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sabato 11 aprile 2009

CODACONS, TELEFONI: DA DUE MESI SENZA LINEA COL PASSAGGIO DI GESTORE


Telefoni:
col cambio di gestore solo disservizi
L’odissea di un esasperato cittadino friulano

Cambiare gestore telefonico con la giustificata motivazione di risparmiare qualche euro in bolletta può rivelarsi un’odissea. Il Codacons di Udine, tra le numerose segnalazioni di disservizi legati al subentro di nuove compagnie, sta seguendo il caso di una coppia friulana che ha più volte richiesto - invano - l’intervento di un tecnico che accertasse le origini del guasto della propria linea improvvisamente interrottasi dopo il passaggio dalla Telecom alla Wind, e successivamente (ed ancora una volta invano) reclamato il rientro con il precedente gestore. Risultato: a distanza di oltre due mesi la coppia di pensionati è del tutto privo della linea telefonica.
Stanco di essere rimbalzato da un operatore all’altro, dopo mesi di attesa l’utente, residente a Gemona del Friuli, è passato alle vie legali, “vista l'assoluta impossibilità - spiega Nicola D’Andrea, neopresidente provinciale Codacons - di risolvere per le vie brevi il ripristino della linea telefonica e poi, vista la problematica sorta col passaggio all’altro gestore, il successivo di rientro in Telecom, mai effettuato. E questo in una situazione in cui le difficili condizioni di salute del cittadino friulano rendono assolutamente necessaria la presenza di una linea telefonica fissa funzionante.”
Ma ecco la storia: l’utente nel settembre 2008 decide di sottoscrivere, tramite un agente della Wind, un contratto con questa compagnia, ingolosito dall’offerta “Absolute Adsl”, che prevedeva la ricezione gratuita del modem e la fruizione della linea telefonica Wind ad una tariffa mensile fissa di 25 euro, comprensiva di connessione internet illimitata e delle chiamate verso le utenze fisse nazionali. A novembre il cittadino riceve una mail di conferma dell'attivazione del servizio, “ma tale data - afferma D’Andrea - segna invece l’inizio di un disservizio permanente da parte del nuovo operatore telefonico: la linea rivela infatti da subito gravi problemi”.
“Le comunicazioni - spiega l’interessato - venivano costantemente interrotte, la linea era disturbata, la voce dell' interlocutore risultava variata con “toni metallici” e spesso, una volta caduta la linea, era necessario attendere alcuni minuti la riattivazione della stessa per poter richiamare”. Nonostante ripetuti solleciti telefonici, nessun tecnico veniva mai inviato dalla compagnia telefonica presso l'abitazione dei coniugi per risolvere il problema, o almeno per verificare le problematiche denunciate. L'ultima telefonata dalla propria linea fissa veniva effettuata in data 22 gennaio 2009: “successivamente, come rilevato dalla stessa spia del modem, costantemente spenta, la linea Wind risultava assolutamente assente”.
Ma i problemi non finiscono qui: “l’avanzata età del ricorrente e della moglie, nonché della maggior parte delle persone con cui si relazionavano - spiega D’Andrea - comportava l'abitudine a comunicare solamente tramite apparecchio fisso; si sono trovati quindi improvvisamente privi della possibilità di essere reperibili, ed esclusi dalle attività e dalle relazioni precedentemente svolte, come il volontariato ed attività politiche.” Inoltre il fatto di dover utilizzare il proprio cellulare, almeno per le telefonate urgenti (anche in vista del precario stato di salute e delle limitate possibilità economiche della coppia di pensionati) - comportava un ulteriore aggravio dei costi, con significativo peso sul bilancio familiare.
L’utente a fine gennaio, tramite il Codacons Fvg, chiedeva alla Wind la disdetta del contratto di telefonia con rientro in Telecom, mantenendo il medesimo numero di utenza telefonica e senza addebito di alcuna penale; “ma ad oggi - continua D’Andrea - la Wind non ha fornito alcun riscontro alla suddetta richiesta di cessazione e rientro (pur essendo obbligata a svolgere tali pratiche per conto dell’utente in virtù di una specifica clausola contrattuale); infatti la Telecom riferisce di non aver ricevuto alcuna richiesta di rientro da parte del gestore uscente.”
Ora il cittadino friulano, rivoltosi al Tribunale di Udine, richiede, supportato da diversi precedenti giurisprudenziali favorevoli in materia, e considerata la gravità della situazione specie per le gravi condizioni di salute in cui versa, un provvedimento d’urgenza del Giudice che obblighi il gestore ad attivare tempestivamente la linea telefonica (rientro) con il precedente gestore, riservandosi poi ogni domanda di risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti a causa il mancato funzionamento della linea protrattosi per oltre due mesi. “Invitiamo - afferma il presidente regionale Codacons Vitto Claut - tutti i cittadini che stanno vivendo similare problemi con questo od atri gestori a segnalarci i casi per far valere i propri diritti verso le compagnie telefoniche”.

CODACONS, TELEFONI: DA DUE MESI SENZA LINEA COL PASSAGGIO DI GESTORE


Telefoni:
col cambio di gestore solo disservizi
L’odissea di un esasperato cittadino friulano

Cambiare gestore telefonico con la giustificata motivazione di risparmiare qualche euro in bolletta può rivelarsi un’odissea. Il Codacons di Udine, tra le numerose segnalazioni di disservizi legati al subentro di nuove compagnie, sta seguendo il caso di una coppia friulana che ha più volte richiesto - invano - l’intervento di un tecnico che accertasse le origini del guasto della propria linea improvvisamente interrottasi dopo il passaggio dalla Telecom alla Wind, e successivamente (ed ancora una volta invano) reclamato il rientro con il precedente gestore. Risultato: a distanza di oltre due mesi la coppia di pensionati è del tutto privo della linea telefonica.
Stanco di essere rimbalzato da un operatore all’altro, dopo mesi di attesa l’utente, residente a Gemona del Friuli, è passato alle vie legali, “vista l'assoluta impossibilità - spiega Nicola D’Andrea, neopresidente provinciale Codacons - di risolvere per le vie brevi il ripristino della linea telefonica e poi, vista la problematica sorta col passaggio all’altro gestore, il successivo di rientro in Telecom, mai effettuato. E questo in una situazione in cui le difficili condizioni di salute del cittadino friulano rendono assolutamente necessaria la presenza di una linea telefonica fissa funzionante.”
Ma ecco la storia: l’utente nel settembre 2008 decide di sottoscrivere, tramite un agente della Wind, un contratto con questa compagnia, ingolosito dall’offerta “Absolute Adsl”, che prevedeva la ricezione gratuita del modem e la fruizione della linea telefonica Wind ad una tariffa mensile fissa di 25 euro, comprensiva di connessione internet illimitata e delle chiamate verso le utenze fisse nazionali. A novembre il cittadino riceve una mail di conferma dell'attivazione del servizio, “ma tale data - afferma D’Andrea - segna invece l’inizio di un disservizio permanente da parte del nuovo operatore telefonico: la linea rivela infatti da subito gravi problemi”.
“Le comunicazioni - spiega l’interessato - venivano costantemente interrotte, la linea era disturbata, la voce dell' interlocutore risultava variata con “toni metallici” e spesso, una volta caduta la linea, era necessario attendere alcuni minuti la riattivazione della stessa per poter richiamare”. Nonostante ripetuti solleciti telefonici, nessun tecnico veniva mai inviato dalla compagnia telefonica presso l'abitazione dei coniugi per risolvere il problema, o almeno per verificare le problematiche denunciate. L'ultima telefonata dalla propria linea fissa veniva effettuata in data 22 gennaio 2009: “successivamente, come rilevato dalla stessa spia del modem, costantemente spenta, la linea Wind risultava assolutamente assente”.
Ma i problemi non finiscono qui: “l’avanzata età del ricorrente e della moglie, nonché della maggior parte delle persone con cui si relazionavano - spiega D’Andrea - comportava l'abitudine a comunicare solamente tramite apparecchio fisso; si sono trovati quindi improvvisamente privi della possibilità di essere reperibili, ed esclusi dalle attività e dalle relazioni precedentemente svolte, come il volontariato ed attività politiche.” Inoltre il fatto di dover utilizzare il proprio cellulare, almeno per le telefonate urgenti (anche in vista del precario stato di salute e delle limitate possibilità economiche della coppia di pensionati) - comportava un ulteriore aggravio dei costi, con significativo peso sul bilancio familiare.
L’utente a fine gennaio, tramite il Codacons Fvg, chiedeva alla Wind la disdetta del contratto di telefonia con rientro in Telecom, mantenendo il medesimo numero di utenza telefonica e senza addebito di alcuna penale; “ma ad oggi - continua D’Andrea - la Wind non ha fornito alcun riscontro alla suddetta richiesta di cessazione e rientro (pur essendo obbligata a svolgere tali pratiche per conto dell’utente in virtù di una specifica clausola contrattuale); infatti la Telecom riferisce di non aver ricevuto alcuna richiesta di rientro da parte del gestore uscente.”
Ora il cittadino friulano, rivoltosi al Tribunale di Udine, richiede, supportato da diversi precedenti giurisprudenziali favorevoli in materia, e considerata la gravità della situazione specie per le gravi condizioni di salute in cui versa, un provvedimento d’urgenza del Giudice che obblighi il gestore ad attivare tempestivamente la linea telefonica (rientro) con il precedente gestore, riservandosi poi ogni domanda di risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti a causa il mancato funzionamento della linea protrattosi per oltre due mesi. “Invitiamo - afferma il presidente regionale Codacons Vitto Claut - tutti i cittadini che stanno vivendo similare problemi con questo od atri gestori a segnalarci i casi per far valere i propri diritti verso le compagnie telefoniche”.

CODACONS, TELEFONI: DA DUE MESI SENZA LINEA COL PASSAGGIO DI GESTORE


Telefoni:
col cambio di gestore solo disservizi
L’odissea di un esasperato cittadino friulano

Cambiare gestore telefonico con la giustificata motivazione di risparmiare qualche euro in bolletta può rivelarsi un’odissea. Il Codacons di Udine, tra le numerose segnalazioni di disservizi legati al subentro di nuove compagnie, sta seguendo il caso di una coppia friulana che ha più volte richiesto - invano - l’intervento di un tecnico che accertasse le origini del guasto della propria linea improvvisamente interrottasi dopo il passaggio dalla Telecom alla Wind, e successivamente (ed ancora una volta invano) reclamato il rientro con il precedente gestore. Risultato: a distanza di oltre due mesi la coppia di pensionati è del tutto privo della linea telefonica.
Stanco di essere rimbalzato da un operatore all’altro, dopo mesi di attesa l’utente, residente a Gemona del Friuli, è passato alle vie legali, “vista l'assoluta impossibilità - spiega Nicola D’Andrea, neopresidente provinciale Codacons - di risolvere per le vie brevi il ripristino della linea telefonica e poi, vista la problematica sorta col passaggio all’altro gestore, il successivo di rientro in Telecom, mai effettuato. E questo in una situazione in cui le difficili condizioni di salute del cittadino friulano rendono assolutamente necessaria la presenza di una linea telefonica fissa funzionante.”
Ma ecco la storia: l’utente nel settembre 2008 decide di sottoscrivere, tramite un agente della Wind, un contratto con questa compagnia, ingolosito dall’offerta “Absolute Adsl”, che prevedeva la ricezione gratuita del modem e la fruizione della linea telefonica Wind ad una tariffa mensile fissa di 25 euro, comprensiva di connessione internet illimitata e delle chiamate verso le utenze fisse nazionali. A novembre il cittadino riceve una mail di conferma dell'attivazione del servizio, “ma tale data - afferma D’Andrea - segna invece l’inizio di un disservizio permanente da parte del nuovo operatore telefonico: la linea rivela infatti da subito gravi problemi”.
“Le comunicazioni - spiega l’interessato - venivano costantemente interrotte, la linea era disturbata, la voce dell' interlocutore risultava variata con “toni metallici” e spesso, una volta caduta la linea, era necessario attendere alcuni minuti la riattivazione della stessa per poter richiamare”. Nonostante ripetuti solleciti telefonici, nessun tecnico veniva mai inviato dalla compagnia telefonica presso l'abitazione dei coniugi per risolvere il problema, o almeno per verificare le problematiche denunciate. L'ultima telefonata dalla propria linea fissa veniva effettuata in data 22 gennaio 2009: “successivamente, come rilevato dalla stessa spia del modem, costantemente spenta, la linea Wind risultava assolutamente assente”.
Ma i problemi non finiscono qui: “l’avanzata età del ricorrente e della moglie, nonché della maggior parte delle persone con cui si relazionavano - spiega D’Andrea - comportava l'abitudine a comunicare solamente tramite apparecchio fisso; si sono trovati quindi improvvisamente privi della possibilità di essere reperibili, ed esclusi dalle attività e dalle relazioni precedentemente svolte, come il volontariato ed attività politiche.” Inoltre il fatto di dover utilizzare il proprio cellulare, almeno per le telefonate urgenti (anche in vista del precario stato di salute e delle limitate possibilità economiche della coppia di pensionati) - comportava un ulteriore aggravio dei costi, con significativo peso sul bilancio familiare.
L’utente a fine gennaio, tramite il Codacons Fvg, chiedeva alla Wind la disdetta del contratto di telefonia con rientro in Telecom, mantenendo il medesimo numero di utenza telefonica e senza addebito di alcuna penale; “ma ad oggi - continua D’Andrea - la Wind non ha fornito alcun riscontro alla suddetta richiesta di cessazione e rientro (pur essendo obbligata a svolgere tali pratiche per conto dell’utente in virtù di una specifica clausola contrattuale); infatti la Telecom riferisce di non aver ricevuto alcuna richiesta di rientro da parte del gestore uscente.”
Ora il cittadino friulano, rivoltosi al Tribunale di Udine, richiede, supportato da diversi precedenti giurisprudenziali favorevoli in materia, e considerata la gravità della situazione specie per le gravi condizioni di salute in cui versa, un provvedimento d’urgenza del Giudice che obblighi il gestore ad attivare tempestivamente la linea telefonica (rientro) con il precedente gestore, riservandosi poi ogni domanda di risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti a causa il mancato funzionamento della linea protrattosi per oltre due mesi. “Invitiamo - afferma il presidente regionale Codacons Vitto Claut - tutti i cittadini che stanno vivendo similare problemi con questo od atri gestori a segnalarci i casi per far valere i propri diritti verso le compagnie telefoniche”.

