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giovedì 16 aprile 2009

BUTTRIO, PARTE "PAESAGGIO 21"


Verso la sostenibilità:
parte “Paesaggio 21”
Buttrio capofila dei 10 Comuni nel progetto di valorizzazione del paesaggio di Agenda 21
Primo incontro il 28 aprile alle ore 18 in Villa di Toppo Florio

Coinvolgerà in forma attiva tutti i cittadini dei 10 Comuni dell’Aster - Cividale, Corno, Manzano, Moimacco, Pavia, Pradamano, Premariacco, Remanzacco, San Giovanni al Natisone, con Buttrio capofila – con l’obiettivo di divulgare la metodologia di Agenda 21, promuovere una pianificazione territoriale partecipata e sostenibile, tutelare e preservare le identità territoriali, valorizzare le peculiarità di valore economico e sociale delle realtà locali.
E’ l’ambizioso programma di “Paesaggio 21”, in partenza a fine aprile a Buttrio con un primo incontro tematico - in Villa di Toppo Florio martedì 28 aprile alle ore 18 - in cui si spiegherà ai cittadini la filosofia che anima il progetto di Agenda 21, con il quale si intende porre le basi, attraverso la partecipazione attiva di tutti, alle linee guida per la futura realizzazione della pianificazione sovra comunale, su esempio del Piano Regolatore delle Città del Vino.
“Si darà avvio - spiega il consigliere comunale di Buttrio Elena Maiulini - a un’analisi del paesaggio finalizzata a una pianificazione territoriale che salvaguardi le zone di alto valore storico, artistico ed ambientale. Paesaggio 21 significa potenziamento della mobilità sostenibile, conservazione dei borghi rurali o di valenza storica, realizzazione di reti di connessione territoriale, valorizzazione dei prodotti locali frutto della tradizione agricola ed artigianale dell’area.” Altri Forum seguiranno da settembre in poi nei 10 Comuni dell’Aster; le date verranno rese note dal Comune di Buttrio – nominato ente capofila – tramite il sito comunale in un’apposita sezione dedicata a Paesaggio 21.
“Ai tavoli di discussione – continua Maiulini – sono invitati tutti i cittadini, chiamati a partecipare direttamente alla pianificazione e allo sviluppo del loro territorio.” Il progetto prevede anche la formazione del personale tecnico amministrativo dei Comuni dell’Aster ed il loro coinvolgimento nelle varie fasi progettuali, a partire dalla redazione della relazione sullo stato dell’ambiente, al fine di consolidare le conoscenze delle metodologie di Agenda 21 e delle loro modalità applicative. Allo studio Punto3 di Ferrara è stato affidato l’incarico di seguire Paesaggio 21.

BUTTRIO, PARTE "PAESAGGIO 21"


Verso la sostenibilità:
parte “Paesaggio 21”
Buttrio capofila dei 10 Comuni nel progetto di valorizzazione del paesaggio di Agenda 21
Primo incontro il 28 aprile alle ore 18 in Villa di Toppo Florio

Coinvolgerà in forma attiva tutti i cittadini dei 10 Comuni dell’Aster - Cividale, Corno, Manzano, Moimacco, Pavia, Pradamano, Premariacco, Remanzacco, San Giovanni al Natisone, con Buttrio capofila – con l’obiettivo di divulgare la metodologia di Agenda 21, promuovere una pianificazione territoriale partecipata e sostenibile, tutelare e preservare le identità territoriali, valorizzare le peculiarità di valore economico e sociale delle realtà locali.
E’ l’ambizioso programma di “Paesaggio 21”, in partenza a fine aprile a Buttrio con un primo incontro tematico - in Villa di Toppo Florio martedì 28 aprile alle ore 18 - in cui si spiegherà ai cittadini la filosofia che anima il progetto di Agenda 21, con il quale si intende porre le basi, attraverso la partecipazione attiva di tutti, alle linee guida per la futura realizzazione della pianificazione sovra comunale, su esempio del Piano Regolatore delle Città del Vino.
“Si darà avvio - spiega il consigliere comunale di Buttrio Elena Maiulini - a un’analisi del paesaggio finalizzata a una pianificazione territoriale che salvaguardi le zone di alto valore storico, artistico ed ambientale. Paesaggio 21 significa potenziamento della mobilità sostenibile, conservazione dei borghi rurali o di valenza storica, realizzazione di reti di connessione territoriale, valorizzazione dei prodotti locali frutto della tradizione agricola ed artigianale dell’area.” Altri Forum seguiranno da settembre in poi nei 10 Comuni dell’Aster; le date verranno rese note dal Comune di Buttrio – nominato ente capofila – tramite il sito comunale in un’apposita sezione dedicata a Paesaggio 21.
“Ai tavoli di discussione – continua Maiulini – sono invitati tutti i cittadini, chiamati a partecipare direttamente alla pianificazione e allo sviluppo del loro territorio.” Il progetto prevede anche la formazione del personale tecnico amministrativo dei Comuni dell’Aster ed il loro coinvolgimento nelle varie fasi progettuali, a partire dalla redazione della relazione sullo stato dell’ambiente, al fine di consolidare le conoscenze delle metodologie di Agenda 21 e delle loro modalità applicative. Allo studio Punto3 di Ferrara è stato affidato l’incarico di seguire Paesaggio 21.

martedì 14 aprile 2009

UNIVERSITA' DI UDINE: TUTELA AMBIENTE E PAESAGGIO, PRESENTAZIONE RICERCHE DOTTORATO


Appuntamento giovedì 16 aprile al polo scientifico dei Rizzi
TUTELA DELL’AMBIENTE: CINQUE RICERCHE
A CONCLUSIONE DEL CORSO DI DOTTORATO
Presentazione dei lavori nel VII Incontro “Ambiente
e Paesaggio” delle Università di Udine e Politecnica di Valencia

Udine, 14 aprile 2009 – Dal fitorisanamento di aree inquinate all’impatto antropico sulla flora terrestre e acquatica, dalle opportunità dello sviluppo rurale endogeno alla valorizzazione dei prodotti del distretto agroalimentare di San Daniele e del sistema vitivinicolo in Friuli Venezia Giulia. Sono alcuni dei temi di ricerca delle tesi di dottorato in “Economia, ecologia e tutela dei sistemi agricoli e paesistico-ambientali” dell’università di Udine, convenzionato con il dottorato di ricerca in “Economia agroalimentare e ambientale” dell’università Politècnica di Valencia. I lavori saranno presentati giovedì 16 aprile a partire dalle 14.30 nell’aula M del polo scientifico in via delle Scienze 208 a Udine. La presentazione si svolge nell’ambito del VII Incontro di ricerca “Ambiente e paesaggio” organizzato dall’ateneo friulano e dall’università di Valencia.
Apriranno i lavori Margherita Chang Ting Fa, coordinatrice del dottorato, José Maria Garcia Alvarez-Coque, dell’università Politècnica di Valencia, e Mercedes Sànchez del dipartimento di Gestione delle imprese dell’università di Navarra. Al termine sarà conferito il titolo ai cinque neo dottori di ricerca dell’ateneo di Udine. Il Dottorato dell’ateneo di Udine «è caratterizzato – spiega la coordinatrice, Margherita Chang – dall’interdisciplinarietà dei temi di ricerca e dalla collaborazione di docenti delle quattro facoltà di Agraria, Ingegneria, Economia e Medicina veterinaria». I dottori di ricerca sono figure capaci di occuparsi a livello gestionale, scientifico e/o progettuale dei temi connessi all’ambiente, al paesaggio e al territorio e di trattare con metodi scientifici aggiornati problematiche interdisciplinari particolarmente complesse, che coinvolgono i sistemi agricoli, agroalimentari e paesistico-ambientali.
«Queste ultime – precisa Chang – riguardano cinque importanti ambiti operativi: gli aspetti ambientali della bio-rimediazione delle aree inquinate da metalli pesanti; l’impatto antropico sul territorio; le opportunità dello sviluppo rurale endogeno; la valorizzazione dei prodotti tipici ambientalmente responsabili; il ruolo dell’economia neoistituzionale dei backstage vitivinicoli». L’economia, l’ecologia e la tutela dell’ambiente «devono interfacciarsi – conclude Chang – in questo contesto, seguendo anche il filone di studi altamente innovativo dell’ecological economics, per mettere in grado i dottorandi di studiare adeguatamente i sistemi agricoli e paesistico-ambientali».
Giovedì 16 aprile dalle 14.50 saranno discusse le tesi di: Guido Fellet sul Fitorisanamento di aree inquinate da elementi in traccia: osservazioni su specie mesofite spontanee e specie agrarie (tutor Luca Marchiol); Daniele Poli sull’Impatto antropico sulla flora terrestre e acquatica: alcuni casi di studio (tutor Giorgio Honsell); Antonio Sortino Per una riformulazione teorica dello sviluppo rurale endogeno: radici teoriche e sviluppi dottrinali (tutor Francesco Donati e Margherita Chang Ting Fa); Umberto Volpe sui Vantaggi economici e competitivi della registrazione Emas nel distretto agroalimentare di San Daniele (tutor Franco Rosa); Valentina Zufferli sulla Qualità e organizzazione nel sistema agroalimentare. Il ruolo dell’informazione e dei costi di transazione. Il caso del settore vitivinicolo in Friuli Venezia Giulia (tutor Margherita Chang Ting Fa, Raul Compes Lopez, José Maria Garcia Alvarez-Coque). Alle 17.10 è prevista la proclamazione dei dottori di ricerca.

