"SFUEI DAL FRIÛL LIBAR - IL GIORNALE DEL FRIULI LIBERO". INDIRIZZO INTERNET http://www.ilgiornaledelfriuli.net EDIZIONE ON LINE DELLA TESTATA ISCRITTA COME GIORNALE QUOTIDIANO ON LINE, A STAMPA, RADIOFONICO E TELEVISIVO NEL REGISTRO DEL TRIBUNALE DI UDINE IN DATA 8 APRILE 2009 AL N. 9/2009. Si pubblica dal 25 novembre 2008. Proprietario: Alberto di Caporiacco. Direttore responsabile: Alberto di Caporiacco. Sede di rappresentanza in Udine, piazza S. Giacomo 11/16, 2. piano.

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domenica 15 febbraio 2009

MODA. TENDENZE PRIMAVERA/ESTATE 2009 (ARTICOLO di VERONICA PIAZZA)



Le collezioni della primavera/estate sono già sugli scaffali dei negozi, nonostante la neve che ancora scende copiosa e le strade rese lucide dal ghiaccio, ma noi donne ci vediamo già proiettate ad abitini leggeri e pelle abbronzata messa in bella vista.
E quindi, care amiche mie, riassumiamo le tendenze più esplosive per la prossima stagione e pensiamo ai capi che vorremmo avere.
Tra gli addetti del settore moda e i cosiddetti “escursionisti” , per passione o per diletto, la regola è oramai chiara e dettata dalla contaminazione. Contaminazione totale, apparentemente confusa, ma intimamente dettata da regole rigide e con canoni precisi di aggregazioni e di similitudini.
Io vi farò scoprire, appuntamento dopo appuntamento, le essenze dello stile, quelle più innovative, dirompenti e con una forza penetrante tale da farle diventare le regole, i must, per la stagione che ci attende più belle ed affascinanti che mai.
Nessuna ispirazione è stata tralasciata dalla mia ricerca, vi parlerò di come fantasia, tendenza, innovazione, vanità, candore, malizia e classico si possano mescolare ad ottenere una “miscela” vincente ed adattabile a tutte noi donne.
La seducente e retrò Parigi con la basica ed , allo stesso tempo, irriverente New York, contro l'eccellenza del design italiano. Lotta impari, ma notevolmente stimolante, utile a capire che i mercati si stanno muovendo e la classe è l'unica realtà ricercata.
La base dello stile attuale sta in 2 punti fondamentali: la cura armoniosa dei dettagli e l'equilibrio delle tendenze con l'eleganza.
Io mi permetto di darvi un'ulteriore consiglio: osate!
Osate per sentirvi vive, osate per elevarvi dal gruppo, osate per rendervi conto che lo potete fare vincendo, osate per non passare inosservate a voi stesse, osate per stupirvi e per divertirvi. Osare non significa solo eccedere, osare vuol dire rendersi consapevoli che le mode sono una base di partenza o “un consiglio”, uniformarsi alle mode senza divertirsi un po' cambiando le regole è di una noia inconfessabile!
Pertanto dovremo sapere cosa va di moda e farlo nostro, ma a modo nostro!
Segui questi spunti che non vogliono essere una scuola di regole, ma una base di lettura per te che sei ribelle ma saggia, proiettata al futuro ma conscia del tuo passato, che sai vincere ma che ti sai rimettere in gioco...una chiave magica per vivere al meglio la nostra femminilità e la nostra bellezza.