sabato 28 marzo 2009

LUN 30 CODACONS, ASSEMBLEA A FAGAGNA CONTRO LE "ANTENNE SELVAGGE"


Contro le antenne selvagge
Assemblea pubblica a FAGAGNA
Lunedì 30 marzo ore 20.30

Il “Comitato Spontaneo Cittadini di Fagagna”, formatosi a seguito della richiesta da parte di alcuni gestori di telefonici mobile per l’installazione di antenne di rice-trasmittenti sui condomini e presso alcune abitazioni nel centro abitato del comune di Fagagna, intende informare la popolazione sui possibili rischi per la salute causati dall’eccessiva vicinanza di emissioni di onde elettromagnetiche, nonché della conseguente svalutazione degli immobili e del degrado del territorio e del paesaggio in considerazione alla conformazione ambientale del paese collinare.
Per tale motivi ha indetto l’assemblea pubblica “Contro le antenne selvagge” che si terrà a Fagagna lunedì 30 marzo alle ore 20.30, presso la sala Florit (Casa della gioventù) in piazza Marconi, durante la quale si illustreranno ai cittadini le problematiche derivanti dalle installazioni di antenne. Alla serata interverranno tecnici ed esperti come il dott. Aldo Iengo, medico internista, l’ing. Alessandro Munisso, esperto di impianti radio-elettrici, il commercialista Piergiorgio Strizzolo, che tratterà l’aspetto economico derivante dalla svalutazione degli immobili con servitù di antenne rice-trasmittenti, il presidente provinciale di Legambiente Marino Visintini, che parlerà del nesso “ambiente e radioemissioni,” il presidente del Cordicom Fvg Luciano Zorzenone; per il Codacons sarà presente il presidente regionale Vitto Claut, che illustrerà l’aspetto legislativo e legale del problema antenne.
Per ulteriori informazioni di tutela i cittadini del comune di Fagagna e dell’hinterland possono rivolgersi a Bruno Peres, presidente provinciale Codacons di Udine e responsabile regionale per i servizi socio-sanitari e tutela ambiente, presso la sede Codacons in via San Daniele a Fagagna, telefono 0432 811007.

LUN 30 CODACONS, ASSEMBLEA A FAGAGNA CONTRO LE "ANTENNE SELVAGGE"


Contro le antenne selvagge
Assemblea pubblica a FAGAGNA
Lunedì 30 marzo ore 20.30

Il “Comitato Spontaneo Cittadini di Fagagna”, formatosi a seguito della richiesta da parte di alcuni gestori di telefonici mobile per l’installazione di antenne di rice-trasmittenti sui condomini e presso alcune abitazioni nel centro abitato del comune di Fagagna, intende informare la popolazione sui possibili rischi per la salute causati dall’eccessiva vicinanza di emissioni di onde elettromagnetiche, nonché della conseguente svalutazione degli immobili e del degrado del territorio e del paesaggio in considerazione alla conformazione ambientale del paese collinare.
Per tale motivi ha indetto l’assemblea pubblica “Contro le antenne selvagge” che si terrà a Fagagna lunedì 30 marzo alle ore 20.30, presso la sala Florit (Casa della gioventù) in piazza Marconi, durante la quale si illustreranno ai cittadini le problematiche derivanti dalle installazioni di antenne. Alla serata interverranno tecnici ed esperti come il dott. Aldo Iengo, medico internista, l’ing. Alessandro Munisso, esperto di impianti radio-elettrici, il commercialista Piergiorgio Strizzolo, che tratterà l’aspetto economico derivante dalla svalutazione degli immobili con servitù di antenne rice-trasmittenti, il presidente provinciale di Legambiente Marino Visintini, che parlerà del nesso “ambiente e radioemissioni,” il presidente del Cordicom Fvg Luciano Zorzenone; per il Codacons sarà presente il presidente regionale Vitto Claut, che illustrerà l’aspetto legislativo e legale del problema antenne.
Per ulteriori informazioni di tutela i cittadini del comune di Fagagna e dell’hinterland possono rivolgersi a Bruno Peres, presidente provinciale Codacons di Udine e responsabile regionale per i servizi socio-sanitari e tutela ambiente, presso la sede Codacons in via San Daniele a Fagagna, telefono 0432 811007.

LUN 30 CODACONS, ASSEMBLEA A FAGAGNA CONTRO LE "ANTENNE SELVAGGE"


Contro le antenne selvagge
Assemblea pubblica a FAGAGNA
Lunedì 30 marzo ore 20.30

Il “Comitato Spontaneo Cittadini di Fagagna”, formatosi a seguito della richiesta da parte di alcuni gestori di telefonici mobile per l’installazione di antenne di rice-trasmittenti sui condomini e presso alcune abitazioni nel centro abitato del comune di Fagagna, intende informare la popolazione sui possibili rischi per la salute causati dall’eccessiva vicinanza di emissioni di onde elettromagnetiche, nonché della conseguente svalutazione degli immobili e del degrado del territorio e del paesaggio in considerazione alla conformazione ambientale del paese collinare.
Per tale motivi ha indetto l’assemblea pubblica “Contro le antenne selvagge” che si terrà a Fagagna lunedì 30 marzo alle ore 20.30, presso la sala Florit (Casa della gioventù) in piazza Marconi, durante la quale si illustreranno ai cittadini le problematiche derivanti dalle installazioni di antenne. Alla serata interverranno tecnici ed esperti come il dott. Aldo Iengo, medico internista, l’ing. Alessandro Munisso, esperto di impianti radio-elettrici, il commercialista Piergiorgio Strizzolo, che tratterà l’aspetto economico derivante dalla svalutazione degli immobili con servitù di antenne rice-trasmittenti, il presidente provinciale di Legambiente Marino Visintini, che parlerà del nesso “ambiente e radioemissioni,” il presidente del Cordicom Fvg Luciano Zorzenone; per il Codacons sarà presente il presidente regionale Vitto Claut, che illustrerà l’aspetto legislativo e legale del problema antenne.
Per ulteriori informazioni di tutela i cittadini del comune di Fagagna e dell’hinterland possono rivolgersi a Bruno Peres, presidente provinciale Codacons di Udine e responsabile regionale per i servizi socio-sanitari e tutela ambiente, presso la sede Codacons in via San Daniele a Fagagna, telefono 0432 811007.

venerdì 27 marzo 2009

SOCIAL MEDIA: DA MARTEDI' 31 MARZO A UDINE GIOVANI RICERCATORI DA TUTTO IL MONDO


Apertura martedì 31 marzo alle 9 nel polo pedagogico di via Margreth
SOCIAL MEDIA: PER TRE GIORNI A UDINE
GIOVANI RICERCATORI DA TUTTO IL MONDO
Forum multidisciplinare internazionale con esperti da Cina,
Australia, Stati Uniti, Russia, Germania, Slovenia e Inghilterra

Udine, 27 marzo 2009 – Provengono da tutto il mondo i ricercatori che si riuniranno a Udine per una tre giorni di approfondimento sul tema della ricerca sui social media, una “training school” di respiro internazionale dedicata a comunicazione e nuove tecnologie che si terrà dal 31 marzo al 2 aprile nel polo pedagogico di via Margreth 3 a Udine. Organizzato dal dipartimento di Economia, società e territorio dell’università di Udine, nell’ambito del dottorato di ricerca in Comunicazione Multimediale, il forum multidisciplinare ospiterà dottori e dottorandi di ricerca provenienti da Australia, Cina, Stati Uniti, Russia, Svezia, Ungheria, Bulgaria, Portogallo, Germania, Slovenia, Inghilterra e Italia. L’obiettivo della training school è «fornire ai giovani ricercatori – spiega l’organizzatrice Leopoldina Fortunati - gli strumenti sia teorici che metodologici per approfondire le tematiche legate ai social media e per fare proficuamente ricerca su Facebook, Myspace, YouTube, Wikipedia». L’apertura dei lavori è prevista per martedì 31 marzo alle 9.15 nell’aula Disegno in via Margreth 3 (2° piano) con i saluti del rettore Cristiana Compagno e del presidente di Cost 298 Bartolomeo Sapio.
«Questa scuola di specializzazione – prosegue Fortunati - ha l’obiettivo di far sì che gli stessi giovani ricercatori, che hanno conseguito il dottorato da meno di 10 anni, forniscano ai dottorandi un focus metodologico, empirico, teorico, ma anche organizzativo, sul fare ricerca oggi nel campo dei social media, del web 2.0, delle nuove forme di socializzazione on line. La formulazione di questa scuola è stata giudicata estremamente innovativa ed è stata una delle poche proposte ad essersi aggiudicata il finanziamento completo a livello europeo. Nell’organizzazione di questa scuola sono confluite le università più prestigiose a livello internazionale, quali la London School of Economics e l’Oxford Internet Institute».
Il seminario rientra nell’attività del programma Cost, «un programma di cooperazione europea – spiega Fortunati - nel campo della ricerca scientifica e tecnologica, e in particolare nell’azione Cost 298, ovvero il network di ricerca dedicato allo studio della partecipazione nella società a banda larga, nel quale l’Italia è rappresentata dall’Università di Udine e dalla Fondazione Bordoni di Roma». A questa tre giorni farà seguito, a fine aprile, un altro appuntamento di respiro internazionale organizzato dall’Ateneo in collaborazione con la commissione Fulbright per gli scambi culturali fra Italia e Stati Uniti, dedicato alle attuali esigenze di ricerca nella comunicazione mobile.
In particolare martedì 31 marzo sono previste le relazioni di Jane Vincent (Università del Surrey), Julian Gechardt (Università di Erfurt), Lesile Haddon (London School of Economics), Patrick Law (Politecnico di Hong Kong), Panayiota Tsatsou (Università del Swansea), Nigel Gilbert (Università del Surrey). Mercoledì 1 aprile interverranno Nigel Gilbert, Corinne Eisenbroich, Elio Machione (Università del Surrey), Larissa Hjorth (Rmit di Melbourne), Jane Vincent (Università del Surrey), Sandra Braman (Università del Wisconsin), Leopoldina Fortunati (Università di Udine), Filomena Papa (Fondazione Ugo Bordoni di Roma), Ali al–Azzawi (Università del Surrey). Giovedì 2 aprile sono previsti gli interventi di Michael Tooke (Università di Udine), Sandra Braman (Università del Wisconsin), Andraz Petrovčič (Università di Ljubljana), Bernie Hogan (Oxford Internet Institute), Tomaz Turk (Università di Ljubljana).