UNIVERSITA' DI UDINE: TUTELA AMBIENTE E PAESAGGIO, PRESENTAZIONE RICERCHE DOTTORATO


Appuntamento giovedì 16 aprile al polo scientifico dei Rizzi
TUTELA DELL’AMBIENTE: CINQUE RICERCHE
A CONCLUSIONE DEL CORSO DI DOTTORATO
Presentazione dei lavori nel VII Incontro “Ambiente
e Paesaggio” delle Università di Udine e Politecnica di Valencia

Udine, 14 aprile 2009 – Dal fitorisanamento di aree inquinate all’impatto antropico sulla flora terrestre e acquatica, dalle opportunità dello sviluppo rurale endogeno alla valorizzazione dei prodotti del distretto agroalimentare di San Daniele e del sistema vitivinicolo in Friuli Venezia Giulia. Sono alcuni dei temi di ricerca delle tesi di dottorato in “Economia, ecologia e tutela dei sistemi agricoli e paesistico-ambientali” dell’università di Udine, convenzionato con il dottorato di ricerca in “Economia agroalimentare e ambientale” dell’università Politècnica di Valencia. I lavori saranno presentati giovedì 16 aprile a partire dalle 14.30 nell’aula M del polo scientifico in via delle Scienze 208 a Udine. La presentazione si svolge nell’ambito del VII Incontro di ricerca “Ambiente e paesaggio” organizzato dall’ateneo friulano e dall’università di Valencia.
Apriranno i lavori Margherita Chang Ting Fa, coordinatrice del dottorato, José Maria Garcia Alvarez-Coque, dell’università Politècnica di Valencia, e Mercedes Sànchez del dipartimento di Gestione delle imprese dell’università di Navarra. Al termine sarà conferito il titolo ai cinque neo dottori di ricerca dell’ateneo di Udine. Il Dottorato dell’ateneo di Udine «è caratterizzato – spiega la coordinatrice, Margherita Chang – dall’interdisciplinarietà dei temi di ricerca e dalla collaborazione di docenti delle quattro facoltà di Agraria, Ingegneria, Economia e Medicina veterinaria». I dottori di ricerca sono figure capaci di occuparsi a livello gestionale, scientifico e/o progettuale dei temi connessi all’ambiente, al paesaggio e al territorio e di trattare con metodi scientifici aggiornati problematiche interdisciplinari particolarmente complesse, che coinvolgono i sistemi agricoli, agroalimentari e paesistico-ambientali.
«Queste ultime – precisa Chang – riguardano cinque importanti ambiti operativi: gli aspetti ambientali della bio-rimediazione delle aree inquinate da metalli pesanti; l’impatto antropico sul territorio; le opportunità dello sviluppo rurale endogeno; la valorizzazione dei prodotti tipici ambientalmente responsabili; il ruolo dell’economia neoistituzionale dei backstage vitivinicoli». L’economia, l’ecologia e la tutela dell’ambiente «devono interfacciarsi – conclude Chang – in questo contesto, seguendo anche il filone di studi altamente innovativo dell’ecological economics, per mettere in grado i dottorandi di studiare adeguatamente i sistemi agricoli e paesistico-ambientali».
Giovedì 16 aprile dalle 14.50 saranno discusse le tesi di: Guido Fellet sul Fitorisanamento di aree inquinate da elementi in traccia: osservazioni su specie mesofite spontanee e specie agrarie (tutor Luca Marchiol); Daniele Poli sull’Impatto antropico sulla flora terrestre e acquatica: alcuni casi di studio (tutor Giorgio Honsell); Antonio Sortino Per una riformulazione teorica dello sviluppo rurale endogeno: radici teoriche e sviluppi dottrinali (tutor Francesco Donati e Margherita Chang Ting Fa); Umberto Volpe sui Vantaggi economici e competitivi della registrazione Emas nel distretto agroalimentare di San Daniele (tutor Franco Rosa); Valentina Zufferli sulla Qualità e organizzazione nel sistema agroalimentare. Il ruolo dell’informazione e dei costi di transazione. Il caso del settore vitivinicolo in Friuli Venezia Giulia (tutor Margherita Chang Ting Fa, Raul Compes Lopez, José Maria Garcia Alvarez-Coque). Alle 17.10 è prevista la proclamazione dei dottori di ricerca.

UNIVERSITA' DI UDINE: TUTELA AMBIENTE E PAESAGGIO, PRESENTAZIONE RICERCHE DOTTORATO


Appuntamento giovedì 16 aprile al polo scientifico dei Rizzi
TUTELA DELL’AMBIENTE: CINQUE RICERCHE
A CONCLUSIONE DEL CORSO DI DOTTORATO
Presentazione dei lavori nel VII Incontro “Ambiente
e Paesaggio” delle Università di Udine e Politecnica di Valencia

