppo di politica e quasi mai di Eluana persona. Le mie domande ai vari personaggi del panorama politico e sanitario udinese non trovano esaustive risposte adesso. Riavvolgo il nastro dei ricordi e il volto di Eluana non lo vedo stampato nei cuori della gente, e lasciatemi scrivere per favore, sono un'italiana, più che mai adesso.
Stasera metto da parte la giornalista, permettetemi di dirvi quello che ho percepito attraverso tutto questo.
La mia conquilina sta uscendo: "Vado a vedere che cosa succede in giro, se vedo qualcosa te lo dico...". Quanti di voi stasera saranno mossi dalla sua stessa curiosità? Ditemi quanti. Ecco cosa rimane adesso, un pretesto per uscire, per vedere se è arrivata la televisione o qualche giornalista famoso. Come può scorrere la notizia della sua morte senza lasciare porte e finestre aperte? Siamo sicuri di essere nel giusto? Di aver valutato il caso razionalizzando la morte? Abbiamo cercato un fondamento costituendo un commentario popolare; l'abbiamo esorcizzata noi la fine di questa storia. Eccoci giunti, in tempi ancor più prematuri del previsto: Eluana è morta anche se la luce della sua stanza è ancora accesa. Chissà che pensieri prima della fine e chissà suo padre lontano... Che pensieri ha lui. La sofferenza non conosce i confini che antepone la ragione.
La morte esiste, esiste prima di noi, prima del caso Englaro, prima della nostra nascita, prima ancora che iniziamo a pascolare i pensieri e le volontà.
Una cosa è certa, esistono tante Eluane e tanti Beppini nel mondo e in ognuno di noi.Spero che il mio Beppino o la mia Eluana non sorgano mai dalle ceneri, altrimenti non saprei come continuare la mia e altrui vita. Sono trascorsi diciasette anni e gli uomini cambiano in tutto questo tempo e anche le loro intenzioni, le loro volontà. Scadono le verità e le menzogne, ma ricordiamoci di Eluana, vi prego, ricordatela dentro di voi non come una cometa senza scia ma come una stella senza tempo.
PATRIZIA PUGLIESE
===
Gioiosamente capita che padri (personalmente abbiamo provato questa felice esperienza anche se il parto, gemellare, non si prospettava molto agevole) assistano alla nascita dei propri figli.
Dicono sia difficilissimo, pesantissimo, sopravvivere alla scomparsa di un figlio. Data la sacralità del momento, ritenevamo che il signor Beppino Englaro, 'per sentenza' autorizzato a dar morte alla figlia, almeno la assistesse e le fosse fisicamente vicino nel momento del trapasso.
Si è dedicato, invece, ieri, a rilasciare interviste a El Pais.
Esprimiamo le nostre sentite condoglianze al padre di Eluana, in quanto genitore. Non esprimiamo condoglianze al signor Beppino Englaro.
E se non si fosse capito lo chiariamo meglio: esprimiamo viva solidarietà per il papà di Eluana, proviamo fastidio per il signor Beppino Englaro come uomo.
Alberto di Caporiacco

ELUANA: AVEVAMO MANDATO UNA NOSTRA CRONISTA A SEGUIRE QUESTA GIORNATA. NON IMMAGINAVAMO FOSSE L'ULTIMA. (SERVIZIO di PATRIZIA PUGLIESE)




Udine, 09/02/09 ore 20:10

Ho appreso la notizia della morte di Eluana.
Adesso provate voi a scrivere il pezzo che devo consegnare ad Alberto.
Sono appena rientrata dalla Quiete, ho lasciato sull'asfalto da una parte i sostenitori del sì e dall'altro quelli per il no. Serviranno a cosa adesso tutti quei lumini? Quell'acqua accorsa in bottigliette trasportate da gente comune? A cosa serviranno adesso in nostri pensieri, i nostri rimorsi, il nostro scrivere, il nostro urlare davanti alla clinica? Cosa ci si aspetta adesso? Altre polemiche? Altri block notes intrisi di vergogne, di insulti, di pensieri non condivisi e di atteggiamenti combattuti? Adesso devo scrivere di questa mia giornata trascorsa per Eluana, ma come si fa? Dalla Loggia, in piazza Libertà verso la Quiete, un coro silenzioso avanza, sono i sostenitori per il sì. Le Grazie, a pochi metri dalla clinica, vestita di un mega schermo con il viso di Eluana. C'è gente che prega in chiesa. Da giorni. Pochi, Molti? Tutto diventa relativo adesso. I volti incontrati, i timbri ascoltati, c'è qualcosa di surreale che avvolge il cammino di una vita, anche la mia. Ho condiviso un pezzo di storia italiana e sto provando a raccontarla con l'oggettività che mi contraddistingue in questa mia passione dello scrivere. Ho visto il dolore sui volti delle persone ed ho udito parlare troppo di politica e quasi mai di Eluana persona. Le mie domande ai vari personaggi del panorama politico e sanitario udinese non trovano esaustive risposte adesso. Riavvolgo il nastro dei ricordi e il volto di Eluana non lo vedo stampato nei cuori della gente, e lasciatemi scrivere per favore, sono un'italiana, più che mai adesso.
Stasera metto da parte la giornalista, permettetemi di dirvi quello che ho percepito attraverso tutto questo.
La mia conquilina sta uscendo: "Vado a vedere che cosa succede in giro, se vedo qualcosa te lo dico...". Quanti di voi stasera saranno mossi dalla sua stessa curiosità? Ditemi quanti. Ecco cosa rimane adesso, un pretesto per uscire, per vedere se è arrivata la televisione o qualche giornalista famoso. Come può scorrere la notizia della sua morte senza lasciare porte e finestre aperte? Siamo sicuri di essere nel giusto? Di aver valutato il caso razionalizzando la morte? Abbiamo cercato un fondamento costituendo un commentario popolare; l'abbiamo esorcizzata noi la fine di questa storia. Eccoci giunti, in tempi ancor più prematuri del previsto: Eluana è morta anche se la luce della sua stanza è ancora accesa. Chissà che pensieri prima della fine e chissà suo padre lontano... Che pensieri ha lui. La sofferenza non conosce i confini che antepone la ragione.
La morte esiste, esiste prima di noi, prima del caso Englaro, prima della nostra nascita, prima ancora che iniziamo a pascolare i pensieri e le volontà.
Una cosa è certa, esistono tante Eluane e tanti Beppini nel mondo e in ognuno di noi.Spero che il mio Beppino o la mia Eluana non sorgano mai dalle ceneri, altrimenti non saprei come continuare la mia e altrui vita. Sono trascorsi diciasette anni e gli uomini cambiano in tutto questo tempo e anche le loro intenzioni, le loro volontà. Scadono le verità e le menzogne, ma ricordiamoci di Eluana, vi prego, ricordatela dentro di voi non come una cometa senza scia ma come una stella senza tempo.
PATRIZIA PUGLIESE
===
Gioiosamente capita che padri (personalmente abbiamo provato questa felice esperienza anche se il parto, gemellare, non si prospettava molto agevole) assistano alla nascita dei propri figli.
Dicono sia difficilissimo, pesantissimo, sopravvivere alla scomparsa di un figlio. Data la sacralità del momento, ritenevamo che il signor Beppino Englaro, 'per sentenza' autorizzato a dar morte alla figlia, almeno la assistesse e le fosse fisicamente vicino nel momento del trapasso.
Si è dedicato, invece, ieri, a rilasciare interviste a El Pais.
Esprimiamo le nostre sentite condoglianze al padre di Eluana, in quanto genitore. Non esprimiamo condoglianze al signor Beppino Englaro.
E se non si fosse capito lo chiariamo meglio: esprimiamo viva solidarietà per il papà di Eluana, proviamo fastidio per il signor Beppino Englaro come uomo.
Alberto di Caporiacco

