"SFUEI DAL FRIÛL LIBAR - IL GIORNALE DEL FRIULI LIBERO". INDIRIZZO INTERNET http://www.ilgiornaledelfriuli.net EDIZIONE ON LINE DELLA TESTATA ISCRITTA COME GIORNALE QUOTIDIANO ON LINE, A STAMPA, RADIOFONICO E TELEVISIVO NEL REGISTRO DEL TRIBUNALE DI UDINE IN DATA 8 APRILE 2009 AL N. 9/2009. Si pubblica dal 25 novembre 2008. Proprietario: Alberto di Caporiacco. Direttore responsabile: Alberto di Caporiacco. Sede di rappresentanza in Udine, piazza S. Giacomo 11/16, 2. piano.

SFUEI DAL FRIÛL LIBAR. ULTIMO AGGIORNAMENTO ORE 11.46 DI MERCOLEDI' 15 APRILE.

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martedì 13 gennaio 2009

LA NOTIZIA. LA STORIA INFINITA DELLA CENTRALE DI TELERISCALDAMENTO DELL'OSPEDALE DI UDINE + GESTIONE IMMOBILI FVG


Oggi il Messaggero Veneto pubblica questo interessante articolo su una vicenda della quale ci siamo già occupati.


Ecco i link:
http://www.ilgiornaledelfriuli.net/2008/11/il-commento.html

http://www.ilgiornaledelfriuli.net/2008/11/il-servizio-stampa-di-serie-e-stampa-di.html

http://www.ilgiornaledelfriuli.net/2008/12/il-commento-si-puo-parlare-di.html

MARTEDÌ, 13 GENNAIO 2009

Pagina 9 - Regione

Gestione immobili, il caso oggi in terza commissione

UDINE. Il caso della centrale di teleriscaldamento dell’ospedale di Udine e l’attività collegata della spa pubblica Gestione Immobili Fvg saranno oggi al centro dell’attività della terza commissione. I consiglieri ascolteranno la testimonianza del direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Udine Carlo Favaretti, del presidente di Cna installazione Impianti Fvg Diego Desco e dei rappresentanti dei gruppi impiantisti dell’Associazione piccole e medie industrie di Udine, Confindustria e Confartigianato Udine. L’incarico della progettazione del teleriscaldamento dell’ospedale di Udine e di un quartiere adiacente è finita, nello scorso marzo, nelle mani della Procura della Corte dei Conti. A firmare l’esposto era stato Carlo Bressan, broker friulano. Bressan scrisse infatti che l’incarico è stato affidato senza una gara a evidenza pubblica, nonostante l’importo superasse abbondantemente i 211 mila euro previsti dalle leggi comunitarie e nazionali. Inoltre, secondo l’esposto, l’affidamento sarebbe avvenuto con l’avallo della Regione che ha affidato a una dirigente la qualifica di Responsabile unico del procedimento, «operando il trasferimento della Direzione centrale patrimonio dell’ospedale S. Maria di Udine e autorizzando, tra l’altro, l’ospedale ad avvalersi della Gestione immobili Fvg spa per la progettazione degli impianti».

LA NOTIZIA. LA STORIA INFINITA DELLA CENTRALE DI TELERISCALDAMENTO DELL'OSPEDALE DI UDINE + GESTIONE IMMOBILI FVG


Oggi il Messaggero Veneto pubblica questo interessante articolo su una vicenda della quale ci siamo già occupati.


Ecco i link:
http://www.ilgiornaledelfriuli.net/2008/11/il-commento.html

http://www.ilgiornaledelfriuli.net/2008/11/il-servizio-stampa-di-serie-e-stampa-di.html

http://www.ilgiornaledelfriuli.net/2008/12/il-commento-si-puo-parlare-di.html

MARTEDÌ, 13 GENNAIO 2009

Pagina 9 - Regione

Gestione immobili, il caso oggi in terza commissione

UDINE. Il caso della centrale di teleriscaldamento dell’ospedale di Udine e l’attività collegata della spa pubblica Gestione Immobili Fvg saranno oggi al centro dell’attività della terza commissione. I consiglieri ascolteranno la testimonianza del direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Udine Carlo Favaretti, del presidente di Cna installazione Impianti Fvg Diego Desco e dei rappresentanti dei gruppi impiantisti dell’Associazione piccole e medie industrie di Udine, Confindustria e Confartigianato Udine. L’incarico della progettazione del teleriscaldamento dell’ospedale di Udine e di un quartiere adiacente è finita, nello scorso marzo, nelle mani della Procura della Corte dei Conti. A firmare l’esposto era stato Carlo Bressan, broker friulano. Bressan scrisse infatti che l’incarico è stato affidato senza una gara a evidenza pubblica, nonostante l’importo superasse abbondantemente i 211 mila euro previsti dalle leggi comunitarie e nazionali. Inoltre, secondo l’esposto, l’affidamento sarebbe avvenuto con l’avallo della Regione che ha affidato a una dirigente la qualifica di Responsabile unico del procedimento, «operando il trasferimento della Direzione centrale patrimonio dell’ospedale S. Maria di Udine e autorizzando, tra l’altro, l’ospedale ad avvalersi della Gestione immobili Fvg spa per la progettazione degli impianti».