Udine, 14 aprile 2009 – Dal fitorisanamento di aree inquinate all’impatto antropico sulla flora terrestre e acquatica, dalle opportunità dello sviluppo rurale endogeno alla valorizzazione dei prodotti del distretto agroalimentare di San Daniele e del sistema vitivinicolo in Friuli Venezia Giulia. Sono alcuni dei temi di ricerca delle tesi di dottorato in “Economia, ecologia e tutela dei sistemi agricoli e paesistico-ambientali” dell’università di Udine, convenzionato con il dottorato di ricerca in “Economia agroalimentare e ambientale” dell’università Politècnica di Valencia. I lavori saranno presentati giovedì 16 aprile a partire dalle 14.30 nell’aula M del polo scientifico in via delle Scienze 208 a Udine. La presentazione si svolge nell’ambito del VII Incontro di ricerca “Ambiente e paesaggio” organizzato dall’ateneo friulano e dall’università di Valencia.
Apriranno i lavori Margherita Chang Ting Fa, coordinatrice del dottorato, José Maria Garcia Alvarez-Coque, dell’università Politècnica di Valencia, e Mercedes Sànchez del dipartimento di Gestione delle imprese dell’università di Navarra. Al termine sarà conferito il titolo ai cinque neo dottori di ricerca dell’ateneo di Udine. Il Dottorato dell’ateneo di Udine «è caratterizzato – spiega la coordinatrice, Margherita Chang – dall’interdisciplinarietà dei temi di ricerca e dalla collaborazione di docenti delle quattro facoltà di Agraria, Ingegneria, Economia e Medicina veterinaria». I dottori di ricerca sono figure capaci di occuparsi a livello gestionale, scientifico e/o progettuale dei temi connessi all’ambiente, al paesaggio e al territorio e di trattare con metodi scientifici aggiornati problematiche interdisciplinari particolarmente complesse, che coinvolgono i sistemi agricoli, agroalimentari e paesistico-ambientali.
«Queste ultime – precisa Chang – riguardano cinque importanti ambiti operativi: gli aspetti ambientali della bio-rimediazione delle aree inquinate da metalli pesanti; l’impatto antropico sul territorio; le opportunità dello sviluppo rurale endogeno; la valorizzazione dei prodotti tipici ambientalmente responsabili; il ruolo dell’economia neoistituzionale dei backstage vitivinicoli». L’economia, l’ecologia e la tutela dell’ambiente «devono interfacciarsi – conclude Chang – in questo contesto, seguendo anche il filone di studi altamente innovativo dell’ecological economics, per mettere in grado i dottorandi di studiare adeguatamente i sistemi agricoli e paesistico-ambientali».
Giovedì 16 aprile dalle 14.50 saranno discusse le tesi di: Guido Fellet sul Fitorisanamento di aree inquinate da elementi in traccia: osservazioni su specie mesofite spontanee e specie agrarie (tutor Luca Marchiol); Daniele Poli sull’Impatto antropico sulla flora terrestre e acquatica: alcuni casi di studio (tutor Giorgio Honsell); Antonio Sortino Per una riformulazione teorica dello sviluppo rurale endogeno: radici teoriche e sviluppi dottrinali (tutor Francesco Donati e Margherita Chang Ting Fa); Umberto Volpe sui Vantaggi economici e competitivi della registrazione Emas nel distretto agroalimentare di San Daniele (tutor Franco Rosa); Valentina Zufferli sulla Qualità e organizzazione nel sistema agroalimentare. Il ruolo dell’informazione e dei costi di transazione. Il caso del settore vitivinicolo in Friuli Venezia Giulia (tutor Margherita Chang Ting Fa, Raul Compes Lopez, José Maria Garcia Alvarez-Coque). Alle 17.10 è prevista la proclamazione dei dottori di ricerca.

sabato 11 aprile 2009

BUTTRIO, RITORNA EMERGENZA ZANZARA TIGRE


PRIMAVERA-ESTATE 2009: RITORNA L’EMERGENZA ZANZARA TIGRE
In un volantino le 5 regole per contrastare il fastidioso insetto; insetticida gratuito da ritirare presso l’eco-piazzola comunale

Si avvicina la stagione calda e con essa presto si ripresenterà il fenomeno della zanzara tigre, che dall’estate 2005 ha fatto la sua massiccia e fastidiosa comparsa anche nel Comune di Buttrio.
“E’ necessario un impegno particolare di tutti i cittadini - afferma l’assessore alla Sanità Claudio De Martin -, perché è solo con un attento e costante controllo dei giardini privati, oltre che nelle aree pubbliche, che si possono contenere i disagi”. L’amministrazione comunale in questi giorni sta facendo pervenire ai cittadini un volantino con le 5 regole per contrastare la zanzara tigre (svuotare sottovasi e innaffiatoi, eliminare contenitori in cui l’acqua ristagna, coprire bidoni e serbatoi utilizzati per l’irrigazione dei giardini, trattare con insetticidi specifici i tombini nei cortili, inserire nelle vasche ornamentali pesci rossi che si nutrono di larve di zanzare); da parte sua il Comune interverrà con una appropriata e costante disinfestazione delle caditoie stradali e nei luoghi pubblici, mettendo gratuitamente a disposizione della cittadinanza le confezioni di un insetticida batteriologico in compresse.
Le confezioni saranno distribuite presso l’eco-piazzola di Buttrio il martedì e il sabato, dalle ore 15 alle ore 17; verrà anche consegnato un foglio informativo con le istruzioni necessarie al corretto uso del prodotto. “Invitiamo tutta la cittadinanza a collaborare - conclude il vicesindaco - per prevenire e tutelare l’ambiente e la propria salute.”

BUTTRIO, RITORNA EMERGENZA ZANZARA TIGRE


PRIMAVERA-ESTATE 2009: RITORNA L’EMERGENZA ZANZARA TIGRE
In un volantino le 5 regole per contrastare il fastidioso insetto; insetticida gratuito da ritirare presso l’eco-piazzola comunale

Si avvicina la stagione calda e con essa presto si ripresenterà il fenomeno della zanzara tigre, che dall’estate 2005 ha fatto la sua massiccia e fastidiosa comparsa anche nel Comune di Buttrio.
“E’ necessario un impegno particolare di tutti i cittadini - afferma l’assessore alla Sanità Claudio De Martin -, perché è solo con un attento e costante controllo dei giardini privati, oltre che nelle aree pubbliche, che si possono contenere i disagi”. L’amministrazione comunale in questi giorni sta facendo pervenire ai cittadini un volantino con le 5 regole per contrastare la zanzara tigre (svuotare sottovasi e innaffiatoi, eliminare contenitori in cui l’acqua ristagna, coprire bidoni e serbatoi utilizzati per l’irrigazione dei giardini, trattare con insetticidi specifici i tombini nei cortili, inserire nelle vasche ornamentali pesci rossi che si nutrono di larve di zanzare); da parte sua il Comune interverrà con una appropriata e costante disinfestazione delle caditoie stradali e nei luoghi pubblici, mettendo gratuitamente a disposizione della cittadinanza le confezioni di un insetticida batteriologico in compresse.
Le confezioni saranno distribuite presso l’eco-piazzola di Buttrio il martedì e il sabato, dalle ore 15 alle ore 17; verrà anche consegnato un foglio informativo con le istruzioni necessarie al corretto uso del prodotto. “Invitiamo tutta la cittadinanza a collaborare - conclude il vicesindaco - per prevenire e tutelare l’ambiente e la propria salute.”

BUTTRIO, RITORNA EMERGENZA ZANZARA TIGRE


PRIMAVERA-ESTATE 2009: RITORNA L’EMERGENZA ZANZARA TIGRE
In un volantino le 5 regole per contrastare il fastidioso insetto; insetticida gratuito da ritirare presso l’eco-piazzola comunale

Si avvicina la stagione calda e con essa presto si ripresenterà il fenomeno della zanzara tigre, che dall’estate 2005 ha fatto la sua massiccia e fastidiosa comparsa anche nel Comune di Buttrio.
“E’ necessario un impegno particolare di tutti i cittadini - afferma l’assessore alla Sanità Claudio De Martin -, perché è solo con un attento e costante controllo dei giardini privati, oltre che nelle aree pubbliche, che si possono contenere i disagi”. L’amministrazione comunale in questi giorni sta facendo pervenire ai cittadini un volantino con le 5 regole per contrastare la zanzara tigre (svuotare sottovasi e innaffiatoi, eliminare contenitori in cui l’acqua ristagna, coprire bidoni e serbatoi utilizzati per l’irrigazione dei giardini, trattare con insetticidi specifici i tombini nei cortili, inserire nelle vasche ornamentali pesci rossi che si nutrono di larve di zanzare); da parte sua il Comune interverrà con una appropriata e costante disinfestazione delle caditoie stradali e nei luoghi pubblici, mettendo gratuitamente a disposizione della cittadinanza le confezioni di un insetticida batteriologico in compresse.
Le confezioni saranno distribuite presso l’eco-piazzola di Buttrio il martedì e il sabato, dalle ore 15 alle ore 17; verrà anche consegnato un foglio informativo con le istruzioni necessarie al corretto uso del prodotto. “Invitiamo tutta la cittadinanza a collaborare - conclude il vicesindaco - per prevenire e tutelare l’ambiente e la propria salute.”

