"SFUEI DAL FRIÛL LIBAR - IL GIORNALE DEL FRIULI LIBERO". INDIRIZZO INTERNET http://www.ilgiornaledelfriuli.net EDIZIONE ON LINE DELLA TESTATA ISCRITTA COME GIORNALE QUOTIDIANO ON LINE, A STAMPA, RADIOFONICO E TELEVISIVO NEL REGISTRO DEL TRIBUNALE DI UDINE IN DATA 8 APRILE 2009 AL N. 9/2009. Si pubblica dal 25 novembre 2008. Proprietario: Alberto di Caporiacco. Direttore responsabile: Alberto di Caporiacco. Sede di rappresentanza in Udine, piazza S. Giacomo 11/16, 2. piano.

SFUEI DAL FRIÛL LIBAR. ULTIMO AGGIORNAMENTO ORE 11.46 DI MERCOLEDI' 15 APRILE.

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sabato 11 aprile 2009

BUTTRIO, CORSO DI AUTOSTIMA PER DONNE


“…Alla ricerca della donna che è in te”
Corso di autostima al femminile
Centro Diurno di Buttrio - ogni mercoledì dal 15 aprile al 13 maggio

A che prezzo le donne devono pagare l’emancipazione, l’indipendenza economica, l’autonomia intellettuale? In molte c’è la sensazione di aver rinunciato ad aspetti preziosi dell’identità femminile pur di avere più voce in un mondo dove il maschile è ancora dominante; al recupero e alla riscoperta del sé femminile e della consapevolezza del proprio valore - ma non in chiave competitiva, bensì in collaborazione ed integrazione - mira il corso di autostima “Alla ricerca della donna interiore” promosso dall’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Buttrio, in programma presso la sala riunioni del Centro Diurno Anziani (via Cividale, 38) ogni mercoledì dalle ore 20.30 alle 22 a partire dal 15 aprile fino al 13 maggio (max 25 partecipanti).
“Se noi donne abbiamo provato a raggiungere un meta - spiega l’assessore alle PO di Buttrio Rosalba Canzutti -, perché non proviamo ora semplicemente a tornare a casa, cioè verso noi stesse?”. Il corso, introdotto dall’ipnoterapeuta Albino Comelli, sarà tenuto dalle psicologhe Raffaella Lanzutti e Mara Iacuzzi, ed è aperto sia alle buttriesi sia alle non residenti (le modalità verranno specificate al momento dell'iscrizione o informandosi presso il Comune). Dopo una panoramica sull’universo femminile, le lezioni sull’autostima al femminile continueranno con film-terapia e serate esperenziali. Info: Comune di Buttrio, 0432 636111.

BUTTRIO, CORSO DI AUTOSTIMA PER DONNE


“…Alla ricerca della donna che è in te”
Corso di autostima al femminile
Centro Diurno di Buttrio - ogni mercoledì dal 15 aprile al 13 maggio

A che prezzo le donne devono pagare l’emancipazione, l’indipendenza economica, l’autonomia intellettuale? In molte c’è la sensazione di aver rinunciato ad aspetti preziosi dell’identità femminile pur di avere più voce in un mondo dove il maschile è ancora dominante; al recupero e alla riscoperta del sé femminile e della consapevolezza del proprio valore - ma non in chiave competitiva, bensì in collaborazione ed integrazione - mira il corso di autostima “Alla ricerca della donna interiore” promosso dall’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Buttrio, in programma presso la sala riunioni del Centro Diurno Anziani (via Cividale, 38) ogni mercoledì dalle ore 20.30 alle 22 a partire dal 15 aprile fino al 13 maggio (max 25 partecipanti).
“Se noi donne abbiamo provato a raggiungere un meta - spiega l’assessore alle PO di Buttrio Rosalba Canzutti -, perché non proviamo ora semplicemente a tornare a casa, cioè verso noi stesse?”. Il corso, introdotto dall’ipnoterapeuta Albino Comelli, sarà tenuto dalle psicologhe Raffaella Lanzutti e Mara Iacuzzi, ed è aperto sia alle buttriesi sia alle non residenti (le modalità verranno specificate al momento dell'iscrizione o informandosi presso il Comune). Dopo una panoramica sull’universo femminile, le lezioni sull’autostima al femminile continueranno con film-terapia e serate esperenziali. Info: Comune di Buttrio, 0432 636111.

BUTTRIO, CORSO DI AUTOSTIMA PER DONNE


“…Alla ricerca della donna che è in te”
Corso di autostima al femminile
Centro Diurno di Buttrio - ogni mercoledì dal 15 aprile al 13 maggio

A che prezzo le donne devono pagare l’emancipazione, l’indipendenza economica, l’autonomia intellettuale? In molte c’è la sensazione di aver rinunciato ad aspetti preziosi dell’identità femminile pur di avere più voce in un mondo dove il maschile è ancora dominante; al recupero e alla riscoperta del sé femminile e della consapevolezza del proprio valore - ma non in chiave competitiva, bensì in collaborazione ed integrazione - mira il corso di autostima “Alla ricerca della donna interiore” promosso dall’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Buttrio, in programma presso la sala riunioni del Centro Diurno Anziani (via Cividale, 38) ogni mercoledì dalle ore 20.30 alle 22 a partire dal 15 aprile fino al 13 maggio (max 25 partecipanti).
“Se noi donne abbiamo provato a raggiungere un meta - spiega l’assessore alle PO di Buttrio Rosalba Canzutti -, perché non proviamo ora semplicemente a tornare a casa, cioè verso noi stesse?”. Il corso, introdotto dall’ipnoterapeuta Albino Comelli, sarà tenuto dalle psicologhe Raffaella Lanzutti e Mara Iacuzzi, ed è aperto sia alle buttriesi sia alle non residenti (le modalità verranno specificate al momento dell'iscrizione o informandosi presso il Comune). Dopo una panoramica sull’universo femminile, le lezioni sull’autostima al femminile continueranno con film-terapia e serate esperenziali. Info: Comune di Buttrio, 0432 636111.

giovedì 26 marzo 2009

DOMANI CONFERENZA-DONNE E CONTRATTI DI LAVORO FLESSIBILI


Appuntamento venerdì 27 marzo a Palazzo Antonini a Udine
DONNE E CONTRATTI DI LAVORO FLESSIBILI
Conferenza di Marina Brollo nell’ambito del corso
“Donne, politica e istituzioni”
Udine, 26 marzo 2009 – “Le politiche di conciliazione: donne e contratti di lavoro flessibili”. È il tema della conferenza che Marina Brollo, docente di Diritto del lavoro all’Università di Udine, terrà venerdì 27 marzo, dalle 16.30, nell’aula 7 di Palazzo Antonini, in via Petracco a Udine. L’incontro è organizzato dal corso di aggiornamento “Donne, politica e istituzioni” dell’Ateneo friulano.

DOMANI CONFERENZA-DONNE E CONTRATTI DI LAVORO FLESSIBILI


Appuntamento venerdì 27 marzo a Palazzo Antonini a Udine
DONNE E CONTRATTI DI LAVORO FLESSIBILI
Conferenza di Marina Brollo nell’ambito del corso
“Donne, politica e istituzioni”
Udine, 26 marzo 2009 – “Le politiche di conciliazione: donne e contratti di lavoro flessibili”. È il tema della conferenza che Marina Brollo, docente di Diritto del lavoro all’Università di Udine, terrà venerdì 27 marzo, dalle 16.30, nell’aula 7 di Palazzo Antonini, in via Petracco a Udine. L’incontro è organizzato dal corso di aggiornamento “Donne, politica e istituzioni” dell’Ateneo friulano.