I tono di tendenza per la prossima, meravigliosa stagione saranno il bianco ed il nero, ever green negli armadi e nelle età, il rosso acceso, spunto di allegria e notorietà, le tinte polverose e pastellate, tremendamente sexy e raffinate allo stesso tempo e un tocco di oro.
Il viola e tutte le sue declinazioni restano a strascico dell'inverno, ma si profilano dettagli di tinte azzardate come il fucsia, il blu elettrico, il verde smeraldo ed il giallo solare.
Le prime sono rubate alle discoteche anni '80, le seconde alle case cubane in una giornata torrida arsa dal sole.
I tessuti preservano la leggerezza e le texture delle fibre estive, anche se quest'anno, per essere davvero glamour, dovremo concederci un capo brillante, di tessuti che paiono bagnati, spalmati di finiture ad effetto che li fanno luccicare come un palazzo nel centro di New York.
I capi must della prossima estate puntano sulla leggerezza di abiti lunghi e fluttuanti, dai colori neutri e dalle fantasie rassicuranti e romantiche, con farfalle e fiori, da indossare con le ballerine spuntate o dei sandali alla “schiava”.
In contrapposizione, ma estremamente trendy, piccole giacche molto strutturare e iper femminili, da indossare sul pantalone palazzo, ampio e leggero.
Per il giorno via libera a “piccoli” abiti, dalle lunghezze ridotte e dalle linee scultoree, con pieghe e drappeggi, che accarezzano le forme del corpo. Provate ad indossare un abitino bianco e uno rosso, espressione, il primo di candore e purezza, il secondo di vitalità e seduzione, vi sentirete comunque bellissime e rappresentative del vostro ego. Di giorno gli abiti si coprono di giacche, blazer, trench e cardigan, di notte folleggiano sulla pelle nuda.
Scegliete un paio di scarpe dorate, perfette anche di giorno con i jeans. I tacchi restano “importanti”, più affidabili e facili da indossare. Diminuiscono le altezze delle zeppe, ma piacciono ancora molto.
Gli accessori illuminano il viso in orecchini lunghissimi, portati anche singolarmente.
Le collane si impreziosiscono di pietre naturali nei toni del nero opale e del rosa corallo, compaiono intarsi in materiali naturali, come pelle e rafia.
Le borse a pochette diventano quasi dei bracciali, da indossare come vezzo, più che come borsa. Per i carichi extra, grandi borse over size, di pelle o tessuto intrecciati.
Una moda rassicurante e lineare, fatta di molti pezzi basici e cura del dettaglio.
In sintesi, care donne, con le vostre scelte a voi sta il compito di dar gioia al mondo, un mondo che ha sempre bisogno della vostra luminosità e del vostro carisma. Gli abiti sono uno strumento per crearsi un'identità, ma anche per emozionare, stupire, riempire i cuori d'estasi.
Un abito è un biglietto da visita d'eccellenza, richiama concetti molto più profondi del “semplice” vestirsi. Un abito è anche momento ludico, un gioco nella sperimentazione e nel mettersi alla prova.
E osate, osate amiche mie, osate e non ve ne pentirete mai!!!

