"SFUEI DAL FRIÛL LIBAR - IL GIORNALE DEL FRIULI LIBERO". INDIRIZZO INTERNET http://www.ilgiornaledelfriuli.net EDIZIONE ON LINE DELLA TESTATA ISCRITTA COME GIORNALE QUOTIDIANO ON LINE, A STAMPA, RADIOFONICO E TELEVISIVO NEL REGISTRO DEL TRIBUNALE DI UDINE IN DATA 8 APRILE 2009 AL N. 9/2009. Si pubblica dal 25 novembre 2008. Proprietario: Alberto di Caporiacco. Direttore responsabile: Alberto di Caporiacco. Sede di rappresentanza in Udine, piazza S. Giacomo 11/16, 2. piano.

SFUEI DAL FRIÛL LIBAR. ULTIMO AGGIORNAMENTO ORE 11.46 DI MERCOLEDI' 15 APRILE.

IL NOSTRO GIORNALE E' COMPLETAMENTE GRATUITO. MA CHI VUOLE PUO' SOSTENERCI CON UNA DONAZIONE

Notizie del giorno e l'archivio completo cronologico del giornale

Visualizzazione post con etichetta inchiesta sulla prostituzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta inchiesta sulla prostituzione. Mostra tutti i post

domenica 8 febbraio 2009

INCHIESTA SULLA PROSTITUZIONE. LA VICENDA ANNUNCI HARD. PRIMO FLOP DELLA PROCURA UDINESE, GLI ARRESTATI TORNANO LIBERI.


Annunci a luci rosse, annullati gli arresti dei due udinesi


Il Tribunale del riesame di Trieste ha annullato gli arresti dei due udinesi che curavano gli annunci hard di prostitute sui siti internet. Così, ieri pomeriggio, Pietro Bolzanello e Alessandro Bramante sono stati scarcerati e quindi tornati completamente liberi. Per loro le iniziali ipotesi di reato erano di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. I giudici del Riesame hanno quindi accolto l’istanza presentata dall’avvocato Giorgio Weil. Questo il collegio del tribunale: presidente Fabrizio Rigo, a latere Giorgio Nicoli e Francesco Antoni, quest’ultimo relatore. Le motivazioni dell’ordinanza che ha accolto l’istanza e annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere dei due indagati non sono ancora state depositate né notificate agli interessati. L’udienza si è celebrata govedì a Trieste. Nella sua esposizione, l’avvocato Weil in sostanza si è richiamato alla memoria difensiva presentata a sostegno della richiesta di riesame. In sintesi, il difensore ha puntato su due elementi: l’insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza (per insussistenza del reato contestato) e l’insussistenza delle esigenze cautelari. Quanto al primo elemento, la difesa si è anche rifatta a pronunciamenti della Cassazione. Per quanto riguarda l’ipotesi dello sfruttamento, l’avvocato Weil ha sottolineato come i clienti delle prostitute non corrispondessero agli indagati una percentuale o una quota fissa dei guadagni derivanti dalla propria attività. In altre parole, per la difesa non si può ipotizzare a priori il collegamento diretto fra quanto pagato per la pubblicazione degli annunci e quanto percepito dai richiedenti per la pubblicazione, né l’automatica efficacia commerciale degli annunci stessi; né infine la circostanza che i soggetti che comperavano lo spazio pubblicitario avrebbero poi effettivamente esercitato la prostituzione. È stata citata anche la sentenza di Cassazione che escludeva il reato per l’imputato che vendeva abitualmente confezioni di preservativi a diverse prostitute. «Il favoreggiamento deve riguardare la prostituzione, non la prostituta», scrivevano i giudici della Suprema Corte.


(dal Messaggero Veneto di oggi, edizione di Udine, pagina 3)

INCHIESTA SULLA PROSTITUZIONE. LA VICENDA ANNUNCI HARD. PRIMO FLOP DELLA PROCURA UDINESE, GLI ARRESTATI TORNANO LIBERI.


Annunci a luci rosse, annullati gli arresti dei due udinesi


Il Tribunale del riesame di Trieste ha annullato gli arresti dei due udinesi che curavano gli annunci hard di prostitute sui siti internet. Così, ieri pomeriggio, Pietro Bolzanello e Alessandro Bramante sono stati scarcerati e quindi tornati completamente liberi. Per loro le iniziali ipotesi di reato erano di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. I giudici del Riesame hanno quindi accolto l’istanza presentata dall’avvocato Giorgio Weil. Questo il collegio del tribunale: presidente Fabrizio Rigo, a latere Giorgio Nicoli e Francesco Antoni, quest’ultimo relatore. Le motivazioni dell’ordinanza che ha accolto l’istanza e annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere dei due indagati non sono ancora state depositate né notificate agli interessati. L’udienza si è celebrata govedì a Trieste. Nella sua esposizione, l’avvocato Weil in sostanza si è richiamato alla memoria difensiva presentata a sostegno della richiesta di riesame. In sintesi, il difensore ha puntato su due elementi: l’insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza (per insussistenza del reato contestato) e l’insussistenza delle esigenze cautelari. Quanto al primo elemento, la difesa si è anche rifatta a pronunciamenti della Cassazione. Per quanto riguarda l’ipotesi dello sfruttamento, l’avvocato Weil ha sottolineato come i clienti delle prostitute non corrispondessero agli indagati una percentuale o una quota fissa dei guadagni derivanti dalla propria attività. In altre parole, per la difesa non si può ipotizzare a priori il collegamento diretto fra quanto pagato per la pubblicazione degli annunci e quanto percepito dai richiedenti per la pubblicazione, né l’automatica efficacia commerciale degli annunci stessi; né infine la circostanza che i soggetti che comperavano lo spazio pubblicitario avrebbero poi effettivamente esercitato la prostituzione. È stata citata anche la sentenza di Cassazione che escludeva il reato per l’imputato che vendeva abitualmente confezioni di preservativi a diverse prostitute. «Il favoreggiamento deve riguardare la prostituzione, non la prostituta», scrivevano i giudici della Suprema Corte.


(dal Messaggero Veneto di oggi, edizione di Udine, pagina 3)

INCHIESTA SULLA PROSTITUZIONE. LA VICENDA ANNUNCI HARD. PRIMO FLOP DELLA PROCURA UDINESE, GLI ARRESTATI TORNANO LIBERI.