venerdì 3 aprile 2009

CNA, CLASSIFICAZIONE RIFIUTI: ANCORA DUBBI


ANALISI DEI RIFIUTI: QUANDO SONO NECESSARIE?
Ai dubbi degli artigiani sulla classificazione e il conferimento dei rifiuti risponde il CATA della CNA

Se per la raccolta differenziata è abbastanza chiara la suddivisione dei materiali e l’individuazione dei siti di conferimento, sulla classificazione dei rifiuti prevista dal testo unico ambientale (dal Dlgs 152/06) ancora permangono delle problematicità. Innanzi tutto i produttori di rifiuti devono sapere che la responsabilità dell’errata classificazione ricade su di loro; per questo, nei casi in cui vi siano dubbi in merito, è bene effettuare le analisi sul rifiuto al momento del primo conferimento, e successivamente in occasione di mutamenti del ciclo produttivo che possano influenzare le caratteristiche chimico-fisiche dei materiali conferiti. Su tali argomenti i tecnici del CATA della CNA di Udine sono a disposizione degli artigiani per fornire informazioni: per i rifiuti individuati con le “voci a specchio” (pitture e vernici di scarto, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose), ad esempio, solo tramite un’analisi è possibile attribuire una corretta classificazione e quindi la giusta destinazione di conferimento e il relativo trattamento; allo stesso modo è utile per sapere se il rifiuto va in discarica, negli impianti di termovalorizzazione (inceneritori), o nelle attività di recupero operanti in regime semplificato. Non sono ovviamente necessarie analisi nel casi in cui i rifiuti siano assimilati agli urbani, e quindi smaltiti mediante il servizio di raccolta dei rifiuti urbani (es. cassonetti stradali, raccolta porta a porta).

CNA, CLASSIFICAZIONE RIFIUTI: ANCORA DUBBI


ANALISI DEI RIFIUTI: QUANDO SONO NECESSARIE?
Ai dubbi degli artigiani sulla classificazione e il conferimento dei rifiuti risponde il CATA della CNA

Se per la raccolta differenziata è abbastanza chiara la suddivisione dei materiali e l’individuazione dei siti di conferimento, sulla classificazione dei rifiuti prevista dal testo unico ambientale (dal Dlgs 152/06) ancora permangono delle problematicità. Innanzi tutto i produttori di rifiuti devono sapere che la responsabilità dell’errata classificazione ricade su di loro; per questo, nei casi in cui vi siano dubbi in merito, è bene effettuare le analisi sul rifiuto al momento del primo conferimento, e successivamente in occasione di mutamenti del ciclo produttivo che possano influenzare le caratteristiche chimico-fisiche dei materiali conferiti. Su tali argomenti i tecnici del CATA della CNA di Udine sono a disposizione degli artigiani per fornire informazioni: per i rifiuti individuati con le “voci a specchio” (pitture e vernici di scarto, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose), ad esempio, solo tramite un’analisi è possibile attribuire una corretta classificazione e quindi la giusta destinazione di conferimento e il relativo trattamento; allo stesso modo è utile per sapere se il rifiuto va in discarica, negli impianti di termovalorizzazione (inceneritori), o nelle attività di recupero operanti in regime semplificato. Non sono ovviamente necessarie analisi nel casi in cui i rifiuti siano assimilati agli urbani, e quindi smaltiti mediante il servizio di raccolta dei rifiuti urbani (es. cassonetti stradali, raccolta porta a porta).

CNA, CLASSIFICAZIONE RIFIUTI: ANCORA DUBBI


ANALISI DEI RIFIUTI: QUANDO SONO NECESSARIE?
Ai dubbi degli artigiani sulla classificazione e il conferimento dei rifiuti risponde il CATA della CNA

Se per la raccolta differenziata è abbastanza chiara la suddivisione dei materiali e l’individuazione dei siti di conferimento, sulla classificazione dei rifiuti prevista dal testo unico ambientale (dal Dlgs 152/06) ancora permangono delle problematicità. Innanzi tutto i produttori di rifiuti devono sapere che la responsabilità dell’errata classificazione ricade su di loro; per questo, nei casi in cui vi siano dubbi in merito, è bene effettuare le analisi sul rifiuto al momento del primo conferimento, e successivamente in occasione di mutamenti del ciclo produttivo che possano influenzare le caratteristiche chimico-fisiche dei materiali conferiti. Su tali argomenti i tecnici del CATA della CNA di Udine sono a disposizione degli artigiani per fornire informazioni: per i rifiuti individuati con le “voci a specchio” (pitture e vernici di scarto, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose), ad esempio, solo tramite un’analisi è possibile attribuire una corretta classificazione e quindi la giusta destinazione di conferimento e il relativo trattamento; allo stesso modo è utile per sapere se il rifiuto va in discarica, negli impianti di termovalorizzazione (inceneritori), o nelle attività di recupero operanti in regime semplificato. Non sono ovviamente necessarie analisi nel casi in cui i rifiuti siano assimilati agli urbani, e quindi smaltiti mediante il servizio di raccolta dei rifiuti urbani (es. cassonetti stradali, raccolta porta a porta).

martedì 31 marzo 2009

STASERA INCONTRO/DIBATTITO A MUGGIA: "LA ZECCA SUL NOSTRO CARSO: RISCHI E SOLUZIONI"


L’Associazione di Promozione Sociale muggesana “Cussiperciacolar” ha organizzato per martedì 31 marzo un incontro/dibattito intitolato “La zecca sul nostro Carso: rischi e soluzioni”, un problema spesso sottovalutato e poco trattato.
L’evento, realizzato in collaborazione con il Comune di Muggia, si svolgerà presso la “Sala Millo” in Piazza della Repubblica n°4 a Muggia (TS) e si prefigge di informare la popolazione su tutto quanto attiene la zecca, con particolare riferimento alle attività preventive, all’epidemiologia delle malattie connesse al suo morso, ed agli accorgimenti da mettere in pratica in caso di necessità.
Da sottolineare anche la collaborazione di TeleThon, che attraverso il coordinatore provinciale di Trieste - il Dott. Nicola Delconte - curerà un piccolo momento di sensibilizzazione e di saluto prima di dare inizio all’esposizione dei relatori invitati.
Oltre al Presidente Franco Biloslavo ed al moderatore Marco Torbianelli, entrambi soci fondatori dell’Associazione “Cussìperciacolar” organizzatrice dell’evento, interverranno il Dr. Fulvio Zorzut, responsabile del Servizio di Profilassi presso il Dipartimento di Prevenzione dell’A.S.S. n°1 “Triestina” - che parlerà delle attività di prevenzione nei confronti del morso da zecca -, il Prof. Giusto Trevisan della Clinica Dermatologica dell’Ospedale di Cattinara - che tratterà della borelliosi di Lyme e dei relativi problemi di diagnosi, resistenza e terapia -, il Dr. Cosimo Quaranta, responsabile del Centro Prime Cure dell’Ospedale Maggiore di Trieste, - che spiegherà gli interventi da effettuare e da non effettuare in conseguenza di un morso di zecca ed infine il M.llo Maurizio Rozza della Polizia Ambientale della Provincia di Trieste – che spiegherà come affrontare in sicurezza le passeggiate nel Carso difendendosi dalla zecca.
A conclusione degli interventi verrà dato ampio spazio all’uditorio per porre domande e fugare eventuali dubbi connessi all’argomento, che interessa tutte le fasce della popolazione residente e nei confronti del quale spesso ci si trova a non sapere come comportarsi o, peggio, si intraprendono iniziative “fai da te” non sempre ottimali, che possono talvolta comportare ulteriori problemi.