VERONICA PIAZZA

MODA. TENDENZE PRIMAVERA/ESTATE 2009 (ARTICOLO di VERONICA PIAZZA)



Le collezioni della primavera/estate sono già sugli scaffali dei negozi, nonostante la neve che ancora scende copiosa e le strade rese lucide dal ghiaccio, ma noi donne ci vediamo già proiettate ad abitini leggeri e pelle abbronzata messa in bella vista.
E quindi, care amiche mie, riassumiamo le tendenze più esplosive per la prossima stagione e pensiamo ai capi che vorremmo avere.
Tra gli addetti del settore moda e i cosiddetti “escursionisti” , per passione o per diletto, la regola è oramai chiara e dettata dalla contaminazione. Contaminazione totale, apparentemente confusa, ma intimamente dettata da regole rigide e con canoni precisi di aggregazioni e di similitudini.
Io vi farò scoprire, appuntamento dopo appuntamento, le essenze dello stile, quelle più innovative, dirompenti e con una forza penetrante tale da farle diventare le regole, i must, per la stagione che ci attende più belle ed affascinanti che mai.
Nessuna ispirazione è stata tralasciata dalla mia ricerca, vi parlerò di come fantasia, tendenza, innovazione, vanità, candore, malizia e classico si possano mescolare ad ottenere una “miscela” vincente ed adattabile a tutte noi donne.
La seducente e retrò Parigi con la basica ed , allo stesso tempo, irriverente New York, contro l'eccellenza del design italiano. Lotta impari, ma notevolmente stimolante, utile a capire che i mercati si stanno muovendo e la classe è l'unica realtà ricercata.
La base dello stile attuale sta in 2 punti fondamentali: la cura armoniosa dei dettagli e l'equilibrio delle tendenze con l'eleganza.
Io mi permetto di darvi un'ulteriore consiglio: osate!
Osate per sentirvi vive, osate per elevarvi dal gruppo, osate per rendervi conto che lo potete fare vincendo, osate per non passare inosservate a voi stesse, osate per stupirvi e per divertirvi. Osare non significa solo eccedere, osare vuol dire rendersi consapevoli che le mode sono una base di partenza o “un consiglio”, uniformarsi alle mode senza divertirsi un po' cambiando le regole è di una noia inconfessabile!
Pertanto dovremo sapere cosa va di moda e farlo nostro, ma a modo nostro!
Segui questi spunti che non vogliono essere una scuola di regole, ma una base di lettura per te che sei ribelle ma saggia, proiettata al futuro ma conscia del tuo passato, che sai vincere ma che ti sai rimettere in gioco...una chiave magica per vivere al meglio la nostra femminilità e la nostra bellezza.
I tono di tendenza per la prossima, meravigliosa stagione saranno il bianco ed il nero, ever green negli armadi e nelle età, il rosso acceso, spunto di allegria e notorietà, le tinte polverose e pastellate, tremendamente sexy e raffinate allo stesso tempo e un tocco di oro.
Il viola e tutte le sue declinazioni restano a strascico dell'inverno, ma si profilano dettagli di tinte azzardate come il fucsia, il blu elettrico, il verde smeraldo ed il giallo solare.
Le prime sono rubate alle discoteche anni '80, le seconde alle case cubane in una giornata torrida arsa dal sole.
I tessuti preservano la leggerezza e le texture delle fibre estive, anche se quest'anno, per essere davvero glamour, dovremo concederci un capo brillante, di tessuti che paiono bagnati, spalmati di finiture ad effetto che li fanno luccicare come un palazzo nel centro di New York.
I capi must della prossima estate puntano sulla leggerezza di abiti lunghi e fluttuanti, dai colori neutri e dalle fantasie rassicuranti e romantiche, con farfalle e fiori, da indossare con le ballerine spuntate o dei sandali alla “schiava”.
In contrapposizione, ma estremamente trendy, piccole giacche molto strutturare e iper femminili, da indossare sul pantalone palazzo, ampio e leggero.
Per il giorno via libera a “piccoli” abiti, dalle lunghezze ridotte e dalle linee scultoree, con pieghe e drappeggi, che accarezzano le forme del corpo. Provate ad indossare un abitino bianco e uno rosso, espressione, il primo di candore e purezza, il secondo di vitalità e seduzione, vi sentirete comunque bellissime e rappresentative del vostro ego. Di giorno gli abiti si coprono di giacche, blazer, trench e cardigan, di notte folleggiano sulla pelle nuda.
Scegliete un paio di scarpe dorate, perfette anche di giorno con i jeans. I tacchi restano “importanti”, più affidabili e facili da indossare. Diminuiscono le altezze delle zeppe, ma piacciono ancora molto.
Gli accessori illuminano il viso in orecchini lunghissimi, portati anche singolarmente.
Le collane si impreziosiscono di pietre naturali nei toni del nero opale e del rosa corallo, compaiono intarsi in materiali naturali, come pelle e rafia.
Le borse a pochette diventano quasi dei bracciali, da indossare come vezzo, più che come borsa. Per i carichi extra, grandi borse over size, di pelle o tessuto intrecciati.
Una moda rassicurante e lineare, fatta di molti pezzi basici e cura del dettaglio.
In sintesi, care donne, con le vostre scelte a voi sta il compito di dar gioia al mondo, un mondo che ha sempre bisogno della vostra luminosità e del vostro carisma. Gli abiti sono uno strumento per crearsi un'identità, ma anche per emozionare, stupire, riempire i cuori d'estasi.
Un abito è un biglietto da visita d'eccellenza, richiama concetti molto più profondi del “semplice” vestirsi. Un abito è anche momento ludico, un gioco nella sperimentazione e nel mettersi alla prova.
E osate, osate amiche mie, osate e non ve ne pentirete mai!!!

VERONICA PIAZZA

MODA. TENDENZE PRIMAVERA/ESTATE 2009 (ARTICOLO di VERONICA PIAZZA)



