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martedì 17 febbraio 2009

REVOLUTIONARY ROAD (RECENSIONE FILM MA NON SOLO di LUCIA VALLILLO ovvero QUANDO UNA PSICOLOGA VA AL CINEMA)



Ebbene sì, la coppia magica del Titanic (chi non si è commosso vedendo la scena sulla prua della nave di Leo e Kate alias Jack e Rose con la musica tormentone di Celine Dion?) è tornata nel film Revolutionary Road, con Di Caprio più ”uomo” e Kate Winslet più bella e intrigante. Il film, recitato magistralmente e molto intenso, è diretto da Sam Mendes, il regista di American Beauty esperto nello spiare, al di là delle apparenze, cosa succede alle coppie middle-class americane all’interno delle mura domestiche. E questa indagine sfocia nel dramma...
Siamo nel 1955 e Frank e April Wheeler sono una giovane e bella coppia che abita in una villetta a Revolutionary Road, in un sobborgo benestante (e benpensante) di New York. April, che voleva diventare un’attrice famosa, invece è madre di due bimbi e recita saltuariamente nella filodrammatica locale, mentre Frank indugia in un lavoro ordinario, nelle bevute con gli amici e in un’avventuretta con una segretaria, in attesa di “trovare la sua strada” . April, coinvolgendo il marito, prova a lottare contro il qualunquismo della provincia, perchè pensa che la vita debba essere qualcosa in più di una casa in ordine, un'auto e dei figli da crescere; si inventa quindi e sogna una vita a Parigi, dove vorrebbe trasferire la sua famiglia e la sua inquietudine. L'idea romantica della fuga riaccende per un attimo la passione e la fiducia nel futuro nella coppia, ma appunto è solo un attimo: dietro alla casetta a due piani con il giardino perfetto c'è la frustrante tristezza che deriva dalla solitudine della protagonista, costretta a misurarsi con la “mostruosa” normalità che l'assedia dentro e fuori le mura domestiche. Frank non capisce più il progetto della moglie, il suo malessere, e i due coniugi si allontanano sempre più fino al dramma finale, tragedia che solo il loro vicino “pazzo”, in libera uscita dal manicomio, aveva intuito fin dall’inizio!
Il film è ambientato negli anni ’50 negli Usa, quando la condizione della donna era diversa da quella odierna, ma i conflitti e l’incomunicabilità all’interno della coppia sono ancora molto attuali.
Un rapporto di coppia può ad un certo punto della storia evolutiva incanalarsi verso crisi e conflitti, perché le strade dei coniugi divergono o gli eventi possono far scaturire emozioni e tensioni forti a diversi livelli, intrapersonali e interpersonali, non facilmente gestibili dal singolo e dalla coppia stessa.
Quando cadono le illusioni che hanno fatto sì che la coppia si incontrasse, la frattura che si crea è insanabile, scompensa e rende fragili. Tutto il sistema famiglia viene coinvolto, e a volte i comportamenti che i coniugi tengono possono non essere equilibrati e avere una ricaduta di sofferenze e disagio anche sui i figli.
La maggior parte delle separazioni non è il risultato di una volontà consensuale, in generale accade che sia uno dei due che lasci l’altro, uno vuole uscire e l’altro vuole continuare la relazione. Qualora la costruzione del patto di condividere gioie e dolori, benessere e malattia diventa una difficile impresa tra i coniugi, il vincolo si presenta fragile e caratterizzato da precarietà e la probabilità che sopravvenga la separazione dipende dal grado e dall'equilibrio di attaccamento tra di loro.
La separazione è sempre un evento sconcertante, a volte improvviso, anche se vi sono precedenti segnali e fatti premonitori, a volte non letti o negati. All’interno della famiglia infatti possono esserci stati ripetuti litigi ed incomprensioni sempre più frequenti che hanno portato evidenti squilibri relazionali e carenze comunicative. La situazione diventa complessa, piena di tensioni, emozioni, turbamenti, difficile da affrontare.
Il legame di coppia si scioglie quando, come vediamo nel film suddetto, la crescita psicologica dei due coniugi non procede allo stesso livello, e la visione della vita, i desideri, le passioni, i sogni, gli interessi divergono sempre più e non esiste una realtà “comune”.
Il cinema mette in luce spesso i conflitti di coppia, i legami “disperanti”, riportando situazioni, dialoghi e silenzi, drammi della realtà quotidiana, e in questo Revolutionary Road è sicuramente un film che “resta” all’interno di ognuno di noi!