DOMANI CONFERENZA-DONNE E CONTRATTI DI LAVORO FLESSIBILI


Appuntamento venerdì 27 marzo a Palazzo Antonini a Udine
DONNE E CONTRATTI DI LAVORO FLESSIBILI
Conferenza di Marina Brollo nell’ambito del corso
“Donne, politica e istituzioni”
Udine, 26 marzo 2009 – “Le politiche di conciliazione: donne e contratti di lavoro flessibili”. È il tema della conferenza che Marina Brollo, docente di Diritto del lavoro all’Università di Udine, terrà venerdì 27 marzo, dalle 16.30, nell’aula 7 di Palazzo Antonini, in via Petracco a Udine. L’incontro è organizzato dal corso di aggiornamento “Donne, politica e istituzioni” dell’Ateneo friulano.

sabato 7 marzo 2009

MODEL EXPO A VERONA. MODELLISMO AL FEMMINILE PER LA FESTA DELLA DONNA


A MODEL EXPO ITALY, DOLL’S HOUSE E MINIATURE
MODELLISMO AL FEMMINILE PER LA FESTA DELLA DONNA

Migliaia le ragazze e donne di ogni età che, in Italia, si dedicano a questo passatempo che coniuga fantasia e manualità. In fiera esposizione dei pezzi più curiosi e dimostrazioni per i neofiti con l’associazione Admi. Nella sezione aeromodellismo si esibisce anche Giulia Sartori, del team misto Campione del mondo a squadre F1E, la prima ragazza a salire sul gradino più alto di un podio tradizionalmente tutto maschile.
Chi pensa che il modellismo sia un hobby declinato esclusivamente al maschile, si sbaglia. Oltre a piccole automobili e barche a vela radiocomandate, aeromodelli e diorami ferroviari, la 5ª edizione di Model Expo Italy (www.modelexpoitaly.it), la più grande rassegna italiana dedicata al modellismo statico e dinamico (navi, aerei, auto, treni, alianti, aquiloni e soldatini) in programma a Veronafiere sino a domenica 8 marzo, Festa della Donna, ospita anche una sezione tutta in rosa: quella dedicata alle case di bambole e all’arte della riproduzione in miniatura.
Non solo bambole, però: nella sezione aeromodellismo si esibisce anche Giulia Sartori, del team misto Campione del mondo a squadre F1E a Kaltensundheim Rhon (Germania), la prima ragazza italiana a salire sul gradino più alto di un podio tradizionalmente tutto maschile.
Ma la tradizione non tramonta: tra gli oltre 70mila praticanti assidui di modellismo in Italia, infatti, sono alcune migliaia le donne di tutte le età che trascorrono il loro tempo libero nella ricostruzione degli ambienti in miniatura delle «Doll’s house» o «Puppenhaus»: un termine inglese e uno tedesco per indicare un hobby che, diffusosi da oltre trent’anni nei paesi nordeuropei e in nord America, finalmente, è sbarcato, grazie a internet, anche in Italia, dove dal Duemila è promosso dall’Associazione Dollshouse e miniature italiane (Admi), che ha sede a Osnago (Lecco). L’associazione è presente alla rassegna scaligera con un’esposizione e numerose dimostrazioni sulle diverse tipologie di miniature: dai mobili al mini-ricamo, dai vetri “mignon” al mini-découpage, dalla riproduzione di cibi e torte più piccole di una moneta di un centesimo, a qualsiasi oggetto che la fantasia permetta di realizzare in formato ridotto.
«Si tratta di un passatempo ancora poco conosciuto, ma che, una volta provato, appassiona», confermano all’Admi, l’associazione che riunisce oltre duecento appassionate. «E rispetto al découpage, hobby più diffuso tra il gentil sesso, lascia molto più spazio all’ingegno e alla creatività». Se non altro perché, nel nostro Paese, sono ancora pochi i negozi che forniscono materiale e oggetti o riviste con consigli per svolgerlo al meglio. E allora l’alternativa all’acquisto su internet o allo shopping all’estero resta il riciclaggio.
Per alcune, questa attività diventa anche un’occasione di lavoro: si può arrotondare o perfino mantenersi vendendo queste miniature, nonostante in Italia i collezionisti siano pochi. All’estero, invece, è un altro mondo: nelle fiere o ai mercatini, dove sanno riconoscere il valore e l’elevata qualità del lavoro manuale, un mobile in miniatura può arrivare a costare anche 1500 sterline, come un vero oggetto d’arte.
(In allegato Scheda Doll’s House)
Scheda: le Doll’s house. L'arte della riproduzione in miniatura, occasionale ai tempi dei Greci e dei Romani, decolla a metà del XVI secolo nel nord Europa.
Nate in Germania come giocattoli educativi per insegnare alle figlie di famiglie facoltose il difficile compito della padrona di casa, le case di bambola divengono nell’Ottocento, soprattutto in Olanda, un passatempo comune tra le mogli dei ricchi mercanti, che amano ricreare fedelmente gli interni delle loro case, commissionando agli artigiani mobilio e suppellettili di ottima fattura. Così queste case, che rispecchiano lo stile di vita dell’epoca di fabbricazione, sono oggi documenti indispensabili per la conoscenza della storia sociale dei secoli scorsi.
Personaggi illustri furono affascinati da questa forma di collezionismo e commissionarono case di bambola con oggetti di altissimo valore: la regina Anna d'Inghilterra nel 1700, lo zar di Russia Pietro il Grande, la regina Vittoria; la regina Mary d'Inghilterra, nel 1924, ricevette in dono da re Giorgio V una casa in miniatura, tuttora conservata al castello di Windsor.
Intorno al Novecento si passa per i più piccoli a materiali e oggetti meno raffinati e preziosi: dai fogli di metallo litografati, al cartone, alla plastica, come la casa della Playmobil. Gli adulti, invece, riscoprono alla metà del secolo il recupero delle case in miniatura di epoche passate come ambiti oggetti da collezione.
E raro trovare case di bambola “storiche” provenienti dall'Europa meridionale, anche se nella tradizione dei Presepi abbondano le ricostruzioni in miniatura; non mancano comunque, in Italia, testimonianze di questa passione, come una casa del 1700 conservata nel Museo dell'Arte industriale di Bologna.
Da noi, dopo un primo avvio incentrato sulla ricostruzione (partendo da kit stranieri) di case in stile vittoriano o americano, si sta oggi diffondendo l'esigenza di recuperare uno stile schiettamente italiano per abitazioni, negozi, esterni e oggettistica, in grado di rivaleggiare con le meraviglie in miniatura dei Paesi d'Oltralpe.
Comunicato stampa del Servizio Stampa Veronafiere
Tel.: + 39.045.829.82.42 – 82.85
E-mail: pressoffice@veronafiere.it - www.modelexpoitaly.it