Annunci a luci rosse, annullati gli arresti dei due udinesi


Il Tribunale del riesame di Trieste ha annullato gli arresti dei due udinesi che curavano gli annunci hard di prostitute sui siti internet. Così, ieri pomeriggio, Pietro Bolzanello e Alessandro Bramante sono stati scarcerati e quindi tornati completamente liberi. Per loro le iniziali ipotesi di reato erano di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. I giudici del Riesame hanno quindi accolto l’istanza presentata dall’avvocato Giorgio Weil. Questo il collegio del tribunale: presidente Fabrizio Rigo, a latere Giorgio Nicoli e Francesco Antoni, quest’ultimo relatore. Le motivazioni dell’ordinanza che ha accolto l’istanza e annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere dei due indagati non sono ancora state depositate né notificate agli interessati. L’udienza si è celebrata govedì a Trieste. Nella sua esposizione, l’avvocato Weil in sostanza si è richiamato alla memoria difensiva presentata a sostegno della richiesta di riesame. In sintesi, il difensore ha puntato su due elementi: l’insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza (per insussistenza del reato contestato) e l’insussistenza delle esigenze cautelari. Quanto al primo elemento, la difesa si è anche rifatta a pronunciamenti della Cassazione. Per quanto riguarda l’ipotesi dello sfruttamento, l’avvocato Weil ha sottolineato come i clienti delle prostitute non corrispondessero agli indagati una percentuale o una quota fissa dei guadagni derivanti dalla propria attività. In altre parole, per la difesa non si può ipotizzare a priori il collegamento diretto fra quanto pagato per la pubblicazione degli annunci e quanto percepito dai richiedenti per la pubblicazione, né l’automatica efficacia commerciale degli annunci stessi; né infine la circostanza che i soggetti che comperavano lo spazio pubblicitario avrebbero poi effettivamente esercitato la prostituzione. È stata citata anche la sentenza di Cassazione che escludeva il reato per l’imputato che vendeva abitualmente confezioni di preservativi a diverse prostitute. «Il favoreggiamento deve riguardare la prostituzione, non la prostituta», scrivevano i giudici della Suprema Corte.


(dal Messaggero Veneto di oggi, edizione di Udine, pagina 3)

mercoledì 28 gennaio 2009

INCHIESTA SULLA PROSTITUZIONE. LA VICENDA DEGLI ANNUNCI HARD. AGGIORNAMENTO


Riportiamo da Messaggero Veneto di oggi, pag. 2, ed. Udine


Annunci hard sui siti Internet: i due arrestati tacciono dal gip


Interrogato dal giudice, è rimasto in silenzio anche il secondo udinese arrestato venerdì con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. È l’inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo coordinata dal sostituto procuratore Claudia Danelon. Ieri il Gip del tribunale di Udine Paolo Alessio Vernì, che aveva firmato le due ordinanza di custodia cautelare in carcere, ha presieduto in carcere all’interrogatorio di garanzia. Com’era avvenuto per il 50enne Pietro Bolzanello, anche il 56enne Alessandro Bramante, sempre assistito dall’avvocato Giorgio Weil, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il primo era stato interrogato dal Gip di Roma su rogatoria, in quanto l’uomo si trovava nella capitale quando è stato arrestato. A margine dell’udienza di ieri, il difensore ha ribadito di confidare molto sul responso del Tribunale del riesame di Trieste, che deve ancora fissare la data della discussione. L’obiettivo della difesa è dimostrare come tutto fosse fatto alla luce del sole, perché si trattava di attività assolutamente lecita, svolta in qualità di agenti di società che gestiscono siti e riviste di annunci». Si è appreso intanto che sui siti internet degli annunci delle prostitute – di cui gli arrestati sono agenti della società gestrice – è stato levato autonomamente il link della zona di Udine.
Frattattanto il Messaggero Veneto, strainfischiandosene dell'inchiesta avviata dal pm della procura di Udine Claudia Danelon, continua imperterrito a pubblicare annunci hard. Oggi ne propone ai suoi lettori ben 33, 'offrendoci' le prestazioni della solita cubista siberiana (che immaginiamo si esibisca su cubi di ghiaccio), passando per una affascinante mulatta cubana, proponendo la novità di una Camilla morettina e accontentando anche i più viziosi proponendo una Isadora 'diversa' a Palmanova.

INCHIESTA SULLA PROSTITUZIONE. LA VICENDA DEGLI ANNUNCI HARD. AGGIORNAMENTO


Riportiamo da Messaggero Veneto di oggi, pag. 2, ed. Udine


Annunci hard sui siti Internet: i due arrestati tacciono dal gip


Interrogato dal giudice, è rimasto in silenzio anche il secondo udinese arrestato venerdì con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. È l’inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo coordinata dal sostituto procuratore Claudia Danelon. Ieri il Gip del tribunale di Udine Paolo Alessio Vernì, che aveva firmato le due ordinanza di custodia cautelare in carcere, ha presieduto in carcere all’interrogatorio di garanzia. Com’era avvenuto per il 50enne Pietro Bolzanello, anche il 56enne Alessandro Bramante, sempre assistito dall’avvocato Giorgio Weil, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il primo era stato interrogato dal Gip di Roma su rogatoria, in quanto l’uomo si trovava nella capitale quando è stato arrestato. A margine dell’udienza di ieri, il difensore ha ribadito di confidare molto sul responso del Tribunale del riesame di Trieste, che deve ancora fissare la data della discussione. L’obiettivo della difesa è dimostrare come tutto fosse fatto alla luce del sole, perché si trattava di attività assolutamente lecita, svolta in qualità di agenti di società che gestiscono siti e riviste di annunci». Si è appreso intanto che sui siti internet degli annunci delle prostitute – di cui gli arrestati sono agenti della società gestrice – è stato levato autonomamente il link della zona di Udine.
Frattattanto il Messaggero Veneto, strainfischiandosene dell'inchiesta avviata dal pm della procura di Udine Claudia Danelon, continua imperterrito a pubblicare annunci hard. Oggi ne propone ai suoi lettori ben 33, 'offrendoci' le prestazioni della solita cubista siberiana (che immaginiamo si esibisca su cubi di ghiaccio), passando per una affascinante mulatta cubana, proponendo la novità di una Camilla morettina e accontentando anche i più viziosi proponendo una Isadora 'diversa' a Palmanova.