SOCIAL MEDIA: DA MARTEDI' 31 MARZO A UDINE GIOVANI RICERCATORI DA TUTTO IL MONDO


Apertura martedì 31 marzo alle 9 nel polo pedagogico di via Margreth
SOCIAL MEDIA: PER TRE GIORNI A UDINE
GIOVANI RICERCATORI DA TUTTO IL MONDO
Forum multidisciplinare internazionale con esperti da Cina,
Australia, Stati Uniti, Russia, Germania, Slovenia e Inghilterra

Udine, 27 marzo 2009 – Provengono da tutto il mondo i ricercatori che si riuniranno a Udine per una tre giorni di approfondimento sul tema della ricerca sui social media, una “training school” di respiro internazionale dedicata a comunicazione e nuove tecnologie che si terrà dal 31 marzo al 2 aprile nel polo pedagogico di via Margreth 3 a Udine. Organizzato dal dipartimento di Economia, società e territorio dell’università di Udine, nell’ambito del dottorato di ricerca in Comunicazione Multimediale, il forum multidisciplinare ospiterà dottori e dottorandi di ricerca provenienti da Australia, Cina, Stati Uniti, Russia, Svezia, Ungheria, Bulgaria, Portogallo, Germania, Slovenia, Inghilterra e Italia. L’obiettivo della training school è «fornire ai giovani ricercatori – spiega l’organizzatrice Leopoldina Fortunati - gli strumenti sia teorici che metodologici per approfondire le tematiche legate ai social media e per fare proficuamente ricerca su Facebook, Myspace, YouTube, Wikipedia». L’apertura dei lavori è prevista per martedì 31 marzo alle 9.15 nell’aula Disegno in via Margreth 3 (2° piano) con i saluti del rettore Cristiana Compagno e del presidente di Cost 298 Bartolomeo Sapio.
«Questa scuola di specializzazione – prosegue Fortunati - ha l’obiettivo di far sì che gli stessi giovani ricercatori, che hanno conseguito il dottorato da meno di 10 anni, forniscano ai dottorandi un focus metodologico, empirico, teorico, ma anche organizzativo, sul fare ricerca oggi nel campo dei social media, del web 2.0, delle nuove forme di socializzazione on line. La formulazione di questa scuola è stata giudicata estremamente innovativa ed è stata una delle poche proposte ad essersi aggiudicata il finanziamento completo a livello europeo. Nell’organizzazione di questa scuola sono confluite le università più prestigiose a livello internazionale, quali la London School of Economics e l’Oxford Internet Institute».
Il seminario rientra nell’attività del programma Cost, «un programma di cooperazione europea – spiega Fortunati - nel campo della ricerca scientifica e tecnologica, e in particolare nell’azione Cost 298, ovvero il network di ricerca dedicato allo studio della partecipazione nella società a banda larga, nel quale l’Italia è rappresentata dall’Università di Udine e dalla Fondazione Bordoni di Roma». A questa tre giorni farà seguito, a fine aprile, un altro appuntamento di respiro internazionale organizzato dall’Ateneo in collaborazione con la commissione Fulbright per gli scambi culturali fra Italia e Stati Uniti, dedicato alle attuali esigenze di ricerca nella comunicazione mobile.
In particolare martedì 31 marzo sono previste le relazioni di Jane Vincent (Università del Surrey), Julian Gechardt (Università di Erfurt), Lesile Haddon (London School of Economics), Patrick Law (Politecnico di Hong Kong), Panayiota Tsatsou (Università del Swansea), Nigel Gilbert (Università del Surrey). Mercoledì 1 aprile interverranno Nigel Gilbert, Corinne Eisenbroich, Elio Machione (Università del Surrey), Larissa Hjorth (Rmit di Melbourne), Jane Vincent (Università del Surrey), Sandra Braman (Università del Wisconsin), Leopoldina Fortunati (Università di Udine), Filomena Papa (Fondazione Ugo Bordoni di Roma), Ali al–Azzawi (Università del Surrey). Giovedì 2 aprile sono previsti gli interventi di Michael Tooke (Università di Udine), Sandra Braman (Università del Wisconsin), Andraz Petrovčič (Università di Ljubljana), Bernie Hogan (Oxford Internet Institute), Tomaz Turk (Università di Ljubljana).

SOCIAL MEDIA: DA MARTEDI' 31 MARZO A UDINE GIOVANI RICERCATORI DA TUTTO IL MONDO


Apertura martedì 31 marzo alle 9 nel polo pedagogico di via Margreth
SOCIAL MEDIA: PER TRE GIORNI A UDINE
GIOVANI RICERCATORI DA TUTTO IL MONDO
Forum multidisciplinare internazionale con esperti da Cina,
Australia, Stati Uniti, Russia, Germania, Slovenia e Inghilterra

Udine, 27 marzo 2009 – Provengono da tutto il mondo i ricercatori che si riuniranno a Udine per una tre giorni di approfondimento sul tema della ricerca sui social media, una “training school” di respiro internazionale dedicata a comunicazione e nuove tecnologie che si terrà dal 31 marzo al 2 aprile nel polo pedagogico di via Margreth 3 a Udine. Organizzato dal dipartimento di Economia, società e territorio dell’università di Udine, nell’ambito del dottorato di ricerca in Comunicazione Multimediale, il forum multidisciplinare ospiterà dottori e dottorandi di ricerca provenienti da Australia, Cina, Stati Uniti, Russia, Svezia, Ungheria, Bulgaria, Portogallo, Germania, Slovenia, Inghilterra e Italia. L’obiettivo della training school è «fornire ai giovani ricercatori – spiega l’organizzatrice Leopoldina Fortunati - gli strumenti sia teorici che metodologici per approfondire le tematiche legate ai social media e per fare proficuamente ricerca su Facebook, Myspace, YouTube, Wikipedia». L’apertura dei lavori è prevista per martedì 31 marzo alle 9.15 nell’aula Disegno in via Margreth 3 (2° piano) con i saluti del rettore Cristiana Compagno e del presidente di Cost 298 Bartolomeo Sapio.
«Questa scuola di specializzazione – prosegue Fortunati - ha l’obiettivo di far sì che gli stessi giovani ricercatori, che hanno conseguito il dottorato da meno di 10 anni, forniscano ai dottorandi un focus metodologico, empirico, teorico, ma anche organizzativo, sul fare ricerca oggi nel campo dei social media, del web 2.0, delle nuove forme di socializzazione on line. La formulazione di questa scuola è stata giudicata estremamente innovativa ed è stata una delle poche proposte ad essersi aggiudicata il finanziamento completo a livello europeo. Nell’organizzazione di questa scuola sono confluite le università più prestigiose a livello internazionale, quali la London School of Economics e l’Oxford Internet Institute».
Il seminario rientra nell’attività del programma Cost, «un programma di cooperazione europea – spiega Fortunati - nel campo della ricerca scientifica e tecnologica, e in particolare nell’azione Cost 298, ovvero il network di ricerca dedicato allo studio della partecipazione nella società a banda larga, nel quale l’Italia è rappresentata dall’Università di Udine e dalla Fondazione Bordoni di Roma». A questa tre giorni farà seguito, a fine aprile, un altro appuntamento di respiro internazionale organizzato dall’Ateneo in collaborazione con la commissione Fulbright per gli scambi culturali fra Italia e Stati Uniti, dedicato alle attuali esigenze di ricerca nella comunicazione mobile.
In particolare martedì 31 marzo sono previste le relazioni di Jane Vincent (Università del Surrey), Julian Gechardt (Università di Erfurt), Lesile Haddon (London School of Economics), Patrick Law (Politecnico di Hong Kong), Panayiota Tsatsou (Università del Swansea), Nigel Gilbert (Università del Surrey). Mercoledì 1 aprile interverranno Nigel Gilbert, Corinne Eisenbroich, Elio Machione (Università del Surrey), Larissa Hjorth (Rmit di Melbourne), Jane Vincent (Università del Surrey), Sandra Braman (Università del Wisconsin), Leopoldina Fortunati (Università di Udine), Filomena Papa (Fondazione Ugo Bordoni di Roma), Ali al–Azzawi (Università del Surrey). Giovedì 2 aprile sono previsti gli interventi di Michael Tooke (Università di Udine), Sandra Braman (Università del Wisconsin), Andraz Petrovčič (Università di Ljubljana), Bernie Hogan (Oxford Internet Institute), Tomaz Turk (Università di Ljubljana).

lunedì 9 marzo 2009

UDINE CITTA' SANA??? (ARTICOLO di VINCENZO TANZI)



UDINE CITTA’ SANA???
Non scherziamo, per favore…ancora nuove antenne!!!
Ultima quella di borgo Grazzano… E il comune china la testa
Negli ultimi anni la questione delle antenne per la telefonia mobile è diventato un problema talché le cronache cittadine hanno dato ampio spazio, anche sé a fasi alterne. Eppure a Udine, sopratutto all’insaputa della maggior parte dei cittadini, sono successe cose importanti. E’ il momento di ricapitolare la vicenda, fare il punto della situazione e riflettere su cosa si può fare.
LA VICENDA
Tutto risale al 1999 quando i primi comitati di cittadini, allarmati per il proliferare delle installazioni, iniziano a organizzarsi. Gran parte dei comitati sparsi nelle varie zone della città, nel febbraio 2000 creano un coordinamento con l’obiettivo di creare un unico organismo. Nei mesi successivi i cittadini, oltre a promuovere varie forme di protesta nei confronti dell’inattività dell’amministrazione comunale e la sua reticenza di fronte alla richiesta di rendere pubblica la mappatura delle installazioni, si documentano e organizzano iniziative pubbliche di informazione con esperti. Nel frattempo cominciano a diffondersi i risultati di studi scientifici che suggeriscono un limite massimo di esposizione ai campi elettromagnetici di 0,2 volt per metro. La normativa vigente dal 1999 (Decreto 381/1998) ne consente 6, e ai controlli dell’ARPA in più di un’occasione tale limite risulta superato. La stessa norma, tuttavia, indica come obiettivo ulteriore la minimizzazione dell’esposizione, indicando con chiarezza che i gestori sono chiamati non ad assestarsi sul limite massimo ma a ottenere, per ogni installazione, il minimo livello di esposizione tecnicamente possibile. L’ARPA, l’Agenzia regionale preposta ai controlli, risulta impreparata ad affrontare l’incombenza che le si pone di fronte, sia dal punto di vista tecnico-strumentale che da quello dell’entità delle verifiche da operare. E’ ovvio, del resto, che più è alto il numero delle installazioni, meno l’attività di controllo può essere seria ed efficace. Fra il 2000 e il 2001 diversi Comuni friulani approvano varianti ai piani regolatori con cui stabiliscono precise collocazioni per le antenne, a distanza di sicurezza dalle aree abitate. Nonostante le richieste in questo senso da parte dei Comitati cittadini, il Comune di Udine adotta una semplice delibera con cui pone alcune limitazioni alle nuove installazioni. La delibera ha temporaneamente successo nel rallentare il ritmo di crescita delle installazioni, ma è debole sul piano giuridico e viene attaccata dai gestori con vari ricorsi al Tar. Il Comune affida poi alla Fondazione Bordoni di Bologna l’incarico di redigere linee guida per la regolamentazione. Il documento prodotto dalla Fondazione viene contestato dai Comitati per le infondate assunzioni di principio che esso contiene, che ne inficiano la validità scientifica. In ogni caso le linee guida restano lettera morta, né si sa più nulla dell’ipotesi di installare una rete di centraline di monitoraggio dei campi elettromagnetici. Nel frattempo esce una legge-quadro nazionale (36/2001), con cui si intende disciplinare l’intera questione dei campi elettromagnetici. La legge rinvia a successivi regolamenti per la parte che riguarda gli aspetti di merito, ma mostra il chiaro intendimento di restringere l’autonomia decisionale delle Regioni e dei Comuni. Intendimento riaffermato con il decreto legislativo 198/2002 (“decreto Gasparri”), che mira a esautorare completamente la competenza urbanistica dei Comuni, ma la cui legittimità e applicabilità concreta è contestata da più parti. Essa non si estende comunque al Friuli-Venezia Giulia, in quanto regione a statuto speciale. Il Comune di Udine mantiene quindi una piena potestà regolamentare a fini urbanistici e di minimizzazione dell’esposizione, esplicitamente prevista dalla legge-quadro. Le pressioni dei Comitati e l’incombenza dei ricorsi al Tar persuadono infine il Comune a preparare una variante al piano regolatore. Il punto principale consiste nell’introduzione dell’obbligo da parte dei gestori di presentare un piano annuale delle installazioni esistenti e progettate. Nonostante i Comitati, esaminata la bozza, ne segnalino i numerosi punti di debolezza, la variante viene approvata nel luglio 2002 ed entra subito in vigore in via provvisoria. L’iter prevede infatti la possibilità di osservazioni da parte di gestori e cittadini e una successiva approvazione definitiva. La variante viene tuttavia pubblicata sul Bollettino ufficiale regionale con grave ritardo: così i Comitati possono presentare le proprie osservazioni solo nel novembre 2002, ma nel frattempo quasi tutti i gestori hanno presentato i propri piani e sono emerse in modo lampante le debolezze della variante. Che tali debolezze siano dovute a incapacità o all’intenzione deliberata di non infastidire troppo i gestori poco importa ai fini pratici. Riassumiamo le insufficienze più importanti:
1) viene estesa eccessivamente la permanenza di impianti provvisori o sperimentali.
2) viene consentito un periodo di ben tre anni per la rimozione degli impianti fuori norma e l’obbligo di rimozione riguarda poi solo gli impianti privi di autorizzazione edilizia o che abbiano cessato il servizio: praticamente nessuno. Il Comune rinuncia così a ogni impegno concreto per il risanamento delle situazioni più a rischio.
3) contrariamente a quanto faceva la delibera vigente prima dell’approvazione del piano, non sono previste distanze minime dalle abitazioni, dai luoghi di lavoro e dalle aree sensibili (scuole ecc.), nonostante fosse possibile giustificarle sotto il profilo urbanistico.
4) i tempi per la verifica dei piani da parte del Comune sono troppo ristretti (90 giorni): infatti sono ormai completamente saltati.
5) si prevede l’acquisizione del parere dei soggetti portatori di interessi diffusi, come i Comitati, ma non se ne specificano tempi e modalità né in che termini tale parere entri a far parte delle decisioni. Non è prevista inoltre alcuna forma adeguata di informazione dei cittadini riguardo ai piani dei gestori e alle singole installazioni.
6) ai gestori viene chiesto di giustificare la scelta dei siti e le caratteristiche tecniche degli impianti “evidenziando che tali scelte consentono di ridurre al minimo i livelli di esposizione generati”. Però non è prevista la costituzione in seno al Comune di un organismo tecnico di verifica, cosa ovviamente indispensabile se si vuole evitare che la verifica si riduca a un atto puramente burocratico.
7) il punto più grave, e quasi incredibile in quanto rende praticamente inutile la variante, è tuttavia che il comune decide di rinunciare alla possibilità di censura delle scelte tecniche e di localizzazione dei gestori, riservandosi la semplice formulazione di osservazioni e proposte, cui i gestori possono decidere di non ottemperare senza che ciò impedisca il rilascio delle autorizzazioni edilizie.
LA SITUAZIONE
La situazione attuale è la seguente:
i piani dei gestori prevedono l’installazione di un numero superiore al centinaio di nuove antenne, la maggior parte delle quali per le trasmissioni UMTS. La documentazione fornita in diversi casi è risultata lacunosa, tale da impedire al Comune una valutazione puntuale. Da parte loro i gestori sostengono, infatti, di essere tenuti a rispettare semplicemente il limite di 6 volt/metro imposto dalla normativa. Da notare che il decreto 381/1998 impone loro l’obbligo di non superare detto limite, ma anche prevede in sede di pianificazione e realizzazione una serie di accorgimenti atti a rendere l’esposizione la più bassa possibile. Compito del Comune, invece, dovrebbe essere proprio quello di verificare se i gestori ottemperino a tale norma. Questo perché, diversi siti ove già installate o di prossima realizzazione sono vicinissimi ad abitazioni e aree sensibili scuole, ospedali, ect. Dall’altra parte, i cittadini scoprono giorno dopo giorno l’amara realtà nuove installazioni, ancora una volta senza che si sia sentito il dovere di informarli minimamente di cosa li aspetta. Il silenzio del Comune verso il pubblico rimane pressoché totale.
COSA SI PUO’ FARE?
E’ possibile rimediare a una situazione gravemente compromessa, praticamente fuori controllo? Sì, ma a due condizioni.
Il COMUNE deve al più presto farsi parte attiva, il primo obiettivo sarebbe interessare la Regione affinché apporti una modifica della legge 28/2004 introducendo distanze minime dai siti sensibili, più in generale adottare strumenti di controllo e censura fissi al solo scopo di monitorate 24 su 24 i livelli di emissioni di onde elettromagnetiche ed, infine, redigere dei veri e seri protocolli d’intesa affinché il controllo del territorio torni nelle mani dell’amministrazione comunale senza lasciare all’arbitrarietà delle scelte di localizzazione ai gestori delle compagnie della telefonia mobile.
I CITTADINI devono a loro volta farsi parte attiva, chiedendo al Comune tutte le informazioni relative alle installazioni pianificate nelle aree che li riguardano, mobilitandosi con ogni forma di protesta e rivolgendosi se del caso agli organi giudiziari laddove queste informazioni vengano rifiutate o le concessioni edilizie siano rilasciate in spregio alle più elementari regole di prudenza e opportunità, deturpando il contesto paesaggistico ossia a ridosso delle case o all’interno del centro storico, senza che si siano valutate scelte per soluzioni alternative e più idonee.
VINCENZO TANZI