MODEL EXPO A VERONA. MODELLISMO AL FEMMINILE PER LA FESTA DELLA DONNA


A MODEL EXPO ITALY, DOLL’S HOUSE E MINIATURE
MODELLISMO AL FEMMINILE PER LA FESTA DELLA DONNA

Migliaia le ragazze e donne di ogni età che, in Italia, si dedicano a questo passatempo che coniuga fantasia e manualità. In fiera esposizione dei pezzi più curiosi e dimostrazioni per i neofiti con l’associazione Admi. Nella sezione aeromodellismo si esibisce anche Giulia Sartori, del team misto Campione del mondo a squadre F1E, la prima ragazza a salire sul gradino più alto di un podio tradizionalmente tutto maschile.
Chi pensa che il modellismo sia un hobby declinato esclusivamente al maschile, si sbaglia. Oltre a piccole automobili e barche a vela radiocomandate, aeromodelli e diorami ferroviari, la 5ª edizione di Model Expo Italy (www.modelexpoitaly.it), la più grande rassegna italiana dedicata al modellismo statico e dinamico (navi, aerei, auto, treni, alianti, aquiloni e soldatini) in programma a Veronafiere sino a domenica 8 marzo, Festa della Donna, ospita anche una sezione tutta in rosa: quella dedicata alle case di bambole e all’arte della riproduzione in miniatura.
Non solo bambole, però: nella sezione aeromodellismo si esibisce anche Giulia Sartori, del team misto Campione del mondo a squadre F1E a Kaltensundheim Rhon (Germania), la prima ragazza italiana a salire sul gradino più alto di un podio tradizionalmente tutto maschile.
Ma la tradizione non tramonta: tra gli oltre 70mila praticanti assidui di modellismo in Italia, infatti, sono alcune migliaia le donne di tutte le età che trascorrono il loro tempo libero nella ricostruzione degli ambienti in miniatura delle «Doll’s house» o «Puppenhaus»: un termine inglese e uno tedesco per indicare un hobby che, diffusosi da oltre trent’anni nei paesi nordeuropei e in nord America, finalmente, è sbarcato, grazie a internet, anche in Italia, dove dal Duemila è promosso dall’Associazione Dollshouse e miniature italiane (Admi), che ha sede a Osnago (Lecco). L’associazione è presente alla rassegna scaligera con un’esposizione e numerose dimostrazioni sulle diverse tipologie di miniature: dai mobili al mini-ricamo, dai vetri “mignon” al mini-découpage, dalla riproduzione di cibi e torte più piccole di una moneta di un centesimo, a qualsiasi oggetto che la fantasia permetta di realizzare in formato ridotto.
«Si tratta di un passatempo ancora poco conosciuto, ma che, una volta provato, appassiona», confermano all’Admi, l’associazione che riunisce oltre duecento appassionate. «E rispetto al découpage, hobby più diffuso tra il gentil sesso, lascia molto più spazio all’ingegno e alla creatività». Se non altro perché, nel nostro Paese, sono ancora pochi i negozi che forniscono materiale e oggetti o riviste con consigli per svolgerlo al meglio. E allora l’alternativa all’acquisto su internet o allo shopping all’estero resta il riciclaggio.
Per alcune, questa attività diventa anche un’occasione di lavoro: si può arrotondare o perfino mantenersi vendendo queste miniature, nonostante in Italia i collezionisti siano pochi. All’estero, invece, è un altro mondo: nelle fiere o ai mercatini, dove sanno riconoscere il valore e l’elevata qualità del lavoro manuale, un mobile in miniatura può arrivare a costare anche 1500 sterline, come un vero oggetto d’arte.
(In allegato Scheda Doll’s House)
Scheda: le Doll’s house. L'arte della riproduzione in miniatura, occasionale ai tempi dei Greci e dei Romani, decolla a metà del XVI secolo nel nord Europa.
Nate in Germania come giocattoli educativi per insegnare alle figlie di famiglie facoltose il difficile compito della padrona di casa, le case di bambola divengono nell’Ottocento, soprattutto in Olanda, un passatempo comune tra le mogli dei ricchi mercanti, che amano ricreare fedelmente gli interni delle loro case, commissionando agli artigiani mobilio e suppellettili di ottima fattura. Così queste case, che rispecchiano lo stile di vita dell’epoca di fabbricazione, sono oggi documenti indispensabili per la conoscenza della storia sociale dei secoli scorsi.
Personaggi illustri furono affascinati da questa forma di collezionismo e commissionarono case di bambola con oggetti di altissimo valore: la regina Anna d'Inghilterra nel 1700, lo zar di Russia Pietro il Grande, la regina Vittoria; la regina Mary d'Inghilterra, nel 1924, ricevette in dono da re Giorgio V una casa in miniatura, tuttora conservata al castello di Windsor.
Intorno al Novecento si passa per i più piccoli a materiali e oggetti meno raffinati e preziosi: dai fogli di metallo litografati, al cartone, alla plastica, come la casa della Playmobil. Gli adulti, invece, riscoprono alla metà del secolo il recupero delle case in miniatura di epoche passate come ambiti oggetti da collezione.
E raro trovare case di bambola “storiche” provenienti dall'Europa meridionale, anche se nella tradizione dei Presepi abbondano le ricostruzioni in miniatura; non mancano comunque, in Italia, testimonianze di questa passione, come una casa del 1700 conservata nel Museo dell'Arte industriale di Bologna.
Da noi, dopo un primo avvio incentrato sulla ricostruzione (partendo da kit stranieri) di case in stile vittoriano o americano, si sta oggi diffondendo l'esigenza di recuperare uno stile schiettamente italiano per abitazioni, negozi, esterni e oggettistica, in grado di rivaleggiare con le meraviglie in miniatura dei Paesi d'Oltralpe.
Comunicato stampa del Servizio Stampa Veronafiere
Tel.: + 39.045.829.82.42 – 82.85
E-mail: pressoffice@veronafiere.it - www.modelexpoitaly.it

MODEL EXPO A VERONA. MODELLISMO AL FEMMINILE PER LA FESTA DELLA DONNA


A MODEL EXPO ITALY, DOLL’S HOUSE E MINIATURE
MODELLISMO AL FEMMINILE PER LA FESTA DELLA DONNA

Migliaia le ragazze e donne di ogni età che, in Italia, si dedicano a questo passatempo che coniuga fantasia e manualità. In fiera esposizione dei pezzi più curiosi e dimostrazioni per i neofiti con l’associazione Admi. Nella sezione aeromodellismo si esibisce anche Giulia Sartori, del team misto Campione del mondo a squadre F1E, la prima ragazza a salire sul gradino più alto di un podio tradizionalmente tutto maschile.
Chi pensa che il modellismo sia un hobby declinato esclusivamente al maschile, si sbaglia. Oltre a piccole automobili e barche a vela radiocomandate, aeromodelli e diorami ferroviari, la 5ª edizione di Model Expo Italy (www.modelexpoitaly.it), la più grande rassegna italiana dedicata al modellismo statico e dinamico (navi, aerei, auto, treni, alianti, aquiloni e soldatini) in programma a Veronafiere sino a domenica 8 marzo, Festa della Donna, ospita anche una sezione tutta in rosa: quella dedicata alle case di bambole e all’arte della riproduzione in miniatura.
Non solo bambole, però: nella sezione aeromodellismo si esibisce anche Giulia Sartori, del team misto Campione del mondo a squadre F1E a Kaltensundheim Rhon (Germania), la prima ragazza italiana a salire sul gradino più alto di un podio tradizionalmente tutto maschile.
Ma la tradizione non tramonta: tra gli oltre 70mila praticanti assidui di modellismo in Italia, infatti, sono alcune migliaia le donne di tutte le età che trascorrono il loro tempo libero nella ricostruzione degli ambienti in miniatura delle «Doll’s house» o «Puppenhaus»: un termine inglese e uno tedesco per indicare un hobby che, diffusosi da oltre trent’anni nei paesi nordeuropei e in nord America, finalmente, è sbarcato, grazie a internet, anche in Italia, dove dal Duemila è promosso dall’Associazione Dollshouse e miniature italiane (Admi), che ha sede a Osnago (Lecco). L’associazione è presente alla rassegna scaligera con un’esposizione e numerose dimostrazioni sulle diverse tipologie di miniature: dai mobili al mini-ricamo, dai vetri “mignon” al mini-découpage, dalla riproduzione di cibi e torte più piccole di una moneta di un centesimo, a qualsiasi oggetto che la fantasia permetta di realizzare in formato ridotto.
«Si tratta di un passatempo ancora poco conosciuto, ma che, una volta provato, appassiona», confermano all’Admi, l’associazione che riunisce oltre duecento appassionate. «E rispetto al découpage, hobby più diffuso tra il gentil sesso, lascia molto più spazio all’ingegno e alla creatività». Se non altro perché, nel nostro Paese, sono ancora pochi i negozi che forniscono materiale e oggetti o riviste con consigli per svolgerlo al meglio. E allora l’alternativa all’acquisto su internet o allo shopping all’estero resta il riciclaggio.
Per alcune, questa attività diventa anche un’occasione di lavoro: si può arrotondare o perfino mantenersi vendendo queste miniature, nonostante in Italia i collezionisti siano pochi. All’estero, invece, è un altro mondo: nelle fiere o ai mercatini, dove sanno riconoscere il valore e l’elevata qualità del lavoro manuale, un mobile in miniatura può arrivare a costare anche 1500 sterline, come un vero oggetto d’arte.
(In allegato Scheda Doll’s House)
Scheda: le Doll’s house. L'arte della riproduzione in miniatura, occasionale ai tempi dei Greci e dei Romani, decolla a metà del XVI secolo nel nord Europa.
Nate in Germania come giocattoli educativi per insegnare alle figlie di famiglie facoltose il difficile compito della padrona di casa, le case di bambola divengono nell’Ottocento, soprattutto in Olanda, un passatempo comune tra le mogli dei ricchi mercanti, che amano ricreare fedelmente gli interni delle loro case, commissionando agli artigiani mobilio e suppellettili di ottima fattura. Così queste case, che rispecchiano lo stile di vita dell’epoca di fabbricazione, sono oggi documenti indispensabili per la conoscenza della storia sociale dei secoli scorsi.
Personaggi illustri furono affascinati da questa forma di collezionismo e commissionarono case di bambola con oggetti di altissimo valore: la regina Anna d'Inghilterra nel 1700, lo zar di Russia Pietro il Grande, la regina Vittoria; la regina Mary d'Inghilterra, nel 1924, ricevette in dono da re Giorgio V una casa in miniatura, tuttora conservata al castello di Windsor.
Intorno al Novecento si passa per i più piccoli a materiali e oggetti meno raffinati e preziosi: dai fogli di metallo litografati, al cartone, alla plastica, come la casa della Playmobil. Gli adulti, invece, riscoprono alla metà del secolo il recupero delle case in miniatura di epoche passate come ambiti oggetti da collezione.
E raro trovare case di bambola “storiche” provenienti dall'Europa meridionale, anche se nella tradizione dei Presepi abbondano le ricostruzioni in miniatura; non mancano comunque, in Italia, testimonianze di questa passione, come una casa del 1700 conservata nel Museo dell'Arte industriale di Bologna.
Da noi, dopo un primo avvio incentrato sulla ricostruzione (partendo da kit stranieri) di case in stile vittoriano o americano, si sta oggi diffondendo l'esigenza di recuperare uno stile schiettamente italiano per abitazioni, negozi, esterni e oggettistica, in grado di rivaleggiare con le meraviglie in miniatura dei Paesi d'Oltralpe.
Comunicato stampa del Servizio Stampa Veronafiere
Tel.: + 39.045.829.82.42 – 82.85
E-mail: pressoffice@veronafiere.it - www.modelexpoitaly.it