INCHIESTA SULLA PROSTITUZIONE. LA VICENDA DEGLI ANNUNCI HARD. AGGIORNAMENTO


Riportiamo da Messaggero Veneto di oggi, pag. 2, ed. Udine


Annunci hard sui siti Internet: i due arrestati tacciono dal gip


Interrogato dal giudice, è rimasto in silenzio anche il secondo udinese arrestato venerdì con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. È l’inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo coordinata dal sostituto procuratore Claudia Danelon. Ieri il Gip del tribunale di Udine Paolo Alessio Vernì, che aveva firmato le due ordinanza di custodia cautelare in carcere, ha presieduto in carcere all’interrogatorio di garanzia. Com’era avvenuto per il 50enne Pietro Bolzanello, anche il 56enne Alessandro Bramante, sempre assistito dall’avvocato Giorgio Weil, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il primo era stato interrogato dal Gip di Roma su rogatoria, in quanto l’uomo si trovava nella capitale quando è stato arrestato. A margine dell’udienza di ieri, il difensore ha ribadito di confidare molto sul responso del Tribunale del riesame di Trieste, che deve ancora fissare la data della discussione. L’obiettivo della difesa è dimostrare come tutto fosse fatto alla luce del sole, perché si trattava di attività assolutamente lecita, svolta in qualità di agenti di società che gestiscono siti e riviste di annunci». Si è appreso intanto che sui siti internet degli annunci delle prostitute – di cui gli arrestati sono agenti della società gestrice – è stato levato autonomamente il link della zona di Udine.
Frattattanto il Messaggero Veneto, strainfischiandosene dell'inchiesta avviata dal pm della procura di Udine Claudia Danelon, continua imperterrito a pubblicare annunci hard. Oggi ne propone ai suoi lettori ben 33, 'offrendoci' le prestazioni della solita cubista siberiana (che immaginiamo si esibisca su cubi di ghiaccio), passando per una affascinante mulatta cubana, proponendo la novità di una Camilla morettina e accontentando anche i più viziosi proponendo una Isadora 'diversa' a Palmanova.

martedì 27 gennaio 2009

INCHIESTA SULLA PROSTITUZIONE. GLI ANNUNCI HARD. UNA VICENDA COMUNQUE SQUALLIDA.


Immaginatevi la scena. Davanti a una qualunque edicola di Udine si ferma una macchina, esce un omaccione dall'aspetto un po' coatto, uno di quelli che guardandolo in faccia al massimo sarebbe capace di comprarsi la Gazzetta dello Sport.

E invece no, compra un quotidiano, il più venduto a Udine, ossia il Messaggero Veneto, alla faccia delle apparenze. Magari anche nel tardo pomeriggio, quando solo gli irriducibili dell'informazione comprano un giornale ormai vecchio. O i mignottari.

Eh sì, perché se quell'uomo sale sull'auto e apre il giornale, non alle prime pagine ma alla cronaca locale e ancor prima di mettere in moto fa una telefonata, probabilmente ha appena letto gli annunci delle prostitute, del tipo A.A.A. cubista siberiana piccanti preliminari chiamare 33XXXXXXXX.

E il bello è che ogni giorno sulle pagine dei giornali in questione (Messaggero Veneto compreso) si spendono fiumi di parole contro il degrado che la prostituzione arreca alle nostre città. Si parla dell'ennesimo appartamento sigillato con toni entusiasti nei confronti della giustizia, salvo poi reagire quando colpisce proprio il direttore responsabile del Messaggero Veneto, ditalché poi insorge addirittura (goffamente, è il caso di dirlo) il presidente dell'ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia (ahinoi, anche il nostro presidente!).

Tutto questo mentre nella pagina accanto alle dimostrazioni di prostrazione del quotidiano locale nei confronti dell'autorità giudiziaria ci sono una cinquantina di contatti per altrettanti bordelli.

Pagina pubblicitaria che poteva essere venduta a un qualunque altro inserzionista, una casa automobilistica ad esempio, eppure quella testata preferisce riservarla agli annunci delle matres ignotae, perdendo in credibilità.

E lo fa financo quando il suo direttore e il responsabile dell'agenzia di pubblicità Manzoni sono colpiti da informazioni di garanzia per favoreggiamento della prostituzione.

Si punta alla quantità dei lettori, non alla qualità. Poco importa se le pagine di cronaca, di politica e di cultura non verranno lette, sono le vendite che contano, no?

E se d'improvviso il Messaggero Veneto non pubblicasse più gli annunci hard perderebbe una quota di mercato.

In tutto questo la procura della repubblica di Udine assiste sfingea, dandoci più che mai l'idea di una giustizia lenta, farraginosa, formalista e impantanata in pastoie burocratiche, incapace di lanciarsi addosso a chi (il Messaggero Veneto) dimostra di infischiarsene, arrivando quasi a dileggiarla. La procura è quasi volesse dirci che 'quegli' annunci (vecchi, identici agli attuali) pubblicati sul Messaggero Veneto ingeneravano ipotesi di reato e questi, nuovi e attuali (identici ai vecchi) che vediamo tutt'ora pubblicati, ipotesi di reato non sono.

Al cittadino normale non resta che commentare che in questo mondo malato tutto finisce a puttane.

INCHIESTA SULLA PROSTITUZIONE. GLI ANNUNCI HARD. UNA VICENDA COMUNQUE SQUALLIDA.


Immaginatevi la scena. Davanti a una qualunque edicola di Udine si ferma una macchina, esce un omaccione dall'aspetto un po' coatto, uno di quelli che guardandolo in faccia al massimo sarebbe capace di comprarsi la Gazzetta dello Sport.

E invece no, compra un quotidiano, il più venduto a Udine, ossia il Messaggero Veneto, alla faccia delle apparenze. Magari anche nel tardo pomeriggio, quando solo gli irriducibili dell'informazione comprano un giornale ormai vecchio. O i mignottari.

Eh sì, perché se quell'uomo sale sull'auto e apre il giornale, non alle prime pagine ma alla cronaca locale e ancor prima di mettere in moto fa una telefonata, probabilmente ha appena letto gli annunci delle prostitute, del tipo A.A.A. cubista siberiana piccanti preliminari chiamare 33XXXXXXXX.

E il bello è che ogni giorno sulle pagine dei giornali in questione (Messaggero Veneto compreso) si spendono fiumi di parole contro il degrado che la prostituzione arreca alle nostre città. Si parla dell'ennesimo appartamento sigillato con toni entusiasti nei confronti della giustizia, salvo poi reagire quando colpisce proprio il direttore responsabile del Messaggero Veneto, ditalché poi insorge addirittura (goffamente, è il caso di dirlo) il presidente dell'ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia (ahinoi, anche il nostro presidente!).