UDINE CITTA' SANA??? (ARTICOLO di VINCENZO TANZI)



UDINE CITTA’ SANA???
Non scherziamo, per favore…ancora nuove antenne!!!
Ultima quella di borgo Grazzano… E il comune china la testa
Negli ultimi anni la questione delle antenne per la telefonia mobile è diventato un problema talché le cronache cittadine hanno dato ampio spazio, anche sé a fasi alterne. Eppure a Udine, sopratutto all’insaputa della maggior parte dei cittadini, sono successe cose importanti. E’ il momento di ricapitolare la vicenda, fare il punto della situazione e riflettere su cosa si può fare.
LA VICENDA
Tutto risale al 1999 quando i primi comitati di cittadini, allarmati per il proliferare delle installazioni, iniziano a organizzarsi. Gran parte dei comitati sparsi nelle varie zone della città, nel febbraio 2000 creano un coordinamento con l’obiettivo di creare un unico organismo. Nei mesi successivi i cittadini, oltre a promuovere varie forme di protesta nei confronti dell’inattività dell’amministrazione comunale e la sua reticenza di fronte alla richiesta di rendere pubblica la mappatura delle installazioni, si documentano e organizzano iniziative pubbliche di informazione con esperti. Nel frattempo cominciano a diffondersi i risultati di studi scientifici che suggeriscono un limite massimo di esposizione ai campi elettromagnetici di 0,2 volt per metro. La normativa vigente dal 1999 (Decreto 381/1998) ne consente 6, e ai controlli dell’ARPA in più di un’occasione tale limite risulta superato. La stessa norma, tuttavia, indica come obiettivo ulteriore la minimizzazione dell’esposizione, indicando con chiarezza che i gestori sono chiamati non ad assestarsi sul limite massimo ma a ottenere, per ogni installazione, il minimo livello di esposizione tecnicamente possibile. L’ARPA, l’Agenzia regionale preposta ai controlli, risulta impreparata ad affrontare l’incombenza che le si pone di fronte, sia dal punto di vista tecnico-strumentale che da quello dell’entità delle verifiche da operare. E’ ovvio, del resto, che più è alto il numero delle installazioni, meno l’attività di controllo può essere seria ed efficace. Fra il 2000 e il 2001 diversi Comuni friulani approvano varianti ai piani regolatori con cui stabiliscono precise collocazioni per le antenne, a distanza di sicurezza dalle aree abitate. Nonostante le richieste in questo senso da parte dei Comitati cittadini, il Comune di Udine adotta una semplice delibera con cui pone alcune limitazioni alle nuove installazioni. La delibera ha temporaneamente successo nel rallentare il ritmo di crescita delle installazioni, ma è debole sul piano giuridico e viene attaccata dai gestori con vari ricorsi al Tar. Il Comune affida poi alla Fondazione Bordoni di Bologna l’incarico di redigere linee guida per la regolamentazione. Il documento prodotto dalla Fondazione viene contestato dai Comitati per le infondate assunzioni di principio che esso contiene, che ne inficiano la validità scientifica. In ogni caso le linee guida restano lettera morta, né si sa più nulla dell’ipotesi di installare una rete di centraline di monitoraggio dei campi elettromagnetici. Nel frattempo esce una legge-quadro nazionale (36/2001), con cui si intende disciplinare l’intera questione dei campi elettromagnetici. La legge rinvia a successivi regolamenti per la parte che riguarda gli aspetti di merito, ma mostra il chiaro intendimento di restringere l’autonomia decisionale delle Regioni e dei Comuni. Intendimento riaffermato con il decreto legislativo 198/2002 (“decreto Gasparri”), che mira a esautorare completamente la competenza urbanistica dei Comuni, ma la cui legittimità e applicabilità concreta è contestata da più parti. Essa non si estende comunque al Friuli-Venezia Giulia, in quanto regione a statuto speciale. Il Comune di Udine mantiene quindi una piena potestà regolamentare a fini urbanistici e di minimizzazione dell’esposizione, esplicitamente prevista dalla legge-quadro. Le pressioni dei Comitati e l’incombenza dei ricorsi al Tar persuadono infine il Comune a preparare una variante al piano regolatore. Il punto principale consiste nell’introduzione dell’obbligo da parte dei gestori di presentare un piano annuale delle installazioni esistenti e progettate. Nonostante i Comitati, esaminata la bozza, ne segnalino i numerosi punti di debolezza, la variante viene approvata nel luglio 2002 ed entra subito in vigore in via provvisoria. L’iter prevede infatti la possibilità di osservazioni da parte di gestori e cittadini e una successiva approvazione definitiva. La variante viene tuttavia pubblicata sul Bollettino ufficiale regionale con grave ritardo: così i Comitati possono presentare le proprie osservazioni solo nel novembre 2002, ma nel frattempo quasi tutti i gestori hanno presentato i propri piani e sono emerse in modo lampante le debolezze della variante. Che tali debolezze siano dovute a incapacità o all’intenzione deliberata di non infastidire troppo i gestori poco importa ai fini pratici. Riassumiamo le insufficienze più importanti:
1) viene estesa eccessivamente la permanenza di impianti provvisori o sperimentali.
2) viene consentito un periodo di ben tre anni per la rimozione degli impianti fuori norma e l’obbligo di rimozione riguarda poi solo gli impianti privi di autorizzazione edilizia o che abbiano cessato il servizio: praticamente nessuno. Il Comune rinuncia così a ogni impegno concreto per il risanamento delle situazioni più a rischio.
3) contrariamente a quanto faceva la delibera vigente prima dell’approvazione del piano, non sono previste distanze minime dalle abitazioni, dai luoghi di lavoro e dalle aree sensibili (scuole ecc.), nonostante fosse possibile giustificarle sotto il profilo urbanistico.
4) i tempi per la verifica dei piani da parte del Comune sono troppo ristretti (90 giorni): infatti sono ormai completamente saltati.
5) si prevede l’acquisizione del parere dei soggetti portatori di interessi diffusi, come i Comitati, ma non se ne specificano tempi e modalità né in che termini tale parere entri a far parte delle decisioni. Non è prevista inoltre alcuna forma adeguata di informazione dei cittadini riguardo ai piani dei gestori e alle singole installazioni.
6) ai gestori viene chiesto di giustificare la scelta dei siti e le caratteristiche tecniche degli impianti “evidenziando che tali scelte consentono di ridurre al minimo i livelli di esposizione generati”. Però non è prevista la costituzione in seno al Comune di un organismo tecnico di verifica, cosa ovviamente indispensabile se si vuole evitare che la verifica si riduca a un atto puramente burocratico.
7) il punto più grave, e quasi incredibile in quanto rende praticamente inutile la variante, è tuttavia che il comune decide di rinunciare alla possibilità di censura delle scelte tecniche e di localizzazione dei gestori, riservandosi la semplice formulazione di osservazioni e proposte, cui i gestori possono decidere di non ottemperare senza che ciò impedisca il rilascio delle autorizzazioni edilizie.
LA SITUAZIONE
La situazione attuale è la seguente:
i piani dei gestori prevedono l’installazione di un numero superiore al centinaio di nuove antenne, la maggior parte delle quali per le trasmissioni UMTS. La documentazione fornita in diversi casi è risultata lacunosa, tale da impedire al Comune una valutazione puntuale. Da parte loro i gestori sostengono, infatti, di essere tenuti a rispettare semplicemente il limite di 6 volt/metro imposto dalla normativa. Da notare che il decreto 381/1998 impone loro l’obbligo di non superare detto limite, ma anche prevede in sede di pianificazione e realizzazione una serie di accorgimenti atti a rendere l’esposizione la più bassa possibile. Compito del Comune, invece, dovrebbe essere proprio quello di verificare se i gestori ottemperino a tale norma. Questo perché, diversi siti ove già installate o di prossima realizzazione sono vicinissimi ad abitazioni e aree sensibili scuole, ospedali, ect. Dall’altra parte, i cittadini scoprono giorno dopo giorno l’amara realtà nuove installazioni, ancora una volta senza che si sia sentito il dovere di informarli minimamente di cosa li aspetta. Il silenzio del Comune verso il pubblico rimane pressoché totale.
COSA SI PUO’ FARE?
E’ possibile rimediare a una situazione gravemente compromessa, praticamente fuori controllo? Sì, ma a due condizioni.
Il COMUNE deve al più presto farsi parte attiva, il primo obiettivo sarebbe interessare la Regione affinché apporti una modifica della legge 28/2004 introducendo distanze minime dai siti sensibili, più in generale adottare strumenti di controllo e censura fissi al solo scopo di monitorate 24 su 24 i livelli di emissioni di onde elettromagnetiche ed, infine, redigere dei veri e seri protocolli d’intesa affinché il controllo del territorio torni nelle mani dell’amministrazione comunale senza lasciare all’arbitrarietà delle scelte di localizzazione ai gestori delle compagnie della telefonia mobile.
I CITTADINI devono a loro volta farsi parte attiva, chiedendo al Comune tutte le informazioni relative alle installazioni pianificate nelle aree che li riguardano, mobilitandosi con ogni forma di protesta e rivolgendosi se del caso agli organi giudiziari laddove queste informazioni vengano rifiutate o le concessioni edilizie siano rilasciate in spregio alle più elementari regole di prudenza e opportunità, deturpando il contesto paesaggistico ossia a ridosso delle case o all’interno del centro storico, senza che si siano valutate scelte per soluzioni alternative e più idonee.
VINCENZO TANZI