domenica 8 febbraio 2009

COSI E', SE VI PARE. LA VERITA' SU ELUANA. SIAMO ANDATI ALLA QUIETE (SERVIZIO di PATRIZIA PUGLIESE)

Premessa.
Un direttore deve per forza fidarsi dei suoi collaboratori i quali, ovviamente, si assumono la responsabilità di ciò che scrivono. E accertano. Personalmente.
Ho deciso quindi di pubblicare il prodotto di un servizio effettuato dalla nostra Patrizia Pugliese che ci lascia francamente senza parole.
Chi scrive è un’aspirante giornalista che ha cambiato credo. Fino ad oggi, quando si parlava o si scriveva del caso Eluana, ero piuttosto ferma nella mia convinzione di smetterla con questa agonia forzata che dura da ben diciassette anni. Si, insomma ero favorevole alla soppressione di questa ragazza. Parlo di “soppressione” come si fa con i cavalli, i maiali, le mucche, insomma, come se fosse diventata carne da macello, perché cosi è, se vi pare!
Ieri sera davanti alla clinica “La Quiete” ho dovuto azzerare la mia coscienza e di quanto letto in tutti questi giorni. Ho annullato la mia convinzione. Eluana non è il mostro atrofizzato che ci vogliono far credere, non è “legata” a nessuna macchina, respira, mangia e ha per giunta il suo ciclo mestruale! Fino a poco tempo fa, le suore di Lecco amorevolmente la portavano anche in giardino a prendere una boccata d’aria con la sedia a rotelle, anche se legata! Ovviamente non parla e non può andare al cinema ma è pur sempre viva! Le crescono i capelli, le unghie, i peli, può avere la carie ai denti… Voi, uccidereste una così, privandola dell’alimentazione?
Chi vi scrive non si era mai avvicinata, volutamente, alla Quiete; tra me e questo dolore mediatico non c’era convinzione d’intenti. Non ero capace di occuparmi di Eluana; non amo usare il mestiere dello scrivere per soppiantare tesi e teorie fasulle e strumentalizzabili.
Avevo scelto la via del silenzio, ma, adesso, vista la confusione di notizie vere o fasulle che circolano dappertutto, non si può tacere. Un uomo, durante la mia permanenza davanti alla clinica, mi ha spifferato una notizia bomba: "Eluana non viene alimentata da diversi giorni, da poche ore del suo arrivo a Udine! Dovrebbe, però esserci di guardia un carabiniere-medico, provi a chiedere!". Conosco la portata di una simile affermazione e se fosse vera, io smetterei di credere in un Paese democratico dove il malato ha una sua dignità e un suo diritto alla vita.
"Eluana ha ancora i capelli neri, le sopracciglia folte e scure di un tempo. Prima di partire per Udine pesava sui trenta chili, sì, insomma, magra. Ovviamente non è più l’Eluana di diciassette anni fa, è e gonfia in viso ed immobile. Vive anche da un punto di vista cerebrale, il suo stato dormi-veglia è regolare come tutti noi!" Chi parla è la dottoressa lombarda Antonella Vanni che ha conosciuto alcuni anni fa il padre Beppino.
"La dottoressa ha voluto tagliar corto con il padre quando questi si è rifiutato di dare alla propria figlia cure speciali o, comunque, la possibilità di una vita migliore", commenta sottovoce Giorgio Celsi, infermiere professionale che lavora presso la clinica privata Bacchi ed è uno degli aderenti al Movimento per la vita di Besana in Brianza.
Celsi, continua "Ricordo il giorno che l’hanno portata via da Lecco. Pioveva. A portarla via, quelli della Croce rossa italiana, si rende conto! L’hanno portata a morire! Hanno cercato di portarla via di nascosto. Il trasferimento è avvenuto di notte… Si rende conto? Solo i ladri, gli assassini agiscono di notte!"
Potrebbe essere una strategia politica eliminare Eluana?
Forse i malati come lei costono troppo allo Stato? E’ l’ennesima strategia politica per portare acqua al mulino di qualche partito? Supposizioni, ma molti la pensano così. Addirittura un passante mi urla contro "Vedrete, vedrete, voi giornalisti, il Beppino l’ho troviamo candidato con il Pdl per le prossime europee… Altro che radicali! Lui si è svenduto ai partiti, ha ucciso una figlia per occupare una poltrona!!"
Ma sentiamo Francesco Comelli, gastroenterologo presso l’unità ospedaliera dell’alto Friuli (Gemona e Tolmezzo) e sostenitore del Coordinamento Friulano “Per Eluana e per tutti noi”: "E’ iniziato il percorso di morte. Eluana è viva, ha bisogno solo di un luogo caldo, di un letto e va pulita, accudita e vestita! Ovviamente è una persona gravemente disabile come ce ne sono tante anche in Friuli! Io penso che il padre sia impazzito dal dolore… Non può esserci spiegazione per un tale gesto, una tale follia! Per assurdo potrebbe risvegliarsi anche domani. Ad Eluana non viene praticata nessuna terapia, i suoi organi vitali funzionano molto bene, non dipende da nessun tipo di macchine, solo un sondino che le dà da mangiare! Questa non è una terapia, questo si chiama sostentamento!"
"Al padre", secondo Tiziana Milani, una bella signora di Colloredo di Montalbano, che ha conosciuto personalmente Eluana, "manca la comprensione del dolore dell’uomo. Da fedele accetto chi non crede in Dio e rispetto la laicità di Beppino, ma come si può volere la morte di una figlia? Io ho un bambino speciale di quattro anni e mezzo, in stato vegetativo come Eluana.
Il mio bambino non parla, non sta in piedi, devo alimentarlo per bocca e non attraverso un sondino, ma, comunque, mio figlio non è indipendente, è gravemente disabile. Io amo mio figlio, lo sostengo, anche se non parla, lui mi dà molto. Le persone come mio figlio hanno bisogno di un grande sostegno emotivo. Il problema dei nostri giorni sono i tabù; quelli sessuali sono superati, oramai, oggi i veri tabù sono quelli verso la morte e la sofferenza. Sono traguardi inaccettabili, eppure riguardano tutti noi. Sono favorevole anche al testamento biologico… ma qui non c’è e non ci sarà mai. Io sono qui anche perché voglio ringraziare Berlusconi, il signor Berlusca, come, erroneamente viene chiamato… Se avessimo aspettato Veltroni…".
"Che ricordo ha di Eluana?" "Fino all’adolescenza ho vissuto a Lecco… Si andava a pattinare insieme… Dai sette fino ai tredici anni presso la parrocchia di San Francesco in viale Fratti a Lecco… Che ricordo ho? Di una bambina… Di una bambina che guarda un’altra bambina con il desiderio di divertirci, di ridere, di scherzare... Di vivere insomma."
Ai posteri l’ardua sentenza, così è se vi pare…
PATRIZIA PUGLIESE