LUCIA VALLILLO


Scheda film

REVOLUTIONARY ROAD
Titolo originale:
Revolutionary Road
Nazione:
U.S.A., Regno Unito
Anno:
2008
Genere:
Drammatico
Durata:
119'
Regia:
Sam Mendes
Sito ufficiale:
http://www.revolutionaryroadmovie.com/
Sito italiano:
http://www.cinema.universalpictures.it/website/revolutionaryroad/
Cast:
Leonardo DiCaprio, Kate Winslet, Kathy Bates, Kathryn Hahn, Michael Shannon, Zoe Kazan, Ryan Simpkins, Ty Simpkins, Kristen Connolly
Produzione:
BBC Films, Evamere Entertainment, Neal Street Productions
Distribuzione:
UIP
Data di uscita:
30 Gennaio 2009 (cinema)Trama:Anni '50, Frank e April Wheeler sono una coppia appartenente alla classe media americana, vivono nei dintorni di New York in una di quelle belle case da benestanti, ma sono in forte conflitto riguardo allo spazio da dedicare ai propri desideri contro l'opprimente ondata di conformismo che sembra essersi impossessata degli Stati Uniti in quegli anni.

REVOLUTIONARY ROAD (RECENSIONE FILM MA NON SOLO di LUCIA VALLILLO ovvero QUANDO UNA PSICOLOGA VA AL CINEMA)



Ebbene sì, la coppia magica del Titanic (chi non si è commosso vedendo la scena sulla prua della nave di Leo e Kate alias Jack e Rose con la musica tormentone di Celine Dion?) è tornata nel film Revolutionary Road, con Di Caprio più ”uomo” e Kate Winslet più bella e intrigante. Il film, recitato magistralmente e molto intenso, è diretto da Sam Mendes, il regista di American Beauty esperto nello spiare, al di là delle apparenze, cosa succede alle coppie middle-class americane all’interno delle mura domestiche. E questa indagine sfocia nel dramma...
Siamo nel 1955 e Frank e April Wheeler sono una giovane e bella coppia che abita in una villetta a Revolutionary Road, in un sobborgo benestante (e benpensante) di New York. April, che voleva diventare un’attrice famosa, invece è madre di due bimbi e recita saltuariamente nella filodrammatica locale, mentre Frank indugia in un lavoro ordinario, nelle bevute con gli amici e in un’avventuretta con una segretaria, in attesa di “trovare la sua strada” . April, coinvolgendo il marito, prova a lottare contro il qualunquismo della provincia, perchè pensa che la vita debba essere qualcosa in più di una casa in ordine, un'auto e dei figli da crescere; si inventa quindi e sogna una vita a Parigi, dove vorrebbe trasferire la sua famiglia e la sua inquietudine. L'idea romantica della fuga riaccende per un attimo la passione e la fiducia nel futuro nella coppia, ma appunto è solo un attimo: dietro alla casetta a due piani con il giardino perfetto c'è la frustrante tristezza che deriva dalla solitudine della protagonista, costretta a misurarsi con la “mostruosa” normalità che l'assedia dentro e fuori le mura domestiche. Frank non capisce più il progetto della moglie, il suo malessere, e i due coniugi si allontanano sempre più fino al dramma finale, tragedia che solo il loro vicino “pazzo”, in libera uscita dal manicomio, aveva intuito fin dall’inizio!
Il film è ambientato negli anni ’50 negli Usa, quando la condizione della donna era diversa da quella odierna, ma i conflitti e l’incomunicabilità all’interno della coppia sono ancora molto attuali.
Un rapporto di coppia può ad un certo punto della storia evolutiva incanalarsi verso crisi e conflitti, perché le strade dei coniugi divergono o gli eventi possono far scaturire emozioni e tensioni forti a diversi livelli, intrapersonali e interpersonali, non facilmente gestibili dal singolo e dalla coppia stessa.
Quando cadono le illusioni che hanno fatto sì che la coppia si incontrasse, la frattura che si crea è insanabile, scompensa e rende fragili. Tutto il sistema famiglia viene coinvolto, e a volte i comportamenti che i coniugi tengono possono non essere equilibrati e avere una ricaduta di sofferenze e disagio anche sui i figli.
La maggior parte delle separazioni non è il risultato di una volontà consensuale, in generale accade che sia uno dei due che lasci l’altro, uno vuole uscire e l’altro vuole continuare la relazione. Qualora la costruzione del patto di condividere gioie e dolori, benessere e malattia diventa una difficile impresa tra i coniugi, il vincolo si presenta fragile e caratterizzato da precarietà e la probabilità che sopravvenga la separazione dipende dal grado e dall'equilibrio di attaccamento tra di loro.
La separazione è sempre un evento sconcertante, a volte improvviso, anche se vi sono precedenti segnali e fatti premonitori, a volte non letti o negati. All’interno della famiglia infatti possono esserci stati ripetuti litigi ed incomprensioni sempre più frequenti che hanno portato evidenti squilibri relazionali e carenze comunicative. La situazione diventa complessa, piena di tensioni, emozioni, turbamenti, difficile da affrontare.
Il legame di coppia si scioglie quando, come vediamo nel film suddetto, la crescita psicologica dei due coniugi non procede allo stesso livello, e la visione della vita, i desideri, le passioni, i sogni, gli interessi divergono sempre più e non esiste una realtà “comune”.
Il cinema mette in luce spesso i conflitti di coppia, i legami “disperanti”, riportando situazioni, dialoghi e silenzi, drammi della realtà quotidiana, e in questo Revolutionary Road è sicuramente un film che “resta” all’interno di ognuno di noi!