UDINE CITTA' SANA??? (ARTICOLO di VINCENZO TANZI)



UDINE CITTA’ SANA???
Non scherziamo, per favore…ancora nuove antenne!!!
Ultima quella di borgo Grazzano… E il comune china la testa
Negli ultimi anni la questione delle antenne per la telefonia mobile è diventato un problema talché le cronache cittadine hanno dato ampio spazio, anche sé a fasi alterne. Eppure a Udine, sopratutto all’insaputa della maggior parte dei cittadini, sono successe cose importanti. E’ il momento di ricapitolare la vicenda, fare il punto della situazione e riflettere su cosa si può fare.
LA VICENDA
Tutto risale al 1999 quando i primi comitati di cittadini, allarmati per il proliferare delle installazioni, iniziano a organizzarsi. Gran parte dei comitati sparsi nelle varie zone della città, nel febbraio 2000 creano un coordinamento con l’obiettivo di creare un unico organismo. Nei mesi successivi i cittadini, oltre a promuovere varie forme di protesta nei confronti dell’inattività dell’amministrazione comunale e la sua reticenza di fronte alla richiesta di rendere pubblica la mappatura delle installazioni, si documentano e organizzano iniziative pubbliche di informazione con esperti. Nel frattempo cominciano a diffondersi i risultati di studi scientifici che suggeriscono un limite massimo di esposizione ai campi elettromagnetici di 0,2 volt per metro. La normativa vigente dal 1999 (Decreto 381/1998) ne consente 6, e ai controlli dell’ARPA in più di un’occasione tale limite risulta superato. La stessa norma, tuttavia, indica come obiettivo ulteriore la minimizzazione dell’esposizione, indicando con chiarezza che i gestori sono chiamati non ad assestarsi sul limite massimo ma a ottenere, per ogni installazione, il minimo livello di esposizione tecnicamente possibile. L’ARPA, l’Agenzia regionale preposta ai controlli, risulta impreparata ad affrontare l’incombenza che le si pone di fronte, sia dal punto di vista tecnico-strumentale che da quello dell’entità delle verifiche da operare. E’ ovvio, del resto, che più è alto il numero delle installazioni, meno l’attività di controllo può essere seria ed efficace. Fra il 2000 e il 2001 diversi Comuni friulani approvano varianti ai piani regolatori con cui stabiliscono precise collocazioni per le antenne, a distanza di sicurezza dalle aree abitate. Nonostante le richieste in questo senso da parte dei Comitati cittadini, il Comune di Udine adotta una semplice delibera con cui pone alcune limitazioni alle nuove installazioni. La delibera ha temporaneamente successo nel rallentare il ritmo di crescita delle installazioni, ma è debole sul piano giuridico e viene attaccata dai gestori con vari ricorsi al Tar. Il Comune affida poi alla Fondazione Bordoni di Bologna l’incarico di redigere linee guida per la regolamentazione. Il documento prodotto dalla Fondazione viene contestato dai Comitati per le infondate assunzioni di principio che esso contiene, che ne inficiano la validità scientifica. In ogni caso le linee guida restano lettera morta, né si sa più nulla dell’ipotesi di installare una rete di centraline di monitoraggio dei campi elettromagnetici. Nel frattempo esce una legge-quadro nazionale (36/2001), con cui si intende disciplinare l’intera questione dei campi elettromagnetici. La legge rinvia a successivi regolamenti per la parte che riguarda gli aspetti di merito, ma mostra il chiaro intendimento di restringere l’autonomia decisionale delle Regioni e dei Comuni. Intendimento riaffermato con il decreto legislativo 198/2002 (“decreto Gasparri”), che mira a esautorare completamente la competenza urbanistica dei Comuni, ma la cui legittimità e applicabilità concreta è contestata da più parti. Essa non si estende comunque al Friuli-Venezia Giulia, in quanto regione a statuto speciale. Il Comune di Udine mantiene quindi una piena potestà regolamentare a fini urbanistici e di minimizzazione dell’esposizione, esplicitamente prevista dalla legge-quadro. Le pressioni dei Comitati e l’incombenza dei ricorsi al Tar persuadono infine il Comune a preparare una variante al piano regolatore. Il punto principale consiste nell’introduzione dell’obbligo da parte dei gestori di presentare un piano annuale delle installazioni esistenti e progettate. Nonostante i Comitati, esaminata la bozza, ne segnalino i numerosi punti di debolezza, la variante viene approvata nel luglio 2002 ed entra subito in vigore in via provvisoria. L’iter prevede infatti la possibilità di osservazioni da parte di gestori e cittadini e una successiva approvazione definitiva. La variante viene tuttavia pubblicata sul Bollettino ufficiale regionale con grave ritardo: così i Comitati possono presentare le proprie osservazioni solo nel novembre 2002, ma nel frattempo quasi tutti i gestori hanno presentato i propri piani e sono emerse in modo lampante le debolezze della variante. Che tali debolezze siano dovute a incapacità o all’intenzione deliberata di non infastidire troppo i gestori poco importa ai fini pratici. Riassumiamo le insufficienze più importanti:
1) viene estesa eccessivamente la permanenza di impianti provvisori o sperimentali.
2) viene consentito un periodo di ben tre anni per la rimozione degli impianti fuori norma e l’obbligo di rimozione riguarda poi solo gli impianti privi di autorizzazione edilizia o che abbiano cessato il servizio: praticamente nessuno. Il Comune rinuncia così a ogni impegno concreto per il risanamento delle situazioni più a rischio.
3) contrariamente a quanto faceva la delibera vigente prima dell’approvazione del piano, non sono previste distanze minime dalle abitazioni, dai luoghi di lavoro e dalle aree sensibili (scuole ecc.), nonostante fosse possibile giustificarle sotto il profilo urbanistico.
4) i tempi per la verifica dei piani da parte del Comune sono troppo ristretti (90 giorni): infatti sono ormai completamente saltati.
5) si prevede l’acquisizione del parere dei soggetti portatori di interessi diffusi, come i Comitati, ma non se ne specificano tempi e modalità né in che termini tale parere entri a far parte delle decisioni. Non è prevista inoltre alcuna forma adeguata di informazione dei cittadini riguardo ai piani dei gestori e alle singole installazioni.
6) ai gestori viene chiesto di giustificare la scelta dei siti e le caratteristiche tecniche degli impianti “evidenziando che tali scelte consentono di ridurre al minimo i livelli di esposizione generati”. Però non è prevista la costituzione in seno al Comune di un organismo tecnico di verifica, cosa ovviamente indispensabile se si vuole evitare che la verifica si riduca a un atto puramente burocratico.
7) il punto più grave, e quasi incredibile in quanto rende praticamente inutile la variante, è tuttavia che il comune decide di rinunciare alla possibilità di censura delle scelte tecniche e di localizzazione dei gestori, riservandosi la semplice formulazione di osservazioni e proposte, cui i gestori possono decidere di non ottemperare senza che ciò impedisca il rilascio delle autorizzazioni edilizie.
LA SITUAZIONE
La situazione attuale è la seguente:
i piani dei gestori prevedono l’installazione di un numero superiore al centinaio di nuove antenne, la maggior parte delle quali per le trasmissioni UMTS. La documentazione fornita in diversi casi è risultata lacunosa, tale da impedire al Comune una valutazione puntuale. Da parte loro i gestori sostengono, infatti, di essere tenuti a rispettare semplicemente il limite di 6 volt/metro imposto dalla normativa. Da notare che il decreto 381/1998 impone loro l’obbligo di non superare detto limite, ma anche prevede in sede di pianificazione e realizzazione una serie di accorgimenti atti a rendere l’esposizione la più bassa possibile. Compito del Comune, invece, dovrebbe essere proprio quello di verificare se i gestori ottemperino a tale norma. Questo perché, diversi siti ove già installate o di prossima realizzazione sono vicinissimi ad abitazioni e aree sensibili scuole, ospedali, ect. Dall’altra parte, i cittadini scoprono giorno dopo giorno l’amara realtà nuove installazioni, ancora una volta senza che si sia sentito il dovere di informarli minimamente di cosa li aspetta. Il silenzio del Comune verso il pubblico rimane pressoché totale.
COSA SI PUO’ FARE?
E’ possibile rimediare a una situazione gravemente compromessa, praticamente fuori controllo? Sì, ma a due condizioni.
Il COMUNE deve al più presto farsi parte attiva, il primo obiettivo sarebbe interessare la Regione affinché apporti una modifica della legge 28/2004 introducendo distanze minime dai siti sensibili, più in generale adottare strumenti di controllo e censura fissi al solo scopo di monitorate 24 su 24 i livelli di emissioni di onde elettromagnetiche ed, infine, redigere dei veri e seri protocolli d’intesa affinché il controllo del territorio torni nelle mani dell’amministrazione comunale senza lasciare all’arbitrarietà delle scelte di localizzazione ai gestori delle compagnie della telefonia mobile.
I CITTADINI devono a loro volta farsi parte attiva, chiedendo al Comune tutte le informazioni relative alle installazioni pianificate nelle aree che li riguardano, mobilitandosi con ogni forma di protesta e rivolgendosi se del caso agli organi giudiziari laddove queste informazioni vengano rifiutate o le concessioni edilizie siano rilasciate in spregio alle più elementari regole di prudenza e opportunità, deturpando il contesto paesaggistico ossia a ridosso delle case o all’interno del centro storico, senza che si siano valutate scelte per soluzioni alternative e più idonee.
VINCENZO TANZI

mercoledì 31 dicembre 2008

LA NOTIZIA. IL BLOG DI RENZO TONDO E' UN AUTENTICO (E PER CERTI VERSI MISTERIOSO) FENOMENO MEDIATICO


Il blog di Renzo Tondo, http://renzotondo.blogspot.com/ rappresenta un caso che ha per certi versi dell'incredibile se compiamo una seria analisi dei mezzi di comunicazione locali.

Il numero delle visite (non se ne abbia il nostro amico Renzo, presidente della Regione) è inversamente proporzionale alla complessità e al tasso dei contenuti del blog.

Ci spieghiamo meglio.

Tondo ha scelto un approccio 'soft', quasi un discorso tra amici.

Per esempio: "Oggi 24 novembre sarò a Raveo per incontrare il sindaco e discutere sul tema del parco naturale de l'Ors di Pani". Più quattro o cinque altre righe.

Di fronte a questa... piattezza di contenuti, che la vera forza del blog siano i commentatori (tra i quali anche il direttore del nostro giornale?) che si avvicendano con salaci commenti, disquisizioni molto articolate ma spesso molto lunghe ecc.?

Boh?

Fatto sta che le visite al blog di Renzo Tondo si susseguono a un ritmo forsennato.

Una media di 398 visite al giorno negli ultimi 31 giorni è senz'altro un dato eccezionale.

Ma perché uno dovrebbe essere portato a... portarsi sul blog di Tondo, quando il contenuto del blog è - come abbiamo detto - di una disarmante piattezza?

Solo il 29% degli utenti arriva sul blog di Renzo Tondo perché conosce il suo indirizzo internet, mentre il 71% degli utenti ci arriva rimbalzando da un motore di ricerca o da un altro sito.

Il dato incredibile è che dei 7.667 utenti "rimbalzati" sul blog di Tondo, 814 hanno effettuato una ricerca (presumibilmente su Google, il motore di ricerca che va per la maggiore) digitando "buon natale", 583 hanno digitato "renzo tondo", 442 hanno digitato "trieste".

Complessivamente quelli che cercavano proprio notizie su Renzo Tondo sono 1.299 su 7.667, ovvero una quota consistente, ma sia pur minoritaria.

Il blog di Renzo, quindi, vive su un ottimo posizionamento sui motori di ricerca che fa sì sia molto molto raggiungibile di... rimbalzo.

Forse la nostra analisi è un pochino troppo semplicistica e meriterebbe di essere approfondita, ma comunque il risultato concreto è quello di veicolare l'immagine del presidente della regione al di là della qualità contenutistica del blog, diciamolo pure, piuttosto povera.