COSI E', SE VI PARE. LA VERITA' SU ELUANA. SIAMO ANDATI ALLA QUIETE (SERVIZIO di PATRIZIA PUGLIESE)

Premessa.
Un direttore deve per forza fidarsi dei suoi collaboratori i quali, ovviamente, si assumono la responsabilità di ciò che scrivono. E accertano. Personalmente.
Ho deciso quindi di pubblicare il prodotto di un servizio effettuato dalla nostra Patrizia Pugliese che ci lascia francamente senza parole.
Chi scrive è un’aspirante giornalista che ha cambiato credo. Fino ad oggi, quando si parlava o si scriveva del caso Eluana, ero piuttosto ferma nella mia convinzione di smetterla con questa agonia forzata che dura da ben diciassette anni. Si, insomma ero favorevole alla soppressione di questa ragazza. Parlo di “soppressione” come si fa con i cavalli, i maiali, le mucche, insomma, come se fosse diventata carne da macello, perché cosi è, se vi pare!
Ieri sera davanti alla clinica “La Quiete” ho dovuto azzerare la mia coscienza e di quanto letto in tutti questi giorni. Ho annullato la mia convinzione. Eluana non è il mostro atrofizzato che ci vogliono far credere, non è “legata” a nessuna macchina, respira, mangia e ha per giunta il suo ciclo mestruale! Fino a poco tempo fa, le suore di Lecco amorevolmente la portavano anche in giardino a prendere una boccata d’aria con la sedia a rotelle, anche se legata! Ovviamente non parla e non può andare al cinema ma è pur sempre viva! Le crescono i capelli, le unghie, i peli, può avere la carie ai denti… Voi, uccidereste una così, privandola dell’alimentazione?
Chi vi scrive non si era mai avvicinata, volutamente, alla Quiete; tra me e questo dolore mediatico non c’era convinzione d’intenti. Non ero capace di occuparmi di Eluana; non amo usare il mestiere dello scrivere per soppiantare tesi e teorie fasulle e strumentalizzabili.
Avevo scelto la via del silenzio, ma, adesso, vista la confusione di notizie vere o fasulle che circolano dappertutto, non si può tacere. Un uomo, durante la mia permanenza davanti alla clinica, mi ha spifferato una notizia bomba: "Eluana non viene alimentata da diversi giorni, da poche ore del suo arrivo a Udine! Dovrebbe, però esserci di guardia un carabiniere-medico, provi a chiedere!". Conosco la portata di una simile affermazione e se fosse vera, io smetterei di credere in un Paese democratico dove il malato ha una sua dignità e un suo diritto alla vita.
"Eluana ha ancora i capelli neri, le sopracciglia folte e scure di un tempo. Prima di partire per Udine pesava sui trenta chili, sì, insomma, magra. Ovviamente non è più l’Eluana di diciassette anni fa, è e gonfia in viso ed immobile. Vive anche da un punto di vista cerebrale, il suo stato dormi-veglia è regolare come tutti noi!" Chi parla è la dottoressa lombarda Antonella Vanni che ha conosciuto alcuni anni fa il padre Beppino.
"La dottoressa ha voluto tagliar corto con il padre quando questi si è rifiutato di dare alla propria figlia cure speciali o, comunque, la possibilità di una vita migliore", commenta sottovoce Giorgio Celsi, infermiere professionale che lavora presso la clinica privata Bacchi ed è uno degli aderenti al Movimento per la vita di Besana in Brianza.
Celsi, continua "Ricordo il giorno che l’hanno portata via da Lecco. Pioveva. A portarla via, quelli della Croce rossa italiana, si rende conto! L’hanno portata a morire! Hanno cercato di portarla via di nascosto. Il trasferimento è avvenuto di notte… Si rende conto? Solo i ladri, gli assassini agiscono di notte!"
Potrebbe essere una strategia politica eliminare Eluana?
Forse i malati come lei costono troppo allo Stato? E’ l’ennesima strategia politica per portare acqua al mulino di qualche partito? Supposizioni, ma molti la pensano così. Addirittura un passante mi urla contro "Vedrete, vedrete, voi giornalisti, il Beppino l’ho troviamo candidato con il Pdl per le prossime europee… Altro che radicali! Lui si è svenduto ai partiti, ha ucciso una figlia per occupare una poltrona!!"
Ma sentiamo Francesco Comelli, gastroenterologo presso l’unità ospedaliera dell’alto Friuli (Gemona e Tolmezzo) e sostenitore del Coordinamento Friulano “Per Eluana e per tutti noi”: "E’ iniziato il percorso di morte. Eluana è viva, ha bisogno solo di un luogo caldo, di un letto e va pulita, accudita e vestita! Ovviamente è una persona gravemente disabile come ce ne sono tante anche in Friuli! Io penso che il padre sia impazzito dal dolore… Non può esserci spiegazione per un tale gesto, una tale follia! Per assurdo potrebbe risvegliarsi anche domani. Ad Eluana non viene praticata nessuna terapia, i suoi organi vitali funzionano molto bene, non dipende da nessun tipo di macchine, solo un sondino che le dà da mangiare! Questa non è una terapia, questo si chiama sostentamento!"
"Al padre", secondo Tiziana Milani, una bella signora di Colloredo di Montalbano, che ha conosciuto personalmente Eluana, "manca la comprensione del dolore dell’uomo. Da fedele accetto chi non crede in Dio e rispetto la laicità di Beppino, ma come si può volere la morte di una figlia? Io ho un bambino speciale di quattro anni e mezzo, in stato vegetativo come Eluana.
Il mio bambino non parla, non sta in piedi, devo alimentarlo per bocca e non attraverso un sondino, ma, comunque, mio figlio non è indipendente, è gravemente disabile. Io amo mio figlio, lo sostengo, anche se non parla, lui mi dà molto. Le persone come mio figlio hanno bisogno di un grande sostegno emotivo. Il problema dei nostri giorni sono i tabù; quelli sessuali sono superati, oramai, oggi i veri tabù sono quelli verso la morte e la sofferenza. Sono traguardi inaccettabili, eppure riguardano tutti noi. Sono favorevole anche al testamento biologico… ma qui non c’è e non ci sarà mai. Io sono qui anche perché voglio ringraziare Berlusconi, il signor Berlusca, come, erroneamente viene chiamato… Se avessimo aspettato Veltroni…".
"Che ricordo ha di Eluana?" "Fino all’adolescenza ho vissuto a Lecco… Si andava a pattinare insieme… Dai sette fino ai tredici anni presso la parrocchia di San Francesco in viale Fratti a Lecco… Che ricordo ho? Di una bambina… Di una bambina che guarda un’altra bambina con il desiderio di divertirci, di ridere, di scherzare... Di vivere insomma."
Ai posteri l’ardua sentenza, così è se vi pare…
PATRIZIA PUGLIESE