LUCIA VALLILLO


Scheda film

REVOLUTIONARY ROAD
Titolo originale:
Revolutionary Road
Nazione:
U.S.A., Regno Unito
Anno:
2008
Genere:
Drammatico
Durata:
119'
Regia:
Sam Mendes
Sito ufficiale:
http://www.revolutionaryroadmovie.com/
Sito italiano:
http://www.cinema.universalpictures.it/website/revolutionaryroad/
Cast:
Leonardo DiCaprio, Kate Winslet, Kathy Bates, Kathryn Hahn, Michael Shannon, Zoe Kazan, Ryan Simpkins, Ty Simpkins, Kristen Connolly
Produzione:
BBC Films, Evamere Entertainment, Neal Street Productions
Distribuzione:
UIP
Data di uscita:
30 Gennaio 2009 (cinema)Trama:Anni '50, Frank e April Wheeler sono una coppia appartenente alla classe media americana, vivono nei dintorni di New York in una di quelle belle case da benestanti, ma sono in forte conflitto riguardo allo spazio da dedicare ai propri desideri contro l'opprimente ondata di conformismo che sembra essersi impossessata degli Stati Uniti in quegli anni.

REVOLUTIONARY ROAD (RECENSIONE FILM MA NON SOLO di LUCIA VALLILLO ovvero QUANDO UNA PSICOLOGA VA AL CINEMA)