In buona sostanza la gente internettiana arriva "per caso" sul blog di Tondo e dice: "Però, il presidente della regione ha un suo blog!"

Tanta pubblicità, tanta immagine, gratuita o comunque a buon prezzo.

In queste cose il simpatico Renzo, rude e bonaccione montanaro carnico, si dimostra ancora una volta più avveduto e attento alle finanze pubbliche rispetto al suo predecessore faraonico, tutto preso dal culto di se stesso a spese della collettività.


LA NOTIZIA. IL BLOG DI RENZO TONDO E' UN AUTENTICO (E PER CERTI VERSI MISTERIOSO) FENOMENO MEDIATICO


Il blog di Renzo Tondo, http://renzotondo.blogspot.com/ rappresenta un caso che ha per certi versi dell'incredibile se compiamo una seria analisi dei mezzi di comunicazione locali.

Il numero delle visite (non se ne abbia il nostro amico Renzo, presidente della Regione) è inversamente proporzionale alla complessità e al tasso dei contenuti del blog.

Ci spieghiamo meglio.

Tondo ha scelto un approccio 'soft', quasi un discorso tra amici.

Per esempio: "Oggi 24 novembre sarò a Raveo per incontrare il sindaco e discutere sul tema del parco naturale de l'Ors di Pani". Più quattro o cinque altre righe.

Di fronte a questa... piattezza di contenuti, che la vera forza del blog siano i commentatori (tra i quali anche il direttore del nostro giornale?) che si avvicendano con salaci commenti, disquisizioni molto articolate ma spesso molto lunghe ecc.?

Boh?

Fatto sta che le visite al blog di Renzo Tondo si susseguono a un ritmo forsennato.

Una media di 398 visite al giorno negli ultimi 31 giorni è senz'altro un dato eccezionale.

Ma perché uno dovrebbe essere portato a... portarsi sul blog di Tondo, quando il contenuto del blog è - come abbiamo detto - di una disarmante piattezza?

Solo il 29% degli utenti arriva sul blog di Renzo Tondo perché conosce il suo indirizzo internet, mentre il 71% degli utenti ci arriva rimbalzando da un motore di ricerca o da un altro sito.

Il dato incredibile è che dei 7.667 utenti "rimbalzati" sul blog di Tondo, 814 hanno effettuato una ricerca (presumibilmente su Google, il motore di ricerca che va per la maggiore) digitando "buon natale", 583 hanno digitato "renzo tondo", 442 hanno digitato "trieste".

Complessivamente quelli che cercavano proprio notizie su Renzo Tondo sono 1.299 su 7.667, ovvero una quota consistente, ma sia pur minoritaria.

Il blog di Renzo, quindi, vive su un ottimo posizionamento sui motori di ricerca che fa sì sia molto molto raggiungibile di... rimbalzo.

Forse la nostra analisi è un pochino troppo semplicistica e meriterebbe di essere approfondita, ma comunque il risultato concreto è quello di veicolare l'immagine del presidente della regione al di là della qualità contenutistica del blog, diciamolo pure, piuttosto povera.

In buona sostanza la gente internettiana arriva "per caso" sul blog di Tondo e dice: "Però, il presidente della regione ha un suo blog!"

Tanta pubblicità, tanta immagine, gratuita o comunque a buon prezzo.

In queste cose il simpatico Renzo, rude e bonaccione montanaro carnico, si dimostra ancora una volta più avveduto e attento alle finanze pubbliche rispetto al suo predecessore faraonico, tutto preso dal culto di se stesso a spese della collettività.


LA NOTIZIA. IL BLOG DI RENZO TONDO E' UN AUTENTICO (E PER CERTI VERSI MISTERIOSO) FENOMENO MEDIATICO


Il blog di Renzo Tondo, http://renzotondo.blogspot.com/ rappresenta un caso che ha per certi versi dell'incredibile se compiamo una seria analisi dei mezzi di comunicazione locali.

Il numero delle visite (non se ne abbia il nostro amico Renzo, presidente della Regione) è inversamente proporzionale alla complessità e al tasso dei contenuti del blog.

Ci spieghiamo meglio.

Tondo ha scelto un approccio 'soft', quasi un discorso tra amici.

Per esempio: "Oggi 24 novembre sarò a Raveo per incontrare il sindaco e discutere sul tema del parco naturale de l'Ors di Pani". Più quattro o cinque altre righe.

Di fronte a questa... piattezza di contenuti, che la vera forza del blog siano i commentatori (tra i quali anche il direttore del nostro giornale?) che si avvicendano con salaci commenti, disquisizioni molto articolate ma spesso molto lunghe ecc.?

Boh?

Fatto sta che le visite al blog di Renzo Tondo si susseguono a un ritmo forsennato.

Una media di 398 visite al giorno negli ultimi 31 giorni è senz'altro un dato eccezionale.

Ma perché uno dovrebbe essere portato a... portarsi sul blog di Tondo, quando il contenuto del blog è - come abbiamo detto - di una disarmante piattezza?

Solo il 29% degli utenti arriva sul blog di Renzo Tondo perché conosce il suo indirizzo internet, mentre il 71% degli utenti ci arriva rimbalzando da un motore di ricerca o da un altro sito.

Il dato incredibile è che dei 7.667 utenti "rimbalzati" sul blog di Tondo, 814 hanno effettuato una ricerca (presumibilmente su Google, il motore di ricerca che va per la maggiore) digitando "buon natale", 583 hanno digitato "renzo tondo", 442 hanno digitato "trieste".

Complessivamente quelli che cercavano proprio notizie su Renzo Tondo sono 1.299 su 7.667, ovvero una quota consistente, ma sia pur minoritaria.

Il blog di Renzo, quindi, vive su un ottimo posizionamento sui motori di ricerca che fa sì sia molto molto raggiungibile di... rimbalzo.

Forse la nostra analisi è un pochino troppo semplicistica e meriterebbe di essere approfondita, ma comunque il risultato concreto è quello di veicolare l'immagine del presidente della regione al di là della qualità contenutistica del blog, diciamolo pure, piuttosto povera.

In buona sostanza la gente internettiana arriva "per caso" sul blog di Tondo e dice: "Però, il presidente della regione ha un suo blog!"

Tanta pubblicità, tanta immagine, gratuita o comunque a buon prezzo.

In queste cose il simpatico Renzo, rude e bonaccione montanaro carnico, si dimostra ancora una volta più avveduto e attento alle finanze pubbliche rispetto al suo predecessore faraonico, tutto preso dal culto di se stesso a spese della collettività.


martedì 16 dicembre 2008

IN PILLOLE


Abruzzo/Dopo elezioni, primi impegni per il governatore Chiodi



Tar "sblocca" 144 e affini



Bere o guidare: il limite consentito scende a 0,2 g/l



Olindo e Rosa separati: sconteranno la pena in carceri diverse



Milioni di fans piangono: niente reunion per i Guns'N'Roseshttp://www.affaritaliani.it/entertainment/guns-n-roses-reunion161208.html

IN PILLOLE


Abruzzo/Dopo elezioni, primi impegni per il governatore Chiodi



Tar "sblocca" 144 e affini



Bere o guidare: il limite consentito scende a 0,2 g/l



Olindo e Rosa separati: sconteranno la pena in carceri diverse



Milioni di fans piangono: niente reunion per i Guns'N'Roseshttp://www.affaritaliani.it/entertainment/guns-n-roses-reunion161208.html

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Tar "sblocca" 144 e affini



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Milioni di fans piangono: niente reunion per i Guns'N'Roseshttp://www.affaritaliani.it/entertainment/guns-n-roses-reunion161208.html

giovedì 11 dicembre 2008

PILLOLE FRIULANE (ma anche triestine)



Riportiamo da http://www.regione.fvg.it/rafvg/ansa/archivio.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/ansa

18:18 - regioni: fvg; giunta blocca accordo tra mercurio e telecom
(ANSA) - PORDENONE, 11 DIC - Stop da parte della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia all'accordo quadro fra Mercurio e Telecom. ''Il documento sottoscritto fra Mercurio e Telecom - ha rilevato l'assessore regionale Riccardo Riccardi nella 'comunicazione' che ha portato oggi all'attenzione della Giunta - non puo' essere condiviso ed approvato dall'Amministrazione regionale''. In tale comunicazione, Riccardi, dopo aver ricordato la ''missione aziendale'' di Mercurio (societa' a capitale interamente regionale), il suo programma di attivita' per lo sviluppo del progetto Ermes di realizzazione di una rete pubblica per telecomunicazioni a banda larga entro il 2010 in tutto il Friuli Venezia Giulia e le risorse finanziarie messe a disposizione dalla Regione alla societa', pari ad oltre 52 milioni di euro, ha preso in esame gli atti di Mercurio Fvg spa dopo la decisione di fusione della stessa Mercurio in Insiel, adottata dal Governo regionale ai primi di ottobre. (ANSA). DF



18:04 - immigrazione:sindaco gradisca,vicino a cie si vive.. ++rpt++
(ANSA) - RONCHI DEI LEGIONARI (GORIZIA) 11 DIC - A Gradisca d' Isonzo (Gorizia), ''chi abita vicino al Cie (Centro d'identificazione ed espulsione) vive con paura'': lo ha detto oggi il sindaco della citta', Franco Tommasini. ''Due evasioni in 48 ore - ha affermato in una conferenza stampa, a Ronchi dei Legionari (Gorizia), con l'assessore alla Sicurezza della Regione Friuli Venezia Giulia, Federica Seganti - creano turbativa, e' inevitabile. Siamo fortunati che finora non ci sia scappato il morto''. Tommasini ha fatto riferimento agli immigrati del Cara (Centro richiedenti asilo) che possono circolare dalle 8 alle 20 e ha detto che ''Gradisca non riesce ad assorbire questa situazione. Occorre trovare una soluzione. Lo Stato - ha aggiunto - ci ha piazzato sul 'gobbone' quella struttura e lo Stato deve risolvere i problemi e tutelare i nostri cittadini'', ma - ha aggiunto - lo Stato ''finora e' risultato mancante''. Tommasini, infine, ha ringraziato la Prefettura di Gorizia e le Forze dell'ordine ''per l'efficace controllo del territorio'' e ha ricordato che, a Gradisca ci sono 128 immigrati nel Cie, 102 nel Centro di prima accoglienza e 128 nel Cara. (ANSA). DF



18:01 - immigrazione:seganti,da ministero stop ad altri arrivi a cie
(ANSA) - RONCHI DEI LEGIONARI (GORIZIA) 11 DIC - Il Ministero dell'Interno ha garantito che al Cie (centro Identificazione ed Espulsione) di Gradisca d'Isonzo (Gorizia) non arriveranno altri immigrati: lo ha detto oggi l'assessore alla Sicurezza della Regione Friuli Venezia Giulia, Federica Seganti. ''Le forze dell'ordine - ha aggiunto - hanno fatto finora un ottimo lavoro. Stiamo lavorando per dare la massima serenita' ai cittadini di Gradisca, ricordando a proposito degli immigrati che si tratta di persone magari poco gradite ma non siamo di fronte a livelli di delinquenza che possono preoccupare. Tra l'altro - ha concluso - si danno alla fuga e non restano sul territorio gradiscano: uno dei fuggiaschi di domenica e' stato individuato in Val d'Aosta''. (ANSA). YT6-DF



18:00 - immigrazione: assessore fvg non esclude filo spinato al cie
(ANSA) - RONCHI DEI LEGIONARI (GORIZIA) 11 DIC - L'assessore alla Sicurezza della Regione Friuli Venezia Giulia, Federica Seganti (Lega Nord), non esclude l'uso del filo spinato sui muri del Cie (Centro d'identificazione ed espulsione) di Gradisca d'Isonzo (Gorizia). ''C'e' - ha detto Seganti ai giornalisti all'aeroporto di Ronchi dei Legionari (Gorizia) di ritorno da Roma dove ha incontrato i dirigenti del Ministero dell'Interno - il problema dell'altezza dei muri: secondo qualcuno, esteticamente il filo spinato non e' bello ma se serve - ha aggiunto - potrebbe essere una soluzione''. Seganti ha riferito di aver ricevuto garanzie dal Governo sui fondi necessari a ripristinare le sbarre al Cie, che - ha affermato - furono tolte per decisione del precedente Governo e che sono un problema. Ho parlato con i prefetti ministeriali del Dipartimento immigrazione Morcone, Penta, Forlani - ha reso noto - e ho chiesto di predisporre tettoie all'aperto. Ci siamo dati appuntamento all'inizio del prossimo anno per stipulare un accordo quadro tra Ministero, Regione e Comune per il problema dell'arredo urbano, come illuminazione e marciapiedi nell'area attorno al Cie e nel 2009 reperiremo questi fondi che sono gia' previsti nella Finanziaria nazionale per questo scopo''. (ANSA). YT6-DF