COSI E', SE VI PARE. LA VERITA' SU ELUANA. SIAMO ANDATI ALLA QUIETE (SERVIZIO di PATRIZIA PUGLIESE)

Premessa.
Un direttore deve per forza fidarsi dei suoi collaboratori i quali, ovviamente, si assumono la responsabilità di ciò che scrivono. E accertano. Personalmente.
Ho deciso quindi di pubblicare il prodotto di un servizio effettuato dalla nostra Patrizia Pugliese che ci lascia francamente senza parole.
Chi scrive è un’aspirante giornalista che ha cambiato credo. Fino ad oggi, quando si parlava o si scriveva del caso Eluana, ero piuttosto ferma nella mia convinzione di smetterla con questa agonia forzata che dura da ben diciassette anni. Si, insomma ero favorevole alla soppressione di questa ragazza. Parlo di “soppressione” come si fa con i cavalli, i maiali, le mucche, insomma, come se fosse diventata carne da macello, perché cosi è, se vi pare!
Ieri sera davanti alla clinica “La Quiete” ho dovuto azzerare la mia coscienza e di quanto letto in tutti questi giorni. Ho annullato la mia convinzione. Eluana non è il mostro atrofizzato che ci vogliono far credere, non è “legata” a nessuna macchina, respira, mangia e ha per giunta il suo ciclo mestruale! Fino a poco tempo fa, le suore di Lecco amorevolmente la portavano anche in giardino a prendere una boccata d’aria con la sedia a rotelle, anche se legata! Ovviamente non parla e non può andare al cinema ma è pur sempre viva! Le crescono i capelli, le unghie, i peli, può avere la carie ai denti… Voi, uccidereste una così, privandola dell’alimentazione?
Chi vi scrive non si era mai avvicinata, volutamente, alla Quiete; tra me e questo dolore mediatico non c’era convinzione d’intenti. Non ero capace di occuparmi di Eluana; non amo usare il mestiere dello scrivere per soppiantare tesi e teorie fasulle e strumentalizzabili.
Avevo scelto la via del silenzio, ma, adesso, vista la confusione di notizie vere o fasulle che circolano dappertutto, non si può tacere. Un uomo, durante la mia permanenza davanti alla clinica, mi ha spifferato una notizia bomba: "Eluana non viene alimentata da diversi giorni, da poche ore del suo arrivo a Udine! Dovrebbe, però esserci di guardia un carabiniere-medico, provi a chiedere!". Conosco la portata di una simile affermazione e se fosse vera, io smetterei di credere in un Paese democratico dove il malato ha una sua dignità e un suo diritto alla vita.
"Eluana ha ancora i capelli neri, le sopracciglia folte e scure di un tempo. Prima di partire per Udine pesava sui trenta chili, sì, insomma, magra. Ovviamente non è più l’Eluana di diciassette anni fa, è e gonfia in viso ed immobile. Vive anche da un punto di vista cerebrale, il suo stato dormi-veglia è regolare come tutti noi!" Chi parla è la dottoressa lombarda Antonella Vanni che ha conosciuto alcuni anni fa il padre Beppino.
"La dottoressa ha voluto tagliar corto con il padre quando questi si è rifiutato di dare alla propria figlia cure speciali o, comunque, la possibilità di una vita migliore", commenta sottovoce Giorgio Celsi, infermiere professionale che lavora presso la clinica privata Bacchi ed è uno degli aderenti al Movimento per la vita di Besana in Brianza.
Celsi, continua "Ricordo il giorno che l’hanno portata via da Lecco. Pioveva. A portarla via, quelli della Croce rossa italiana, si rende conto! L’hanno portata a morire! Hanno cercato di portarla via di nascosto. Il trasferimento è avvenuto di notte… Si rende conto? Solo i ladri, gli assassini agiscono di notte!"
Potrebbe essere una strategia politica eliminare Eluana?
Forse i malati come lei costono troppo allo Stato? E’ l’ennesima strategia politica per portare acqua al mulino di qualche partito? Supposizioni, ma molti la pensano così. Addirittura un passante mi urla contro "Vedrete, vedrete, voi giornalisti, il Beppino l’ho troviamo candidato con il Pdl per le prossime europee… Altro che radicali! Lui si è svenduto ai partiti, ha ucciso una figlia per occupare una poltrona!!"
Ma sentiamo Francesco Comelli, gastroenterologo presso l’unità ospedaliera dell’alto Friuli (Gemona e Tolmezzo) e sostenitore del Coordinamento Friulano “Per Eluana e per tutti noi”: "E’ iniziato il percorso di morte. Eluana è viva, ha bisogno solo di un luogo caldo, di un letto e va pulita, accudita e vestita! Ovviamente è una persona gravemente disabile come ce ne sono tante anche in Friuli! Io penso che il padre sia impazzito dal dolore… Non può esserci spiegazione per un tale gesto, una tale follia! Per assurdo potrebbe risvegliarsi anche domani. Ad Eluana non viene praticata nessuna terapia, i suoi organi vitali funzionano molto bene, non dipende da nessun tipo di macchine, solo un sondino che le dà da mangiare! Questa non è una terapia, questo si chiama sostentamento!"
"Al padre", secondo Tiziana Milani, una bella signora di Colloredo di Montalbano, che ha conosciuto personalmente Eluana, "manca la comprensione del dolore dell’uomo. Da fedele accetto chi non crede in Dio e rispetto la laicità di Beppino, ma come si può volere la morte di una figlia? Io ho un bambino speciale di quattro anni e mezzo, in stato vegetativo come Eluana.
Il mio bambino non parla, non sta in piedi, devo alimentarlo per bocca e non attraverso un sondino, ma, comunque, mio figlio non è indipendente, è gravemente disabile. Io amo mio figlio, lo sostengo, anche se non parla, lui mi dà molto. Le persone come mio figlio hanno bisogno di un grande sostegno emotivo. Il problema dei nostri giorni sono i tabù; quelli sessuali sono superati, oramai, oggi i veri tabù sono quelli verso la morte e la sofferenza. Sono traguardi inaccettabili, eppure riguardano tutti noi. Sono favorevole anche al testamento biologico… ma qui non c’è e non ci sarà mai. Io sono qui anche perché voglio ringraziare Berlusconi, il signor Berlusca, come, erroneamente viene chiamato… Se avessimo aspettato Veltroni…".
"Che ricordo ha di Eluana?" "Fino all’adolescenza ho vissuto a Lecco… Si andava a pattinare insieme… Dai sette fino ai tredici anni presso la parrocchia di San Francesco in viale Fratti a Lecco… Che ricordo ho? Di una bambina… Di una bambina che guarda un’altra bambina con il desiderio di divertirci, di ridere, di scherzare... Di vivere insomma."
Ai posteri l’ardua sentenza, così è se vi pare…
PATRIZIA PUGLIESE