LA NOTIZIA. LA STORIA INFINITA DELLA CENTRALE DI TELERISCALDAMENTO DELL'OSPEDALE DI UDINE + GESTIONE IMMOBILI FVG


Oggi il Messaggero Veneto pubblica questo interessante articolo su una vicenda della quale ci siamo già occupati.


Ecco i link:
http://www.ilgiornaledelfriuli.net/2008/11/il-commento.html

http://www.ilgiornaledelfriuli.net/2008/11/il-servizio-stampa-di-serie-e-stampa-di.html

http://www.ilgiornaledelfriuli.net/2008/12/il-commento-si-puo-parlare-di.html

MARTEDÌ, 13 GENNAIO 2009

Pagina 9 - Regione

Gestione immobili, il caso oggi in terza commissione

UDINE. Il caso della centrale di teleriscaldamento dell’ospedale di Udine e l’attività collegata della spa pubblica Gestione Immobili Fvg saranno oggi al centro dell’attività della terza commissione. I consiglieri ascolteranno la testimonianza del direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Udine Carlo Favaretti, del presidente di Cna installazione Impianti Fvg Diego Desco e dei rappresentanti dei gruppi impiantisti dell’Associazione piccole e medie industrie di Udine, Confindustria e Confartigianato Udine. L’incarico della progettazione del teleriscaldamento dell’ospedale di Udine e di un quartiere adiacente è finita, nello scorso marzo, nelle mani della Procura della Corte dei Conti. A firmare l’esposto era stato Carlo Bressan, broker friulano. Bressan scrisse infatti che l’incarico è stato affidato senza una gara a evidenza pubblica, nonostante l’importo superasse abbondantemente i 211 mila euro previsti dalle leggi comunitarie e nazionali. Inoltre, secondo l’esposto, l’affidamento sarebbe avvenuto con l’avallo della Regione che ha affidato a una dirigente la qualifica di Responsabile unico del procedimento, «operando il trasferimento della Direzione centrale patrimonio dell’ospedale S. Maria di Udine e autorizzando, tra l’altro, l’ospedale ad avvalersi della Gestione immobili Fvg spa per la progettazione degli impianti».

martedì 23 dicembre 2008

IL COMMENTO. SEDUTA BURRASCOSA AL COMUNE DI UDINE



Il consigliere comunale della lista Per Udine Cainero sindaco Luciano Gallerini ha sferrato un duro attacco al sindaco Honsell su questioni attinenti cambi di destinazione d'uso di immobili, ponendo in particolare l'accento sul fatto che Honsell avrebbe dovuto astenersi in quanto le procedure risalivano al tempo in cui quest'ultimo ricopriva il ruolo di rettore dell'Università di Udine.

Riportiamo quanto comparso sul Messaggero Veneto di oggi.

MARTEDÌ, 23 DICEMBRE 2008

Pagina 2 - Udine

Ok tra le polemiche alla variante per l’ateneo

Il consiglio comunale approva il cambio di destinazione d’uso nonostante le gravi accuse di Gallerini

LA DECISIONE




Via libera al cambio di destinazione d’uso, da universitario a residenziale, dell’immobile di via Muratti di proprietà dell’ateneo. Fin qui nulla di strano se non fosse stato che quella modifica urbanistica se non veniva approvata rischiava di mandare all’aria l’acquisizione da parte dell’ateneo, messa a punto dal rettore Furio Honsell, ora sindaco della città, dell’ex asilo Maria Bambina di via Mantica con la permuta di un immobile di proprietà sito in via Pracchiuso. «L’università ha acquisito quell’edificio mediante contratto di permuta cedendo un immobile sito in via Pracchiuso valutato 3 milioni 258 mila euro» ha sottolineato il consigliere, Luciano Gallerini (Per Udine) secondo il quale quell’operazione «è poco chiara» perché gli immobili di via Mantica, già di proprietà della Congregazione delle suore di carità, furono ceduti dalle suore all’immobiliare 2 Erre per l’importo di 878.960 euro, la stessa che «poi li ha permutati all’ateneo».Nell’operazione è stato coinvolto pure l’Erdisu che ha acquistato per 1.021.040 euro un altro immobile del complesso di via Mantica. Rispetto al valore di mercato il prezzo pagato dall’ente, sempre a detta di Gallerini, sarebbe troppo elevato. L’obiettivo del consigliere d’opposizione era di far rinviare la votazione, ma così non è stato anche se parte del Pdl, la lista Cainero e la Lega, valutati i toni pesanti dell’ordine del giorno, hanno preferito non partecipare alla discussione. Astenuti Ortis e Rinaldi. Con la maggioranza ha votato a favore del cambio di destinazione d’uso il sindaco che, sempre secondo Gallerini, non avrebbe dovuto votare perché l’operazione risale alla sua gestione da rettore.Approvate anche le acquisizioni delle vie Veneto e Treviso, mentre per la messa in sicurezza di via Longarone il sindaco ha precisato che gli espropri sono avviati. Via libera pure alla successione dell’autorità d’ambito al Comune negli affidamenti dei servizi di acquedotto e fognature e al regolamento per le pari opportunità. Bocciata, invece, la mozione di Aldo Rinaldi (Udine con Ortis) che, per dire «no» all’albero di Natale metallico, impegnava ad ascoltare «la cittadinanza prima di assumere decisioni sull’immagine della città». (g.p.)