Le collezioni della primavera/estate sono già sugli scaffali dei negozi, nonostante la neve che ancora scende copiosa e le strade rese lucide dal ghiaccio, ma noi donne ci vediamo già proiettate ad abitini leggeri e pelle abbronzata messa in bella vista.
E quindi, care amiche mie, riassumiamo le tendenze più esplosive per la prossima stagione e pensiamo ai capi che vorremmo avere.
Tra gli addetti del settore moda e i cosiddetti “escursionisti” , per passione o per diletto, la regola è oramai chiara e dettata dalla contaminazione. Contaminazione totale, apparentemente confusa, ma intimamente dettata da regole rigide e con canoni precisi di aggregazioni e di similitudini.
Io vi farò scoprire, appuntamento dopo appuntamento, le essenze dello stile, quelle più innovative, dirompenti e con una forza penetrante tale da farle diventare le regole, i must, per la stagione che ci attende più belle ed affascinanti che mai.
Nessuna ispirazione è stata tralasciata dalla mia ricerca, vi parlerò di come fantasia, tendenza, innovazione, vanità, candore, malizia e classico si possano mescolare ad ottenere una “miscela” vincente ed adattabile a tutte noi donne.
La seducente e retrò Parigi con la basica ed , allo stesso tempo, irriverente New York, contro l'eccellenza del design italiano. Lotta impari, ma notevolmente stimolante, utile a capire che i mercati si stanno muovendo e la classe è l'unica realtà ricercata.
La base dello stile attuale sta in 2 punti fondamentali: la cura armoniosa dei dettagli e l'equilibrio delle tendenze con l'eleganza.
Io mi permetto di darvi un'ulteriore consiglio: osate!
Osate per sentirvi vive, osate per elevarvi dal gruppo, osate per rendervi conto che lo potete fare vincendo, osate per non passare inosservate a voi stesse, osate per stupirvi e per divertirvi. Osare non significa solo eccedere, osare vuol dire rendersi consapevoli che le mode sono una base di partenza o “un consiglio”, uniformarsi alle mode senza divertirsi un po' cambiando le regole è di una noia inconfessabile!
Pertanto dovremo sapere cosa va di moda e farlo nostro, ma a modo nostro!
Segui questi spunti che non vogliono essere una scuola di regole, ma una base di lettura per te che sei ribelle ma saggia, proiettata al futuro ma conscia del tuo passato, che sai vincere ma che ti sai rimettere in gioco...una chiave magica per vivere al meglio la nostra femminilità e la nostra bellezza.
I tono di tendenza per la prossima, meravigliosa stagione saranno il bianco ed il nero, ever green negli armadi e nelle età, il rosso acceso, spunto di allegria e notorietà, le tinte polverose e pastellate, tremendamente sexy e raffinate allo stesso tempo e un tocco di oro.
Il viola e tutte le sue declinazioni restano a strascico dell'inverno, ma si profilano dettagli di tinte azzardate come il fucsia, il blu elettrico, il verde smeraldo ed il giallo solare.
Le prime sono rubate alle discoteche anni '80, le seconde alle case cubane in una giornata torrida arsa dal sole.
I tessuti preservano la leggerezza e le texture delle fibre estive, anche se quest'anno, per essere davvero glamour, dovremo concederci un capo brillante, di tessuti che paiono bagnati, spalmati di finiture ad effetto che li fanno luccicare come un palazzo nel centro di New York.
I capi must della prossima estate puntano sulla leggerezza di abiti lunghi e fluttuanti, dai colori neutri e dalle fantasie rassicuranti e romantiche, con farfalle e fiori, da indossare con le ballerine spuntate o dei sandali alla “schiava”.
In contrapposizione, ma estremamente trendy, piccole giacche molto strutturare e iper femminili, da indossare sul pantalone palazzo, ampio e leggero.
Per il giorno via libera a “piccoli” abiti, dalle lunghezze ridotte e dalle linee scultoree, con pieghe e drappeggi, che accarezzano le forme del corpo. Provate ad indossare un abitino bianco e uno rosso, espressione, il primo di candore e purezza, il secondo di vitalità e seduzione, vi sentirete comunque bellissime e rappresentative del vostro ego. Di giorno gli abiti si coprono di giacche, blazer, trench e cardigan, di notte folleggiano sulla pelle nuda.
Scegliete un paio di scarpe dorate, perfette anche di giorno con i jeans. I tacchi restano “importanti”, più affidabili e facili da indossare. Diminuiscono le altezze delle zeppe, ma piacciono ancora molto.
Gli accessori illuminano il viso in orecchini lunghissimi, portati anche singolarmente.
Le collane si impreziosiscono di pietre naturali nei toni del nero opale e del rosa corallo, compaiono intarsi in materiali naturali, come pelle e rafia.
Le borse a pochette diventano quasi dei bracciali, da indossare come vezzo, più che come borsa. Per i carichi extra, grandi borse over size, di pelle o tessuto intrecciati.
Una moda rassicurante e lineare, fatta di molti pezzi basici e cura del dettaglio.
In sintesi, care donne, con le vostre scelte a voi sta il compito di dar gioia al mondo, un mondo che ha sempre bisogno della vostra luminosità e del vostro carisma. Gli abiti sono uno strumento per crearsi un'identità, ma anche per emozionare, stupire, riempire i cuori d'estasi.
Un abito è un biglietto da visita d'eccellenza, richiama concetti molto più profondi del “semplice” vestirsi. Un abito è anche momento ludico, un gioco nella sperimentazione e nel mettersi alla prova.
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VERONICA PIAZZA

giovedì 12 febbraio 2009

LA RUBRICA DELLE DONNE. NOVITA' (CURATA da VERONICA PIAZZA)



Care donne, questo spazio e dedicato a noi, ai nostri pensieri, alle nostre domande ed alle nostre incertezze.


“La rubrica delle donne”


uno spazio dedicato a moda, sentimenti, sesso e famiglia.
Una sezione solo nostra, intimamente libere di esprimerci e trovare assensi, risposte e comprensione. Uno spazio per interagire con la redazione e potersi sentire partecipi.
La rubrica pubblicherà:
* spunti di articoli o notizie ad interesse femminile
* consigli, novità e proposte della sfera femminile
* interventi di personaggi pubblici al femminile
* notizie dal mondo della politica in rosa
* annunci di lavoro
* sezione utility
Se vuoi aderire come portavoce alla rubrica scrivi alla redazione.