STASERA INCONTRO/DIBATTITO A MUGGIA: "LA ZECCA SUL NOSTRO CARSO: RISCHI E SOLUZIONI"


L’Associazione di Promozione Sociale muggesana “Cussiperciacolar” ha organizzato per martedì 31 marzo un incontro/dibattito intitolato “La zecca sul nostro Carso: rischi e soluzioni”, un problema spesso sottovalutato e poco trattato.
L’evento, realizzato in collaborazione con il Comune di Muggia, si svolgerà presso la “Sala Millo” in Piazza della Repubblica n°4 a Muggia (TS) e si prefigge di informare la popolazione su tutto quanto attiene la zecca, con particolare riferimento alle attività preventive, all’epidemiologia delle malattie connesse al suo morso, ed agli accorgimenti da mettere in pratica in caso di necessità.
Da sottolineare anche la collaborazione di TeleThon, che attraverso il coordinatore provinciale di Trieste - il Dott. Nicola Delconte - curerà un piccolo momento di sensibilizzazione e di saluto prima di dare inizio all’esposizione dei relatori invitati.
Oltre al Presidente Franco Biloslavo ed al moderatore Marco Torbianelli, entrambi soci fondatori dell’Associazione “Cussìperciacolar” organizzatrice dell’evento, interverranno il Dr. Fulvio Zorzut, responsabile del Servizio di Profilassi presso il Dipartimento di Prevenzione dell’A.S.S. n°1 “Triestina” - che parlerà delle attività di prevenzione nei confronti del morso da zecca -, il Prof. Giusto Trevisan della Clinica Dermatologica dell’Ospedale di Cattinara - che tratterà della borelliosi di Lyme e dei relativi problemi di diagnosi, resistenza e terapia -, il Dr. Cosimo Quaranta, responsabile del Centro Prime Cure dell’Ospedale Maggiore di Trieste, - che spiegherà gli interventi da effettuare e da non effettuare in conseguenza di un morso di zecca ed infine il M.llo Maurizio Rozza della Polizia Ambientale della Provincia di Trieste – che spiegherà come affrontare in sicurezza le passeggiate nel Carso difendendosi dalla zecca.
A conclusione degli interventi verrà dato ampio spazio all’uditorio per porre domande e fugare eventuali dubbi connessi all’argomento, che interessa tutte le fasce della popolazione residente e nei confronti del quale spesso ci si trova a non sapere come comportarsi o, peggio, si intraprendono iniziative “fai da te” non sempre ottimali, che possono talvolta comportare ulteriori problemi.

STASERA INCONTRO/DIBATTITO A MUGGIA: "LA ZECCA SUL NOSTRO CARSO: RISCHI E SOLUZIONI"


L’Associazione di Promozione Sociale muggesana “Cussiperciacolar” ha organizzato per martedì 31 marzo un incontro/dibattito intitolato “La zecca sul nostro Carso: rischi e soluzioni”, un problema spesso sottovalutato e poco trattato.
L’evento, realizzato in collaborazione con il Comune di Muggia, si svolgerà presso la “Sala Millo” in Piazza della Repubblica n°4 a Muggia (TS) e si prefigge di informare la popolazione su tutto quanto attiene la zecca, con particolare riferimento alle attività preventive, all’epidemiologia delle malattie connesse al suo morso, ed agli accorgimenti da mettere in pratica in caso di necessità.
Da sottolineare anche la collaborazione di TeleThon, che attraverso il coordinatore provinciale di Trieste - il Dott. Nicola Delconte - curerà un piccolo momento di sensibilizzazione e di saluto prima di dare inizio all’esposizione dei relatori invitati.
Oltre al Presidente Franco Biloslavo ed al moderatore Marco Torbianelli, entrambi soci fondatori dell’Associazione “Cussìperciacolar” organizzatrice dell’evento, interverranno il Dr. Fulvio Zorzut, responsabile del Servizio di Profilassi presso il Dipartimento di Prevenzione dell’A.S.S. n°1 “Triestina” - che parlerà delle attività di prevenzione nei confronti del morso da zecca -, il Prof. Giusto Trevisan della Clinica Dermatologica dell’Ospedale di Cattinara - che tratterà della borelliosi di Lyme e dei relativi problemi di diagnosi, resistenza e terapia -, il Dr. Cosimo Quaranta, responsabile del Centro Prime Cure dell’Ospedale Maggiore di Trieste, - che spiegherà gli interventi da effettuare e da non effettuare in conseguenza di un morso di zecca ed infine il M.llo Maurizio Rozza della Polizia Ambientale della Provincia di Trieste – che spiegherà come affrontare in sicurezza le passeggiate nel Carso difendendosi dalla zecca.
A conclusione degli interventi verrà dato ampio spazio all’uditorio per porre domande e fugare eventuali dubbi connessi all’argomento, che interessa tutte le fasce della popolazione residente e nei confronti del quale spesso ci si trova a non sapere come comportarsi o, peggio, si intraprendono iniziative “fai da te” non sempre ottimali, che possono talvolta comportare ulteriori problemi.

venerdì 13 marzo 2009

SPECIALE RIGASSIFICATORI. DECIMA PARTE (SERVIZIO di MARCO TORBIANELLI)