Tutto questo mentre nella pagina accanto alle dimostrazioni di prostrazione del quotidiano locale nei confronti dell'autorità giudiziaria ci sono una cinquantina di contatti per altrettanti bordelli.

Pagina pubblicitaria che poteva essere venduta a un qualunque altro inserzionista, una casa automobilistica ad esempio, eppure quella testata preferisce riservarla agli annunci delle matres ignotae, perdendo in credibilità.

E lo fa financo quando il suo direttore e il responsabile dell'agenzia di pubblicità Manzoni sono colpiti da informazioni di garanzia per favoreggiamento della prostituzione.

Si punta alla quantità dei lettori, non alla qualità. Poco importa se le pagine di cronaca, di politica e di cultura non verranno lette, sono le vendite che contano, no?

E se d'improvviso il Messaggero Veneto non pubblicasse più gli annunci hard perderebbe una quota di mercato.

In tutto questo la procura della repubblica di Udine assiste sfingea, dandoci più che mai l'idea di una giustizia lenta, farraginosa, formalista e impantanata in pastoie burocratiche, incapace di lanciarsi addosso a chi (il Messaggero Veneto) dimostra di infischiarsene, arrivando quasi a dileggiarla. La procura è quasi volesse dirci che 'quegli' annunci (vecchi, identici agli attuali) pubblicati sul Messaggero Veneto ingeneravano ipotesi di reato e questi, nuovi e attuali (identici ai vecchi) che vediamo tutt'ora pubblicati, ipotesi di reato non sono.

Al cittadino normale non resta che commentare che in questo mondo malato tutto finisce a puttane.

INCHIESTA SULLA PROSTITUZIONE. GLI ANNUNCI HARD. UNA VICENDA COMUNQUE SQUALLIDA.


Immaginatevi la scena. Davanti a una qualunque edicola di Udine si ferma una macchina, esce un omaccione dall'aspetto un po' coatto, uno di quelli che guardandolo in faccia al massimo sarebbe capace di comprarsi la Gazzetta dello Sport.

E invece no, compra un quotidiano, il più venduto a Udine, ossia il Messaggero Veneto, alla faccia delle apparenze. Magari anche nel tardo pomeriggio, quando solo gli irriducibili dell'informazione comprano un giornale ormai vecchio. O i mignottari.

Eh sì, perché se quell'uomo sale sull'auto e apre il giornale, non alle prime pagine ma alla cronaca locale e ancor prima di mettere in moto fa una telefonata, probabilmente ha appena letto gli annunci delle prostitute, del tipo A.A.A. cubista siberiana piccanti preliminari chiamare 33XXXXXXXX.

E il bello è che ogni giorno sulle pagine dei giornali in questione (Messaggero Veneto compreso) si spendono fiumi di parole contro il degrado che la prostituzione arreca alle nostre città. Si parla dell'ennesimo appartamento sigillato con toni entusiasti nei confronti della giustizia, salvo poi reagire quando colpisce proprio il direttore responsabile del Messaggero Veneto, ditalché poi insorge addirittura (goffamente, è il caso di dirlo) il presidente dell'ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia (ahinoi, anche il nostro presidente!).

Tutto questo mentre nella pagina accanto alle dimostrazioni di prostrazione del quotidiano locale nei confronti dell'autorità giudiziaria ci sono una cinquantina di contatti per altrettanti bordelli.

Pagina pubblicitaria che poteva essere venduta a un qualunque altro inserzionista, una casa automobilistica ad esempio, eppure quella testata preferisce riservarla agli annunci delle matres ignotae, perdendo in credibilità.

E lo fa financo quando il suo direttore e il responsabile dell'agenzia di pubblicità Manzoni sono colpiti da informazioni di garanzia per favoreggiamento della prostituzione.

Si punta alla quantità dei lettori, non alla qualità. Poco importa se le pagine di cronaca, di politica e di cultura non verranno lette, sono le vendite che contano, no?

E se d'improvviso il Messaggero Veneto non pubblicasse più gli annunci hard perderebbe una quota di mercato.

In tutto questo la procura della repubblica di Udine assiste sfingea, dandoci più che mai l'idea di una giustizia lenta, farraginosa, formalista e impantanata in pastoie burocratiche, incapace di lanciarsi addosso a chi (il Messaggero Veneto) dimostra di infischiarsene, arrivando quasi a dileggiarla. La procura è quasi volesse dirci che 'quegli' annunci (vecchi, identici agli attuali) pubblicati sul Messaggero Veneto ingeneravano ipotesi di reato e questi, nuovi e attuali (identici ai vecchi) che vediamo tutt'ora pubblicati, ipotesi di reato non sono.

Al cittadino normale non resta che commentare che in questo mondo malato tutto finisce a puttane.

INCHIESTA SULLA PROSTITUZIONE. MAGISTRATURA ATTIVA ANCHE A TRIESTE SUL FRONTE DEGLI ANNUNCI DI PRESTAZIONI SESSUALI.


Riportiamo da Il Piccolo di oggi.