Ebbene sì, la coppia magica del Titanic (chi non si è commosso vedendo la scena sulla prua della nave di Leo e Kate alias Jack e Rose con la musica tormentone di Celine Dion?) è tornata nel film Revolutionary Road, con Di Caprio più ”uomo” e Kate Winslet più bella e intrigante. Il film, recitato magistralmente e molto intenso, è diretto da Sam Mendes, il regista di American Beauty esperto nello spiare, al di là delle apparenze, cosa succede alle coppie middle-class americane all’interno delle mura domestiche. E questa indagine sfocia nel dramma...
Siamo nel 1955 e Frank e April Wheeler sono una giovane e bella coppia che abita in una villetta a Revolutionary Road, in un sobborgo benestante (e benpensante) di New York. April, che voleva diventare un’attrice famosa, invece è madre di due bimbi e recita saltuariamente nella filodrammatica locale, mentre Frank indugia in un lavoro ordinario, nelle bevute con gli amici e in un’avventuretta con una segretaria, in attesa di “trovare la sua strada” . April, coinvolgendo il marito, prova a lottare contro il qualunquismo della provincia, perchè pensa che la vita debba essere qualcosa in più di una casa in ordine, un'auto e dei figli da crescere; si inventa quindi e sogna una vita a Parigi, dove vorrebbe trasferire la sua famiglia e la sua inquietudine. L'idea romantica della fuga riaccende per un attimo la passione e la fiducia nel futuro nella coppia, ma appunto è solo un attimo: dietro alla casetta a due piani con il giardino perfetto c'è la frustrante tristezza che deriva dalla solitudine della protagonista, costretta a misurarsi con la “mostruosa” normalità che l'assedia dentro e fuori le mura domestiche. Frank non capisce più il progetto della moglie, il suo malessere, e i due coniugi si allontanano sempre più fino al dramma finale, tragedia che solo il loro vicino “pazzo”, in libera uscita dal manicomio, aveva intuito fin dall’inizio!
Il film è ambientato negli anni ’50 negli Usa, quando la condizione della donna era diversa da quella odierna, ma i conflitti e l’incomunicabilità all’interno della coppia sono ancora molto attuali.
Un rapporto di coppia può ad un certo punto della storia evolutiva incanalarsi verso crisi e conflitti, perché le strade dei coniugi divergono o gli eventi possono far scaturire emozioni e tensioni forti a diversi livelli, intrapersonali e interpersonali, non facilmente gestibili dal singolo e dalla coppia stessa.
Quando cadono le illusioni che hanno fatto sì che la coppia si incontrasse, la frattura che si crea è insanabile, scompensa e rende fragili. Tutto il sistema famiglia viene coinvolto, e a volte i comportamenti che i coniugi tengono possono non essere equilibrati e avere una ricaduta di sofferenze e disagio anche sui i figli.
La maggior parte delle separazioni non è il risultato di una volontà consensuale, in generale accade che sia uno dei due che lasci l’altro, uno vuole uscire e l’altro vuole continuare la relazione. Qualora la costruzione del patto di condividere gioie e dolori, benessere e malattia diventa una difficile impresa tra i coniugi, il vincolo si presenta fragile e caratterizzato da precarietà e la probabilità che sopravvenga la separazione dipende dal grado e dall'equilibrio di attaccamento tra di loro.
La separazione è sempre un evento sconcertante, a volte improvviso, anche se vi sono precedenti segnali e fatti premonitori, a volte non letti o negati. All’interno della famiglia infatti possono esserci stati ripetuti litigi ed incomprensioni sempre più frequenti che hanno portato evidenti squilibri relazionali e carenze comunicative. La situazione diventa complessa, piena di tensioni, emozioni, turbamenti, difficile da affrontare.
Il legame di coppia si scioglie quando, come vediamo nel film suddetto, la crescita psicologica dei due coniugi non procede allo stesso livello, e la visione della vita, i desideri, le passioni, i sogni, gli interessi divergono sempre più e non esiste una realtà “comune”.
Il cinema mette in luce spesso i conflitti di coppia, i legami “disperanti”, riportando situazioni, dialoghi e silenzi, drammi della realtà quotidiana, e in questo Revolutionary Road è sicuramente un film che “resta” all’interno di ognuno di noi!