Siamo dunque giunti alla fine di questa nostra inchiesta sui rigassificatori, ne abbiamo evidenziato vizi e virtù, abbiamo espresso le nostre valutazioni sui progetti ed abbiamo cercato di dare un senso alla loro realizzazione sulla base di documentazioni valide, prospettive definite, e programmi energetici a medio-lungo termine ufficiali.
Non ci siamo riusciti.
Le valutazioni espresse a livello istituzionale non ci hanno convinto, sono state scarne e poco o per nulla esaustive, ci si è attaccati a piccoli vantaggi per nascondere grandi svantaggi. A tutt’oggi – mentre avanzano gli iter autorizzativi (sembra oramai fatta per il rigassificatore di Zaule) – nessuno è in grado di dirci né perché sia necessario costruire dei rigassificatori, né perché ci sia la possibilità addirittura di averne cinque in un braccio di mare di qualche centinaio di miglia marine (Rovigo – in fase di costruzione, Grado, Trieste, Capodistria, Isola di Veglia).
A livello istituzionale le valutazioni positive sono state molte e di “un certo livello”; cominciò l’allora Presidente della Regione Riccardo Illy a spingere per entrambi: come dimenticare la foto su “Il Piccolo” del 16 febbraio 2006 che lo ritraeva sorridente assieme a Michele Degrassi (Amministratore Delegato di “Friulia Holding”), Raffaella di Sipio (Responsabile Affari Istituzionali di Endesa), Federico Marescotti (Vicepresidente di “Friulia Holding”) e Jesus Olmos (Amministratore Delegato di Endesa Europa)? A ruota di Illy si sono poi prodigati nel promuovere i rigassificatori il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, gli industriali triestini attraverso il loro Presidente Riccardo Antonini e non ultimo l’attuale Sottosegretario all’Ambiente Roberto Menia.
“Occasione irripetibile per Trieste” dicono tutti: in realtà è quanto mai necessario distinguere fra interessi economici e interessi della città, decidendo una volta per tutte se darle una connotazione di tipo turistico oppure una connotazione di tipo industriale. Non è infatti concepibile dichiararsi portabandiera della chiusura della Ferriera di Servola in quanto incompatibile con le esigenze della città o proporre il “Parco del Mare” e poi essere favorevoli a questo tipo di impianti.
Nessun politico che sia contrario si è espresso in pubblico, troppo rischioso farlo, ne va della loro carriera.
Tutti i Comuni costieri, Slovenia compresa, si sono espressi in maniera contraria.
Sono gli enti della pubblica amministrazione più vicini ai cittadini, ma resteranno inascoltati, decide il Ministero, a Roma.
Nel 1998 ad Aaharus (Danimarca) i Paesi europei hanno sottoscritto la “Convenzione sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale”, ratificata dallo Stato italiano con Legge n°108 del 16/03/2001. Tale convenzione prevede tra le altre cose la partecipazione della popolazione al processo decisionale in materia ambientale e tra gli impianti per cui essa è prevista ci sono proprio gli impianti di rigassificazione.
Ai cittadini non è stata data nessuna informazione se non quelle che solo un tecnico come il sottoscritto è in grado di capire, nessun coinvolgimento è stato fatto, nessuna partecipazione ai processi decisionali è stata chiesta. Solo alcuni comitati locali ed associazioni ambientaliste si sono mosse coraggiosamente.
Resteranno inascoltati, decide il profitto, decidono le royalties, decide la borsa valori.
Trieste città della scienza, Trieste città della fisica, Trieste città piena di scienziati, studiosi, docenti, esperti, ricercatori di fama mondiale.
Nessuno di loro è stato chiamato ufficialmente a valutare i progetti. Nessun ente super partes è stato convocato all’esame degli stessi. Le valutazioni tecniche effettuate fino ad oggi si sono basate su perizie di parte presentate e finanziate dalle società proponenti i due progetti. Solo l’encomiabile Dottor Livio Sirovich ha tentato un’accorata difesa delle sue tesi che smontano di fatto la validità del progetto “Zaule” e le capacità tecniche dei suoi promotori.
Resterà inascoltato pure lui, decidono i brillanti tecnici della Regione e dello Stato: sul documento ufficiale della Valutazione di Impatto Ambientale favorevole del Ministero per il rigassificatore di Zaule del 16/07/2008, su 58 firmatari ci sono ben 13 astenuti e 18 assenti, quindi 31 su 58 non si sono espressi a favore, ma ciononostante l’iter prosegue ed anzi sembra oramai giunto al traguardo.
Risulta quindi chiaro che dove politica ed economia si intrecciano come amanti segreti, non vi sono professionisti accreditati, leggi emanate, documenti avvalorati, valutazioni comprovate, rischi paventati o contrarietà espresse che tengano.
Grazie a tutti, ce ne ricorderemo e se ne ricorderanno anche i nostri figli, statene pur certi.
MARCO TORBIANELLI

SPECIALE RIGASSIFICATORI. DECIMA PARTE (SERVIZIO di MARCO TORBIANELLI)


Siamo dunque giunti alla fine di questa nostra inchiesta sui rigassificatori, ne abbiamo evidenziato vizi e virtù, abbiamo espresso le nostre valutazioni sui progetti ed abbiamo cercato di dare un senso alla loro realizzazione sulla base di documentazioni valide, prospettive definite, e programmi energetici a medio-lungo termine ufficiali.
Non ci siamo riusciti.
Le valutazioni espresse a livello istituzionale non ci hanno convinto, sono state scarne e poco o per nulla esaustive, ci si è attaccati a piccoli vantaggi per nascondere grandi svantaggi. A tutt’oggi – mentre avanzano gli iter autorizzativi (sembra oramai fatta per il rigassificatore di Zaule) – nessuno è in grado di dirci né perché sia necessario costruire dei rigassificatori, né perché ci sia la possibilità addirittura di averne cinque in un braccio di mare di qualche centinaio di miglia marine (Rovigo – in fase di costruzione, Grado, Trieste, Capodistria, Isola di Veglia).
A livello istituzionale le valutazioni positive sono state molte e di “un certo livello”; cominciò l’allora Presidente della Regione Riccardo Illy a spingere per entrambi: come dimenticare la foto su “Il Piccolo” del 16 febbraio 2006 che lo ritraeva sorridente assieme a Michele Degrassi (Amministratore Delegato di “Friulia Holding”), Raffaella di Sipio (Responsabile Affari Istituzionali di Endesa), Federico Marescotti (Vicepresidente di “Friulia Holding”) e Jesus Olmos (Amministratore Delegato di Endesa Europa)? A ruota di Illy si sono poi prodigati nel promuovere i rigassificatori il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, gli industriali triestini attraverso il loro Presidente Riccardo Antonini e non ultimo l’attuale Sottosegretario all’Ambiente Roberto Menia.
“Occasione irripetibile per Trieste” dicono tutti: in realtà è quanto mai necessario distinguere fra interessi economici e interessi della città, decidendo una volta per tutte se darle una connotazione di tipo turistico oppure una connotazione di tipo industriale. Non è infatti concepibile dichiararsi portabandiera della chiusura della Ferriera di Servola in quanto incompatibile con le esigenze della città o proporre il “Parco del Mare” e poi essere favorevoli a questo tipo di impianti.
Nessun politico che sia contrario si è espresso in pubblico, troppo rischioso farlo, ne va della loro carriera.
Tutti i Comuni costieri, Slovenia compresa, si sono espressi in maniera contraria.
Sono gli enti della pubblica amministrazione più vicini ai cittadini, ma resteranno inascoltati, decide il Ministero, a Roma.
Nel 1998 ad Aaharus (Danimarca) i Paesi europei hanno sottoscritto la “Convenzione sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale”, ratificata dallo Stato italiano con Legge n°108 del 16/03/2001. Tale convenzione prevede tra le altre cose la partecipazione della popolazione al processo decisionale in materia ambientale e tra gli impianti per cui essa è prevista ci sono proprio gli impianti di rigassificazione.
Ai cittadini non è stata data nessuna informazione se non quelle che solo un tecnico come il sottoscritto è in grado di capire, nessun coinvolgimento è stato fatto, nessuna partecipazione ai processi decisionali è stata chiesta. Solo alcuni comitati locali ed associazioni ambientaliste si sono mosse coraggiosamente.
Resteranno inascoltati, decide il profitto, decidono le royalties, decide la borsa valori.
Trieste città della scienza, Trieste città della fisica, Trieste città piena di scienziati, studiosi, docenti, esperti, ricercatori di fama mondiale.
Nessuno di loro è stato chiamato ufficialmente a valutare i progetti. Nessun ente super partes è stato convocato all’esame degli stessi. Le valutazioni tecniche effettuate fino ad oggi si sono basate su perizie di parte presentate e finanziate dalle società proponenti i due progetti. Solo l’encomiabile Dottor Livio Sirovich ha tentato un’accorata difesa delle sue tesi che smontano di fatto la validità del progetto “Zaule” e le capacità tecniche dei suoi promotori.
Resterà inascoltato pure lui, decidono i brillanti tecnici della Regione e dello Stato: sul documento ufficiale della Valutazione di Impatto Ambientale favorevole del Ministero per il rigassificatore di Zaule del 16/07/2008, su 58 firmatari ci sono ben 13 astenuti e 18 assenti, quindi 31 su 58 non si sono espressi a favore, ma ciononostante l’iter prosegue ed anzi sembra oramai giunto al traguardo.
Risulta quindi chiaro che dove politica ed economia si intrecciano come amanti segreti, non vi sono professionisti accreditati, leggi emanate, documenti avvalorati, valutazioni comprovate, rischi paventati o contrarietà espresse che tengano.
Grazie a tutti, ce ne ricorderemo e se ne ricorderanno anche i nostri figli, statene pur certi.
MARCO TORBIANELLI