IL COMMENTO. SEDUTA BURRASCOSA AL COMUNE DI UDINE



Il consigliere comunale della lista Per Udine Cainero sindaco Luciano Gallerini ha sferrato un duro attacco al sindaco Honsell su questioni attinenti cambi di destinazione d'uso di immobili, ponendo in particolare l'accento sul fatto che Honsell avrebbe dovuto astenersi in quanto le procedure risalivano al tempo in cui quest'ultimo ricopriva il ruolo di rettore dell'Università di Udine.

Riportiamo quanto comparso sul Messaggero Veneto di oggi.

MARTEDÌ, 23 DICEMBRE 2008

Pagina 2 - Udine

Ok tra le polemiche alla variante per l’ateneo

Il consiglio comunale approva il cambio di destinazione d’uso nonostante le gravi accuse di Gallerini

LA DECISIONE




Via libera al cambio di destinazione d’uso, da universitario a residenziale, dell’immobile di via Muratti di proprietà dell’ateneo. Fin qui nulla di strano se non fosse stato che quella modifica urbanistica se non veniva approvata rischiava di mandare all’aria l’acquisizione da parte dell’ateneo, messa a punto dal rettore Furio Honsell, ora sindaco della città, dell’ex asilo Maria Bambina di via Mantica con la permuta di un immobile di proprietà sito in via Pracchiuso. «L’università ha acquisito quell’edificio mediante contratto di permuta cedendo un immobile sito in via Pracchiuso valutato 3 milioni 258 mila euro» ha sottolineato il consigliere, Luciano Gallerini (Per Udine) secondo il quale quell’operazione «è poco chiara» perché gli immobili di via Mantica, già di proprietà della Congregazione delle suore di carità, furono ceduti dalle suore all’immobiliare 2 Erre per l’importo di 878.960 euro, la stessa che «poi li ha permutati all’ateneo».Nell’operazione è stato coinvolto pure l’Erdisu che ha acquistato per 1.021.040 euro un altro immobile del complesso di via Mantica. Rispetto al valore di mercato il prezzo pagato dall’ente, sempre a detta di Gallerini, sarebbe troppo elevato. L’obiettivo del consigliere d’opposizione era di far rinviare la votazione, ma così non è stato anche se parte del Pdl, la lista Cainero e la Lega, valutati i toni pesanti dell’ordine del giorno, hanno preferito non partecipare alla discussione. Astenuti Ortis e Rinaldi. Con la maggioranza ha votato a favore del cambio di destinazione d’uso il sindaco che, sempre secondo Gallerini, non avrebbe dovuto votare perché l’operazione risale alla sua gestione da rettore.Approvate anche le acquisizioni delle vie Veneto e Treviso, mentre per la messa in sicurezza di via Longarone il sindaco ha precisato che gli espropri sono avviati. Via libera pure alla successione dell’autorità d’ambito al Comune negli affidamenti dei servizi di acquedotto e fognature e al regolamento per le pari opportunità. Bocciata, invece, la mozione di Aldo Rinaldi (Udine con Ortis) che, per dire «no» all’albero di Natale metallico, impegnava ad ascoltare «la cittadinanza prima di assumere decisioni sull’immagine della città». (g.p.)

IL COMMENTO. SEDUTA BURRASCOSA AL COMUNE DI UDINE



Il consigliere comunale della lista Per Udine Cainero sindaco Luciano Gallerini ha sferrato un duro attacco al sindaco Honsell su questioni attinenti cambi di destinazione d'uso di immobili, ponendo in particolare l'accento sul fatto che Honsell avrebbe dovuto astenersi in quanto le procedure risalivano al tempo in cui quest'ultimo ricopriva il ruolo di rettore dell'Università di Udine.

Riportiamo quanto comparso sul Messaggero Veneto di oggi.