LUCIA VALLILLO


Scheda film

REVOLUTIONARY ROAD
Titolo originale:
Revolutionary Road
Nazione:
U.S.A., Regno Unito
Anno:
2008
Genere:
Drammatico
Durata:
119'
Regia:
Sam Mendes
Sito ufficiale:
http://www.revolutionaryroadmovie.com/
Sito italiano:
http://www.cinema.universalpictures.it/website/revolutionaryroad/
Cast:
Leonardo DiCaprio, Kate Winslet, Kathy Bates, Kathryn Hahn, Michael Shannon, Zoe Kazan, Ryan Simpkins, Ty Simpkins, Kristen Connolly
Produzione:
BBC Films, Evamere Entertainment, Neal Street Productions
Distribuzione:
UIP
Data di uscita:
30 Gennaio 2009 (cinema)Trama:Anni '50, Frank e April Wheeler sono una coppia appartenente alla classe media americana, vivono nei dintorni di New York in una di quelle belle case da benestanti, ma sono in forte conflitto riguardo allo spazio da dedicare ai propri desideri contro l'opprimente ondata di conformismo che sembra essersi impossessata degli Stati Uniti in quegli anni.

sabato 14 febbraio 2009

IL DUBBIO (RECENSIONE FILM MA NON SOLO di LUCIA VALLILLO ovvero QUANDO UNA PSICOLOGA VA AL CINEMA)



Dal 30 gennaio è uscito nelle sale cinematografiche il film drammatico “Il dubbio” con la regia di J.P: Shanley e la splendida interpretazione di Meryl Streep e di Philip Seymour Hoffman.
La storia è ambientata nel 1964 a St. Nicholas, parrocchia con annessa scuola nel Bronx, quando negli Usa soffiano venti di cambiamento politico e viene per la prima volta accettato in quella scuola media un ragazzo dodicenne di colore: Donald. Il film si basa sulla battaglia fra Sorella Aloysius (Preside della scuola dal pugno di ferro) retrograda e rigida, e Padre Flynn che cerca l’apertura verso il mondo, ed è disponibile al dialogo e all’ascolto degli allievi.
Sorella Aloysius sospetta che Padre Flynn abbia prestato troppa “attenzione” a Donald, e inizia, aiutata dalla giovane Sorella James, una crociata per allontanare il prete dalla scuola. Non esistono prove certe e tutto il film è basato appunto sul “dubbio”. Il ritmo è piuttosto lento e senza dinamismo, infatti c’è anche la versione teatrale, ma la recitazione è magistrale. Meryl Streep, abbruttita da veste scura e cappellino, recita con il volto e sembra che i suoi occhi parlino, e mi chiedo come sia possibile che la stessa attrice pochi mesi fa fosse bellissima e scatenata in “Mamma mia”!
Il film ripropone un tema di cui purtroppo si occupano spesso i fatti di cronaca, la pedofilia, ancor più grave quando è coinvolto un prete, un insegnante, un familiare, una persona di cui il bambino si fida. Da qualche anno in Italia i reati che ledono la sfera sessuale non sono considerati più contro la morale, bensì contro la libertà personale e le pene sono giustamente più severe.. Spesso è difficile capire quale sia la verità, intervengono poliziotti, giudici, avvocati, medici, psichiatri, psicologi… Il