SPECIALE RIGASSIFICATORI. DECIMA PARTE (SERVIZIO di MARCO TORBIANELLI)


Siamo dunque giunti alla fine di questa nostra inchiesta sui rigassificatori, ne abbiamo evidenziato vizi e virtù, abbiamo espresso le nostre valutazioni sui progetti ed abbiamo cercato di dare un senso alla loro realizzazione sulla base di documentazioni valide, prospettive definite, e programmi energetici a medio-lungo termine ufficiali.
Non ci siamo riusciti.
Le valutazioni espresse a livello istituzionale non ci hanno convinto, sono state scarne e poco o per nulla esaustive, ci si è attaccati a piccoli vantaggi per nascondere grandi svantaggi. A tutt’oggi – mentre avanzano gli iter autorizzativi (sembra oramai fatta per il rigassificatore di Zaule) – nessuno è in grado di dirci né perché sia necessario costruire dei rigassificatori, né perché ci sia la possibilità addirittura di averne cinque in un braccio di mare di qualche centinaio di miglia marine (Rovigo – in fase di costruzione, Grado, Trieste, Capodistria, Isola di Veglia).
A livello istituzionale le valutazioni positive sono state molte e di “un certo livello”; cominciò l’allora Presidente della Regione Riccardo Illy a spingere per entrambi: come dimenticare la foto su “Il Piccolo” del 16 febbraio 2006 che lo ritraeva sorridente assieme a Michele Degrassi (Amministratore Delegato di “Friulia Holding”), Raffaella di Sipio (Responsabile Affari Istituzionali di Endesa), Federico Marescotti (Vicepresidente di “Friulia Holding”) e Jesus Olmos (Amministratore Delegato di Endesa Europa)? A ruota di Illy si sono poi prodigati nel promuovere i rigassificatori il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, gli industriali triestini attraverso il loro Presidente Riccardo Antonini e non ultimo l’attuale Sottosegretario all’Ambiente Roberto Menia.
“Occasione irripetibile per Trieste” dicono tutti: in realtà è quanto mai necessario distinguere fra interessi economici e interessi della città, decidendo una volta per tutte se darle una connotazione di tipo turistico oppure una connotazione di tipo industriale. Non è infatti concepibile dichiararsi portabandiera della chiusura della Ferriera di Servola in quanto incompatibile con le esigenze della città o proporre il “Parco del Mare” e poi essere favorevoli a questo tipo di impianti.
Nessun politico che sia contrario si è espresso in pubblico, troppo rischioso farlo, ne va della loro carriera.
Tutti i Comuni costieri, Slovenia compresa, si sono espressi in maniera contraria.
Sono gli enti della pubblica amministrazione più vicini ai cittadini, ma resteranno inascoltati, decide il Ministero, a Roma.
Nel 1998 ad Aaharus (Danimarca) i Paesi europei hanno sottoscritto la “Convenzione sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale”, ratificata dallo Stato italiano con Legge n°108 del 16/03/2001. Tale convenzione prevede tra le altre cose la partecipazione della popolazione al processo decisionale in materia ambientale e tra gli impianti per cui essa è prevista ci sono proprio gli impianti di rigassificazione.
Ai cittadini non è stata data nessuna informazione se non quelle che solo un tecnico come il sottoscritto è in grado di capire, nessun coinvolgimento è stato fatto, nessuna partecipazione ai processi decisionali è stata chiesta. Solo alcuni comitati locali ed associazioni ambientaliste si sono mosse coraggiosamente.
Resteranno inascoltati, decide il profitto, decidono le royalties, decide la borsa valori.
Trieste città della scienza, Trieste città della fisica, Trieste città piena di scienziati, studiosi, docenti, esperti, ricercatori di fama mondiale.
Nessuno di loro è stato chiamato ufficialmente a valutare i progetti. Nessun ente super partes è stato convocato all’esame degli stessi. Le valutazioni tecniche effettuate fino ad oggi si sono basate su perizie di parte presentate e finanziate dalle società proponenti i due progetti. Solo l’encomiabile Dottor Livio Sirovich ha tentato un’accorata difesa delle sue tesi che smontano di fatto la validità del progetto “Zaule” e le capacità tecniche dei suoi promotori.
Resterà inascoltato pure lui, decidono i brillanti tecnici della Regione e dello Stato: sul documento ufficiale della Valutazione di Impatto Ambientale favorevole del Ministero per il rigassificatore di Zaule del 16/07/2008, su 58 firmatari ci sono ben 13 astenuti e 18 assenti, quindi 31 su 58 non si sono espressi a favore, ma ciononostante l’iter prosegue ed anzi sembra oramai giunto al traguardo.
Risulta quindi chiaro che dove politica ed economia si intrecciano come amanti segreti, non vi sono professionisti accreditati, leggi emanate, documenti avvalorati, valutazioni comprovate, rischi paventati o contrarietà espresse che tengano.
Grazie a tutti, ce ne ricorderemo e se ne ricorderanno anche i nostri figli, statene pur certi.
MARCO TORBIANELLI

martedì 10 marzo 2009

SPECIALE RIGASSIFICATORI. NONA PARTE (SERVIZIO di MARCO TORBIANELLI)



Dopo aver evidenziato alcune delle posizioni contrarie ai rigassificatori, nell’ottica del pluralismo del nostro giornale vogliamo oggi parlare di chi invece sostiene i progetti.
Ci riferiamo in particolar modo al Comune di Trieste, agli industriali e all’associazione “Tecnosophia”.
Il Comune di Trieste, per bocca del sindaco Roberto Dipiazza, spinge affinché nella gestione dell’impianto di Zaule venga fatta entrare la multiutility ACEGAS-APS, di cui è socio di maggioranza, con una percentuale di azioni di almeno il 15-20%. In ogni caso il Comune sottolinea con forza sia la creazione di nuovi posti di lavoro che l’impianto comporterà, sia la bonifica di parte del Sito Inquinato di Interesse Nazionale, sia la richiesta fatta nei confronti della società proponente Gas Natural delle cosiddette “royalties”, un emolumento fisso da versare nelle casse del Comune ogni metro cubo di gas prodotto.
Riguardo a questi presunti aspetti positivi, non è ancora chiaro però se come “contropartita” per tenersi il mostro in casa ne deriverebbe una diminuzione del prezzo del gas per gli utenti privati.
Per quanto riguarda il punto di vista degli industriali, vengono messi sul piatto due aspetti principali: il primo è la creazione di una cosiddetta “catena del freddo”, ovverosia la creazione di nuove industrie che possano sfruttare, con opportuni accorgimenti, il freddo generato dall’impianto per rigassificare il GNL. La seconda – non certo di minore importanza – è la possibilità di avere il gas ad un prezzo concorrenziale, elemento che andrebbe ad incidere in maniera positiva sulle spese relative ai processi produttivi.
Infine citiamo l’associazione triestina ONLUS “Tecnosophia” presieduta da Christina Sponza. L’associazione, “fermo restando che debbano essere scrupolosamente ottemperate tutte le condizioni di rispetto delle normative ambientali e di sicurezza” ritiene utile “ribadire la necessità per l’Italia di sfruttare gas proveniente da Paesi il più possibile diversificati, al fine di sottrarci dall’univoco legame con gli attuali principali fornitori (Algeria e Russia);sostenere la diffusione di impianti di rigassificazione che consentano di utilizzare il Gas Naturale Liquefatto, più facilmente trasportabile anche da Stati non collegati tramite gasdotto;responsabilizzare, con la nostra testimonianza, gli enti locali ed i cittadini affinché non prevalgano logiche “non nel mio giardino” ma si collabori agli interessi dell’intera nazione”.
A livello istituzionale va detto comunque che per il rigassificatore di Zaule il Ministero dell’Ambiente ha già dato il suo assenso, così come la Capitaneria di Porto di Trieste e la Soprintendenza, anche se in quest’ultimo caso va comunque detto che il parere positivo – risalente al 4 dicembre 2008 – è condizionato da alcune prescrizioni: i due serbatoi andranno spostati dalle aree verdi presenti e andranno parzialmente interrati in modo da non superare l’altezza fuori terra di venti metri, mentre la linea di costa non potrà essere modificata e conseguentemente le opere a mare andranno arretrate riducendo in tal modo la loro lunghezza di circa la metà. In ogni caso la stessa Soprintendenza ha ribadito che andrà rispettata anche la volontà della Slovenia, che si è però ampiamente opposta al progetto.