Prostituzione, annunci sul web Il gestore ai domiciliari
Antonio Troiano, il gestore del sito internet www.vetrinaescort.com finito nel mirino del pm Federico Frezza nell’ambito di un’inchiesta sullo sfruttamento della prostituzione, si trova da ieri agli arresti domiciliari. Lo ha disposto il gip Raffaele Morvay accogliendo le richieste del difensore Luca Maria Ferrucci. Il giudice, rilevando che non sussistono più le esigenze cautelari, ha disposto nel suo provvedimento anche il divieto di utilizzare internet e comunicare con l’esterno attraverso il web. Nei giorni scorsi, su richiesta del difensore Andrea Frassini, lo stesso giudice Morvay aveva liberato Roberto Princin, l’amico di Troiano che collaborava all’attività di quest’ultimo fotografando le candidate e che era stato arrestato. Troiano era stato rinchiuso al Coroneo martedì scorso, raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare disposto sempre dal gip Morvay su richiesta del pm Frezza, il magistrato da tempo impegnato a reprimere a Trieste il fenomeno di chi ricava denaro sfruttando il mestiere più antico del mondo. Secondo l’accusa Troiano aveva escogitato un approccio molto preciso ed efficace con le professioniste alla ricerca di clienti. Leggeva le inserzioni a luci rosse pubblicate su riviste specializzate, settimanali e quotidiani e ne ricavava il relativo numero di telefono. Poi a sua volta proponeva loro un contratto a un prezzo più basso di quello praticato dalle concessionarie della carta stampata. Il gioco, con le relative entrate economiche, è andato avanti per parecchio tempo e attraverso la sua attività di gestore di server Antonio Troiano - secondo l’accusa - ha avuto di che vivere. Gli accessi dei clienti alle inserzioni delle «massaggiatrici» si sono infatti sempre più infittiti. E tra essi c'erano anche gli investigatori impegnati nell’indagine che hanno ripercorso a ritroso la via scelta dal gestore del server. Lo hanno fatto contattando le inserzioniste attraverso il web. Poi le hanno raggiunte nelle rispettive alcove, ottenendo dalle loro parole la prova degli avvenuti pagamenti. Gli investigatori hanno intercettato a lungo centinaia di chiamate: moltissime erano effettute da clienti, altre dalle stesse ragazze che si rivolgevano ai gestori del sito; alcune coinvolgono gli stessi arrestati. Il prezzo per un’inserzione della durata di trenta giorni era di cento euro, che in taluni casi potevano arrivare fino a mille quando le foto venivano cambiate per accreditare una «new entry», una nuova presenza. Dalle stesse telefonate la Procura ha ricavato in modo inequivoco indizi e prove che hanno permesso di chiudere positivamente l’inchiesta. (c.b.)

INCHIESTA SULLA PROSTITUZIONE. MAGISTRATURA ATTIVA ANCHE A TRIESTE SUL FRONTE DEGLI ANNUNCI DI PRESTAZIONI SESSUALI.


Riportiamo da Il Piccolo di oggi.


Prostituzione, annunci sul web Il gestore ai domiciliari
Antonio Troiano, il gestore del sito internet www.vetrinaescort.com finito nel mirino del pm Federico Frezza nell’ambito di un’inchiesta sullo sfruttamento della prostituzione, si trova da ieri agli arresti domiciliari. Lo ha disposto il gip Raffaele Morvay accogliendo le richieste del difensore Luca Maria Ferrucci. Il giudice, rilevando che non sussistono più le esigenze cautelari, ha disposto nel suo provvedimento anche il divieto di utilizzare internet e comunicare con l’esterno attraverso il web. Nei giorni scorsi, su richiesta del difensore Andrea Frassini, lo stesso giudice Morvay aveva liberato Roberto Princin, l’amico di Troiano che collaborava all’attività di quest’ultimo fotografando le candidate e che era stato arrestato. Troiano era stato rinchiuso al Coroneo martedì scorso, raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare disposto sempre dal gip Morvay su richiesta del pm Frezza, il magistrato da tempo impegnato a reprimere a Trieste il fenomeno di chi ricava denaro sfruttando il mestiere più antico del mondo. Secondo l’accusa Troiano aveva escogitato un approccio molto preciso ed efficace con le professioniste alla ricerca di clienti. Leggeva le inserzioni a luci rosse pubblicate su riviste specializzate, settimanali e quotidiani e ne ricavava il relativo numero di telefono. Poi a sua volta proponeva loro un contratto a un prezzo più basso di quello praticato dalle concessionarie della carta stampata. Il gioco, con le relative entrate economiche, è andato avanti per parecchio tempo e attraverso la sua attività di gestore di server Antonio Troiano - secondo l’accusa - ha avuto di che vivere. Gli accessi dei clienti alle inserzioni delle «massaggiatrici» si sono infatti sempre più infittiti. E tra essi c'erano anche gli investigatori impegnati nell’indagine che hanno ripercorso a ritroso la via scelta dal gestore del server. Lo hanno fatto contattando le inserzioniste attraverso il web. Poi le hanno raggiunte nelle rispettive alcove, ottenendo dalle loro parole la prova degli avvenuti pagamenti. Gli investigatori hanno intercettato a lungo centinaia di chiamate: moltissime erano effettute da clienti, altre dalle stesse ragazze che si rivolgevano ai gestori del sito; alcune coinvolgono gli stessi arrestati. Il prezzo per un’inserzione della durata di trenta giorni era di cento euro, che in taluni casi potevano arrivare fino a mille quando le foto venivano cambiate per accreditare una «new entry», una nuova presenza. Dalle stesse telefonate la Procura ha ricavato in modo inequivoco indizi e prove che hanno permesso di chiudere positivamente l’inchiesta. (c.b.)

INCHIESTA SULLA PROSTITUZIONE. MAGISTRATURA ATTIVA ANCHE A TRIESTE SUL FRONTE DEGLI ANNUNCI DI PRESTAZIONI SESSUALI.


Riportiamo da Il Piccolo di oggi.


Prostituzione, annunci sul web Il gestore ai domiciliari
Antonio Troiano, il gestore del sito internet www.vetrinaescort.com finito nel mirino del pm Federico Frezza nell’ambito di un’inchiesta sullo sfruttamento della prostituzione, si trova da ieri agli arresti domiciliari. Lo ha disposto il gip Raffaele Morvay accogliendo le richieste del difensore Luca Maria Ferrucci. Il giudice, rilevando che non sussistono più le esigenze cautelari, ha disposto nel suo provvedimento anche il divieto di utilizzare internet e comunicare con l’esterno attraverso il web. Nei giorni scorsi, su richiesta del difensore Andrea Frassini, lo stesso giudice Morvay aveva liberato Roberto Princin, l’amico di Troiano che collaborava all’attività di quest’ultimo fotografando le candidate e che era stato arrestato. Troiano era stato rinchiuso al Coroneo martedì scorso, raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare disposto sempre dal gip Morvay su richiesta del pm Frezza, il magistrato da tempo impegnato a reprimere a Trieste il fenomeno di chi ricava denaro sfruttando il mestiere più antico del mondo. Secondo l’accusa Troiano aveva escogitato un approccio molto preciso ed efficace con le professioniste alla ricerca di clienti. Leggeva le inserzioni a luci rosse pubblicate su riviste specializzate, settimanali e quotidiani e ne ricavava il relativo numero di telefono. Poi a sua volta proponeva loro un contratto a un prezzo più basso di quello praticato dalle concessionarie della carta stampata. Il gioco, con le relative entrate economiche, è andato avanti per parecchio tempo e attraverso la sua attività di gestore di server Antonio Troiano - secondo l’accusa - ha avuto di che vivere. Gli accessi dei clienti alle inserzioni delle «massaggiatrici» si sono infatti sempre più infittiti. E tra essi c'erano anche gli investigatori impegnati nell’indagine che hanno ripercorso a ritroso la via scelta dal gestore del server. Lo hanno fatto contattando le inserzioniste attraverso il web. Poi le hanno raggiunte nelle rispettive alcove, ottenendo dalle loro parole la prova degli avvenuti pagamenti. Gli investigatori hanno intercettato a lungo centinaia di chiamate: moltissime erano effettute da clienti, altre dalle stesse ragazze che si rivolgevano ai gestori del sito; alcune coinvolgono gli stessi arrestati. Il prezzo per un’inserzione della durata di trenta giorni era di cento euro, che in taluni casi potevano arrivare fino a mille quando le foto venivano cambiate per accreditare una «new entry», una nuova presenza. Dalle stesse telefonate la Procura ha ricavato in modo inequivoco indizi e prove che hanno permesso di chiudere positivamente l’inchiesta. (c.b.)