venerdì 6 marzo 2009

SAB 7 MARZO A TERZO D'AQUILEIA HAPPENING DI ARTE VARIA PER CELEBRARE LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA 2009
A cura dell’Associazione Culturale Anfora
ROSA – HAPPENING DI ARTE VARIA
pittura – scultura – laboratori artistici – teatro – musica – incontro pubblico

· PITTURA – SCULTURA – LABORATORI ARTISTICI

Palazzo Vianelli, Galleria Calligaris / Spazio espositivo Sala Anforao7 / 15 marzo – Terzo di Aquileia, Udine

Vernissage: sabato 7 marzo ore 15

Introduzione critica di Emanuela Uccello

Artiste invitate:
LIDIANA BASSO MARINA BATTISTELLA ROSSANA BECCARI ROSA BERNAL MARISA BIDESE NATASHA BONDARENKO DARIA CERQUENI MARISA CIGNOLINI LAURA CRISTIN AMELIA DEL BUONO PAOLA GASPAROTTO SILVIA GIUSTI LAURA GRUSOVIN SILVIA KLAINSCEK GIUSEPPINA LESA CRISTINA LOMBARDO ORIETTA MASIN LAURA POZZAR SABINA ROMANIN
e LAURA DE CORTI (mosaicista) ELENA PITTINO (artigianato artistico)


· TEATRO – MUSICA – INCONTRO PUBBLICO

Piazza Europa / sabato 7 marzo ore 16 : LUCIA OSELLIERI (contastorie e burattinaia) e Il teatro di Gelsomina
Sala Anfora / domenica 8 marzo ore 15 : CAROLE GIOS (pianista) e IMMA PASTORE (soprano)
Piazza Europa, Sala conferenze BCC / domenica 8 marzo ore 16 : Incontro pubblico. Creatività e conoscenza / Rispetto e pari opportunità nelle istituzioni

Nel mondo una donna su tre subisce violenza nell’arco della propria vita. In Italia e nel mondo le violenze subite dalle donne provengono soprattutto dall’ambito familiare. Combattere la violenza sulle donne è un segno di civiltà e di rispetto. 8 marzo 2009, giornata internazionale della donna, e qui le artiste non sono state invitate a lanciare caramelle e mimose quanto a compiere un’azione simbolica che attraverso la loro arte vuole dare voce alle tante vittime silenti di questa reale emergenza sociale e culturale.

SAB 7 MARZO A TERZO D'AQUILEIA HAPPENING DI ARTE VARIA PER CELEBRARE LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA 2009
A cura dell’Associazione Culturale Anfora
ROSA – HAPPENING DI ARTE VARIA
pittura – scultura – laboratori artistici – teatro – musica – incontro pubblico

· PITTURA – SCULTURA – LABORATORI ARTISTICI

Palazzo Vianelli, Galleria Calligaris / Spazio espositivo Sala Anforao7 / 15 marzo – Terzo di Aquileia, Udine

Vernissage: sabato 7 marzo ore 15

Introduzione critica di Emanuela Uccello

Artiste invitate:
LIDIANA BASSO MARINA BATTISTELLA ROSSANA BECCARI ROSA BERNAL MARISA BIDESE NATASHA BONDARENKO DARIA CERQUENI MARISA CIGNOLINI LAURA CRISTIN AMELIA DEL BUONO PAOLA GASPAROTTO SILVIA GIUSTI LAURA GRUSOVIN SILVIA KLAINSCEK GIUSEPPINA LESA CRISTINA LOMBARDO ORIETTA MASIN LAURA POZZAR SABINA ROMANIN
e LAURA DE CORTI (mosaicista) ELENA PITTINO (artigianato artistico)


· TEATRO – MUSICA – INCONTRO PUBBLICO

Piazza Europa / sabato 7 marzo ore 16 : LUCIA OSELLIERI (contastorie e burattinaia) e Il teatro di Gelsomina
Sala Anfora / domenica 8 marzo ore 15 : CAROLE GIOS (pianista) e IMMA PASTORE (soprano)
Piazza Europa, Sala conferenze BCC / domenica 8 marzo ore 16 : Incontro pubblico. Creatività e conoscenza / Rispetto e pari opportunità nelle istituzioni

Nel mondo una donna su tre subisce violenza nell’arco della propria vita. In Italia e nel mondo le violenze subite dalle donne provengono soprattutto dall’ambito familiare. Combattere la violenza sulle donne è un segno di civiltà e di rispetto. 8 marzo 2009, giornata internazionale della donna, e qui le artiste non sono state invitate a lanciare caramelle e mimose quanto a compiere un’azione simbolica che attraverso la loro arte vuole dare voce alle tante vittime silenti di questa reale emergenza sociale e culturale.