bambino, che per sua natura è estremamente suggestionabile, rischia di dover ripetere la sua versione dei fatti molte volte e questo è spiacevole e doloroso. Allora sempre più frequentemente viene istituito dal Pubblico Ministero l’incidente probatorio, il fanciullo viene ascoltato da uno psicologo o psichiatra (o da un giudice spesso donna) in un ambiente protetto (una stanza con lo specchio unidirezionale), dove il minore viene messo a proprio agio, si prende tempo e se necessario si gioca con lui. . Tutte le persone coinvolte sono nella stanza adiacente e possono assistere attraverso lo specchio alla raccolta della testimonianza, ma il minore non sa della loro presenza e può sentirsi libero di raccontare. A volte vi sono dei meccanismi psicologici per cui il bambino si sente in colpa, o non riesce bene a capire cosa sia successo. Non sempre il minore racconta e non sempre si riesce a capire se il racconto sia attendibile o meno, poiché soprattutto nei bimbi molto piccoli non è chiaro il confine fra fantasia e realtà (esistono però delle tecniche codificate per verificare l’attendibilità del testimone), e ci vuole molta competenza da parte di chi ascolta per non suggestionare, ma si evita al bambino in questo modo la testimonianza di un fatto così drammatico in Tribunale di fronte a molte persone e al presunto abusante. A volte il bambino veramente vive un senso di liberazione a poter finalmente raccontare questo terribile segreto che lo angoscia da tempo.
I tempi della giustizia a volte sono lunghi, ma vorrei spezzare una lancia a favore di tutti coloro che lavorano nei Servizi Sociali e presso il Tribunale e si occupano di questi terribili fatti con competenza e serietà, per il benessere del bambino.
In qualche caso per fortuna l’abuso non c’è stato, e il bambino può essere stato suggestionato da compagni, Tv, uno dei due genitori, parenti, ecc… (molti fatti di cronaca ci raccontano questo), ma è importantissimo che ogni caso venga vagliato con professionalità.
LUCIA VALLILLO
Scheda film
IL DUBBIO
Titolo originale:
DOUBT
Nazione:
U.S.A.
Anno:
2008
Genere:
Drammatico
Durata:
104'
Regia:
John Patrick Shanley
Sito ufficiale:
www.doubt-themovie.com
Sito italiano:
www.ildubbio-ilfilm.it
Cast:
Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams, Viola Davis, Alice Drummond, Lloyd Clay Brown, Carrie Preston, Joseph Foster, Bridget Megan Clark, Audrie J. Neenan, Susan Blommaert
Produzione:
Scott Rudin Productions
Distribuzione:
Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Data di uscita:
30 Gennaio 2009 (cinema)
Trama:New York City, 1964. In una rigorosa scuola cattolica del Bronx, una suora sospetta che Padre Flynn abusi della sua autorità nei confronti degli studenti; é convinta, infatti, che il sacerdote nutra degli interessi nei confronti di uno studente di colore.