VERONICA PIAZZA

LA RUBRICA DELLE DONNE. NOVITA' (CURATA da VERONICA PIAZZA)



Care donne, questo spazio e dedicato a noi, ai nostri pensieri, alle nostre domande ed alle nostre incertezze.


“La rubrica delle donne”


uno spazio dedicato a moda, sentimenti, sesso e famiglia.
Una sezione solo nostra, intimamente libere di esprimerci e trovare assensi, risposte e comprensione. Uno spazio per interagire con la redazione e potersi sentire partecipi.
La rubrica pubblicherà:
* spunti di articoli o notizie ad interesse femminile
* consigli, novità e proposte della sfera femminile
* interventi di personaggi pubblici al femminile
* notizie dal mondo della politica in rosa
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VERONICA PIAZZA

LA RUBRICA DELLE DONNE. NOVITA' (CURATA da VERONICA PIAZZA)



Care donne, questo spazio e dedicato a noi, ai nostri pensieri, alle nostre domande ed alle nostre incertezze.


“La rubrica delle donne”


uno spazio dedicato a moda, sentimenti, sesso e famiglia.
Una sezione solo nostra, intimamente libere di esprimerci e trovare assensi, risposte e comprensione. Uno spazio per interagire con la redazione e potersi sentire partecipi.
La rubrica pubblicherà:
* spunti di articoli o notizie ad interesse femminile
* consigli, novità e proposte della sfera femminile
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VERONICA PIAZZA

domenica 8 febbraio 2009

IL LAVORO PER LE MADRI: POCO E DIFFICILE DA GESTIRE (ARTICOLO di VERONICA PIAZZA)


Ecco l'articolo di esordio della nostra nuova collaboratrice Veronica Piazza, responsabile del mondo giovanile che spazierà però con incursioni nel mondo femminile (come testimonia il pezzo odierno), della moda e delle tendenze.



Non posso non premettere di vivere ed aver vissuto la questione in prima persona ed intendo non nascondervi nulla di quanto accaduto e di quanto provato. Mi rivolgo alle madri in prima persona dicendovi che questo messaggio non è per voi, ma è per tutti quelli che si sentono estranei al problema.
Avere un figlio in Italia, al giorno d'oggi, risulta essere una continua ed insospettata sequenza di disagi e di frustrazioni, in prima analisi lavorative ed organizzative.
Alla mia generazione hanno insegnato che il lavoro è il primo valore, superiore a quello di famiglia e istituzioni. Per il lavoro ci si sacrifica, si impegnano gli anni migliori tra studio ed apprendimento e ci si annulla in molte attività giudicate fuorvianti all'obiettivo da conseguire: la carriera. Siamo entrati nel mondo del lavoro con la convinzione che dedicarcisi completamente sarebbe stata la soluzione alle nostre ambizioni. Ore e ore di ufficio, trasferte, viaggi massacranti a fronte di salari mediocri. E qui scatta la prima considerazione: noi donne, a fronte di incarichi paralleli, orari identici e mansioni uguali, ci siamo sempre ritrovate buste paga molto inferiori a quelle dei colleghi maschi.
Ci dicevano che le cose sarebbero cambiate e che la carriera avrebbe portato i suoi frutti. E noi andavamo avanti, a testa china, abituate per indole, a farci carico sempre di un maggior numero di impegni e a sentirli nostri. Ogni successo aziendale lo era personale, ogni fallimento una tragedia intima. Ci sono stati dei giorni che uscendo dall'ufficio alle 8 di sera, dopo 12 ore di lavoro e un pacchetto di crackers davanti al pc, ci siamo ritrovate a chiederci che tempo aveva fatto durante il giorno. Ormai era buio e non sapevamo risponderci. Che sensazione di estraniazione dal mondo! Ma saremmo state ricompensate dai risultati, questo il nostro unico intento.