MARTEDÌ, 23 DICEMBRE 2008

Pagina 2 - Udine

Ok tra le polemiche alla variante per l’ateneo

Il consiglio comunale approva il cambio di destinazione d’uso nonostante le gravi accuse di Gallerini

LA DECISIONE




Via libera al cambio di destinazione d’uso, da universitario a residenziale, dell’immobile di via Muratti di proprietà dell’ateneo. Fin qui nulla di strano se non fosse stato che quella modifica urbanistica se non veniva approvata rischiava di mandare all’aria l’acquisizione da parte dell’ateneo, messa a punto dal rettore Furio Honsell, ora sindaco della città, dell’ex asilo Maria Bambina di via Mantica con la permuta di un immobile di proprietà sito in via Pracchiuso. «L’università ha acquisito quell’edificio mediante contratto di permuta cedendo un immobile sito in via Pracchiuso valutato 3 milioni 258 mila euro» ha sottolineato il consigliere, Luciano Gallerini (Per Udine) secondo il quale quell’operazione «è poco chiara» perché gli immobili di via Mantica, già di proprietà della Congregazione delle suore di carità, furono ceduti dalle suore all’immobiliare 2 Erre per l’importo di 878.960 euro, la stessa che «poi li ha permutati all’ateneo».Nell’operazione è stato coinvolto pure l’Erdisu che ha acquistato per 1.021.040 euro un altro immobile del complesso di via Mantica. Rispetto al valore di mercato il prezzo pagato dall’ente, sempre a detta di Gallerini, sarebbe troppo elevato. L’obiettivo del consigliere d’opposizione era di far rinviare la votazione, ma così non è stato anche se parte del Pdl, la lista Cainero e la Lega, valutati i toni pesanti dell’ordine del giorno, hanno preferito non partecipare alla discussione. Astenuti Ortis e Rinaldi. Con la maggioranza ha votato a favore del cambio di destinazione d’uso il sindaco che, sempre secondo Gallerini, non avrebbe dovuto votare perché l’operazione risale alla sua gestione da rettore.Approvate anche le acquisizioni delle vie Veneto e Treviso, mentre per la messa in sicurezza di via Longarone il sindaco ha precisato che gli espropri sono avviati. Via libera pure alla successione dell’autorità d’ambito al Comune negli affidamenti dei servizi di acquedotto e fognature e al regolamento per le pari opportunità. Bocciata, invece, la mozione di Aldo Rinaldi (Udine con Ortis) che, per dire «no» all’albero di Natale metallico, impegnava ad ascoltare «la cittadinanza prima di assumere decisioni sull’immagine della città». (g.p.)

lunedì 1 dicembre 2008

IL COMMENTO - SI PUO' PARLARE DI GIORNALISMO?


Ma che fine ha fatto l'inchieste sulla Gestione immobili Fvg?
E che fine stanno facendo le indagini sul delitto di Manzano?
Questi due fatti rappresentano emblematicamente il modo di fare giornalismo in questa regione.
Prendiamo il primo tema: inchiesta sulla Gestione immobili (e centrale di teleriscaldamento).
9 mesi fa Fabio Folisi http://www.ilgiornaledelfriuli.it/ molto coraggiosamente rivela quello che sa e quello che è riuscito, con non poche difficoltà a sapere.
9 mesi dopo il Messaggero Veneto propone il suo scoop, tosto imploso.
E le indagini sul delitto di Manzano?
Qui la stampa locale, leccandosi i baffi e sperando di trovarsi di fronte a nuovi Anna Maria Franzoni, Alberto Stasi, Elvo Zornitta, Olindo Romano e Rosa Bazzi, si era gettata a corpo morto, ingolosita dalle informazioni di garanzia destinate al convivente di Tatiana Tulissi (la donna uccisa) e al figlio del convivente.
Qui con la ciliegina sulla torta rappresentata dal fatto che il convivente di Tatiana Tulissi è un esponente di una florida azienda del cosiddetto triangolo della sedia, non un poveraccio come Olindo Romano e Rosa Bazzi.
Eppure, complice il brancolar nel buio della Procura udinese (peraltro non nuova a non riuscire a scoprire i responsabili di omicidi, posto che - ad esempio - il presunto serial killer di numerose prostitute gironzola ancora in piena libertà), l'inchiesta sull'omicidio Tulissi si è via via sfatta nelle mani di chi già confidava in una family story, ossia in un omicidio maturato nella presunta opulenza di una famiglia bene della provincia udinese.
Un aspetto comico che francamente non possiamo dimenticare è l'aver definito "sterminata" la proprietà di 3 ettari all'interno della quale sarebbe "immersa nel verde" la villa dei Calligaris.
Ci siamo visti per un attimo proiettati nei telefilm Dallas o Dynasty e abbiamo creduto di immaginare vastissimi ranch del Texas.
Nulla di tutto ciò, solo se si compie un semplicissimo sopralluogo.
Ma allora, ci chiediamo, i giornalisti di questa regione da quale strana sindrome sono affetti?
In ogni caso non parlano (pardon, non scrivono) quando qualcuno, dall'alto, dice loro che è meglio non scrivere.
Meglio non scrivere della Gestione immobile Fvg.
Meglio non scrivere di un omicidio se no si rischia di far torto a una Procura impappinata. Che un domani potrebbe negare ghiotte informazioni al cronista di giudiziaria di turno.
Lasciatecelo dire: che schifo!