venerdì 6 febbraio 2009

IL PERSONAGGIO DEL VENERDI': RICCARDO MICHELUTTI ATTORE (RUBRICA di PATRIZIA PUGLIESE)

(In foto, l'attore friulano Riccardo Michelutti)


La valigia dell’attore
Un articolo si costruisce con i sali della memoria
“C’erano sedici posti e circa novecento partecipanti… non avevo raccomandazioni, era quasi impossibile e non riuscivo a credere ai miei occhi quando ho letto il mio nome, Riccardo Michelutti nella lista degli ammessi”.
Riccardo Michelutti è lui, il mio vecchio caro amico Ric.
Classe 1973, professione attore. Così ricorda l’ammissione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico di Roma”. Reduce da numerose esperienze teatrali, cinematografiche e pubblicitarie in giro per l’Italia, da circa sei anni il ritorno nella sua terra, il Friuli-Venezia Giulia.
Un progetto in cantiere, la stesura di una sceneggiatura “Il volo della cicogna” che è la storia di un cameraman di origini friulane che ritorna a distanza di trent’anni dall’evento sismico per immortalare la festa medievale di Gemona. Si tratta di un intenso reportage filmico in cui verità e finzione si mescolano e da cui emergono forti, i ricordi del terremoto che decretò un cambiamento non solo del quotidiano ma anche nella mentalità di un popolo valoroso e dignitoso.
“Si attendono solo i soldi che tardano ad arrivare… sai, i soliti motivi burocratici…”
Per smussare il suo innato pessimismo, lo esorto a non pensare ai finanziamenti… già, alcune volte noi spettatori dimentichiamo il nesso esistenziale tra soldi e creazione di un progetto cinematografico. Parlare di cinema con Riccardo non è facile, non si presta a facilonerie, non è un mediano dal parlar ovvio. Lo sguardo profondo e serioso si poggia sul mio block notes da aspirante pubblicista.
Ric, cosa ti ha spinto verso una scelta di questo tipo? Perché attore e non ingegnere?
“E’ una domanda che mi faccio spesso anch’io, in effetti. Credo, la ricerca, il viaggio interiore che non ha mai fine. La voglia di confrontarsi, a volte, attraverso una forma di comunicazione come il teatro. Esso mi ha permesso e mi permette anche adesso, di conoscere me stesso nelle varie sfaccettature… fare recitazione è dare e ricevere, continuamente.”
Perché il ritorno in Friuli?
“Perché, anche se Roma ti permette di fare tante cose, in questa città caotica e poco incline all’incontro, io rischiavo di perdere la mia identità artistica. Il Friuli è una terra vergine dal punto di vista cinematografico, ti dà la possibilità di vivere la carriera artistica ancora come se fosse un percorso in itinere, in piena discesa, non solo dal punto di vista di realizzazione, ma anche come creatività, come un “mettersi in discussione continua”. Ovviamente non è facile, mancano i mezzi, le belle idee, i soldi che permettono di concretizzarle.Volevo un ritorno alle origini: ingenuità e genuinità come le nostre alpi.”
Come vivi e vedi l’arte cinematografica in Friuli?
“Il mestiere dell’attore non è un mestiere facile, allegro. Quello che mi spaventa di più è la non possibilità umana e materiale, una certa chiusura che caratterizza questa regione di confine.
Alcune volte, penso, che non abbia un’identità ferma e coraggiosa. Il problema sta nel cuore di chi ci governa, a Nord come a Sud, bisognerebbe optare verso scelte non stereotipate. Manca una cultura del confronto, dell’apertura, dello scambio. Il problema non è solo friulano, ma italiano: l’Italia è un grande condominio di piattole e di pattume. Non esiste più il cinema indipendente, perché le scelte dei produttori e dei registi sono vincolate dalla politica, da imposizioni che vengono dall’alto. Chi fa il mio mestiere conosce bene la situazione… e credimi non è solo retorica.”
Pensi che il Friuli rappresenti una regione dove possibilità e creatività posano andare a braccetto? In che termini, essa può contribuire in termini di produzioni e realizzazioni artistiche? L’essere friulano in questo campo aiuta i dilettanti allo sbaraglio? Siete noti per la vostra fermezza e la vostra volontà, credi che bastano per creare un attore in Friuli e un’Accademia consolidata e di successo?
“Non vorrei risultare pessimista, ma il contributo è minimo perché mancano apertura e libertà di coscienza. Siamo un popolo che tende a de-italianizzarsi, così facendo, non formiamo ponti, binomi. La cultura è scambio, apertura, investimento. Credo, che chiunque decida di intraprendere il mestiere d’attore si troverà di fronte ad un muro. Una certa chiusura intellettuale non è permessa in questo campo… e poi troppi coinvolgimenti politici, troppi interessi economici e troppe raccomandazioni. Il Friuli è sicuramente una buona terra di talenti, ma manca un sano sarcasmo, quello che contraddistingue il popolo meridionale, che per inclinazioni e dna si apre all’ignoto. Certamente, volontà e fermezza sono prerogative indispensabili all’attore per emergere, ma non bastano, ripeto, ci vuole apertura, spirito di sacrificio e umiltà.”
Qual’è il tuo personale contributo?
“Ho scoperto la regia, negli ultimi anni e il piacere di scrivere per e della mia regione. Fino pochi mesi fa lavoravo presso la Rai di Trieste, nella sede distaccata di Udine, in qualità di assistente ai programmi, adesso mi sto occupando al mio debutto come sceneggiatore con “Il volo della cicogna”. Insegno, inoltre, dizione e teatro, qui a Udine e a Venezia, presso la scuola di recitazione “Avogaria” diretta da Alessandro Bellondi e da due anni curo la regia della rappresentazione scenica della pasqua di Ciconicco.”.
Pentito della tua scelta? Di questo tuo tornare a casa?
“Pentito, forse nelle possibilità che avrei avuto stando a Roma, non pentito come autenticità del mio dare e nitidezza nei rapporti. In città ho amici veri, artisti genuini che predicano l’arte non mettendola da parte. Arrivi ad un certo punto della tua vita che hai bisogno di autenticità, non si può sempre recitare un ruolo. Ho buttato le mie maschere e sono tornato friulano… Chissà…”
Ritornando a Roma, quali le tue esperienze cinematografiche più significative?
“Sicuramente, “Ama il tuo nemico 2” per la regia di Damiano Damiani, nel ruolo di Salvatore; “Sospetti” di G. Perelli; “Mio figlio” per la regia di Luciano Odorisi; “Apri gli occhi e sogna” nel ruolo di Valerio.”
I tuoi compagni di sventura in Accademia erano giovani come te, pieni di speranze… oggi, noti attori. Qualche nome?
“Si, con me in Accademia a Roma, c’erano Stefania Rocca, Alessio Boni, Lo Cascio…insomma, attori molto bravi e generosi.”
So che sei molto amico di Massimo Dapporto; Che tipo è?
“Geniale, bravo e buono. Un grande attore e una grande persona. Umile e cordiale, in questo ambiente non è facile trovare un amico. Ecco, lui per me lo è, amico.”
E di Vittorio? Che mi dici di Gassman?
“Ho avuto la fortuna di conoscere Vittorio Gassman, lui insegnava in Accademia. Di lui ricordo lo sguardo, intenso, vivo e non certo compassionevole. Personaggio carismatico ma sofferente, un’anima in ricerca, continua ricerca… ecco, lo ricordo in ricerca continua e perpetua… Da lui ho imparato a dare valore a questo mestiere, a considerarlo, quasi, come una missione.”
Passiamo alle donne. Hai lavorato nel ruolo del ladro che distrugge il negozio alle commesse Ferilli, Brilli e company. Chi porti a cena, oltre me?
“La Sabrina! Bella, brava e preparata e soprattutto di grande simpatia! La Nancy Brilli, la ricordo sempre in ritardo, una sorta di mignon miss perfettina!”
Con mia grande sorpresa, ho saputo che hai fatto anche della pubblicità, raccontami…
“Si ho prestato la mia immagine per la pubblicità “Otto per mille” presso la Rai e per le “Pagine utili” presso Mediaset. Curiose esperienze…. Anzi, lancio la palla, visto che tu scrivi per un giornale online: chiamatemi, chiamatemi! Per favore, reclamizzo anche il frico!!!!”
“Ric, se non avessi fatto l’attore?...”
“Avrei fatto l’attore, perché io amo i randagi come me.”
PATRIZIA PUGLIESE