SAB 7 MARZO A TERZO D'AQUILEIA HAPPENING DI ARTE VARIA PER CELEBRARE LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA 2009
A cura dell’Associazione Culturale Anfora
ROSA – HAPPENING DI ARTE VARIA
pittura – scultura – laboratori artistici – teatro – musica – incontro pubblico

· PITTURA – SCULTURA – LABORATORI ARTISTICI

Palazzo Vianelli, Galleria Calligaris / Spazio espositivo Sala Anforao7 / 15 marzo – Terzo di Aquileia, Udine

Vernissage: sabato 7 marzo ore 15

Introduzione critica di Emanuela Uccello

Artiste invitate:
LIDIANA BASSO MARINA BATTISTELLA ROSSANA BECCARI ROSA BERNAL MARISA BIDESE NATASHA BONDARENKO DARIA CERQUENI MARISA CIGNOLINI LAURA CRISTIN AMELIA DEL BUONO PAOLA GASPAROTTO SILVIA GIUSTI LAURA GRUSOVIN SILVIA KLAINSCEK GIUSEPPINA LESA CRISTINA LOMBARDO ORIETTA MASIN LAURA POZZAR SABINA ROMANIN
e LAURA DE CORTI (mosaicista) ELENA PITTINO (artigianato artistico)


· TEATRO – MUSICA – INCONTRO PUBBLICO

Piazza Europa / sabato 7 marzo ore 16 : LUCIA OSELLIERI (contastorie e burattinaia) e Il teatro di Gelsomina
Sala Anfora / domenica 8 marzo ore 15 : CAROLE GIOS (pianista) e IMMA PASTORE (soprano)
Piazza Europa, Sala conferenze BCC / domenica 8 marzo ore 16 : Incontro pubblico. Creatività e conoscenza / Rispetto e pari opportunità nelle istituzioni

Nel mondo una donna su tre subisce violenza nell’arco della propria vita. In Italia e nel mondo le violenze subite dalle donne provengono soprattutto dall’ambito familiare. Combattere la violenza sulle donne è un segno di civiltà e di rispetto. 8 marzo 2009, giornata internazionale della donna, e qui le artiste non sono state invitate a lanciare caramelle e mimose quanto a compiere un’azione simbolica che attraverso la loro arte vuole dare voce alle tante vittime silenti di questa reale emergenza sociale e culturale.

domenica 15 febbraio 2009

MODA. TENDENZE PRIMAVERA/ESTATE 2009 (ARTICOLO di VERONICA PIAZZA)



Le collezioni della primavera/estate sono già sugli scaffali dei negozi, nonostante la neve che ancora scende copiosa e le strade rese lucide dal ghiaccio, ma noi donne ci vediamo già proiettate ad abitini leggeri e pelle abbronzata messa in bella vista.
E quindi, care amiche mie, riassumiamo le tendenze più esplosive per la prossima stagione e pensiamo ai capi che vorremmo avere.
Tra gli addetti del settore moda e i cosiddetti “escursionisti” , per passione o per diletto, la regola è oramai chiara e dettata dalla contaminazione. Contaminazione totale, apparentemente confusa, ma intimamente dettata da regole rigide e con canoni precisi di aggregazioni e di similitudini.
Io vi farò scoprire, appuntamento dopo appuntamento, le essenze dello stile, quelle più innovative, dirompenti e con una forza penetrante tale da farle diventare le regole, i must, per la stagione che ci attende più belle ed affascinanti che mai.
Nessuna ispirazione è stata tralasciata dalla mia ricerca, vi parlerò di come fantasia, tendenza, innovazione, vanità, candore, malizia e classico si possano mescolare ad ottenere una “miscela” vincente ed adattabile a tutte noi donne.
La seducente e retrò Parigi con la basica ed , allo stesso tempo, irriverente New York, contro l'eccellenza del design italiano. Lotta impari, ma notevolmente stimolante, utile a capire che i mercati si stanno muovendo e la classe è l'unica realtà ricercata.
La base dello stile attuale sta in 2 punti fondamentali: la cura armoniosa dei dettagli e l'equilibrio delle tendenze con l'eleganza.
Io mi permetto di darvi un'ulteriore consiglio: osate!
Osate per sentirvi vive, osate per elevarvi dal gruppo, osate per rendervi conto che lo potete fare vincendo, osate per non passare inosservate a voi stesse, osate per stupirvi e per divertirvi. Osare non significa solo eccedere, osare vuol dire rendersi consapevoli che le mode sono una base di partenza o “un consiglio”, uniformarsi alle mode senza divertirsi un po' cambiando le regole è di una noia inconfessabile!
Pertanto dovremo sapere cosa va di moda e farlo nostro, ma a modo nostro!
Segui questi spunti che non vogliono essere una scuola di regole, ma una base di lettura per te che sei ribelle ma saggia, proiettata al futuro ma conscia del tuo passato, che sai vincere ma che ti sai rimettere in gioco...una chiave magica per vivere al meglio la nostra femminilità e la nostra bellezza.
I tono di tendenza per la prossima, meravigliosa stagione saranno il bianco ed il nero, ever green negli armadi e nelle età, il rosso acceso, spunto di allegria e notorietà, le tinte polverose e pastellate, tremendamente sexy e raffinate allo stesso tempo e un tocco di oro.
Il viola e tutte le sue declinazioni restano a strascico dell'inverno, ma si profilano dettagli di tinte azzardate come il fucsia, il blu elettrico, il verde smeraldo ed il giallo solare.
Le prime sono rubate alle discoteche anni '80, le seconde alle case cubane in una giornata torrida arsa dal sole.
I tessuti preservano la leggerezza e le texture delle fibre estive, anche se quest'anno, per essere davvero glamour, dovremo concederci un capo brillante, di tessuti che paiono bagnati, spalmati di finiture ad effetto che li fanno luccicare come un palazzo nel centro di New York.
I capi must della prossima estate puntano sulla leggerezza di abiti lunghi e fluttuanti, dai colori neutri e dalle fantasie rassicuranti e romantiche, con farfalle e fiori, da indossare con le ballerine spuntate o dei sandali alla “schiava”.
In contrapposizione, ma estremamente trendy, piccole giacche molto strutturare e iper femminili, da indossare sul pantalone palazzo, ampio e leggero.
Per il giorno via libera a “piccoli” abiti, dalle lunghezze ridotte e dalle linee scultoree, con pieghe e drappeggi, che accarezzano le forme del corpo. Provate ad indossare un abitino bianco e uno rosso, espressione, il primo di candore e purezza, il secondo di vitalità e seduzione, vi sentirete comunque bellissime e rappresentative del vostro ego. Di giorno gli abiti si coprono di giacche, blazer, trench e cardigan, di notte folleggiano sulla pelle nuda.
Scegliete un paio di scarpe dorate, perfette anche di giorno con i jeans. I tacchi restano “importanti”, più affidabili e facili da indossare. Diminuiscono le altezze delle zeppe, ma piacciono ancora molto.
Gli accessori illuminano il viso in orecchini lunghissimi, portati anche singolarmente.
Le collane si impreziosiscono di pietre naturali nei toni del nero opale e del rosa corallo, compaiono intarsi in materiali naturali, come pelle e rafia.
Le borse a pochette diventano quasi dei bracciali, da indossare come vezzo, più che come borsa. Per i carichi extra, grandi borse over size, di pelle o tessuto intrecciati.
Una moda rassicurante e lineare, fatta di molti pezzi basici e cura del dettaglio.
In sintesi, care donne, con le vostre scelte a voi sta il compito di dar gioia al mondo, un mondo che ha sempre bisogno della vostra luminosità e del vostro carisma. Gli abiti sono uno strumento per crearsi un'identità, ma anche per emozionare, stupire, riempire i cuori d'estasi.
Un abito è un biglietto da visita d'eccellenza, richiama concetti molto più profondi del “semplice” vestirsi. Un abito è anche momento ludico, un gioco nella sperimentazione e nel mettersi alla prova.
E osate, osate amiche mie, osate e non ve ne pentirete mai!!!