Alberto di Caporiacco

IL COMMENTO - SI PUO' PARLARE DI GIORNALISMO?


Ma che fine ha fatto l'inchieste sulla Gestione immobili Fvg?
E che fine stanno facendo le indagini sul delitto di Manzano?
Questi due fatti rappresentano emblematicamente il modo di fare giornalismo in questa regione.
Prendiamo il primo tema: inchiesta sulla Gestione immobili (e centrale di teleriscaldamento).
9 mesi fa Fabio Folisi http://www.ilgiornaledelfriuli.it/ molto coraggiosamente rivela quello che sa e quello che è riuscito, con non poche difficoltà a sapere.
9 mesi dopo il Messaggero Veneto propone il suo scoop, tosto imploso.
E le indagini sul delitto di Manzano?
Qui la stampa locale, leccandosi i baffi e sperando di trovarsi di fronte a nuovi Anna Maria Franzoni, Alberto Stasi, Elvo Zornitta, Olindo Romano e Rosa Bazzi, si era gettata a corpo morto, ingolosita dalle informazioni di garanzia destinate al convivente di Tatiana Tulissi (la donna uccisa) e al figlio del convivente.
Qui con la ciliegina sulla torta rappresentata dal fatto che il convivente di Tatiana Tulissi è un esponente di una florida azienda del cosiddetto triangolo della sedia, non un poveraccio come Olindo Romano e Rosa Bazzi.
Eppure, complice il brancolar nel buio della Procura udinese (peraltro non nuova a non riuscire a scoprire i responsabili di omicidi, posto che - ad esempio - il presunto serial killer di numerose prostitute gironzola ancora in piena libertà), l'inchiesta sull'omicidio Tulissi si è via via sfatta nelle mani di chi già confidava in una family story, ossia in un omicidio maturato nella presunta opulenza di una famiglia bene della provincia udinese.
Un aspetto comico che francamente non possiamo dimenticare è l'aver definito "sterminata" la proprietà di 3 ettari all'interno della quale sarebbe "immersa nel verde" la villa dei Calligaris.
Ci siamo visti per un attimo proiettati nei telefilm Dallas o Dynasty e abbiamo creduto di immaginare vastissimi ranch del Texas.
Nulla di tutto ciò, solo se si compie un semplicissimo sopralluogo.
Ma allora, ci chiediamo, i giornalisti di questa regione da quale strana sindrome sono affetti?
In ogni caso non parlano (pardon, non scrivono) quando qualcuno, dall'alto, dice loro che è meglio non scrivere.
Meglio non scrivere della Gestione immobile Fvg.
Meglio non scrivere di un omicidio se no si rischia di far torto a una Procura impappinata. Che un domani potrebbe negare ghiotte informazioni al cronista di giudiziaria di turno.
Lasciatecelo dire: che schifo!

Alberto di Caporiacco

IL COMMENTO - SI PUO' PARLARE DI GIORNALISMO?


Ma che fine ha fatto l'inchieste sulla Gestione immobili Fvg?
E che fine stanno facendo le indagini sul delitto di Manzano?
Questi due fatti rappresentano emblematicamente il modo di fare giornalismo in questa regione.
Prendiamo il primo tema: inchiesta sulla Gestione immobili (e centrale di teleriscaldamento).
9 mesi fa Fabio Folisi http://www.ilgiornaledelfriuli.it/ molto coraggiosamente rivela quello che sa e quello che è riuscito, con non poche difficoltà a sapere.
9 mesi dopo il Messaggero Veneto propone il suo scoop, tosto imploso.
E le indagini sul delitto di Manzano?
Qui la stampa locale, leccandosi i baffi e sperando di trovarsi di fronte a nuovi Anna Maria Franzoni, Alberto Stasi, Elvo Zornitta, Olindo Romano e Rosa Bazzi, si era gettata a corpo morto, ingolosita dalle informazioni di garanzia destinate al convivente di Tatiana Tulissi (la donna uccisa) e al figlio del convivente.
Qui con la ciliegina sulla torta rappresentata dal fatto che il convivente di Tatiana Tulissi è un esponente di una florida azienda del cosiddetto triangolo della sedia, non un poveraccio come Olindo Romano e Rosa Bazzi.
Eppure, complice il brancolar nel buio della Procura udinese (peraltro non nuova a non riuscire a scoprire i responsabili di omicidi, posto che - ad esempio - il presunto serial killer di numerose prostitute gironzola ancora in piena libertà), l'inchiesta sull'omicidio Tulissi si è via via sfatta nelle mani di chi già confidava in una family story, ossia in un omicidio maturato nella presunta opulenza di una famiglia bene della provincia udinese.
Un aspetto comico che francamente non possiamo dimenticare è l'aver definito "sterminata" la proprietà di 3 ettari all'interno della quale sarebbe "immersa nel verde" la villa dei Calligaris.
Ci siamo visti per un attimo proiettati nei telefilm Dallas o Dynasty e abbiamo creduto di immaginare vastissimi ranch del Texas.
Nulla di tutto ciò, solo se si compie un semplicissimo sopralluogo.
Ma allora, ci chiediamo, i giornalisti di questa regione da quale strana sindrome sono affetti?
In ogni caso non parlano (pardon, non scrivono) quando qualcuno, dall'alto, dice loro che è meglio non scrivere.
Meglio non scrivere della Gestione immobile Fvg.
Meglio non scrivere di un omicidio se no si rischia di far torto a una Procura impappinata. Che un domani potrebbe negare ghiotte informazioni al cronista di giudiziaria di turno.
Lasciatecelo dire: che schifo!