IL PERSONAGGIO DEL VENERDI': RICCARDO MICHELUTTI ATTORE (RUBRICA di PATRIZIA PUGLIESE)

(In foto, l'attore friulano Riccardo Michelutti)


La valigia dell’attore
Un articolo si costruisce con i sali della memoria
“C’erano sedici posti e circa novecento partecipanti… non avevo raccomandazioni, era quasi impossibile e non riuscivo a credere ai miei occhi quando ho letto il mio nome, Riccardo Michelutti nella lista degli ammessi”.
Riccardo Michelutti è lui, il mio vecchio caro amico Ric.
Classe 1973, professione attore. Così ricorda l’ammissione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico di Roma”. Reduce da numerose esperienze teatrali, cinematografiche e pubblicitarie in giro per l’Italia, da circa sei anni il ritorno nella sua terra, il Friuli-Venezia Giulia.
Un progetto in cantiere, la stesura di una sceneggiatura “Il volo della cicogna” che è la storia di un cameraman di origini friulane che ritorna a distanza di trent’anni dall’evento sismico per immortalare la festa medievale di Gemona. Si tratta di un intenso reportage filmico in cui verità e finzione si mescolano e da cui emergono forti, i ricordi del terremoto che decretò un cambiamento non solo del quotidiano ma anche nella mentalità di un popolo valoroso e dignitoso.
“Si attendono solo i soldi che tardano ad arrivare… sai, i soliti motivi burocratici…”
Per smussare il suo innato pessimismo, lo esorto a non pensare ai finanziamenti… già, alcune volte noi spettatori dimentichiamo il nesso esistenziale tra soldi e creazione di un progetto cinematografico. Parlare di cinema con Riccardo non è facile, non si presta a facilonerie, non è un mediano dal parlar ovvio. Lo sguardo profondo e serioso si poggia sul mio block notes da aspirante pubblicista.
Ric, cosa ti ha spinto verso una scelta di questo tipo? Perché attore e non ingegnere?
“E’ una domanda che mi faccio spesso anch’io, in effetti. Credo, la ricerca, il viaggio interiore che non ha mai fine. La voglia di confrontarsi, a volte, attraverso una forma di comunicazione come il teatro. Esso mi ha permesso e mi permette anche adesso, di conoscere me stesso nelle varie sfaccettature… fare recitazione è dare e ricevere, continuamente.”
Perché il ritorno in Friuli?
“Perché, anche se Roma ti permette di fare tante cose, in questa città caotica e poco incline all’incontro, io rischiavo di perdere la mia identità artistica. Il Friuli è una terra vergine dal punto di vista cinematografico, ti dà la possibilità di vivere la carriera artistica ancora come se fosse un percorso in itinere, in piena discesa, non solo dal punto di vista di realizzazione, ma anche come creatività, come un “mettersi in discussione continua”. Ovviamente non è facile, mancano i mezzi, le belle idee, i soldi che permettono di concretizzarle.Volevo un ritorno alle origini: ingenuità e genuinità come le nostre alpi.”
Come vivi e vedi l’arte cinematografica in Friuli?
“Il mestiere dell’attore non è un mestiere facile, allegro. Quello che mi spaventa di più è la non possibilità umana e materiale, una certa chiusura che caratterizza questa regione di confine.
Alcune volte, penso, che non abbia un’identità ferma e coraggiosa. Il problema sta nel cuore di chi ci governa, a Nord come a Sud, bisognerebbe optare verso scelte non stereotipate. Manca una cultura del confronto, dell’apertura, dello scambio. Il problema non è solo friulano, ma italiano: l’Italia è un grande condominio di piattole e di pattume. Non esiste più il cinema indipendente, perché le scelte dei produttori e dei registi sono vincolate dalla politica, da imposizioni che vengono dall’alto. Chi fa il mio mestiere conosce bene la situazione… e credimi non è solo retorica.”
Pensi che il Friuli rappresenti una regione dove possibilità e creatività posano andare a braccetto? In che termini, essa può contribuire in termini di produzioni e realizzazioni artistiche? L’essere friulano in questo campo aiuta i dilettanti allo sbaraglio? Siete noti per la vostra fermezza e la vostra volontà, credi che bastano per creare un attore in Friuli e un’Accademia consolidata e di successo?