VERONICA PIAZZA

MODA. TENDENZE PRIMAVERA/ESTATE 2009 (ARTICOLO di VERONICA PIAZZA)



Le collezioni della primavera/estate sono già sugli scaffali dei negozi, nonostante la neve che ancora scende copiosa e le strade rese lucide dal ghiaccio, ma noi donne ci vediamo già proiettate ad abitini leggeri e pelle abbronzata messa in bella vista.
E quindi, care amiche mie, riassumiamo le tendenze più esplosive per la prossima stagione e pensiamo ai capi che vorremmo avere.
Tra gli addetti del settore moda e i cosiddetti “escursionisti” , per passione o per diletto, la regola è oramai chiara e dettata dalla contaminazione. Contaminazione totale, apparentemente confusa, ma intimamente dettata da regole rigide e con canoni precisi di aggregazioni e di similitudini.
Io vi farò scoprire, appuntamento dopo appuntamento, le essenze dello stile, quelle più innovative, dirompenti e con una forza penetrante tale da farle diventare le regole, i must, per la stagione che ci attende più belle ed affascinanti che mai.
Nessuna ispirazione è stata tralasciata dalla mia ricerca, vi parlerò di come fantasia, tendenza, innovazione, vanità, candore, malizia e classico si possano mescolare ad ottenere una “miscela” vincente ed adattabile a tutte noi donne.
La seducente e retrò Parigi con la basica ed , allo stesso tempo, irriverente New York, contro l'eccellenza del design italiano. Lotta impari, ma notevolmente stimolante, utile a capire che i mercati si stanno muovendo e la classe è l'unica realtà ricercata.
La base dello stile attuale sta in 2 punti fondamentali: la cura armoniosa dei dettagli e l'equilibrio delle tendenze con l'eleganza.
Io mi permetto di darvi un'ulteriore consiglio: osate!
Osate per sentirvi vive, osate per elevarvi dal gruppo, osate per rendervi conto che lo potete fare vincendo, osate per non passare inosservate a voi stesse, osate per stupirvi e per divertirvi. Osare non significa solo eccedere, osare vuol dire rendersi consapevoli che le mode sono una base di partenza o “un consiglio”, uniformarsi alle mode senza divertirsi un po' cambiando le regole è di una noia inconfessabile!
Pertanto dovremo sapere cosa va di moda e farlo nostro, ma a modo nostro!
Segui questi spunti che non vogliono essere una scuola di regole, ma una base di lettura per te che sei ribelle ma saggia, proiettata al futuro ma conscia del tuo passato, che sai vincere ma che ti sai rimettere in gioco...una chiave magica per vivere al meglio la nostra femminilità e la nostra bellezza.
I tono di tendenza per la prossima, meravigliosa stagione saranno il bianco ed il nero, ever green negli armadi e nelle età, il rosso acceso, spunto di allegria e notorietà, le tinte polverose e pastellate, tremendamente sexy e raffinate allo stesso tempo e un tocco di oro.
Il viola e tutte le sue declinazioni restano a strascico dell'inverno, ma si profilano dettagli di tinte azzardate come il fucsia, il blu elettrico, il verde smeraldo ed il giallo solare.
Le prime sono rubate alle discoteche anni '80, le seconde alle case cubane in una giornata torrida arsa dal sole.
I tessuti preservano la leggerezza e le texture delle fibre estive, anche se quest'anno, per essere davvero glamour, dovremo concederci un capo brillante, di tessuti che paiono bagnati, spalmati di finiture ad effetto che li fanno luccicare come un palazzo nel centro di New York.
I capi must della prossima estate puntano sulla leggerezza di abiti lunghi e fluttuanti, dai colori neutri e dalle fantasie rassicuranti e romantiche, con farfalle e fiori, da indossare con le ballerine spuntate o dei sandali alla “schiava”.
In contrapposizione, ma estremamente trendy, piccole giacche molto strutturare e iper femminili, da indossare sul pantalone palazzo, ampio e leggero.
Per il giorno via libera a “piccoli” abiti, dalle lunghezze ridotte e dalle linee scultoree, con pieghe e drappeggi, che accarezzano le forme del corpo. Provate ad indossare un abitino bianco e uno rosso, espressione, il primo di candore e purezza, il secondo di vitalità e seduzione, vi sentirete comunque bellissime e rappresentative del vostro ego. Di giorno gli abiti si coprono di giacche, blazer, trench e cardigan, di notte folleggiano sulla pelle nuda.
Scegliete un paio di scarpe dorate, perfette anche di giorno con i jeans. I tacchi restano “importanti”, più affidabili e facili da indossare. Diminuiscono le altezze delle zeppe, ma piacciono ancora molto.
Gli accessori illuminano il viso in orecchini lunghissimi, portati anche singolarmente.
Le collane si impreziosiscono di pietre naturali nei toni del nero opale e del rosa corallo, compaiono intarsi in materiali naturali, come pelle e rafia.
Le borse a pochette diventano quasi dei bracciali, da indossare come vezzo, più che come borsa. Per i carichi extra, grandi borse over size, di pelle o tessuto intrecciati.
Una moda rassicurante e lineare, fatta di molti pezzi basici e cura del dettaglio.
In sintesi, care donne, con le vostre scelte a voi sta il compito di dar gioia al mondo, un mondo che ha sempre bisogno della vostra luminosità e del vostro carisma. Gli abiti sono uno strumento per crearsi un'identità, ma anche per emozionare, stupire, riempire i cuori d'estasi.
Un abito è un biglietto da visita d'eccellenza, richiama concetti molto più profondi del “semplice” vestirsi. Un abito è anche momento ludico, un gioco nella sperimentazione e nel mettersi alla prova.
E osate, osate amiche mie, osate e non ve ne pentirete mai!!!

VERONICA PIAZZA

MODA. TENDENZE PRIMAVERA/ESTATE 2009 (ARTICOLO di VERONICA PIAZZA)



Le collezioni della primavera/estate sono già sugli scaffali dei negozi, nonostante la neve che ancora scende copiosa e le strade rese lucide dal ghiaccio, ma noi donne ci vediamo già proiettate ad abitini leggeri e pelle abbronzata messa in bella vista.
E quindi, care amiche mie, riassumiamo le tendenze più esplosive per la prossima stagione e pensiamo ai capi che vorremmo avere.
Tra gli addetti del settore moda e i cosiddetti “escursionisti” , per passione o per diletto, la regola è oramai chiara e dettata dalla contaminazione. Contaminazione totale, apparentemente confusa, ma intimamente dettata da regole rigide e con canoni precisi di aggregazioni e di similitudini.
Io vi farò scoprire, appuntamento dopo appuntamento, le essenze dello stile, quelle più innovative, dirompenti e con una forza penetrante tale da farle diventare le regole, i must, per la stagione che ci attende più belle ed affascinanti che mai.
Nessuna ispirazione è stata tralasciata dalla mia ricerca, vi parlerò di come fantasia, tendenza, innovazione, vanità, candore, malizia e classico si possano mescolare ad ottenere una “miscela” vincente ed adattabile a tutte noi donne.
La seducente e retrò Parigi con la basica ed , allo stesso tempo, irriverente New York, contro l'eccellenza del design italiano. Lotta impari, ma notevolmente stimolante, utile a capire che i mercati si stanno muovendo e la classe è l'unica realtà ricercata.
La base dello stile attuale sta in 2 punti fondamentali: la cura armoniosa dei dettagli e l'equilibrio delle tendenze con l'eleganza.
Io mi permetto di darvi un'ulteriore consiglio: osate!
Osate per sentirvi vive, osate per elevarvi dal gruppo, osate per rendervi conto che lo potete fare vincendo, osate per non passare inosservate a voi stesse, osate per stupirvi e per divertirvi. Osare non significa solo eccedere, osare vuol dire rendersi consapevoli che le mode sono una base di partenza o “un consiglio”, uniformarsi alle mode senza divertirsi un po' cambiando le regole è di una noia inconfessabile!
Pertanto dovremo sapere cosa va di moda e farlo nostro, ma a modo nostro!
Segui questi spunti che non vogliono essere una scuola di regole, ma una base di lettura per te che sei ribelle ma saggia, proiettata al futuro ma conscia del tuo passato, che sai vincere ma che ti sai rimettere in gioco...una chiave magica per vivere al meglio la nostra femminilità e la nostra bellezza.
I tono di tendenza per la prossima, meravigliosa stagione saranno il bianco ed il nero, ever green negli armadi e nelle età, il rosso acceso, spunto di allegria e notorietà, le tinte polverose e pastellate, tremendamente sexy e raffinate allo stesso tempo e un tocco di oro.
Il viola e tutte le sue declinazioni restano a strascico dell'inverno, ma si profilano dettagli di tinte azzardate come il fucsia, il blu elettrico, il verde smeraldo ed il giallo solare.
Le prime sono rubate alle discoteche anni '80, le seconde alle case cubane in una giornata torrida arsa dal sole.
I tessuti preservano la leggerezza e le texture delle fibre estive, anche se quest'anno, per essere davvero glamour, dovremo concederci un capo brillante, di tessuti che paiono bagnati, spalmati di finiture ad effetto che li fanno luccicare come un palazzo nel centro di New York.
I capi must della prossima estate puntano sulla leggerezza di abiti lunghi e fluttuanti, dai colori neutri e dalle fantasie rassicuranti e romantiche, con farfalle e fiori, da indossare con le ballerine spuntate o dei sandali alla “schiava”.
In contrapposizione, ma estremamente trendy, piccole giacche molto strutturare e iper femminili, da indossare sul pantalone palazzo, ampio e leggero.
Per il giorno via libera a “piccoli” abiti, dalle lunghezze ridotte e dalle linee scultoree, con pieghe e drappeggi, che accarezzano le forme del corpo. Provate ad indossare un abitino bianco e uno rosso, espressione, il primo di candore e purezza, il secondo di vitalità e seduzione, vi sentirete comunque bellissime e rappresentative del vostro ego. Di giorno gli abiti si coprono di giacche, blazer, trench e cardigan, di notte folleggiano sulla pelle nuda.
Scegliete un paio di scarpe dorate, perfette anche di giorno con i jeans. I tacchi restano “importanti”, più affidabili e facili da indossare. Diminuiscono le altezze delle zeppe, ma piacciono ancora molto.
Gli accessori illuminano il viso in orecchini lunghissimi, portati anche singolarmente.
Le collane si impreziosiscono di pietre naturali nei toni del nero opale e del rosa corallo, compaiono intarsi in materiali naturali, come pelle e rafia.
Le borse a pochette diventano quasi dei bracciali, da indossare come vezzo, più che come borsa. Per i carichi extra, grandi borse over size, di pelle o tessuto intrecciati.
Una moda rassicurante e lineare, fatta di molti pezzi basici e cura del dettaglio.
In sintesi, care donne, con le vostre scelte a voi sta il compito di dar gioia al mondo, un mondo che ha sempre bisogno della vostra luminosità e del vostro carisma. Gli abiti sono uno strumento per crearsi un'identità, ma anche per emozionare, stupire, riempire i cuori d'estasi.
Un abito è un biglietto da visita d'eccellenza, richiama concetti molto più profondi del “semplice” vestirsi. Un abito è anche momento ludico, un gioco nella sperimentazione e nel mettersi alla prova.
E osate, osate amiche mie, osate e non ve ne pentirete mai!!!