IL DUBBIO (RECENSIONE FILM MA NON SOLO di LUCIA VALLILLO ovvero QUANDO UNA PSICOLOGA VA AL CINEMA)



Dal 30 gennaio è uscito nelle sale cinematografiche il film drammatico “Il dubbio” con la regia di J.P: Shanley e la splendida interpretazione di Meryl Streep e di Philip Seymour Hoffman.
La storia è ambientata nel 1964 a St. Nicholas, parrocchia con annessa scuola nel Bronx, quando negli Usa soffiano venti di cambiamento politico e viene per la prima volta accettato in quella scuola media un ragazzo dodicenne di colore: Donald. Il film si basa sulla battaglia fra Sorella Aloysius (Preside della scuola dal pugno di ferro) retrograda e rigida, e Padre Flynn che cerca l’apertura verso il mondo, ed è disponibile al dialogo e all’ascolto degli allievi.
Sorella Aloysius sospetta che Padre Flynn abbia prestato troppa “attenzione” a Donald, e inizia, aiutata dalla giovane Sorella James, una crociata per allontanare il prete dalla scuola. Non esistono prove certe e tutto il film è basato appunto sul “dubbio”. Il ritmo è piuttosto lento e senza dinamismo, infatti c’è anche la versione teatrale, ma la recitazione è magistrale. Meryl Streep, abbruttita da veste scura e cappellino, recita con il volto e sembra che i suoi occhi parlino, e mi chiedo come sia possibile che la stessa attrice pochi mesi fa fosse bellissima e scatenata in “Mamma mia”!
Il film ripropone un tema di cui purtroppo si occupano spesso i fatti di cronaca, la pedofilia, ancor più grave quando è coinvolto un prete, un insegnante, un familiare, una persona di cui il bambino si fida. Da qualche anno in Italia i reati che ledono la sfera sessuale non sono considerati più contro la morale, bensì contro la libertà personale e le pene sono giustamente più severe.. Spesso è difficile capire quale sia la verità, intervengono poliziotti, giudici, avvocati, medici, psichiatri, psicologi… Il bambino, che per sua natura è estremamente suggestionabile, rischia di dover ripetere la sua versione dei fatti molte volte e questo è spiacevole e doloroso. Allora sempre più frequentemente viene istituito dal Pubblico Ministero l’incidente probatorio, il fanciullo viene ascoltato da uno psicologo o psichiatra (o da un giudice spesso donna) in un ambiente protetto (una stanza con lo specchio unidirezionale), dove il minore viene messo a proprio agio, si prende tempo e se necessario si gioca con lui. . Tutte le persone coinvolte sono nella stanza adiacente e possono assistere attraverso lo specchio alla raccolta della testimonianza, ma il minore non sa della loro presenza e può sentirsi libero di raccontare. A volte vi sono dei meccanismi psicologici per cui il bambino si sente in colpa, o non riesce bene a capire cosa sia successo. Non sempre il minore racconta e non sempre si riesce a capire se il racconto sia attendibile o meno, poiché soprattutto nei bimbi molto piccoli non è chiaro il confine fra fantasia e realtà (esistono però delle tecniche codificate per verificare l’attendibilità del testimone), e ci vuole molta competenza da parte di chi ascolta per non suggestionare, ma si evita al bambino in questo modo la testimonianza di un fatto così drammatico in Tribunale di fronte a molte persone e al presunto abusante. A volte il bambino veramente vive un senso di liberazione a poter finalmente raccontare questo terribile segreto che lo angoscia da tempo.
I tempi della giustizia a volte sono lunghi, ma vorrei spezzare una lancia a favore di tutti coloro che lavorano nei Servizi Sociali e presso il Tribunale e si occupano di questi terribili fatti con competenza e serietà, per il benessere del bambino.
In qualche caso per fortuna l’abuso non c’è stato, e il bambino può essere stato suggestionato da compagni, Tv, uno dei due genitori, parenti, ecc… (molti fatti di cronaca ci raccontano questo), ma è importantissimo che ogni caso venga vagliato con professionalità.
LUCIA VALLILLO
Scheda film
IL DUBBIO
Titolo originale:
DOUBT
Nazione:
U.S.A.
Anno:
2008
Genere:
Drammatico
Durata:
104'
Regia:
John Patrick Shanley
Sito ufficiale:
www.doubt-themovie.com
Sito italiano:
www.ildubbio-ilfilm.it
Cast:
Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams, Viola Davis, Alice Drummond, Lloyd Clay Brown, Carrie Preston, Joseph Foster, Bridget Megan Clark, Audrie J. Neenan, Susan Blommaert
Produzione:
Scott Rudin Productions
Distribuzione:
Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Data di uscita:
30 Gennaio 2009 (cinema)
Trama:New York City, 1964. In una rigorosa scuola cattolica del Bronx, una suora sospetta che Padre Flynn abusi della sua autorità nei confronti degli studenti; é convinta, infatti, che il sacerdote nutra degli interessi nei confronti di uno studente di colore.

IL DUBBIO (RECENSIONE FILM MA NON SOLO di LUCIA VALLILLO ovvero QUANDO UNA PSICOLOGA VA AL CINEMA)