“Non vorrei risultare pessimista, ma il contributo è minimo perché mancano apertura e libertà di coscienza. Siamo un popolo che tende a de-italianizzarsi, così facendo, non formiamo ponti, binomi. La cultura è scambio, apertura, investimento. Credo, che chiunque decida di intraprendere il mestiere d’attore si troverà di fronte ad un muro. Una certa chiusura intellettuale non è permessa in questo campo… e poi troppi coinvolgimenti politici, troppi interessi economici e troppe raccomandazioni. Il Friuli è sicuramente una buona terra di talenti, ma manca un sano sarcasmo, quello che contraddistingue il popolo meridionale, che per inclinazioni e dna si apre all’ignoto. Certamente, volontà e fermezza sono prerogative indispensabili all’attore per emergere, ma non bastano, ripeto, ci vuole apertura, spirito di sacrificio e umiltà.”
Qual’è il tuo personale contributo?
“Ho scoperto la regia, negli ultimi anni e il piacere di scrivere per e della mia regione. Fino pochi mesi fa lavoravo presso la Rai di Trieste, nella sede distaccata di Udine, in qualità di assistente ai programmi, adesso mi sto occupando al mio debutto come sceneggiatore con “Il volo della cicogna”. Insegno, inoltre, dizione e teatro, qui a Udine e a Venezia, presso la scuola di recitazione “Avogaria” diretta da Alessandro Bellondi e da due anni curo la regia della rappresentazione scenica della pasqua di Ciconicco.”.
Pentito della tua scelta? Di questo tuo tornare a casa?
“Pentito, forse nelle possibilità che avrei avuto stando a Roma, non pentito come autenticità del mio dare e nitidezza nei rapporti. In città ho amici veri, artisti genuini che predicano l’arte non mettendola da parte. Arrivi ad un certo punto della tua vita che hai bisogno di autenticità, non si può sempre recitare un ruolo. Ho buttato le mie maschere e sono tornato friulano… Chissà…”
Ritornando a Roma, quali le tue esperienze cinematografiche più significative?
“Sicuramente, “Ama il tuo nemico 2” per la regia di Damiano Damiani, nel ruolo di Salvatore; “Sospetti” di G. Perelli; “Mio figlio” per la regia di Luciano Odorisi; “Apri gli occhi e sogna” nel ruolo di Valerio.”
I tuoi compagni di sventura in Accademia erano giovani come te, pieni di speranze… oggi, noti attori. Qualche nome?
“Si, con me in Accademia a Roma, c’erano Stefania Rocca, Alessio Boni, Lo Cascio…insomma, attori molto bravi e generosi.”
So che sei molto amico di Massimo Dapporto; Che tipo è?
“Geniale, bravo e buono. Un grande attore e una grande persona. Umile e cordiale, in questo ambiente non è facile trovare un amico. Ecco, lui per me lo è, amico.”
E di Vittorio? Che mi dici di Gassman?
“Ho avuto la fortuna di conoscere Vittorio Gassman, lui insegnava in Accademia. Di lui ricordo lo sguardo, intenso, vivo e non certo compassionevole. Personaggio carismatico ma sofferente, un’anima in ricerca, continua ricerca… ecco, lo ricordo in ricerca continua e perpetua… Da lui ho imparato a dare valore a questo mestiere, a considerarlo, quasi, come una missione.”
Passiamo alle donne. Hai lavorato nel ruolo del ladro che distrugge il negozio alle commesse Ferilli, Brilli e company. Chi porti a cena, oltre me?
“La Sabrina! Bella, brava e preparata e soprattutto di grande simpatia! La Nancy Brilli, la ricordo sempre in ritardo, una sorta di mignon miss perfettina!”
Con mia grande sorpresa, ho saputo che hai fatto anche della pubblicità, raccontami…
“Si ho prestato la mia immagine per la pubblicità “Otto per mille” presso la Rai e per le “Pagine utili” presso Mediaset. Curiose esperienze…. Anzi, lancio la palla, visto che tu scrivi per un giornale online: chiamatemi, chiamatemi! Per favore, reclamizzo anche il frico!!!!”
“Ric, se non avessi fatto l’attore?...”
“Avrei fatto l’attore, perché io amo i randagi come me.”
PATRIZIA PUGLIESE

IL PERSONAGGIO DEL VENERDI': RICCARDO MICHELUTTI ATTORE (RUBRICA di PATRIZIA PUGLIESE)

(In foto, l'attore friulano Riccardo Michelutti)