lunedì 26 gennaio 2009

INCHIESTA SULLA PROSTITUZIONE. LA PROCURA UDINESE STA PERDENDO LA FACCIA...



A nostro avviso, relativamente all'inchiesta sulla prostituzione (e, in particolare, sugli annunci hard pubblicati dai giornali, non solo quelli dedicati soltanto alle comunicazioni, ma anche quotidiani ritenuti prestigiosi come Messaggero Veneto) la procura della repubblica presso il tribunale di Udine sta perdendo la faccia.

Non sappiamo se l'iniziativa del pm Claudia Danelon abbia effettivi intenti di repressione di una condotta criminosa (la pubblicazione degli annunci), o avesse intenti moralizzatori volti a spaventare o incutere timore nei direttori di giornale affinché detta pratica (la pubblicazione degli annunci hard) avesse d'improvviso a cessare.

Sono, infatti, più di dieci anni che questo tipo di annunci compare, quotidianamente, sui giornali.

E, difatti, il direttore responsabile Andrea Filippi (Messaggero Veneto) pare strasbattersene dell'inchiesta della dottoressa Danelon.

Oggi sul Messaggero Veneto, edizione di lunedì 26 gennaio, possiamo trovare, a pag. 22 del fascicolo sportivo, a Udine una snella deliziosa che vuol essere chiamata, sempre a Udine una splendida cubista siberiana, sempre a Udine una affascinante latina coccolona 21enne, ancora a Udine la spettacolare Belen argentina 20enne, Gabriela, massaggiatrice sensuale coccolona, a Pordenone una simpatica coreana coinvolgente dolci massaggi, a Udine una affascinante russa ambiente riservato, a Udine biondissima fotomodella 22enne giochi particolari, a Udine Sonia dolcissima signora affascinante gentile, a Udine 23enne bella, affascinante femminile ambiente riservato, a Udine esclusiva polacca 21enne sexy, birichina accattivante, a Udine francese massaggiatrice tenerezza garantita tutti i giorni, vicinanze Udine massaggiatrice splendida, sensuale relax assicurato, a Udine bella donna italiana fine tutti i giorni, a Udine diversa bella mora accattivante deliziosa molto femminile, a Sabbiadoro Talessa bellissima brasiliana diversa molto femminile divertimento assicurato, a Udine splendida mora calda latina 20enne veramente brava affascinante, a Pordenone bella italiana ti aspetta tutti i giorni solo diurno, a Udine friulana affascinante 27enne mora 1,70 formosa sensuale, a Lignano italiana sensuale, affascinante, sexy, riservato chiamami no anonimo, a Palmanova esclusiva Isadora diversa sensuale affascinante bellissima femminile formosa sexy, a Pordenone di passaggio per 20 giorni bellissima snella 25enne da Portorico, a San Vito al Tagliamento Katiuska bellissima diversa molto femminile, sensuale divertimento assicurato, a San Vito bellissima e sensuale per dolci indimenticabili momenti di relax, sexy bizzarre fotomodelle, a Udine Paris bellissima mora 19enne deliziosa massaggi molto particolari giochi da sogno, a Udine Lilly diversa ragazza brasiliana sexy, femminile, dolce, raffinata. a Udine Luana bellissima mora diversa formosa brava simpatica sexy momenti indimenticabili, a Udine Rosa bellissima italiana 32enne dolce simpatica alta bionda ambiente tranquillo, a Udine Camilla molto femminile diversa da farti sognare sorprendentemente sexy.

Noi non abbiamo parole. Anzi, qualcuna ne abbiamo. E' evidente che la concessionaria Manzoni e il Messaggero Veneto continuano nella loro attività lucrativa.

E' evidente che a questo punto o la Procura va avanti o perde la faccia.

Nella fattispecie o la Procura compie una omissione di atti di ufficio qualora non persegua anche l'attività di pubblicazione di annunci seguita alla notifica delle informazioni di garanzia, quale nuovo reato o continuazione del reato ascritto; oppure, diversamente, la Procura dovrebbe prevenire che nuovi reati si compiano ordinando la cessazione dell'atto illecito, ovvero la cessazione della pubblicazione degli annunci in questione.


Il nostro giornale, in merito, sta studiando una iniziativa da assumere che sarà resa nota ai nostri lettori a breve. Ciò affinché questa commedia abbia una sua fine.

INCHIESTA SULLA PROSTITUZIONE. LA PROCURA UDINESE STA PERDENDO LA FACCIA...



A nostro avviso, relativamente all'inchiesta sulla prostituzione (e, in particolare, sugli annunci hard pubblicati dai giornali, non solo quelli dedicati soltanto alle comunicazioni, ma anche quotidiani ritenuti prestigiosi come Messaggero Veneto) la procura della repubblica presso il tribunale di Udine sta perdendo la faccia.

Non sappiamo se l'iniziativa del pm Claudia Danelon abbia effettivi intenti di repressione di una condotta criminosa (la pubblicazione degli annunci), o avesse intenti moralizzatori volti a spaventare o incutere timore nei direttori di giornale affinché detta pratica (la pubblicazione degli annunci hard) avesse d'improvviso a cessare.

Sono, infatti, più di dieci anni che questo tipo di annunci compare, quotidianamente, sui giornali.

E, difatti, il direttore responsabile Andrea Filippi (Messaggero Veneto) pare strasbattersene dell'inchiesta della dottoressa Danelon.