Alberto di Caporiacco

venerdì 28 novembre 2008

IN PILLOLE


Casa: compravendite a picco. Meno mutui concessi in banca.
Università, interrotta cerimonia alla Sapienza
Terrorismo, Maroni: "In Italia il livello di attenzione è altissimo"
Sequestrate scarpe cancerogene
Ue, accordo contro il razzismo previsto il carcere da 1 a 3 anni

IN PILLOLE


Casa: compravendite a picco. Meno mutui concessi in banca.
Università, interrotta cerimonia alla Sapienza
Terrorismo, Maroni: "In Italia il livello di attenzione è altissimo"
Sequestrate scarpe cancerogene
Ue, accordo contro il razzismo previsto il carcere da 1 a 3 anni

IN PILLOLE


Casa: compravendite a picco. Meno mutui concessi in banca.
Università, interrotta cerimonia alla Sapienza
Terrorismo, Maroni: "In Italia il livello di attenzione è altissimo"
Sequestrate scarpe cancerogene
Ue, accordo contro il razzismo previsto il carcere da 1 a 3 anni

IL SERVIZIO - GESTIONE IMMOBILI FVG: STAMPA DI SERIE A E STAMPA DI SERIE B, MA I MAGISTRATI DI CHE SERIE SONO?


La domanda del titolo sorge spontanea.

C'è una stampa di serie A e una stampa di serie B, nonostante l'iscrizione all'Ordine accomuni tutti.

Fabio Folisi, direttore di FriuliNews, che ha un indirizzo internet quasi uguale al nostro http://www.ilgiornaledelfriuli.it/, già nove mesi orsono pubblica una serie di articoli sulla Gestione immobili Fvg e sulla centrale di teleriscaldamento dell'Ospedale di Udine.

Risulta che Folisi sia stato anche minacciato.

Ma la notizia, data da una stampa evidentemente considerata di serie B, pare non avere peso.

Nove mesi dopo il Messaggero Veneto dà una notizia, evidentemente di seconda mano. La stampa, in questo caso, è di serie A. Ovvero la notizia acquista ufficialità e veridicità quando è data da una fonte giornalistica di serie A.

Ma la parte comica deve ancora venire.

In Procura della Repubblica a Trieste sembra che internet non la conoscano ancora. Infatti il PM Tito, sì proprio lui, quello della tangentopoli friulana, ordina l'acquisizione degli articoli di stampa del Messaggero Veneto e si appresta - così si immagina - ad indagare sulla Gestione immobili Fvg.

Stampa di serie B dà la notizia: la notizia non esiste. La stampa di serie A dà la notizia nove mesi dopo e la magistratura, che non conosce internet e non acquista i giornali ma li "acquisisce", si muove.

Già. Ma la magistratura, soprattutto quella triestina, in che serie gioca?

IL SERVIZIO - GESTIONE IMMOBILI FVG: STAMPA DI SERIE A E STAMPA DI SERIE B, MA I MAGISTRATI DI CHE SERIE SONO?


La domanda del titolo sorge spontanea.

C'è una stampa di serie A e una stampa di serie B, nonostante l'iscrizione all'Ordine accomuni tutti.

Fabio Folisi, direttore di FriuliNews, che ha un indirizzo internet quasi uguale al nostro http://www.ilgiornaledelfriuli.it/, già nove mesi orsono pubblica una serie di articoli sulla Gestione immobili Fvg e sulla centrale di teleriscaldamento dell'Ospedale di Udine.

Risulta che Folisi sia stato anche minacciato.

Ma la notizia, data da una stampa evidentemente considerata di serie B, pare non avere peso.