La valigia dell’attore
Un articolo si costruisce con i sali della memoria
“C’erano sedici posti e circa novecento partecipanti… non avevo raccomandazioni, era quasi impossibile e non riuscivo a credere ai miei occhi quando ho letto il mio nome, Riccardo Michelutti nella lista degli ammessi”.
Riccardo Michelutti è lui, il mio vecchio caro amico Ric.
Classe 1973, professione attore. Così ricorda l’ammissione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico di Roma”. Reduce da numerose esperienze teatrali, cinematografiche e pubblicitarie in giro per l’Italia, da circa sei anni il ritorno nella sua terra, il Friuli-Venezia Giulia.
Un progetto in cantiere, la stesura di una sceneggiatura “Il volo della cicogna” che è la storia di un cameraman di origini friulane che ritorna a distanza di trent’anni dall’evento sismico per immortalare la festa medievale di Gemona. Si tratta di un intenso reportage filmico in cui verità e finzione si mescolano e da cui emergono forti, i ricordi del terremoto che decretò un cambiamento non solo del quotidiano ma anche nella mentalità di un popolo valoroso e dignitoso.
“Si attendono solo i soldi che tardano ad arrivare… sai, i soliti motivi burocratici…”
Per smussare il suo innato pessimismo, lo esorto a non pensare ai finanziamenti… già, alcune volte noi spettatori dimentichiamo il nesso esistenziale tra soldi e creazione di un progetto cinematografico. Parlare di cinema con Riccardo non è facile, non si presta a facilonerie, non è un mediano dal parlar ovvio. Lo sguardo profondo e serioso si poggia sul mio block notes da aspirante pubblicista.
Ric, cosa ti ha spinto verso una scelta di questo tipo? Perché attore e non ingegnere?
“E’ una domanda che mi faccio spesso anch’io, in effetti. Credo, la ricerca, il viaggio interiore che non ha mai fine. La voglia di confrontarsi, a volte, attraverso una forma di comunicazione come il teatro. Esso mi ha permesso e mi permette anche adesso, di conoscere me stesso nelle varie sfaccettature… fare recitazione è dare e ricevere, continuamente.”
Perché il ritorno in Friuli?
“Perché, anche se Roma ti permette di fare tante cose, in questa città caotica e poco incline all’incontro, io rischiavo di perdere la mia identità artistica. Il Friuli è una terra vergine dal punto di vista cinematografico, ti dà la possibilità di vivere la carriera artistica ancora come se fosse un percorso in itinere, in piena discesa, non solo dal punto di vista di realizzazione, ma anche come creatività, come un “mettersi in discussione continua”. Ovviamente non è facile, mancano i mezzi, le belle idee, i soldi che permettono di concretizzarle.Volevo un ritorno alle origini: ingenuità e genuinità come le nostre alpi.”
Come vivi e vedi l’arte cinematografica in Friuli?
“Il mestiere dell’attore non è un mestiere facile, allegro. Quello che mi spaventa di più è la non possibilità umana e materiale, una certa chiusura che caratterizza questa regione di confine.
Alcune volte, penso, che non abbia un’identità ferma e coraggiosa. Il problema sta nel cuore di chi ci governa, a Nord come a Sud, bisognerebbe optare verso scelte non stereotipate. Manca una cultura del confronto, dell’apertura, dello scambio. Il problema non è solo friulano, ma italiano: l’Italia è un grande condominio di piattole e di pattume. Non esiste più il cinema indipendente, perché le scelte dei produttori e dei registi sono vincolate dalla politica, da imposizioni che vengono dall’alto. Chi fa il mio mestiere conosce bene la situazione… e credimi non è solo retorica.”
Pensi che il Friuli rappresenti una regione dove possibilità e creatività posano andare a braccetto? In che termini, essa può contribuire in termini di produzioni e realizzazioni artistiche? L’essere friulano in questo campo aiuta i dilettanti allo sbaraglio? Siete noti per la vostra fermezza e la vostra volontà, credi che bastano per creare un attore in Friuli e un’Accademia consolidata e di successo?
“Non vorrei risultare pessimista, ma il contributo è minimo perché mancano apertura e libertà di coscienza. Siamo un popolo che tende a de-italianizzarsi, così facendo, non formiamo ponti, binomi. La cultura è scambio, apertura, investimento. Credo, che chiunque decida di intraprendere il mestiere d’attore si troverà di fronte ad un muro. Una certa chiusura intellettuale non è permessa in questo campo… e poi troppi coinvolgimenti politici, troppi interessi economici e troppe raccomandazioni. Il Friuli è sicuramente una buona terra di talenti, ma manca un sano sarcasmo, quello che contraddistingue il popolo meridionale, che per inclinazioni e dna si apre all’ignoto. Certamente, volontà e fermezza sono prerogative indispensabili all’attore per emergere, ma non bastano, ripeto, ci vuole apertura, spirito di sacrificio e umiltà.”
Qual’è il tuo personale contributo?
“Ho scoperto la regia, negli ultimi anni e il piacere di scrivere per e della mia regione. Fino pochi mesi fa lavoravo presso la Rai di Trieste, nella sede distaccata di Udine, in qualità di assistente ai programmi, adesso mi sto occupando al mio debutto come sceneggiatore con “Il volo della cicogna”. Insegno, inoltre, dizione e teatro, qui a Udine e a Venezia, presso la scuola di recitazione “Avogaria” diretta da Alessandro Bellondi e da due anni curo la regia della rappresentazione scenica della pasqua di Ciconicco.”.
Pentito della tua scelta? Di questo tuo tornare a casa?
“Pentito, forse nelle possibilità che avrei avuto stando a Roma, non pentito come autenticità del mio dare e nitidezza nei rapporti. In città ho amici veri, artisti genuini che predicano l’arte non mettendola da parte. Arrivi ad un certo punto della tua vita che hai bisogno di autenticità, non si può sempre recitare un ruolo. Ho buttato le mie maschere e sono tornato friulano… Chissà…”
Ritornando a Roma, quali le tue esperienze cinematografiche più significative?
“Sicuramente, “Ama il tuo nemico 2” per la regia di Damiano Damiani, nel ruolo di Salvatore; “Sospetti” di G. Perelli; “Mio figlio” per la regia di Luciano Odorisi; “Apri gli occhi e sogna” nel ruolo di Valerio.”
I tuoi compagni di sventura in Accademia erano giovani come te, pieni di speranze… oggi, noti attori. Qualche nome?
“Si, con me in Accademia a Roma, c’erano Stefania Rocca, Alessio Boni, Lo Cascio…insomma, attori molto bravi e generosi.”
So che sei molto amico di Massimo Dapporto; Che tipo è?
“Geniale, bravo e buono. Un grande attore e una grande persona. Umile e cordiale, in questo ambiente non è facile trovare un amico. Ecco, lui per me lo è, amico.”
E di Vittorio? Che mi dici di Gassman?
“Ho avuto la fortuna di conoscere Vittorio Gassman, lui insegnava in Accademia. Di lui ricordo lo sguardo, intenso, vivo e non certo compassionevole. Personaggio carismatico ma sofferente, un’anima in ricerca, continua ricerca… ecco, lo ricordo in ricerca continua e perpetua… Da lui ho imparato a dare valore a questo mestiere, a considerarlo, quasi, come una missione.”
Passiamo alle donne. Hai lavorato nel ruolo del ladro che distrugge il negozio alle commesse Ferilli, Brilli e company. Chi porti a cena, oltre me?
“La Sabrina! Bella, brava e preparata e soprattutto di grande simpatia! La Nancy Brilli, la ricordo sempre in ritardo, una sorta di mignon miss perfettina!”
Con mia grande sorpresa, ho saputo che hai fatto anche della pubblicità, raccontami…
“Si ho prestato la mia immagine per la pubblicità “Otto per mille” presso la Rai e per le “Pagine utili” presso Mediaset. Curiose esperienze…. Anzi, lancio la palla, visto che tu scrivi per un giornale online: chiamatemi, chiamatemi! Per favore, reclamizzo anche il frico!!!!”
“Ric, se non avessi fatto l’attore?...”
“Avrei fatto l’attore, perché io amo i randagi come me.”
PATRIZIA PUGLIESE