Oggi sul Messaggero Veneto, edizione di lunedì 26 gennaio, possiamo trovare, a pag. 22 del fascicolo sportivo, a Udine una snella deliziosa che vuol essere chiamata, sempre a Udine una splendida cubista siberiana, sempre a Udine una affascinante latina coccolona 21enne, ancora a Udine la spettacolare Belen argentina 20enne, Gabriela, massaggiatrice sensuale coccolona, a Pordenone una simpatica coreana coinvolgente dolci massaggi, a Udine una affascinante russa ambiente riservato, a Udine biondissima fotomodella 22enne giochi particolari, a Udine Sonia dolcissima signora affascinante gentile, a Udine 23enne bella, affascinante femminile ambiente riservato, a Udine esclusiva polacca 21enne sexy, birichina accattivante, a Udine francese massaggiatrice tenerezza garantita tutti i giorni, vicinanze Udine massaggiatrice splendida, sensuale relax assicurato, a Udine bella donna italiana fine tutti i giorni, a Udine diversa bella mora accattivante deliziosa molto femminile, a Sabbiadoro Talessa bellissima brasiliana diversa molto femminile divertimento assicurato, a Udine splendida mora calda latina 20enne veramente brava affascinante, a Pordenone bella italiana ti aspetta tutti i giorni solo diurno, a Udine friulana affascinante 27enne mora 1,70 formosa sensuale, a Lignano italiana sensuale, affascinante, sexy, riservato chiamami no anonimo, a Palmanova esclusiva Isadora diversa sensuale affascinante bellissima femminile formosa sexy, a Pordenone di passaggio per 20 giorni bellissima snella 25enne da Portorico, a San Vito al Tagliamento Katiuska bellissima diversa molto femminile, sensuale divertimento assicurato, a San Vito bellissima e sensuale per dolci indimenticabili momenti di relax, sexy bizzarre fotomodelle, a Udine Paris bellissima mora 19enne deliziosa massaggi molto particolari giochi da sogno, a Udine Lilly diversa ragazza brasiliana sexy, femminile, dolce, raffinata. a Udine Luana bellissima mora diversa formosa brava simpatica sexy momenti indimenticabili, a Udine Rosa bellissima italiana 32enne dolce simpatica alta bionda ambiente tranquillo, a Udine Camilla molto femminile diversa da farti sognare sorprendentemente sexy.

Noi non abbiamo parole. Anzi, qualcuna ne abbiamo. E' evidente che la concessionaria Manzoni e il Messaggero Veneto continuano nella loro attività lucrativa.

E' evidente che a questo punto o la Procura va avanti o perde la faccia.

Nella fattispecie o la Procura compie una omissione di atti di ufficio qualora non persegua anche l'attività di pubblicazione di annunci seguita alla notifica delle informazioni di garanzia, quale nuovo reato o continuazione del reato ascritto; oppure, diversamente, la Procura dovrebbe prevenire che nuovi reati si compiano ordinando la cessazione dell'atto illecito, ovvero la cessazione della pubblicazione degli annunci in questione.


Il nostro giornale, in merito, sta studiando una iniziativa da assumere che sarà resa nota ai nostri lettori a breve. Ciò affinché questa commedia abbia una sua fine.

INCHIESTA SULLA PROSTITUZIONE. LA PROCURA UDINESE STA PERDENDO LA FACCIA...



A nostro avviso, relativamente all'inchiesta sulla prostituzione (e, in particolare, sugli annunci hard pubblicati dai giornali, non solo quelli dedicati soltanto alle comunicazioni, ma anche quotidiani ritenuti prestigiosi come Messaggero Veneto) la procura della repubblica presso il tribunale di Udine sta perdendo la faccia.

Non sappiamo se l'iniziativa del pm Claudia Danelon abbia effettivi intenti di repressione di una condotta criminosa (la pubblicazione degli annunci), o avesse intenti moralizzatori volti a spaventare o incutere timore nei direttori di giornale affinché detta pratica (la pubblicazione degli annunci hard) avesse d'improvviso a cessare.

Sono, infatti, più di dieci anni che questo tipo di annunci compare, quotidianamente, sui giornali.

E, difatti, il direttore responsabile Andrea Filippi (Messaggero Veneto) pare strasbattersene dell'inchiesta della dottoressa Danelon.

Oggi sul Messaggero Veneto, edizione di lunedì 26 gennaio, possiamo trovare, a pag. 22 del fascicolo sportivo, a Udine una snella deliziosa che vuol essere chiamata, sempre a Udine una splendida cubista siberiana, sempre a Udine una affascinante latina coccolona 21enne, ancora a Udine la spettacolare Belen argentina 20enne, Gabriela, massaggiatrice sensuale coccolona, a Pordenone una simpatica coreana coinvolgente dolci massaggi, a Udine una affascinante russa ambiente riservato, a Udine biondissima fotomodella 22enne giochi particolari, a Udine Sonia dolcissima signora affascinante gentile, a Udine 23enne bella, affascinante femminile ambiente riservato, a Udine esclusiva polacca 21enne sexy, birichina accattivante, a Udine francese massaggiatrice tenerezza garantita tutti i giorni, vicinanze Udine massaggiatrice splendida, sensuale relax assicurato, a Udine bella donna italiana fine tutti i giorni, a Udine diversa bella mora accattivante deliziosa molto femminile, a Sabbiadoro Talessa bellissima brasiliana diversa molto femminile divertimento assicurato, a Udine splendida mora calda latina 20enne veramente brava affascinante, a Pordenone bella italiana ti aspetta tutti i giorni solo diurno, a Udine friulana affascinante 27enne mora 1,70 formosa sensuale, a Lignano italiana sensuale, affascinante, sexy, riservato chiamami no anonimo, a Palmanova esclusiva Isadora diversa sensuale affascinante bellissima femminile formosa sexy, a Pordenone di passaggio per 20 giorni bellissima snella 25enne da Portorico, a San Vito al Tagliamento Katiuska bellissima diversa molto femminile, sensuale divertimento assicurato, a San Vito bellissima e sensuale per dolci indimenticabili momenti di relax, sexy bizzarre fotomodelle, a Udine Paris bellissima mora 19enne deliziosa massaggi molto particolari giochi da sogno, a Udine Lilly diversa ragazza brasiliana sexy, femminile, dolce, raffinata. a Udine Luana bellissima mora diversa formosa brava simpatica sexy momenti indimenticabili, a Udine Rosa bellissima italiana 32enne dolce simpatica alta bionda ambiente tranquillo, a Udine Camilla molto femminile diversa da farti sognare sorprendentemente sexy.