Dal 30 gennaio è uscito nelle sale cinematografiche il film drammatico “Il dubbio” con la regia di J.P: Shanley e la splendida interpretazione di Meryl Streep e di Philip Seymour Hoffman.
La storia è ambientata nel 1964 a St. Nicholas, parrocchia con annessa scuola nel Bronx, quando negli Usa soffiano venti di cambiamento politico e viene per la prima volta accettato in quella scuola media un ragazzo dodicenne di colore: Donald. Il film si basa sulla battaglia fra Sorella Aloysius (Preside della scuola dal pugno di ferro) retrograda e rigida, e Padre Flynn che cerca l’apertura verso il mondo, ed è disponibile al dialogo e all’ascolto degli allievi.
Sorella Aloysius sospetta che Padre Flynn abbia prestato troppa “attenzione” a Donald, e inizia, aiutata dalla giovane Sorella James, una crociata per allontanare il prete dalla scuola. Non esistono prove certe e tutto il film è basato appunto sul “dubbio”. Il ritmo è piuttosto lento e senza dinamismo, infatti c’è anche la versione teatrale, ma la recitazione è magistrale. Meryl Streep, abbruttita da veste scura e cappellino, recita con il volto e sembra che i suoi occhi parlino, e mi chiedo come sia possibile che la stessa attrice pochi mesi fa fosse bellissima e scatenata in “Mamma mia”!
Il film ripropone un tema di cui purtroppo si occupano spesso i fatti di cronaca, la pedofilia, ancor più grave quando è coinvolto un prete, un insegnante, un familiare, una persona di cui il bambino si fida. Da qualche anno in Italia i reati che ledono la sfera sessuale non sono considerati più contro la morale, bensì contro la libertà personale e le pene sono giustamente più severe.. Spesso è difficile capire quale sia la verità, intervengono poliziotti, giudici, avvocati, medici, psichiatri, psicologi… Il bambino, che per sua natura è estremamente suggestionabile, rischia di dover ripetere la sua versione dei fatti molte volte e questo è spiacevole e doloroso. Allora sempre più frequentemente viene istituito dal Pubblico Ministero l’incidente probatorio, il fanciullo viene ascoltato da uno psicologo o psichiatra (o da un giudice spesso donna) in un ambiente protetto (una stanza con lo specchio unidirezionale), dove il minore viene messo a proprio agio, si prende tempo e se necessario si gioca con lui. . Tutte le persone coinvolte sono nella stanza adiacente e possono assistere attraverso lo specchio alla raccolta della testimonianza, ma il minore non sa della loro presenza e può sentirsi libero di raccontare. A volte vi sono dei meccanismi psicologici per cui il bambino si sente in colpa, o non riesce bene a capire cosa sia successo. Non sempre il minore racconta e non sempre si riesce a capire se il racconto sia attendibile o meno, poiché soprattutto nei bimbi molto piccoli non è chiaro il confine fra fantasia e realtà (esistono però delle tecniche codificate per verificare l’attendibilità del testimone), e ci vuole molta competenza da parte di chi ascolta per non suggestionare, ma si evita al bambino in questo modo la testimonianza di un fatto così drammatico in Tribunale di fronte a molte persone e al presunto abusante. A volte il bambino veramente vive un senso di liberazione a poter finalmente raccontare questo terribile segreto che lo angoscia da tempo.
I tempi della giustizia a volte sono lunghi, ma vorrei spezzare una lancia a favore di tutti coloro che lavorano nei Servizi Sociali e presso il Tribunale e si occupano di questi terribili fatti con competenza e serietà, per il benessere del bambino.
In qualche caso per fortuna l’abuso non c’è stato, e il bambino può essere stato suggestionato da compagni, Tv, uno dei due genitori, parenti, ecc… (molti fatti di cronaca ci raccontano questo), ma è importantissimo che ogni caso venga vagliato con professionalità.
LUCIA VALLILLO
Scheda film
IL DUBBIO
Titolo originale:
DOUBT
Nazione:
U.S.A.
Anno:
2008
Genere:
Drammatico
Durata:
104'
Regia:
John Patrick Shanley
Sito ufficiale:
www.doubt-themovie.com
Sito italiano:
www.ildubbio-ilfilm.it
Cast:
Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams, Viola Davis, Alice Drummond, Lloyd Clay Brown, Carrie Preston, Joseph Foster, Bridget Megan Clark, Audrie J. Neenan, Susan Blommaert
Produzione:
Scott Rudin Productions
Distribuzione:
Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Data di uscita:
30 Gennaio 2009 (cinema)
Trama:New York City, 1964. In una rigorosa scuola cattolica del Bronx, una suora sospetta che Padre Flynn abusi della sua autorità nei confronti degli studenti; é convinta, infatti, che il sacerdote nutra degli interessi nei confronti di uno studente di colore.