SPECIALE RIGASSIFICATORI. NONA PARTE (SERVIZIO di MARCO TORBIANELLI)



Dopo aver evidenziato alcune delle posizioni contrarie ai rigassificatori, nell’ottica del pluralismo del nostro giornale vogliamo oggi parlare di chi invece sostiene i progetti.
Ci riferiamo in particolar modo al Comune di Trieste, agli industriali e all’associazione “Tecnosophia”.
Il Comune di Trieste, per bocca del sindaco Roberto Dipiazza, spinge affinché nella gestione dell’impianto di Zaule venga fatta entrare la multiutility ACEGAS-APS, di cui è socio di maggioranza, con una percentuale di azioni di almeno il 15-20%. In ogni caso il Comune sottolinea con forza sia la creazione di nuovi posti di lavoro che l’impianto comporterà, sia la bonifica di parte del Sito Inquinato di Interesse Nazionale, sia la richiesta fatta nei confronti della società proponente Gas Natural delle cosiddette “royalties”, un emolumento fisso da versare nelle casse del Comune ogni metro cubo di gas prodotto.
Riguardo a questi presunti aspetti positivi, non è ancora chiaro però se come “contropartita” per tenersi il mostro in casa ne deriverebbe una diminuzione del prezzo del gas per gli utenti privati.
Per quanto riguarda il punto di vista degli industriali, vengono messi sul piatto due aspetti principali: il primo è la creazione di una cosiddetta “catena del freddo”, ovverosia la creazione di nuove industrie che possano sfruttare, con opportuni accorgimenti, il freddo generato dall’impianto per rigassificare il GNL. La seconda – non certo di minore importanza – è la possibilità di avere il gas ad un prezzo concorrenziale, elemento che andrebbe ad incidere in maniera positiva sulle spese relative ai processi produttivi.
Infine citiamo l’associazione triestina ONLUS “Tecnosophia” presieduta da Christina Sponza. L’associazione, “fermo restando che debbano essere scrupolosamente ottemperate tutte le condizioni di rispetto delle normative ambientali e di sicurezza” ritiene utile “ribadire la necessità per l’Italia di sfruttare gas proveniente da Paesi il più possibile diversificati, al fine di sottrarci dall’univoco legame con gli attuali principali fornitori (Algeria e Russia);sostenere la diffusione di impianti di rigassificazione che consentano di utilizzare il Gas Naturale Liquefatto, più facilmente trasportabile anche da Stati non collegati tramite gasdotto;responsabilizzare, con la nostra testimonianza, gli enti locali ed i cittadini affinché non prevalgano logiche “non nel mio giardino” ma si collabori agli interessi dell’intera nazione”.
A livello istituzionale va detto comunque che per il rigassificatore di Zaule il Ministero dell’Ambiente ha già dato il suo assenso, così come la Capitaneria di Porto di Trieste e la Soprintendenza, anche se in quest’ultimo caso va comunque detto che il parere positivo – risalente al 4 dicembre 2008 – è condizionato da alcune prescrizioni: i due serbatoi andranno spostati dalle aree verdi presenti e andranno parzialmente interrati in modo da non superare l’altezza fuori terra di venti metri, mentre la linea di costa non potrà essere modificata e conseguentemente le opere a mare andranno arretrate riducendo in tal modo la loro lunghezza di circa la metà. In ogni caso la stessa Soprintendenza ha ribadito che andrà rispettata anche la volontà della Slovenia, che si è però ampiamente opposta al progetto.

SPECIALE RIGASSIFICATORI. NONA PARTE (SERVIZIO di MARCO TORBIANELLI)



Dopo aver evidenziato alcune delle posizioni contrarie ai rigassificatori, nell’ottica del pluralismo del nostro giornale vogliamo oggi parlare di chi invece sostiene i progetti.
Ci riferiamo in particolar modo al Comune di Trieste, agli industriali e all’associazione “Tecnosophia”.
Il Comune di Trieste, per bocca del sindaco Roberto Dipiazza, spinge affinché nella gestione dell’impianto di Zaule venga fatta entrare la multiutility ACEGAS-APS, di cui è socio di maggioranza, con una percentuale di azioni di almeno il 15-20%. In ogni caso il Comune sottolinea con forza sia la creazione di nuovi posti di lavoro che l’impianto comporterà, sia la bonifica di parte del Sito Inquinato di Interesse Nazionale, sia la richiesta fatta nei confronti della società proponente Gas Natural delle cosiddette “royalties”, un emolumento fisso da versare nelle casse del Comune ogni metro cubo di gas prodotto.
Riguardo a questi presunti aspetti positivi, non è ancora chiaro però se come “contropartita” per tenersi il mostro in casa ne deriverebbe una diminuzione del prezzo del gas per gli utenti privati.
Per quanto riguarda il punto di vista degli industriali, vengono messi sul piatto due aspetti principali: il primo è la creazione di una cosiddetta “catena del freddo”, ovverosia la creazione di nuove industrie che possano sfruttare, con opportuni accorgimenti, il freddo generato dall’impianto per rigassificare il GNL. La seconda – non certo di minore importanza – è la possibilità di avere il gas ad un prezzo concorrenziale, elemento che andrebbe ad incidere in maniera positiva sulle spese relative ai processi produttivi.
Infine citiamo l’associazione triestina ONLUS “Tecnosophia” presieduta da Christina Sponza. L’associazione, “fermo restando che debbano essere scrupolosamente ottemperate tutte le condizioni di rispetto delle normative ambientali e di sicurezza” ritiene utile “ribadire la necessità per l’Italia di sfruttare gas proveniente da Paesi il più possibile diversificati, al fine di sottrarci dall’univoco legame con gli attuali principali fornitori (Algeria e Russia);sostenere la diffusione di impianti di rigassificazione che consentano di utilizzare il Gas Naturale Liquefatto, più facilmente trasportabile anche da Stati non collegati tramite gasdotto;responsabilizzare, con la nostra testimonianza, gli enti locali ed i cittadini affinché non prevalgano logiche “non nel mio giardino” ma si collabori agli interessi dell’intera nazione”.
A livello istituzionale va detto comunque che per il rigassificatore di Zaule il Ministero dell’Ambiente ha già dato il suo assenso, così come la Capitaneria di Porto di Trieste e la Soprintendenza, anche se in quest’ultimo caso va comunque detto che il parere positivo – risalente al 4 dicembre 2008 – è condizionato da alcune prescrizioni: i due serbatoi andranno spostati dalle aree verdi presenti e andranno parzialmente interrati in modo da non superare l’altezza fuori terra di venti metri, mentre la linea di costa non potrà essere modificata e conseguentemente le opere a mare andranno arretrate riducendo in tal modo la loro lunghezza di circa la metà. In ogni caso la stessa Soprintendenza ha ribadito che andrà rispettata anche la volontà della Slovenia, che si è però ampiamente opposta al progetto.