17:54 - maltempo: domani scuole chiuse a tarvisio
(ANSA) - TARVISIO (UDINE), 11 DIC - Il sindaco di Tarvisio (Udine), Renato Carlantoni, ha disposto per domani la chiusura di tutte le scuole della citta' a causa delle nevicate della scorsa notte e di oggi. Per fronteggiare l'emergenza, la Prefettura di Udine ha disposto l'invio di cinque spartineve che affiancheranno quelli che stanno gia' operando nell'area di Tarvisio. Le nevicate hanno determinato la chiusura di alcune strade e valichi di montagna nel Tarvisiano, nella Valcanale e in Carnia. (ANSA). DF



17:19 - giornalisti: a de francisco riconoscimento 'trabalzini'
(ANSA) - GROSSETO, 11 DIC - E' Luana De Francisco, giornalista del Messaggero Veneto, la vincitrice della prima edizione del premio giornalistico nazionale 'Silvia Trabalzini'. Il riconoscimento, spiega una nota, e' riservato a giornalisti con meno di 34 anni che si sono occupati di sanita', possibilmente trapianti. L'iniziativa del premio giornalistico, organizzata da Comune di Grosseto, Corriere di Maremma e dal Teletirreno Maremma Channel, e' stata ideata per ricordare la figura di Silvia Trabalzini, capo ufficio stampa dell'amministrazione comunale grossetana, morta il 4 luglio scorso durante un intervento di trapianto di cuore. (ANSA). COM-CG/MST



17:07 - sciopero: fvg; belci, non siamo isola felice, crisi vicina
(ANSA) - TRIESTE, 11 DIC - ''Non siamo un'isola felice, stiamo arrivando a grandi passi alla crisi, e se non si faranno interventi adeguati ne risentiremo tutti'': e' la preoccupazione di Franco Belci, segretario regionale della Cgil del Friuli Venezia Giulia. In Friuli Venezia Giulia - ha aggiunto Belci, interpellato dall'ANSA alla vigilia dello sciopero generale proclamato per domani - il sindacato scende in piazza ''contro la crisi'' e per ''piu' lavoro, piu' salari, piu' pensioni, piu' diritti''. Le manifestazioni, tutte confermate nonostante il maltempo, sono in programma a Trieste, Udine, Pordenone e Monfalcone (Gorizia). ''Se non si faranno interventi decisi - ha spiegato Belci - ne risentira' anche la situazione regionale. Si deve lavorare sulla detassazione del lavoro dipendente: non c'e' altro strumento che quello fiscale per aiutare le famiglie''. (ANSA). DF



17:04 - unabomber: zornitta, ora ho paura io di unabomber
(ANSA) - TRIESTE, 11 DIC - ''Ho avuto momenti di forte depressione: mi sono chiesto spesso se valeva la pena di continuare a vivere'': lo ha detto, in un'intervista a Panorama, Elvo Zornitta, l'ingegnere di 49 anni di Azzano Decimo (Pordenone) indagato dalla Procura di Trieste per gli attentati attribuiti al misterioro bombarolo del Nordest. Nell'intervista che sara' pubblicata nel numero in edicola domani, Zornitta spiega di essere in attesa dell'esito del processo nel quale e' imputato Ezio Zernat, direttore del Laboratorio di indagini criminalistiche della Procura di Venezia che nel 2006 accuso' Zornitta di essere Unabomber sostenendo che un paio di forbici sequestrate all'ingegnere avevano tagliato il lamierino di un ordigno trovato inesploso nel 2004. Zernar e' accusato di falso ideologico e calunnia per avere, secondo i difensori di Zornitta, manomesso il lamierino, considerato la 'prova regina' contro l'ingegnere friulano. Per Zornitta e i suoi difensori, caduta la prova del lamierino, l'archiviazione e' inevitabile. ''Qui - dice Zornitta a Panorama - le cose sono due o mi hanno incastrato, o Unabomber ha trovato la maniera di utilizzare qualcosa che ho buttato via. Non ci sono altre possibilita': ed entrambe mi spaventano. Se quel farabutto usa le mie cose - spiega - vuol dire che non ha solo il lamierino, magari prepara un altro attentato con un paio di fili trovati nella spazzatura; o ha un mio mozzicone di sigaretta. Se invece qualcuno mi vuole incastrare, allora sono un uomo morto''. (ANSA). DF



17:04 - made in italy: interna arreda primo armani hotel a dubai
(ANSA) - UDINE, 11 DIC - Interna Contract, azienda leader a livello mondiale nel settore contract per l'hotellerie di lusso con sede a Tavagnacco (Udine), fornira' gli arredi per l'Armani Hotel Dubai and Armani Residences Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. La commessa - e' stato reso noto oggi in una conferenza stampa - prevede circa 6.000 pezzi unici, tra mobili, sedute e letti, che Interna realizzera' in esclusiva per le oltre 160 camere e suite dell'albergo e per i 144 appartamenti di lusso (da una e due camere), il tutto su disegno di Giorgio Armani. (ANSA). DF



17:01 - immigrazione:sindaco gradisca,vicino a cie si vive con paura
(ANSA) - RONCHI DEI LEGIONARI (GORIZIA) 11 DIC - A Gradisca d' Isonzo (Gorizia), ''chi abita vicino al Cie (Centro d'identificazione ed espulsione) vive con paura'': lo ha detto oggi il sindaco della citta', Franco Tommasini. ''Due evasioni in 48 ore - ha affermato in una conferenza stampa, a Ronchi dei Legionari (Gorizia), con l'assessore alla Sicurezza della Regione Friuli Venezia Giulia, Federica Seganti - creano turbativa, e' inevitabile. Siamo fortunati che finora non ci sia scappato il morto''. Tommasini ha fatto riferimento agli immigrati del Cara (Centro richiedenti asilo) che possono circolare dalle 8 alle 20 e ha detto che ''Gradisca non riesce ad assorbire questa situazione. Occorre trovare una soluzione. Lo Stato - ha aggiunto - ci ha piazzato sul 'gobbone' quella struttura e lo Stato deve risolvere i problemi e tutelare i nostri cittadini'', ''ma - ha aggiunto, insieme a Seganti - lo Stato finora e' risultato mancante''. Tommasini, infine, ha ringraziato la Prefettura di Gorizia e le Forze dell'ordine ''per l'efficace controllo del territorio'' e ha ricordato che, a Gradisca ci sono 128 immigrati nel Cie, 102 nel Centro di prima accoglienza e 128 nel Cara. (ANSA). DF



14:25 - regioni: fvg; pd, bene entrate ma manca disegno strategico
(ANSA) - TRIESTE, 11 DIC - Per il Pd, la Finanziaria 2009 della Regioni Friuli Venezia Giulia e' ''soddisfacente'' sotto il profilo delle entrate, ma ''e' priva di un disegno strategico in grado di affrontare la crisi''. Oggi, a Trieste, il Pd del Friuli Venezia Giulia ha presentato un documento con cui intende dare - ha spiegato il segretario regionale, Bruno Zvech - ''un contributo costruttivo alla ricerca di una soluzione alla crisi''. Perche' - ha spiegato - ''se le cose proseguiranno cosi', la Regione dovra' rinunciare a una prospettiva di sviluppo''. Secondo il capogruppo, Gianfranco Moretton, la Giunta regionale beneficia di maggiori entrate ''frutto di cinque anni di un'attenta politica del Centrosinistra''. Moretton ha sottolineato la mancanza di un ''disegno complessivo'' e le ''bugie'' del Centrodestra. ''Il Bilancio e' solido - ha detto - il centrodestra, sconfessandosi, ha annunciato il ricorso all'indebitamento per circa 100 milioni di euro, che, credo, aumentera' di ulteriori 20/30 milioni in Aula''. Moretton, descrivendo le proposte del Pd, ha sottolineato la disponibilita' dei parlamentari del Centrosinistra a collaborare con il Presidente Tondo per ottenere dal Governo nazionale ''cio' che - ha detto - ci e' dovuto''. (ANSA). DF



14:14 - maltempo: fvg; tre metri di neve sul monte canin
(ANSA) - TRIESTE, 11 DIC - Ha superato i tre metri di altezza lo spessore della neve nella zona del Rifugio Gilberti, sul Monte Canin, a circa 1.850 metri di quota. Ai circa due metri di neve che si erano accumulati nei giorni scorsi - si rileva dal sito dell'Osmer/Arpa - se ne e' aggiunto piu' di un altro con le abbondanti nevicate della scorsa notte. Il Rifugio Gilberti si trova al margine della conca di Prevala tra il monte Forato e il monte Bila Pec, in una zona fra le piu' esposte del Friuli venezia Giulia alle precipitazioni nevose. (ANSA). DF



14:07 - maltempo: fvg; un metro di neve a tarvisio, frazioni isolate
(ANSA) - TRIESTE, 11 DIC - Due frazioni di Tarvisio (Udine) sono isolate a causa della neve che e' caduta la scorsa notte e che ha superato il metro di altezza. Le frazioni sono Cave del Predil e Fusine in Valromana; le strade che le collegano alla viabilita' regionale sono interrotte e squadre della Protezione Civile Regionale stanno lavorando, con ruspe e camion, per liberare le carreggiate. Anche nel resto della Valcanale - ha riferito la Sala Operativa di Palmanova (Udine) della Protezione Civile - si registrano disagi a causa delle forti nevicate della scorsa notte. Nella zona sono tuttora al lavoro una cinquantina di volontari della Protezione Civile Regionale. (ANSA). DF



12:04 - incendi: distrutto laboratorio storica pasticceria pordenone
(ANSA) - PORDENONE, 11 DIC - Il laboratorio delo storico locale ''Cioccolato Peratoner'' di Pordenone e' stato distrutto da un incendio divampato per cause imprecisate la scorsa notte. Le fiamme sono state spente dai Vigili del Fuoco, intervenuti con tre squadre. I danni - secondo le prime stime - sfiorano i 300.000 euro. ''Cioccolato Peratoner'' ha una storia di oltre 130 anni ed e' ora gestito dal maestro Giuseppe Faggiotto, uno dei pasticcieri piu' apprezzati d'Italia e conosciuto per aver realizzato una fontana alta un metro e 80 centimetri, con quattro ugelli, nella quale circolano continuamente piu' di 35 chili di cioccolato fondente. DF


PILLOLE FRIULANE (ma anche triestine)



Riportiamo da http://www.regione.fvg.it/rafvg/ansa/archivio.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/ansa

18:18 - regioni: fvg; giunta blocca accordo tra mercurio e telecom
(ANSA) - PORDENONE, 11 DIC - Stop da parte della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia all'accordo quadro fra Mercurio e Telecom. ''Il documento sottoscritto fra Mercurio e Telecom - ha rilevato l'assessore regionale Riccardo Riccardi nella 'comunicazione' che ha portato oggi all'attenzione della Giunta - non puo' essere condiviso ed approvato dall'Amministrazione regionale''. In tale comunicazione, Riccardi, dopo aver ricordato la ''missione aziendale'' di Mercurio (societa' a capitale interamente regionale), il suo programma di attivita' per lo sviluppo del progetto Ermes di realizzazione di una rete pubblica per telecomunicazioni a banda larga entro il 2010 in tutto il Friuli Venezia Giulia e le risorse finanziarie messe a disposizione dalla Regione alla societa', pari ad oltre 52 milioni di euro, ha preso in esame gli atti di Mercurio Fvg spa dopo la decisione di fusione della stessa Mercurio in Insiel, adottata dal Governo regionale ai primi di ottobre. (ANSA). DF



18:04 - immigrazione:sindaco gradisca,vicino a cie si vive.. ++rpt++
(ANSA) - RONCHI DEI LEGIONARI (GORIZIA) 11 DIC - A Gradisca d' Isonzo (Gorizia), ''chi abita vicino al Cie (Centro d'identificazione ed espulsione) vive con paura'': lo ha detto oggi il sindaco della citta', Franco Tommasini. ''Due evasioni in 48 ore - ha affermato in una conferenza stampa, a Ronchi dei Legionari (Gorizia), con l'assessore alla Sicurezza della Regione Friuli Venezia Giulia, Federica Seganti - creano turbativa, e' inevitabile. Siamo fortunati che finora non ci sia scappato il morto''. Tommasini ha fatto riferimento agli immigrati del Cara (Centro richiedenti asilo) che possono circolare dalle 8 alle 20 e ha detto che ''Gradisca non riesce ad assorbire questa situazione. Occorre trovare una soluzione. Lo Stato - ha aggiunto - ci ha piazzato sul 'gobbone' quella struttura e lo Stato deve risolvere i problemi e tutelare i nostri cittadini'', ma - ha aggiunto - lo Stato ''finora e' risultato mancante''. Tommasini, infine, ha ringraziato la Prefettura di Gorizia e le Forze dell'ordine ''per l'efficace controllo del territorio'' e ha ricordato che, a Gradisca ci sono 128 immigrati nel Cie, 102 nel Centro di prima accoglienza e 128 nel Cara. (ANSA). DF