I risultati iniziano ad arrivare, ma noi stiamo crescendo, magari abbiamo pure un compagno accanto e ci sentiamo divenire, come dire, più mature, grandi, vecchie!
Iniziamo a pensare agli anni che passano, sono 30, 40, 45 e ci diciamo che corrono veloci.
Seconda considerazione che ci sfiora e allora pensiamo ad un figlio.
Detto e fatto, in un mare di dubbi e pensieri discordanti rimaniamo incinte, ma non intendiamo non cavalcare l'onda della carriera e quindi rimaniamo in prima linea fin tanto che la pancia ci consente di lavorare al pc e vederci i piedi. Per quelle più fortunate, o sfortunate, decidete voi, si rischia di partorire al lavoro. Via di corsa in ospedale, travaglio, parto ed eccoci qua....E ora? Cosa vi siete chieste con in braccio vostro figlio? Vi rispondo io: e ora come faccio? Le più organizzate avranno già prenotato il nido, le più fortunate avranno nonne disponibili, le altre sono convinte di farcela benissimo. Si, è vero, se vi organizzate molto bene ce la farete senza troppi intoppi, ma ancora non avete fatto i conti con il mondo del lavoro. Una donna con figli spaventa i datori di lavoro, che la vedono a casa un giorno su cinque, in preda ai malesseri del bimbo e che non la giudicano più “idonea” al lavoro. Vi spiego perchè : la scala delle priorità è variata e, al posto del “sacro” lavoro, ci sta, come deve starci, il figlio.
Ecco, questa è la fase in cui una donna non è più appetibile lavorativamente.
Nessuno pare comprendere che le donne con figli divengono ancora più combattive ed attente, il nuovo venuto fa provare nuove sensazioni di dedizione a cui si addiziona una forza inconsapevole. La mente delle donne con figli pare subire un sussulto, un'accelerazione, si iniziano a distinguere le cose più velocemente e con maggiore consapevolezza, senza veli e striature. Un figlio porta le donne a rendersi conto che devono vivere in funzione della vita di un essere indifeso, al quale devono apportare gioie e valore e, pertanto, si dimenticano pause “morte” e momenti di debolezza emotiva, affini alle donne per natura.
Ecco, cari lettori, questo è uno spaccato reale e molto attuale nel 2009, al quale dobbiamo aggiungere la situazione di asili nido e strutture inadeguate per numero e costi. Ogni giorno io mi ritrovo a pensare che non esiste alcun tipo di supporto per le madri che lavorano. Non parlo di aiuti, quelli si danno a chi ne ha davvero bisogno, parlo di condizioni eguali di vita e serenità. Fare i padri è continuità di intenti e di obiettivi, fare le madri è stravolgimento della vita. Non intendo elencare le varie soluzioni fattibili, di sicura efficacia e di immediati risultati, scriverei per scontrarmi con le istituzioni e le mentalità di chi ci ha cresciute per farci “spaccare il mondo” e ora ci vorrebbe a casa a far la calza.
Di certo vi scrivo per evidenziare che le donne possono e devono lottare per ottenere i loro risultati ed i loro obiettivi, fosse pure con il figlio aggrappato al collo.
Pensateci cari lettori e pensate anche che i figli sono la continuità del mondo e le donne ne sono generatrici, con tutte le motivazioni che ne conseguono da una loro eventuale rivalutazione dei ruoli e delle scelte.
Confido nel vostro ruolo decisivo nel far cambiare le cose.
VERONICA PIAZZA