VERONICA PIAZZA

giovedì 12 febbraio 2009

LA RUBRICA DELLE DONNE. NOVITA' (CURATA da VERONICA PIAZZA)



Care donne, questo spazio e dedicato a noi, ai nostri pensieri, alle nostre domande ed alle nostre incertezze.


“La rubrica delle donne”


uno spazio dedicato a moda, sentimenti, sesso e famiglia.
Una sezione solo nostra, intimamente libere di esprimerci e trovare assensi, risposte e comprensione. Uno spazio per interagire con la redazione e potersi sentire partecipi.
La rubrica pubblicherà:
* spunti di articoli o notizie ad interesse femminile
* consigli, novità e proposte della sfera femminile
* interventi di personaggi pubblici al femminile
* notizie dal mondo della politica in rosa
* annunci di lavoro
* sezione utility
Se vuoi aderire come portavoce alla rubrica scrivi alla redazione.

VERONICA PIAZZA

LA RUBRICA DELLE DONNE. NOVITA' (CURATA da VERONICA PIAZZA)



Care donne, questo spazio e dedicato a noi, ai nostri pensieri, alle nostre domande ed alle nostre incertezze.


“La rubrica delle donne”


uno spazio dedicato a moda, sentimenti, sesso e famiglia.
Una sezione solo nostra, intimamente libere di esprimerci e trovare assensi, risposte e comprensione. Uno spazio per interagire con la redazione e potersi sentire partecipi.
La rubrica pubblicherà:
* spunti di articoli o notizie ad interesse femminile
* consigli, novità e proposte della sfera femminile
* interventi di personaggi pubblici al femminile
* notizie dal mondo della politica in rosa
* annunci di lavoro
* sezione utility
Se vuoi aderire come portavoce alla rubrica scrivi alla redazione.

VERONICA PIAZZA

LA RUBRICA DELLE DONNE. NOVITA' (CURATA da VERONICA PIAZZA)



Care donne, questo spazio e dedicato a noi, ai nostri pensieri, alle nostre domande ed alle nostre incertezze.


“La rubrica delle donne”


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Una sezione solo nostra, intimamente libere di esprimerci e trovare assensi, risposte e comprensione. Uno spazio per interagire con la redazione e potersi sentire partecipi.
La rubrica pubblicherà:
* spunti di articoli o notizie ad interesse femminile
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VERONICA PIAZZA

domenica 8 febbraio 2009

IL LAVORO PER LE MADRI: POCO E DIFFICILE DA GESTIRE (ARTICOLO di VERONICA PIAZZA)


Ecco l'articolo di esordio della nostra nuova collaboratrice Veronica Piazza, responsabile del mondo giovanile che spazierà però con incursioni nel mondo femminile (come testimonia il pezzo odierno), della moda e delle tendenze.



Non posso non premettere di vivere ed aver vissuto la questione in prima persona ed intendo non nascondervi nulla di quanto accaduto e di quanto provato. Mi rivolgo alle madri in prima persona dicendovi che questo messaggio non è per voi, ma è per tutti quelli che si sentono estranei al problema.
Avere un figlio in Italia, al giorno d'oggi, risulta essere una continua ed insospettata sequenza di disagi e di frustrazioni, in prima analisi lavorative ed organizzative.
Alla mia generazione hanno insegnato che il lavoro è il primo valore, superiore a quello di famiglia e istituzioni. Per il lavoro ci si sacrifica, si impegnano gli anni migliori tra studio ed apprendimento e ci si annulla in molte attività giudicate fuorvianti all'obiettivo da conseguire: la carriera. Siamo entrati nel mondo del lavoro con la convinzione che dedicarcisi completamente sarebbe stata la soluzione alle nostre ambizioni. Ore e ore di ufficio, trasferte, viaggi massacranti a fronte di salari mediocri. E qui scatta la prima considerazione: noi donne, a fronte di incarichi paralleli, orari identici e mansioni uguali, ci siamo sempre ritrovate buste paga molto inferiori a quelle dei colleghi maschi.
Ci dicevano che le cose sarebbero cambiate e che la carriera avrebbe portato i suoi frutti. E noi andavamo avanti, a testa china, abituate per indole, a farci carico sempre di un maggior numero di impegni e a sentirli nostri. Ogni successo aziendale lo era personale, ogni fallimento una tragedia intima. Ci sono stati dei giorni che uscendo dall'ufficio alle 8 di sera, dopo 12 ore di lavoro e un pacchetto di crackers davanti al pc, ci siamo ritrovate a chiederci che tempo aveva fatto durante il giorno. Ormai era buio e non sapevamo risponderci. Che sensazione di estraniazione dal mondo! Ma saremmo state ricompensate dai risultati, questo il nostro unico intento.
I risultati iniziano ad arrivare, ma noi stiamo crescendo, magari abbiamo pure un compagno accanto e ci sentiamo divenire, come dire, più mature, grandi, vecchie!
Iniziamo a pensare agli anni che passano, sono 30, 40, 45 e ci diciamo che corrono veloci.
Seconda considerazione che ci sfiora e allora pensiamo ad un figlio.
Detto e fatto, in un mare di dubbi e pensieri discordanti rimaniamo incinte, ma non intendiamo non cavalcare l'onda della carriera e quindi rimaniamo in prima linea fin tanto che la pancia ci consente di lavorare al pc e vederci i piedi. Per quelle più fortunate, o sfortunate, decidete voi, si rischia di partorire al lavoro. Via di corsa in ospedale, travaglio, parto ed eccoci qua....E ora? Cosa vi siete chieste con in braccio vostro figlio? Vi rispondo io: e ora come faccio? Le più organizzate avranno già prenotato il nido, le più fortunate avranno nonne disponibili, le altre sono convinte di farcela benissimo. Si, è vero, se vi organizzate molto bene ce la farete senza troppi intoppi, ma ancora non avete fatto i conti con il mondo del lavoro. Una donna con figli spaventa i datori di lavoro, che la vedono a casa un giorno su cinque, in preda ai malesseri del bimbo e che non la giudicano più “idonea” al lavoro. Vi spiego perchè : la scala delle priorità è variata e, al posto del “sacro” lavoro, ci sta, come deve starci, il figlio.
Ecco, questa è la fase in cui una donna non è più appetibile lavorativamente.
Nessuno pare comprendere che le donne con figli divengono ancora più combattive ed attente, il nuovo venuto fa provare nuove sensazioni di dedizione a cui si addiziona una forza inconsapevole. La mente delle donne con figli pare subire un sussulto, un'accelerazione, si iniziano a distinguere le cose più velocemente e con maggiore consapevolezza, senza veli e striature. Un figlio porta le donne a rendersi conto che devono vivere in funzione della vita di un essere indifeso, al quale devono apportare gioie e valore e, pertanto, si dimenticano pause “morte” e momenti di debolezza emotiva, affini alle donne per natura.
Ecco, cari lettori, questo è uno spaccato reale e molto attuale nel 2009, al quale dobbiamo aggiungere la situazione di asili nido e strutture inadeguate per numero e costi. Ogni giorno io mi ritrovo a pensare che non esiste alcun tipo di supporto per le madri che lavorano. Non parlo di aiuti, quelli si danno a chi ne ha davvero bisogno, parlo di condizioni eguali di vita e serenità. Fare i padri è continuità di intenti e di obiettivi, fare le madri è stravolgimento della vita. Non intendo elencare le varie soluzioni fattibili, di sicura efficacia e di immediati risultati, scriverei per scontrarmi con le istituzioni e le mentalità di chi ci ha cresciute per farci “spaccare il mondo” e ora ci vorrebbe a casa a far la calza.
Di certo vi scrivo per evidenziare che le donne possono e devono lottare per ottenere i loro risultati ed i loro obiettivi, fosse pure con il figlio aggrappato al collo.
Pensateci cari lettori e pensate anche che i figli sono la continuità del mondo e le donne ne sono generatrici, con tutte le motivazioni che ne conseguono da una loro eventuale rivalutazione dei ruoli e delle scelte.
Confido nel vostro ruolo decisivo nel far cambiare le cose.
VERONICA PIAZZA