18:01 - immigrazione:seganti,da ministero stop ad altri arrivi a cie
(ANSA) - RONCHI DEI LEGIONARI (GORIZIA) 11 DIC - Il Ministero dell'Interno ha garantito che al Cie (centro Identificazione ed Espulsione) di Gradisca d'Isonzo (Gorizia) non arriveranno altri immigrati: lo ha detto oggi l'assessore alla Sicurezza della Regione Friuli Venezia Giulia, Federica Seganti. ''Le forze dell'ordine - ha aggiunto - hanno fatto finora un ottimo lavoro. Stiamo lavorando per dare la massima serenita' ai cittadini di Gradisca, ricordando a proposito degli immigrati che si tratta di persone magari poco gradite ma non siamo di fronte a livelli di delinquenza che possono preoccupare. Tra l'altro - ha concluso - si danno alla fuga e non restano sul territorio gradiscano: uno dei fuggiaschi di domenica e' stato individuato in Val d'Aosta''. (ANSA). YT6-DF



18:00 - immigrazione: assessore fvg non esclude filo spinato al cie
(ANSA) - RONCHI DEI LEGIONARI (GORIZIA) 11 DIC - L'assessore alla Sicurezza della Regione Friuli Venezia Giulia, Federica Seganti (Lega Nord), non esclude l'uso del filo spinato sui muri del Cie (Centro d'identificazione ed espulsione) di Gradisca d'Isonzo (Gorizia). ''C'e' - ha detto Seganti ai giornalisti all'aeroporto di Ronchi dei Legionari (Gorizia) di ritorno da Roma dove ha incontrato i dirigenti del Ministero dell'Interno - il problema dell'altezza dei muri: secondo qualcuno, esteticamente il filo spinato non e' bello ma se serve - ha aggiunto - potrebbe essere una soluzione''. Seganti ha riferito di aver ricevuto garanzie dal Governo sui fondi necessari a ripristinare le sbarre al Cie, che - ha affermato - furono tolte per decisione del precedente Governo e che sono un problema. Ho parlato con i prefetti ministeriali del Dipartimento immigrazione Morcone, Penta, Forlani - ha reso noto - e ho chiesto di predisporre tettoie all'aperto. Ci siamo dati appuntamento all'inizio del prossimo anno per stipulare un accordo quadro tra Ministero, Regione e Comune per il problema dell'arredo urbano, come illuminazione e marciapiedi nell'area attorno al Cie e nel 2009 reperiremo questi fondi che sono gia' previsti nella Finanziaria nazionale per questo scopo''. (ANSA). YT6-DF



17:54 - maltempo: domani scuole chiuse a tarvisio
(ANSA) - TARVISIO (UDINE), 11 DIC - Il sindaco di Tarvisio (Udine), Renato Carlantoni, ha disposto per domani la chiusura di tutte le scuole della citta' a causa delle nevicate della scorsa notte e di oggi. Per fronteggiare l'emergenza, la Prefettura di Udine ha disposto l'invio di cinque spartineve che affiancheranno quelli che stanno gia' operando nell'area di Tarvisio. Le nevicate hanno determinato la chiusura di alcune strade e valichi di montagna nel Tarvisiano, nella Valcanale e in Carnia. (ANSA). DF



17:19 - giornalisti: a de francisco riconoscimento 'trabalzini'
(ANSA) - GROSSETO, 11 DIC - E' Luana De Francisco, giornalista del Messaggero Veneto, la vincitrice della prima edizione del premio giornalistico nazionale 'Silvia Trabalzini'. Il riconoscimento, spiega una nota, e' riservato a giornalisti con meno di 34 anni che si sono occupati di sanita', possibilmente trapianti. L'iniziativa del premio giornalistico, organizzata da Comune di Grosseto, Corriere di Maremma e dal Teletirreno Maremma Channel, e' stata ideata per ricordare la figura di Silvia Trabalzini, capo ufficio stampa dell'amministrazione comunale grossetana, morta il 4 luglio scorso durante un intervento di trapianto di cuore. (ANSA). COM-CG/MST



17:07 - sciopero: fvg; belci, non siamo isola felice, crisi vicina
(ANSA) - TRIESTE, 11 DIC - ''Non siamo un'isola felice, stiamo arrivando a grandi passi alla crisi, e se non si faranno interventi adeguati ne risentiremo tutti'': e' la preoccupazione di Franco Belci, segretario regionale della Cgil del Friuli Venezia Giulia. In Friuli Venezia Giulia - ha aggiunto Belci, interpellato dall'ANSA alla vigilia dello sciopero generale proclamato per domani - il sindacato scende in piazza ''contro la crisi'' e per ''piu' lavoro, piu' salari, piu' pensioni, piu' diritti''. Le manifestazioni, tutte confermate nonostante il maltempo, sono in programma a Trieste, Udine, Pordenone e Monfalcone (Gorizia). ''Se non si faranno interventi decisi - ha spiegato Belci - ne risentira' anche la situazione regionale. Si deve lavorare sulla detassazione del lavoro dipendente: non c'e' altro strumento che quello fiscale per aiutare le famiglie''. (ANSA). DF



17:04 - unabomber: zornitta, ora ho paura io di unabomber
(ANSA) - TRIESTE, 11 DIC - ''Ho avuto momenti di forte depressione: mi sono chiesto spesso se valeva la pena di continuare a vivere'': lo ha detto, in un'intervista a Panorama, Elvo Zornitta, l'ingegnere di 49 anni di Azzano Decimo (Pordenone) indagato dalla Procura di Trieste per gli attentati attribuiti al misterioro bombarolo del Nordest. Nell'intervista che sara' pubblicata nel numero in edicola domani, Zornitta spiega di essere in attesa dell'esito del processo nel quale e' imputato Ezio Zernat, direttore del Laboratorio di indagini criminalistiche della Procura di Venezia che nel 2006 accuso' Zornitta di essere Unabomber sostenendo che un paio di forbici sequestrate all'ingegnere avevano tagliato il lamierino di un ordigno trovato inesploso nel 2004. Zernar e' accusato di falso ideologico e calunnia per avere, secondo i difensori di Zornitta, manomesso il lamierino, considerato la 'prova regina' contro l'ingegnere friulano. Per Zornitta e i suoi difensori, caduta la prova del lamierino, l'archiviazione e' inevitabile. ''Qui - dice Zornitta a Panorama - le cose sono due o mi hanno incastrato, o Unabomber ha trovato la maniera di utilizzare qualcosa che ho buttato via. Non ci sono altre possibilita': ed entrambe mi spaventano. Se quel farabutto usa le mie cose - spiega - vuol dire che non ha solo il lamierino, magari prepara un altro attentato con un paio di fili trovati nella spazzatura; o ha un mio mozzicone di sigaretta. Se invece qualcuno mi vuole incastrare, allora sono un uomo morto''. (ANSA). DF



17:04 - made in italy: interna arreda primo armani hotel a dubai
(ANSA) - UDINE, 11 DIC - Interna Contract, azienda leader a livello mondiale nel settore contract per l'hotellerie di lusso con sede a Tavagnacco (Udine), fornira' gli arredi per l'Armani Hotel Dubai and Armani Residences Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. La commessa - e' stato reso noto oggi in una conferenza stampa - prevede circa 6.000 pezzi unici, tra mobili, sedute e letti, che Interna realizzera' in esclusiva per le oltre 160 camere e suite dell'albergo e per i 144 appartamenti di lusso (da una e due camere), il tutto su disegno di Giorgio Armani. (ANSA). DF



17:01 - immigrazione:sindaco gradisca,vicino a cie si vive con paura
(ANSA) - RONCHI DEI LEGIONARI (GORIZIA) 11 DIC - A Gradisca d' Isonzo (Gorizia), ''chi abita vicino al Cie (Centro d'identificazione ed espulsione) vive con paura'': lo ha detto oggi il sindaco della citta', Franco Tommasini. ''Due evasioni in 48 ore - ha affermato in una conferenza stampa, a Ronchi dei Legionari (Gorizia), con l'assessore alla Sicurezza della Regione Friuli Venezia Giulia, Federica Seganti - creano turbativa, e' inevitabile. Siamo fortunati che finora non ci sia scappato il morto''. Tommasini ha fatto riferimento agli immigrati del Cara (Centro richiedenti asilo) che possono circolare dalle 8 alle 20 e ha detto che ''Gradisca non riesce ad assorbire questa situazione. Occorre trovare una soluzione. Lo Stato - ha aggiunto - ci ha piazzato sul 'gobbone' quella struttura e lo Stato deve risolvere i problemi e tutelare i nostri cittadini'', ''ma - ha aggiunto, insieme a Seganti - lo Stato finora e' risultato mancante''. Tommasini, infine, ha ringraziato la Prefettura di Gorizia e le Forze dell'ordine ''per l'efficace controllo del territorio'' e ha ricordato che, a Gradisca ci sono 128 immigrati nel Cie, 102 nel Centro di prima accoglienza e 128 nel Cara. (ANSA). DF



14:25 - regioni: fvg; pd, bene entrate ma manca disegno strategico
(ANSA) - TRIESTE, 11 DIC - Per il Pd, la Finanziaria 2009 della Regioni Friuli Venezia Giulia e' ''soddisfacente'' sotto il profilo delle entrate, ma ''e' priva di un disegno strategico in grado di affrontare la crisi''. Oggi, a Trieste, il Pd del Friuli Venezia Giulia ha presentato un documento con cui intende dare - ha spiegato il segretario regionale, Bruno Zvech - ''un contributo costruttivo alla ricerca di una soluzione alla crisi''. Perche' - ha spiegato - ''se le cose proseguiranno cosi', la Regione dovra' rinunciare a una prospettiva di sviluppo''. Secondo il capogruppo, Gianfranco Moretton, la Giunta regionale beneficia di maggiori entrate ''frutto di cinque anni di un'attenta politica del Centrosinistra''. Moretton ha sottolineato la mancanza di un ''disegno complessivo'' e le ''bugie'' del Centrodestra. ''Il Bilancio e' solido - ha detto - il centrodestra, sconfessandosi, ha annunciato il ricorso all'indebitamento per circa 100 milioni di euro, che, credo, aumentera' di ulteriori 20/30 milioni in Aula''. Moretton, descrivendo le proposte del Pd, ha sottolineato la disponibilita' dei parlamentari del Centrosinistra a collaborare con il Presidente Tondo per ottenere dal Governo nazionale ''cio' che - ha detto - ci e' dovuto''. (ANSA). DF



14:14 - maltempo: fvg; tre metri di neve sul monte canin
(ANSA) - TRIESTE, 11 DIC - Ha superato i tre metri di altezza lo spessore della neve nella zona del Rifugio Gilberti, sul Monte Canin, a circa 1.850 metri di quota. Ai circa due metri di neve che si erano accumulati nei giorni scorsi - si rileva dal sito dell'Osmer/Arpa - se ne e' aggiunto piu' di un altro con le abbondanti nevicate della scorsa notte. Il Rifugio Gilberti si trova al margine della conca di Prevala tra il monte Forato e il monte Bila Pec, in una zona fra le piu' esposte del Friuli venezia Giulia alle precipitazioni nevose. (ANSA). DF



14:07 - maltempo: fvg; un metro di neve a tarvisio, frazioni isolate
(ANSA) - TRIESTE, 11 DIC - Due frazioni di Tarvisio (Udine) sono isolate a causa della neve che e' caduta la scorsa notte e che ha superato il metro di altezza. Le frazioni sono Cave del Predil e Fusine in Valromana; le strade che le collegano alla viabilita' regionale sono interrotte e squadre della Protezione Civile Regionale stanno lavorando, con ruspe e camion, per liberare le carreggiate. Anche nel resto della Valcanale - ha riferito la Sala Operativa di Palmanova (Udine) della Protezione Civile - si registrano disagi a causa delle forti nevicate della scorsa notte. Nella zona sono tuttora al lavoro una cinquantina di volontari della Protezione Civile Regionale. (ANSA). DF



12:04 - incendi: distrutto laboratorio storica pasticceria pordenone
(ANSA) - PORDENONE, 11 DIC - Il laboratorio delo storico locale ''Cioccolato Peratoner'' di Pordenone e' stato distrutto da un incendio divampato per cause imprecisate la scorsa notte. Le fiamme sono state spente dai Vigili del Fuoco, intervenuti con tre squadre. I danni - secondo le prime stime - sfiorano i 300.000 euro. ''Cioccolato Peratoner'' ha una storia di oltre 130 anni ed e' ora gestito dal maestro Giuseppe Faggiotto, uno dei pasticcieri piu' apprezzati d'Italia e conosciuto per aver realizzato una fontana alta un metro e 80 centimetri, con quattro ugelli, nella quale circolano continuamente piu' di 35 chili di cioccolato fondente. DF