Nove mesi dopo il Messaggero Veneto dà una notizia, evidentemente di seconda mano. La stampa, in questo caso, è di serie A. Ovvero la notizia acquista ufficialità e veridicità quando è data da una fonte giornalistica di serie A.

Ma la parte comica deve ancora venire.

In Procura della Repubblica a Trieste sembra che internet non la conoscano ancora. Infatti il PM Tito, sì proprio lui, quello della tangentopoli friulana, ordina l'acquisizione degli articoli di stampa del Messaggero Veneto e si appresta - così si immagina - ad indagare sulla Gestione immobili Fvg.

Stampa di serie B dà la notizia: la notizia non esiste. La stampa di serie A dà la notizia nove mesi dopo e la magistratura, che non conosce internet e non acquista i giornali ma li "acquisisce", si muove.

Già. Ma la magistratura, soprattutto quella triestina, in che serie gioca?

IL SERVIZIO - GESTIONE IMMOBILI FVG: STAMPA DI SERIE A E STAMPA DI SERIE B, MA I MAGISTRATI DI CHE SERIE SONO?


La domanda del titolo sorge spontanea.

C'è una stampa di serie A e una stampa di serie B, nonostante l'iscrizione all'Ordine accomuni tutti.

Fabio Folisi, direttore di FriuliNews, che ha un indirizzo internet quasi uguale al nostro http://www.ilgiornaledelfriuli.it/, già nove mesi orsono pubblica una serie di articoli sulla Gestione immobili Fvg e sulla centrale di teleriscaldamento dell'Ospedale di Udine.

Risulta che Folisi sia stato anche minacciato.

Ma la notizia, data da una stampa evidentemente considerata di serie B, pare non avere peso.

Nove mesi dopo il Messaggero Veneto dà una notizia, evidentemente di seconda mano. La stampa, in questo caso, è di serie A. Ovvero la notizia acquista ufficialità e veridicità quando è data da una fonte giornalistica di serie A.

Ma la parte comica deve ancora venire.

In Procura della Repubblica a Trieste sembra che internet non la conoscano ancora. Infatti il PM Tito, sì proprio lui, quello della tangentopoli friulana, ordina l'acquisizione degli articoli di stampa del Messaggero Veneto e si appresta - così si immagina - ad indagare sulla Gestione immobili Fvg.

Stampa di serie B dà la notizia: la notizia non esiste. La stampa di serie A dà la notizia nove mesi dopo e la magistratura, che non conosce internet e non acquista i giornali ma li "acquisisce", si muove.

Già. Ma la magistratura, soprattutto quella triestina, in che serie gioca?

mercoledì 26 novembre 2008

IL COMMENTO. LA STRANA STORIA DELLA GESTIONE IMMOBILI FVG.


Il Friuli è squassato da un'inchiesta e, guarda caso, anche questa occupa il periodo prenatalizio, come accadde un annetto fa in occasione dello 'scandalo Strassoldo-Tavoschi', tormentone politico che consentì, in buona sostanza, alla ex Casa delle Libertà di sbarazzarsi dello scomodo inquilino di palazzo Belgrado che avrebbe avanzato indubbie pretese di candidatura a presidente della Regione.

Ora lo scandalo riguarda una società, tale Gestione immobili Fvg, la cui mission era quella di dismettere (leggasi: alienare) immobili di proprietà regionale.

Dunque questi immobili erano di proprietà pubblica (sarebbe interessante anche verificare come furono acquisiti dalla Regione e a quale prezzo), si può ipotizzare che per un qualche motivo non fossero impiegati e quindi costituissero un peso. Indi per cui sono stati alienati.

La società in questione (Gestione immobili Fvg) era uno di quei tanti mostri pubblico-privati, con la Regione socia di maggioranza. Quasi che l'esercito dei dipendenti e dirigenti regionali non fosse in grado di vendere, da sola, il proprio patrimonio immobiliare 'improduttivo' e avesse bisogno di un socio privato che ora (ed è questa forse la vera notizia) è stato... "liquidato".

Indubbiamente Tommaso Cerno ha scoperchiato una pignatta che è stata gestita nel corso degli anni sia dal centrodestra che dal centrosinistra per poi tornare, ora, al centrodestra.

Sembra incredibile che la Regione non abbia al proprio interno una propria authority di controllo che abbia vigilato su tutto e che ora possano accadere simili fatti.

Per il momento ci fermiamo qui, ma ci ripromettiamo di passare ai raggi x i pezzi di Cerno per vedere: a) se il ragionamento fila, b) quali sono le "falle" ovvero i punti da chiarire di una vicenda che ha alcuni aspetti di incredibilità.

Speriamo solo che quest'inchiesta non finisca come quella sull'identità del parlamentare puttaniere (o, meglio, del parlamentare che andava a puttane), visto che in occasione di detto episodio la cortina fumogena ha funzionato a meraviglia nel senso che è stata ribadito per l'ennesima volta che anche in Italia esiste la casta degli intoccabili.