Noi non abbiamo parole. Anzi, qualcuna ne abbiamo. E' evidente che la concessionaria Manzoni e il Messaggero Veneto continuano nella loro attività lucrativa.

E' evidente che a questo punto o la Procura va avanti o perde la faccia.

Nella fattispecie o la Procura compie una omissione di atti di ufficio qualora non persegua anche l'attività di pubblicazione di annunci seguita alla notifica delle informazioni di garanzia, quale nuovo reato o continuazione del reato ascritto; oppure, diversamente, la Procura dovrebbe prevenire che nuovi reati si compiano ordinando la cessazione dell'atto illecito, ovvero la cessazione della pubblicazione degli annunci in questione.


Il nostro giornale, in merito, sta studiando una iniziativa da assumere che sarà resa nota ai nostri lettori a breve. Ciò affinché questa commedia abbia una sua fine.

INCHIESTA SULLA PROSTITUZIONE. L'AGGIORNAMENTO.

(riprendiamo da "Messaggero Veneto")

LUNEDÌ, 26 GENNAIO 2009

Pagina 9 - Udine

Prostituzione in casa, interrogatori e sequestri


Computer e memorie portatili, cd e dvd contenenti i dati e talvolta anche le fotografie di prostitute, moduli per richieste d’inserzione e mandati professionali: è parte del materiale che i carabinieri del Nucleo investigativo hanno sequestrato la scorsa notte nell’abitazione di Pietro Bolzanello, uno dei due udinesi arrestati venerdì con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal pm Claudia Danelon. L’uomo, che ha 50 anni e che è rinchiuso nel carcere di Regina Coeli, a Roma (al momento dell’esecuzione della misura cautelare disposta dal Gip Vernì, Bolzanello si trovava in vacanza nella capitale), è stato sottoposto ieri a interrogatorio di garanzia. «Il mio assistito – ha detto l’avvocato Giorgio Weil – si è avvalso della facoltà di non rispondere. D’altra parte, qualsiasi sua dichiarazione non avrebbe cambiato alcunchè: il fatto, cioè la pubblicazione degli annunci, è più che chiaro. E il nostro obiettivo, ora, è dimostrare che tutto veniva fatto alla luce del sole, perchè si trattava di attività assolutamente lecita, svolta in qualità di agenti di società che gestiscono siti e riviste di annunci». Non è stato ancora fissato, invece, l’interrogatorio di garanzia per l’altro arrestato, il 56enne Alessandro Bramante, chiuso nel carcere di via Spalato e a sua volta difeso dall’avvocato Weil. Per entrambi, il legale ha presentato istanza di scarcerazione al Tribunale del riesame di Trieste.

INCHIESTA SULLA PROSTITUZIONE. L'AGGIORNAMENTO.

(riprendiamo da "Messaggero Veneto")

LUNEDÌ, 26 GENNAIO 2009

Pagina 9 - Udine

Prostituzione in casa, interrogatori e sequestri


Computer e memorie portatili, cd e dvd contenenti i dati e talvolta anche le fotografie di prostitute, moduli per richieste d’inserzione e mandati professionali: è parte del materiale che i carabinieri del Nucleo investigativo hanno sequestrato la scorsa notte nell’abitazione di Pietro Bolzanello, uno dei due udinesi arrestati venerdì con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal pm Claudia Danelon. L’uomo, che ha 50 anni e che è rinchiuso nel carcere di Regina Coeli, a Roma (al momento dell’esecuzione della misura cautelare disposta dal Gip Vernì, Bolzanello si trovava in vacanza nella capitale), è stato sottoposto ieri a interrogatorio di garanzia. «Il mio assistito – ha detto l’avvocato Giorgio Weil – si è avvalso della facoltà di non rispondere. D’altra parte, qualsiasi sua dichiarazione non avrebbe cambiato alcunchè: il fatto, cioè la pubblicazione degli annunci, è più che chiaro. E il nostro obiettivo, ora, è dimostrare che tutto veniva fatto alla luce del sole, perchè si trattava di attività assolutamente lecita, svolta in qualità di agenti di società che gestiscono siti e riviste di annunci». Non è stato ancora fissato, invece, l’interrogatorio di garanzia per l’altro arrestato, il 56enne Alessandro Bramante, chiuso nel carcere di via Spalato e a sua volta difeso dall’avvocato Weil. Per entrambi, il legale ha presentato istanza di scarcerazione al Tribunale del riesame di Trieste.

INCHIESTA SULLA PROSTITUZIONE. L'AGGIORNAMENTO.

(riprendiamo da "Messaggero Veneto")

LUNEDÌ, 26 GENNAIO 2009

Pagina 9 - Udine

Prostituzione in casa, interrogatori e sequestri


Computer e memorie portatili, cd e dvd contenenti i dati e talvolta anche le fotografie di prostitute, moduli per richieste d’inserzione e mandati professionali: è parte del materiale che i carabinieri del Nucleo investigativo hanno sequestrato la scorsa notte nell’abitazione di Pietro Bolzanello, uno dei due udinesi arrestati venerdì con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal pm Claudia Danelon. L’uomo, che ha 50 anni e che è rinchiuso nel carcere di Regina Coeli, a Roma (al momento dell’esecuzione della misura cautelare disposta dal Gip Vernì, Bolzanello si trovava in vacanza nella capitale), è stato sottoposto ieri a interrogatorio di garanzia. «Il mio assistito – ha detto l’avvocato Giorgio Weil – si è avvalso della facoltà di non rispondere. D’altra parte, qualsiasi sua dichiarazione non avrebbe cambiato alcunchè: il fatto, cioè la pubblicazione degli annunci, è più che chiaro. E il nostro obiettivo, ora, è dimostrare che tutto veniva fatto alla luce del sole, perchè si trattava di attività assolutamente lecita, svolta in qualità di agenti di società che gestiscono siti e riviste di annunci». Non è stato ancora fissato, invece, l’interrogatorio di garanzia per l’altro arrestato, il 56enne Alessandro Bramante, chiuso nel carcere di via Spalato e a sua volta difeso dall’avvocato Weil. Per entrambi, il legale ha presentato istanza di scarcerazione al Tribunale del riesame di Trieste.

domenica 25 gennaio 2009