IL LAVORO PER LE MADRI: POCO E DIFFICILE DA GESTIRE (ARTICOLO di VERONICA PIAZZA)


Ecco l'articolo di esordio della nostra nuova collaboratrice Veronica Piazza, responsabile del mondo giovanile che spazierà però con incursioni nel mondo femminile (come testimonia il pezzo odierno), della moda e delle tendenze.



Non posso non premettere di vivere ed aver vissuto la questione in prima persona ed intendo non nascondervi nulla di quanto accaduto e di quanto provato. Mi rivolgo alle madri in prima persona dicendovi che questo messaggio non è per voi, ma è per tutti quelli che si sentono estranei al problema.
Avere un figlio in Italia, al giorno d'oggi, risulta essere una continua ed insospettata sequenza di disagi e di frustrazioni, in prima analisi lavorative ed organizzative.
Alla mia generazione hanno insegnato che il lavoro è il primo valore, superiore a quello di famiglia e istituzioni. Per il lavoro ci si sacrifica, si impegnano gli anni migliori tra studio ed apprendimento e ci si annulla in molte attività giudicate fuorvianti all'obiettivo da conseguire: la carriera. Siamo entrati nel mondo del lavoro con la convinzione che dedicarcisi completamente sarebbe stata la soluzione alle nostre ambizioni. Ore e ore di ufficio, trasferte, viaggi massacranti a fronte di salari mediocri. E qui scatta la prima considerazione: noi donne, a fronte di incarichi paralleli, orari identici e mansioni uguali, ci siamo sempre ritrovate buste paga molto inferiori a quelle dei colleghi maschi.
Ci dicevano che le cose sarebbero cambiate e che la carriera avrebbe portato i suoi frutti. E noi andavamo avanti, a testa china, abituate per indole, a farci carico sempre di un maggior numero di impegni e a sentirli nostri. Ogni successo aziendale lo era personale, ogni fallimento una tragedia intima. Ci sono stati dei giorni che uscendo dall'ufficio alle 8 di sera, dopo 12 ore di lavoro e un pacchetto di crackers davanti al pc, ci siamo ritrovate a chiederci che tempo aveva fatto durante il giorno. Ormai era buio e non sapevamo risponderci. Che sensazione di estraniazione dal mondo! Ma saremmo state ricompensate dai risultati, questo il nostro unico intento.
I risultati iniziano ad arrivare, ma noi stiamo crescendo, magari abbiamo pure un compagno accanto e ci sentiamo divenire, come dire, più mature, grandi, vecchie!
Iniziamo a pensare agli anni che passano, sono 30, 40, 45 e ci diciamo che corrono veloci.
Seconda considerazione che ci sfiora e allora pensiamo ad un figlio.
Detto e fatto, in un mare di dubbi e pensieri discordanti rimaniamo incinte, ma non intendiamo non cavalcare l'onda della carriera e quindi rimaniamo in prima linea fin tanto che la pancia ci consente di lavorare al pc e vederci i piedi. Per quelle più fortunate, o sfortunate, decidete voi, si rischia di partorire al lavoro. Via di corsa in ospedale, travaglio, parto ed eccoci qua....E ora? Cosa vi siete chieste con in braccio vostro figlio? Vi rispondo io: e ora come faccio? Le più organizzate avranno già prenotato il nido, le più fortunate avranno nonne disponibili, le altre sono convinte di farcela benissimo. Si, è vero, se vi organizzate molto bene ce la farete senza troppi intoppi, ma ancora non avete fatto i conti con il mondo del lavoro. Una donna con figli spaventa i datori di lavoro, che la vedono a casa un giorno su cinque, in preda ai malesseri del bimbo e che non la giudicano più “idonea” al lavoro. Vi spiego perchè : la scala delle priorità è variata e, al posto del “sacro” lavoro, ci sta, come deve starci, il figlio.
Ecco, questa è la fase in cui una donna non è più appetibile lavorativamente.
Nessuno pare comprendere che le donne con figli divengono ancora più combattive ed attente, il nuovo venuto fa provare nuove sensazioni di dedizione a cui si addiziona una forza inconsapevole. La mente delle donne con figli pare subire un sussulto, un'accelerazione, si iniziano a distinguere le cose più velocemente e con maggiore consapevolezza, senza veli e striature. Un figlio porta le donne a rendersi conto che devono vivere in funzione della vita di un essere indifeso, al quale devono apportare gioie e valore e, pertanto, si dimenticano pause “morte” e momenti di debolezza emotiva, affini alle donne per natura.
Ecco, cari lettori, questo è uno spaccato reale e molto attuale nel 2009, al quale dobbiamo aggiungere la situazione di asili nido e strutture inadeguate per numero e costi. Ogni giorno io mi ritrovo a pensare che non esiste alcun tipo di supporto per le madri che lavorano. Non parlo di aiuti, quelli si danno a chi ne ha davvero bisogno, parlo di condizioni eguali di vita e serenità. Fare i padri è continuità di intenti e di obiettivi, fare le madri è stravolgimento della vita. Non intendo elencare le varie soluzioni fattibili, di sicura efficacia e di immediati risultati, scriverei per scontrarmi con le istituzioni e le mentalità di chi ci ha cresciute per farci “spaccare il mondo” e ora ci vorrebbe a casa a far la calza.
Di certo vi scrivo per evidenziare che le donne possono e devono lottare per ottenere i loro risultati ed i loro obiettivi, fosse pure con il figlio aggrappato al collo.
Pensateci cari lettori e pensate anche che i figli sono la continuità del mondo e le donne ne sono generatrici, con tutte le motivazioni che ne conseguono da una loro eventuale rivalutazione dei ruoli e delle scelte.
Confido nel vostro ruolo decisivo nel far cambiare le cose.
VERONICA PIAZZA