Alberto di Caporiacco

IL COMMENTO. LA STRANA STORIA DELLA GESTIONE IMMOBILI FVG.


Il Friuli è squassato da un'inchiesta e, guarda caso, anche questa occupa il periodo prenatalizio, come accadde un annetto fa in occasione dello 'scandalo Strassoldo-Tavoschi', tormentone politico che consentì, in buona sostanza, alla ex Casa delle Libertà di sbarazzarsi dello scomodo inquilino di palazzo Belgrado che avrebbe avanzato indubbie pretese di candidatura a presidente della Regione.

Ora lo scandalo riguarda una società, tale Gestione immobili Fvg, la cui mission era quella di dismettere (leggasi: alienare) immobili di proprietà regionale.

Dunque questi immobili erano di proprietà pubblica (sarebbe interessante anche verificare come furono acquisiti dalla Regione e a quale prezzo), si può ipotizzare che per un qualche motivo non fossero impiegati e quindi costituissero un peso. Indi per cui sono stati alienati.

La società in questione (Gestione immobili Fvg) era uno di quei tanti mostri pubblico-privati, con la Regione socia di maggioranza. Quasi che l'esercito dei dipendenti e dirigenti regionali non fosse in grado di vendere, da sola, il proprio patrimonio immobiliare 'improduttivo' e avesse bisogno di un socio privato che ora (ed è questa forse la vera notizia) è stato... "liquidato".

Indubbiamente Tommaso Cerno ha scoperchiato una pignatta che è stata gestita nel corso degli anni sia dal centrodestra che dal centrosinistra per poi tornare, ora, al centrodestra.

Sembra incredibile che la Regione non abbia al proprio interno una propria authority di controllo che abbia vigilato su tutto e che ora possano accadere simili fatti.

Per il momento ci fermiamo qui, ma ci ripromettiamo di passare ai raggi x i pezzi di Cerno per vedere: a) se il ragionamento fila, b) quali sono le "falle" ovvero i punti da chiarire di una vicenda che ha alcuni aspetti di incredibilità.

Speriamo solo che quest'inchiesta non finisca come quella sull'identità del parlamentare puttaniere (o, meglio, del parlamentare che andava a puttane), visto che in occasione di detto episodio la cortina fumogena ha funzionato a meraviglia nel senso che è stata ribadito per l'ennesima volta che anche in Italia esiste la casta degli intoccabili.


Alberto di Caporiacco

IL COMMENTO. LA STRANA STORIA DELLA GESTIONE IMMOBILI FVG.


Il Friuli è squassato da un'inchiesta e, guarda caso, anche questa occupa il periodo prenatalizio, come accadde un annetto fa in occasione dello 'scandalo Strassoldo-Tavoschi', tormentone politico che consentì, in buona sostanza, alla ex Casa delle Libertà di sbarazzarsi dello scomodo inquilino di palazzo Belgrado che avrebbe avanzato indubbie pretese di candidatura a presidente della Regione.

Ora lo scandalo riguarda una società, tale Gestione immobili Fvg, la cui mission era quella di dismettere (leggasi: alienare) immobili di proprietà regionale.

Dunque questi immobili erano di proprietà pubblica (sarebbe interessante anche verificare come furono acquisiti dalla Regione e a quale prezzo), si può ipotizzare che per un qualche motivo non fossero impiegati e quindi costituissero un peso. Indi per cui sono stati alienati.

La società in questione (Gestione immobili Fvg) era uno di quei tanti mostri pubblico-privati, con la Regione socia di maggioranza. Quasi che l'esercito dei dipendenti e dirigenti regionali non fosse in grado di vendere, da sola, il proprio patrimonio immobiliare 'improduttivo' e avesse bisogno di un socio privato che ora (ed è questa forse la vera notizia) è stato... "liquidato".

Indubbiamente Tommaso Cerno ha scoperchiato una pignatta che è stata gestita nel corso degli anni sia dal centrodestra che dal centrosinistra per poi tornare, ora, al centrodestra.

Sembra incredibile che la Regione non abbia al proprio interno una propria authority di controllo che abbia vigilato su tutto e che ora possano accadere simili fatti.

Per il momento ci fermiamo qui, ma ci ripromettiamo di passare ai raggi x i pezzi di Cerno per vedere: a) se il ragionamento fila, b) quali sono le "falle" ovvero i punti da chiarire di una vicenda che ha alcuni aspetti di incredibilità.

Speriamo solo che quest'inchiesta non finisca come quella sull'identità del parlamentare puttaniere (o, meglio, del parlamentare che andava a puttane), visto che in occasione di detto episodio la cortina fumogena ha funzionato a meraviglia nel senso che è stata ribadito per l'ennesima volta che anche in Italia esiste la casta degli intoccabili.


Alberto di Caporiacco