IL LAVORO PER LE MADRI: POCO E DIFFICILE DA GESTIRE (ARTICOLO di VERONICA PIAZZA)


Ecco l'articolo di esordio della nostra nuova collaboratrice Veronica Piazza, responsabile del mondo giovanile che spazierà però con incursioni nel mondo femminile (come testimonia il pezzo odierno), della moda e delle tendenze.



Non posso non premettere di vivere ed aver vissuto la questione in prima persona ed intendo non nascondervi nulla di quanto accaduto e di quanto provato. Mi rivolgo alle madri in prima persona dicendovi che questo messaggio non è per voi, ma è per tutti quelli che si sentono estranei al problema.
Avere un figlio in Italia, al giorno d'oggi, risulta essere una continua ed insospettata sequenza di disagi e di frustrazioni, in prima analisi lavorative ed organizzative.
Alla mia generazione hanno insegnato che il lavoro è il primo valore, superiore a quello di famiglia e istituzioni. Per il lavoro ci si sacrifica, si impegnano gli anni migliori tra studio ed apprendimento e ci si annulla in molte attività giudicate fuorvianti all'obiettivo da conseguire: la carriera. Siamo entrati nel mondo del lavoro con la convinzione che dedicarcisi completamente sarebbe stata la soluzione alle nostre ambizioni. Ore e ore di ufficio, trasferte, viaggi massacranti a fronte di salari mediocri. E qui scatta la prima considerazione: noi donne, a fronte di incarichi paralleli, orari identici e mansioni uguali, ci siamo sempre ritrovate buste paga molto inferiori a quelle dei colleghi maschi.
Ci dicevano che le cose sarebbero cambiate e che la carriera avrebbe portato i suoi frutti. E noi andavamo avanti, a testa china, abituate per indole, a farci carico sempre di un maggior numero di impegni e a sentirli nostri. Ogni successo aziendale lo era personale, ogni fallimento una tragedia intima. Ci sono stati dei giorni che uscendo dall'ufficio alle 8 di sera, dopo 12 ore di lavoro e un pacchetto di crackers davanti al pc, ci siamo ritrovate a chiederci che tempo aveva fatto durante il giorno. Ormai era buio e non sapevamo risponderci. Che sensazione di estraniazione dal mondo! Ma saremmo state ricompensate dai risultati, questo il nostro unico intento.
I risultati iniziano ad arrivare, ma noi stiamo crescendo, magari abbiamo pure un compagno accanto e ci sentiamo divenire, come dire, più mature, grandi, vecchie!
Iniziamo a pensare agli anni che passano, sono 30, 40, 45 e ci diciamo che corrono veloci.
Seconda considerazione che ci sfiora e allora pensiamo ad un figlio.
Detto e fatto, in un mare di dubbi e pensieri discordanti rimaniamo incinte, ma non intendiamo non cavalcare l'onda della carriera e quindi rimaniamo in prima linea fin tanto che la pancia ci consente di lavorare al pc e vederci i piedi. Per quelle più fortunate, o sfortunate, decidete voi, si rischia di partorire al lavoro. Via di corsa in ospedale, travaglio, parto ed eccoci qua....E ora? Cosa vi siete chieste con in braccio vostro figlio? Vi rispondo io: e ora come faccio? Le più organizzate avranno già prenotato il nido, le più fortunate avranno nonne disponibili, le altre sono convinte di farcela benissimo. Si, è vero, se vi organizzate molto bene ce la farete senza troppi intoppi, ma ancora non avete fatto i conti con il mondo del lavoro. Una donna con figli spaventa i datori di lavoro, che la vedono a casa un giorno su cinque, in preda ai malesseri del bimbo e che non la giudicano più “idonea” al lavoro. Vi spiego perchè : la scala delle priorità è variata e, al posto del “sacro” lavoro, ci sta, come deve starci, il figlio.
Ecco, questa è la fase in cui una donna non è più appetibile lavorativamente.
Nessuno pare comprendere che le donne con figli divengono ancora più combattive ed attente, il nuovo venuto fa provare nuove sensazioni di dedizione a cui si addiziona una forza inconsapevole. La mente delle donne con figli pare subire un sussulto, un'accelerazione, si iniziano a distinguere le cose più velocemente e con maggiore consapevolezza, senza veli e striature. Un figlio porta le donne a rendersi conto che devono vivere in funzione della vita di un essere indifeso, al quale devono apportare gioie e valore e, pertanto, si dimenticano pause “morte” e momenti di debolezza emotiva, affini alle donne per natura.
Ecco, cari lettori, questo è uno spaccato reale e molto attuale nel 2009, al quale dobbiamo aggiungere la situazione di asili nido e strutture inadeguate per numero e costi. Ogni giorno io mi ritrovo a pensare che non esiste alcun tipo di supporto per le madri che lavorano. Non parlo di aiuti, quelli si danno a chi ne ha davvero bisogno, parlo di condizioni eguali di vita e serenità. Fare i padri è continuità di intenti e di obiettivi, fare le madri è stravolgimento della vita. Non intendo elencare le varie soluzioni fattibili, di sicura efficacia e di immediati risultati, scriverei per scontrarmi con le istituzioni e le mentalità di chi ci ha cresciute per farci “spaccare il mondo” e ora ci vorrebbe a casa a far la calza.
Di certo vi scrivo per evidenziare che le donne possono e devono lottare per ottenere i loro risultati ed i loro obiettivi, fosse pure con il figlio aggrappato al collo.
Pensateci cari lettori e pensate anche che i figli sono la continuità del mondo e le donne ne sono generatrici, con tutte le motivazioni che ne conseguono da una loro eventuale rivalutazione dei ruoli e delle scelte.
Confido nel vostro ruolo decisivo nel far cambiare le cose.
VERONICA PIAZZA

IL LAVORO PER LE MADRI: POCO E DIFFICILE DA GESTIRE (ARTICOLO di VERONICA PIAZZA)


Ecco l'articolo di esordio della nostra nuova collaboratrice Veronica Piazza, responsabile del mondo giovanile che spazierà però con incursioni nel mondo femminile (come testimonia il pezzo odierno), della moda e delle tendenze.



Non posso non premettere di vivere ed aver vissuto la questione in prima persona ed intendo non nascondervi nulla di quanto accaduto e di quanto provato. Mi rivolgo alle madri in prima persona dicendovi che questo messaggio non è per voi, ma è per tutti quelli che si sentono estranei al problema.
Avere un figlio in Italia, al giorno d'oggi, risulta essere una continua ed insospettata sequenza di disagi e di frustrazioni, in prima analisi lavorative ed organizzative.
Alla mia generazione hanno insegnato che il lavoro è il primo valore, superiore a quello di famiglia e istituzioni. Per il lavoro ci si sacrifica, si impegnano gli anni migliori tra studio ed apprendimento e ci si annulla in molte attività giudicate fuorvianti all'obiettivo da conseguire: la carriera. Siamo entrati nel mondo del lavoro con la convinzione che dedicarcisi completamente sarebbe stata la soluzione alle nostre ambizioni. Ore e ore di ufficio, trasferte, viaggi massacranti a fronte di salari mediocri. E qui scatta la prima considerazione: noi donne, a fronte di incarichi paralleli, orari identici e mansioni uguali, ci siamo sempre ritrovate buste paga molto inferiori a quelle dei colleghi maschi.
Ci dicevano che le cose sarebbero cambiate e che la carriera avrebbe portato i suoi frutti. E noi andavamo avanti, a testa china, abituate per indole, a farci carico sempre di un maggior numero di impegni e a sentirli nostri. Ogni successo aziendale lo era personale, ogni fallimento una tragedia intima. Ci sono stati dei giorni che uscendo dall'ufficio alle 8 di sera, dopo 12 ore di lavoro e un pacchetto di crackers davanti al pc, ci siamo ritrovate a chiederci che tempo aveva fatto durante il giorno. Ormai era buio e non sapevamo risponderci. Che sensazione di estraniazione dal mondo! Ma saremmo state ricompensate dai risultati, questo il nostro unico intento.
I risultati iniziano ad arrivare, ma noi stiamo crescendo, magari abbiamo pure un compagno accanto e ci sentiamo divenire, come dire, più mature, grandi, vecchie!
Iniziamo a pensare agli anni che passano, sono 30, 40, 45 e ci diciamo che corrono veloci.
Seconda considerazione che ci sfiora e allora pensiamo ad un figlio.
Detto e fatto, in un mare di dubbi e pensieri discordanti rimaniamo incinte, ma non intendiamo non cavalcare l'onda della carriera e quindi rimaniamo in prima linea fin tanto che la pancia ci consente di lavorare al pc e vederci i piedi. Per quelle più fortunate, o sfortunate, decidete voi, si rischia di partorire al lavoro. Via di corsa in ospedale, travaglio, parto ed eccoci qua....E ora? Cosa vi siete chieste con in braccio vostro figlio? Vi rispondo io: e ora come faccio? Le più organizzate avranno già prenotato il nido, le più fortunate avranno nonne disponibili, le altre sono convinte di farcela benissimo. Si, è vero, se vi organizzate molto bene ce la farete senza troppi intoppi, ma ancora non avete fatto i conti con il mondo del lavoro. Una donna con figli spaventa i datori di lavoro, che la vedono a casa un giorno su cinque, in preda ai malesseri del bimbo e che non la giudicano più “idonea” al lavoro. Vi spiego perchè : la scala delle priorità è variata e, al posto del “sacro” lavoro, ci sta, come deve starci, il figlio.
Ecco, questa è la fase in cui una donna non è più appetibile lavorativamente.
Nessuno pare comprendere che le donne con figli divengono ancora più combattive ed attente, il nuovo venuto fa provare nuove sensazioni di dedizione a cui si addiziona una forza inconsapevole. La mente delle donne con figli pare subire un sussulto, un'accelerazione, si iniziano a distinguere le cose più velocemente e con maggiore consapevolezza, senza veli e striature. Un figlio porta le donne a rendersi conto che devono vivere in funzione della vita di un essere indifeso, al quale devono apportare gioie e valore e, pertanto, si dimenticano pause “morte” e momenti di debolezza emotiva, affini alle donne per natura.
Ecco, cari lettori, questo è uno spaccato reale e molto attuale nel 2009, al quale dobbiamo aggiungere la situazione di asili nido e strutture inadeguate per numero e costi. Ogni giorno io mi ritrovo a pensare che non esiste alcun tipo di supporto per le madri che lavorano. Non parlo di aiuti, quelli si danno a chi ne ha davvero bisogno, parlo di condizioni eguali di vita e serenità. Fare i padri è continuità di intenti e di obiettivi, fare le madri è stravolgimento della vita. Non intendo elencare le varie soluzioni fattibili, di sicura efficacia e di immediati risultati, scriverei per scontrarmi con le istituzioni e le mentalità di chi ci ha cresciute per farci “spaccare il mondo” e ora ci vorrebbe a casa a far la calza.
Di certo vi scrivo per evidenziare che le donne possono e devono lottare per ottenere i loro risultati ed i loro obiettivi, fosse pure con il figlio aggrappato al collo.
Pensateci cari lettori e pensate anche che i figli sono la continuità del mondo e le donne ne sono generatrici, con tutte le motivazioni che ne conseguono da una loro eventuale rivalutazione dei ruoli e delle scelte.
Confido nel vostro ruolo decisivo nel far cambiare le cose.
VERONICA PIAZZA